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Sito d'Interesse Comunitario Trezze di San Pietro e Bardelli

Carta d'identità
Cod. RN2000: IT3330009
Superficie: 1.971,40 ha
Superficie a mare: 100,00 ha
Province: TS
  •  (foto di S. Ciriaco)
  •  (foto di S. Ciriaco)
  •  (foto di S. Ciriaco)

Nel nord Adriatico, affioramenti rocciosi ricchi di biodiversità

Le trezze costituiscono veri e propri hot-spot di biodiversità ricchi di microambienti e gradienti ecologici, rispetto al contesto monotono dei fondali del Nord Adriatico composti da fanghi intervallati da zone di sabbie medio-fini ricche di detrito organogeno. In riferimento allAllegato I della Direttiva gli affioramenti rocciosi del nord Adriatico possono configurarsi come habitat di scogliera caratterizzati da concrezioni biogeniche e/o geogeniche. Le comunità biologiche della trezza Bardelli rientrano nella definizione di coralligeno proposta nel meeting RAC/SPA (2006, Tunisia), nellAction Plan per la conservazione del coralligeno (UNEPMAP- RAC/SPA, 2008) e in Ballesteros (2006), dove si fa esplicito riferimento al contributo organogenico delle alghe calcaree. Tra i biocostruttori più importanti sono segnalate le alghe calcaree dei generi Lithophyllum, Lithothamnion, Mesophyllum, Neogoniolithon e Peyssonnelia, i madreporari Cladocora e Astroides, il briozoo Myriapora e i policheti serpulidi Serpula e Pomatoceros. Il contributo delle alghe calcaree è rilevante rispetto agli affioramenti veneti. L'elevata biodiversità degli affioramenti rocciosi varia anche in ragione della composizione dei substrati circostanti (fanghi terrigeni costieri, sabbie fini ben calibrate, sabbie grossolane). Sui fondali circostanti le trezze San Pietro e Bardelli sono stati rinvenuti elementi che caratterizzano il maërl, riportato nel Piano dAzione per la Conservazione del Coralligeno e di altre bio-concrezioni del Mediterraneo (UNEP-MAP-RAC/SPA, 2008). La ricchezza dei popolamenti e la presenza di gradienti ecologici, basati sulla varietà di tipologie, orientamento ed elevazione dei substrati oltre che sulle caratteristiche idrologiche dellarea, rappresentano un elemento di pregio che assume notevole importanza tenuto conto della relativa uniformità dei fondi costieri nord occidentali dellAlto Adriatico. Oltre alla presenza di specie fitozoobentoniche che si rinvengono solo in questi siti, queste biocostruzioni svolgono un ruolo fondamentale per la riproduzione e lo sviluppo degli stadi giovanili e rappresentano nuclei di attrazione e protezione per numerose specie ittiche demersali e pelagiche. Questi affioramenti sono sede di riproduzione della verdesca (Prionace glauca) e di altre specie squaliformi quali il gattuccio (Scyliorhinus stellaris), la cagnetta (Scyliorhinus canicula) ed il palombo (Mustelus mustelus). Il pregio ambientale e lelevata biodiversità riscontrati pongono le biocostruzioni dellAlto Adriatico allattenzione del mondo scientifico oltre che di numerose categorie di stakeholders, in quanto si tratta di siti molto ambiti da subacquei e da pescatori.

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