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Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale Biotopi e Ripristini ambientali di Medicina e Molinella

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Codice Rete Natura 2000: IT4050022
  • Superficie a terra (ha): 4.022,00
  • Regioni: Emilia-Romagna
  • Province: Bologna
  • Comuni: Budrio, Medicina, Molinella

 

 
Zona umida di Marmorta, Molinella
Bruco della cassandra

Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale Biotopi e Ripristini ambientali di Medicina e Molinella

E' il sito più ampio della bassa pianura bolognese, di zone umide d'acqua dolce. A ridosso del ferrarese e, in particolare, della stazione più interna del Parco del Delta, quella delle valli di Campotto, si estende su un'area ampia e articolata, caratterizzata da conche geomorfologiche con terreni prevalentemente limoso-argillosi di origine alluvionale, in gran parte occupata fino al XVIII secolo da paludi. L'area è stata progressivamente bonificata con trasformazione delle paludi prevalentemente in risaie, ma ancora alla fine del XIX secolo presentava superfici paludose. Nei comuni di Medicina e Molinella sono state conservate fino al 1950-1960 numerose zone umide utilizzate come casse di accumulo delle acque per le risaie, per la pesca e per la caccia, ma con la rapida diminuzione delle superfici coltivate a riso la maggior parte delle zone umide è stata prosciugata. Tra il 1991 e il 2002, attraverso l'applicazione di misure agroambientali comunitarie finalizzate alla creazione e alla gestione di ambienti per la fauna e la flora selvatiche su seminativi ritirati dalla produzione, numerose aziende agricole hanno ripristinato un migliaio di ettari in zone umide, praterie arbustate e siepi. Le principali zone umide attualmente presenti nel sito sono, da Nord, per Molinella anzitutto la Vallazza, poi quelle di Selva Malvezzi (Barabana, La Boscosa, Cantoncello, La Storta) e quelle di Marmorta (Cassa Boschetti, La Fiorentina, Lunardina e il Botticino). Per Medicina, più a Sud, le principali zone umide sono situate tra Sant'Antonio e Buda-Portonovo: Cassa del Quadrone, Valle Bentivoglia, Valle Fracassata, Marzara, Scossaborsella, Tenuta Bosco e la Vallona. Alcune di queste contengono gli ultimi biotopi relitti (Vallazza, Bentivoglia, Fracassata) di zone umide originarie, le più ricche e differenziate della pianura bolognese; più frequenti sono le plaghe riallagate per effetti delle azioni di ripristino ambientale. Sono ricompresi a comporre una complessa rete di collegamenti ecologici tratti significativi dei torrenti Idice, Quaderna e dei canali Botte, Lorgana, Garda, Menata, Sesto Alto e Centonara, che collegano tra loro le zone con ambienti naturali e seminaturali. Le Oasi di protezione della fauna "Cassa del Quadrone" e "Sinibalda bolognese", interamente comprese, testimoniano l'alto valore del sito in relazione alla tutela dell'avifauna presente, in particolare di nidificanti e migratori. Il contesto generale, tuttavia, è quello di un elevato grado di antropizzazione e di un rischio costante di alterazioni accentuate dalla generalmente ridotta estensione dei biotopi e dalla gestione non sempre continuativa delle risorse idriche.

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