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Sito di Interesse Comunitario Bosco di Sant'Agostino o Panfilia

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Codice Rete Natura 2000: IT4060009
  • Superficie a terra (ha): 188,00
  • Regioni: Emilia-Romagna
  • Province: Bologna, Ferrara
  • Comuni: Galliera, Pieve di Cento, Poggio Renatico, Terre del Reno

 

 
Upupa (Upupa epops)
Cobite (Cobitis taenia)

Sito di Interesse Comunitario Bosco di Sant'Agostino o Panfilia

Il sito è localizzato nella pianura ferrarese al confine con la provincia di Bologna. Comprende un tratto del fiume Reno e un lembo di foresta adiacente, esempio del bosco umido-ripariale di pianura un tempo ben più diffuso. Non si tratta, come ipotizzato, di un bosco relitto, avendo solo due secoli e mezzo di vita, ma comunque di una preziosa, pressoché unica testimonianza di foresta planiziaria in Emilia-Romagna. Il bosco ha preso origine e nome dalla rotta del fiume Reno avvenuta il 19 marzo 1751 nei pressi del palazzo dei Panfili, oggi scomparso. Fino al 1604 il Reno proseguiva verso Nord e andava nel Po, ma le grandi piene e la tendenza a interrarsi avevano indotto la Sacra Congregazione delle Acque a un dirottamento verso le valli ferraresi. Da qui fu decisa la deviazione definitiva verso Est con immissione, tramite il Cavo Benedettino, nel ramo abbandonato del Po di Primaro, direttamente fino al mare (1767). Rimase la vasta golena, con suolo alluvionale composto da stratificazioni alternate di depositi sabbiosi e argilloso-limosi, nella quale si insediò il bosco fluviale, periodicamente allagato dalle piene autunnali e primaverili più accentuate. Nonostante le pesanti utilizzazioni praticate durante l'ultimo conflitto e parziali trasformazioni antropiche subite nel tempo in relazione a pratiche di pioppicoltura, il Bosco Panfilia rappresenta per qualità ed estensione il più significativo relitto forestale planiziale della regione in ambiente ripariale. Il cuore della foresta, per circa 80 ettari in sinistra Reno, è di proprietà demaniale regionale: 50 ettari circa sono di bosco naturale, 30 di pioppeto residuale mantenuto per il reinserimento delle latifoglie spontanee. Nel complesso il 54% del sito è coperto da boschi misti di latifoglie (al 10% con carattere spiccatamente igrofilo per dominanza di salice bianco S. alba e pioppo bianco Populus alba). Più interessante il bosco di farnia (Quercus robur), che occupa il settore con terreno più profondo ed evoluto, insieme a grandi frassini e caratteristico sottobosco a Carex pendula a indicare marcata igrofilia. Completano il panorama corpi d'acqua corrente, alcuni coltivi e una limitata frazione di aree marginali incolte con prateria umida a megaforbie eutrofiche. Di fronte al Bosco Panfilia, nella golena bolognese del Reno, è stata istituita l'Area di Riequilibrio Ecologico "Bisana" su una superficie complessiva di circa 65 ettari.

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