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Biotopo Lago di Loppio



L'Area Protetta

Mappa di Avvicinamento
  • Gestore: Provincia Autonoma di Trento - Servizio Parchi e Foreste Demaniali
  • Sede: Vie G.B. Trener, 3 - 38100 Trento
  • Tel: 0461/495833
  • Fax: 0461/495918
  • Tipologia: palude derivata da lago prosciugato artificialmente
  • Nome locale: Lago di Loppio
  • Nome topografico: Lago di Loppio
  • Comuni: Mori e Nago-Torbole
  • Comprensorio: C.10 - Vallagarina
  • Quota media s.l.m.: m 230
  • Superficie: 112 ha circa
  • Provvedimento istitutivo: delib. Giunta Prov. 19.10.1987, n. 11130; modif. delib. 20.12.1996, n. 17031
  • Ulteriori informazioni


Il Lago di Loppio è sicuramente uno dei Biotopi tutelati più famosi del Trentino, e deve tanta notorietà alla sua particolare origine. Lo stesso nome di "lago", peraltro, ci suggerisce qualcosa: attualmente, infatti, è una conca palustre, ma fino al 1958 era realmente un lago di discrete dimensioni, di piacevole aspetto e soprattutto intimamente legato alla vita quotidiana degli abitanti di Loppio e di Mori.

Negli anni 1939-40 e poi 1954-59 fu scavata una galleria tra il Fiume Adige ed il Lago di Garda per riversare in quest'ultimo le acque eccedenti del fiume durante le piene ed eliminare così i pericoli di alluvione per la restante Valle dell'Adige e la città di Verona. La galleria passò (e passa) proprio sotto al lago, ed intercettò sia la falda che lo alimentava che quella freatica ad esso collegata. Risultato: il bacino si svuotò senza più ricostituirsi, e molte sorgenti della zona si prosciugarono.

Parlando di "origine del Biotopo" è dunque necessario specificare se si parla di quella naturale, che creò il lago, o di quella causata dall'uomo, che lo invecchiò repentinamente trasformandolo in palude.

Nella valle che unisce il solco dell'Adige a quello del Garda, il Lago di Loppio si originò a causa di un doppio sbarramento: una grossa frana ostruì il lato nord-occidentale, mentre il Rio Gresta con i suoi materiali bloccò il lato opposto. Nella conca così creata si instaurò il lago. La palude, che è l'attuale stato del bacino, si sarebbe sicuramente sviluppata seguendo la normale vita fisiologica del lago, ma avrebbe seguito i lenti e dolci ritmi naturali. L'uomo invece vi ha posto una "secondaria" origine, artificiale e traumatica.


Oggi il Lago di Loppio è la più estesa area palustre del Trentino: infatti, a distanza di più di trent'anni da quell'evento, l'ambiente ha reagito e si è consolidato sullo stato di palude periodicamente invasa da grandi quantità di acqua.

La vegetazione instauratasi nel Biotopo è molto interessante. Prevalgono le associazioni vegetali di erbe infestanti e pioniere delle zone umide, ma vi sono anche associazioni erbacee palustri, come pure lembi di boscaglia igrofila.

Il mosaico ambientale presente nell'area protetta, straordinariamente vario e articolato, garantisce possibilità di sopravvivenza ad un numero veramente notevole di specie della fauna selvatica. Si può dire che ogni gruppo faunistico è qui ben rappresentato, dal momento che nel Biotopo coesitono ambienti così diversi (ad esempio paludi e zone rocciose) da fornire ricetto ad animali con esigenze ecologiche tra loro molto lontane.

Per il Lago di Loppio sono state avanzate un gran numero di proposte per una sua pretesa "valorizzazione", compresa la trasformazione in campo da golf o il "ripristino" dello specchio d'acqua con finalità turistiche. Il suo grande valore naturalistico ed ecologico, che è primario rispetto ad ogni altro, ha invece suggerito la tutela come Biotopo di notevole interesse ambientale.