Parks.it
Il Portale dei Parchi Italiani  

 

Natura senza frontiere

Le buone pratiche dei parchi

Cooperazione internazionale

 

PARCO REGIONALE
DELLE ALPI MARITTIME
Regione: Piemonte
Estensione: 27.832 ettari
Anno di istituzione: 1995
Sede: piazza Regina Elena 30
12010 Valdieri (CN)
Telefono: 0171 97397
Fax: 0171 97542
www.parks.it

 

Tutto partì con lo stambecco: era il 1986. Senza aspettare Schengen e Maastricht, naturalmente, gli ungulati sconfinavano liberamente nel parco nazionale francese del Mercantour dove si erano estinti da tempo. Il gemellaggio coi vicini d'oltralpe al parco piemontese delle Alpi Marittime - allora si chiamava Argentera - è sempre apparso nell'ordine naturale delle cose. Si mette così mano ai primi programmi concordati, per la dislocazione di nuclei di animali anche in Francia, ma il varco ormai è aperto e parte un cammino comune che non si è più arrestato. Tra le tappe più importanti c'è il progetto per la reintroduzione del gipeto, dalla fine degli anni Ottanta, che dal '93 prosegue con rilasci effettuati alternativamente - come prevedono le norme di buon vicinato - una volta alle Marittime e una volta al Mercantour. C'è il progetto "Montagne senza frontiere", del '95, che frutta tra le altre cose una guida bilingue sui sentieri e molti interventi sulla fruizione: nel giugno scorso quello più recente, la posa del primo dei molti pannelli bilingue lungo i 35 km di frontiera comune, al Colle di Finestra. C'è poi la Carta di gemellaggio del '98, sottoscritta pure dai rispettivi ministri dell'Ambiente, che si pone l'ambizioso obiettivo di una struttura gestionale unica per le due aree protette. Un'idea che va dunque avanti, quella delle azioni congiunte fra aree protette transfrontaliere, tanto avanzata da non essere neppure prevista dalla legge nazionale sui parchi 394/91 (ma pure inseguita da altri parchi, dal Gran Paradiso allo Stelvio). E che pure si consolida, grazie alla costanza determinata delle persone che ci lavorano ed a riunioni periodiche dei rispettivi staff, praticamente ogni mese, e grazie anche ai fondi comunitari Life e Interreg. Entrambi derivati dall'antica riserva di caccia del re d'Italia, Vittorio Emanuele II, i due parchi proteggono grazie ad una frontiera comune di 35 km una superficie di oltre 100.000 ettari che comprende il massiccio del Gelàs, dell'Argentera e del Mercantour. Il gemellaggio vero e proprio risale al 1987. Da allora, è iniziata una riflessione sui meccanismi legali e organizzativi che consentono la creazione di un'area protetta internazionale a livello europeo. Per questo motivo fanno parte di numerosi gruppi di lavoro internazionali sull'argomento (Europarc e Iucn) e mantengono contatti costanti con altre aree protette che si trovano in una situazione analoga. In occasione della firma della Carta di gemellaggio è stato organizzato un apposito workshop al quale hanno partecipato una cinquantina di specialisti: esperti di diritto internazionale, gestori di aree protette transfrontaliere, rappresentati di organizzazioni europee, governative e non governative, amministratori pubblici italiani e francesi. Ne sono scaturite considerazioni e raccomandazioni che possono essere sintetizzate come segue:
  • le ONG dovrebbero organizzare un gruppo di lavoro permanente sulle aree protette transfrontaliere;
  • il Consiglio d'Europa dovrebbe istituire una categoria specifica di Diploma Europeo;
  • l'Unione Europea dovrebbe ricercare dispositivi legali che consentano la costituzione di un organismo comune di gestione, e dovrebbe dare particolare priorità al finanziamento di progetti comuni in aree protette transfrontaliere;
  • i Governi francese e italiano dovrebbero sostenere la cooperazione tra i parchi frontalieri e creare una specifica commissione mista a questo proposito;
  • i due parchi dovrebbero promuovere la collaborazione diretta tra le comunità locali, e costituire un gruppo di lavoro permanente al fine di proseguire la riflessione intrapresa, da un lato, e dall'altro proporre iniziative concrete che consentano, a piccoli passi, di continuare il cammino verso un unico Parco Europeo.

È stato realizzato uno Studio comparato giuridico amministrativo ed organizzativo del Parc National du Mercantour e del Parco Naturale Alpi Marittime, dai risultati assai significativi. La sua prima parte passa in rassegna l'organizzazione delle strutture di gestione (rapporto con le rispettive autorità di tutela, centri e circuiti di decisione, competenze relative, ecc.), la regolamentazione in vigore nei due parchi e le modalità di controllo, di sorveglianza e di trattamento delle infrazioni, le principali fonti di finanziamento dei due enti-parco, i documenti di pianificazione e di programmazione. La seconda parte si sofferma sulla possibile creazione di un parco internazionale comprendente i territori delle due aree protette. Un percorso giuridicamente assai complesso, che non può che iniziare con un'armonizzazione progressiva delle norme e degli interventi da parte degli organismi interessati. Infatti, la presa di coscienza da parte del diritto internazionale di un sistema di protezione integrato avente per obiettivo la salvaguardia delle specie e del loro habitat è recente. Il percorso prefigurato prevede inizialmente la creazione di una riserva internazionale della biosfera, sulla base del programma Man and Biosphere elaborato dall'UNESCO nel 1971. Successivamente, un trattato internazionale specifico o l'integrazione dell'accordo italo-francese firmato sulla base della Convenzione di Madrid. Infine, come fase tecnica e giuridica a lungo termine, la costituzione da parte dei due parchi di un'unica persona morale di diritto pubblico. Questa sarà in grado di ricevere e di gestire finanziamenti oltre a prendere decisioni riguardanti i due parchi nel rispetto del principio di sussidiarietà. Quest'ultima tappa potrà sfociare nella preparazione di un progetto di direttiva europea. Conclude lo studio una traduzione dei testi giuridici in vigore per i due parchi.