Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


La Convenzione degli Appennini


Sottoscrizione della Convenzione degli Appennini


La Convenzione degli Appennini si lega alla volontà di una serie di Soggetti istituzionali, Associazioni e Partner socio-economici di avviare un’azione comune per la tutela e la valorizzazione della catena appenninica per rafforzare il percorso avviato con il Progetto APE, Appennino Parco d’Europa e di conseguire una serie di obiettivi rivolti alla:

  • costruzione di un modello di sviluppo sostenibile per l’intero sistema appenninico e per le aree territorialmente e funzionalmente collegate;
  • definizione di un’azione di raccordo con gli altri Paesi del Mediterraneo sulle politiche di tutela e valorizzazione degli ambiti montani;
  • definizione degli obiettivi e delle azioni di tutela e valorizzazione delle aree della dorsale appenninica;
  • realizzazione di un programma degli interventi e delle attività da attuare per il conseguimento degli obiettivi individuati;
  • costruzione di modelli di partenariato nazionali e internazionali per l’attuazione dei criteri di sostenibilità degli ambiti naturali delle aree montane;
  • individuazione delle modalità operative e degli organi di coordinamento per le attività e gli interventi.

Contenuti e finalità della “Convenzione degli Appennini”

La Convenzione degli Appennini rappresenta l’occasione per costituire un tavolo di coordinamento capace di avviare un processo di tutela e valorizzazione, che veda concretamente impegnati i soggetti istituzionali interessati nella costruzione di un progetto complessivo di sviluppo sostenibile per la dorsale appenninica, posto in relazione anche con gli altri Paesi del Mediterraneo per la definizione di una politica comune per le montagne dei Paesi del bacino.

In tal senso la Convenzione è finalizzata a:

  • individuare i soggetti istituzionali, le Associazioni, gli Enti interessati alla condivisione degli obiettivi e alla attuazione della politica complessiva di tutela e valorizzazione della dorsale appenninica;
  • contenere una dichiarazione comune di intenti delle Parti rivolta all’affermazione del ruolo strategico degli Appennini nel contesto euro-mediterraneo;
  • stabilire un livello di coordinamento sia nazionale che nell’ambito mediterraneo per una politica comune per le aree montane, individuando una cabina di regia tecnica per lo svolgimento e l’organizzazione delle attività e per la raccolta e selezione dei progetti;
  • definire l’ambito territoriale nazionale di riferimento su cui si intende far ricadere l’applicazione dei contenuti della Convenzione;
  • identificare le priorità sociali, ambientali, territoriali, di tutela e sviluppo per i settori produttivi (ambiti naturali, ecosistemi, paesaggi, agricoltura, artigianato, foreste), turismo e fruizione, trasporti e infrastrutture, energia, gestione delle risorse;
  • far rientrare il progetto APE (Appennino Parco d’Europa) negli obiettivi prioritari delle Regioni interessate dalla presenza della dorsale appenninica nei loro territori, quale progetto guida per l’attuazione della Convenzione;
  • individuare quale strumento attuativo prioritario il programma d’azione della seconda fase di APE per la realizzazione degli interventi di sistema necessari alla costruzione di una rete nazionale delle aree montane dell’Appennino;
  • definire i Soggetti istituzionali, le Associazioni e i Partner socio-economici chiamati a svolgere un ruolo di coordinamento, gestione e animazione della Convenzione;
  • definire il periodo di applicazione della Convenzione e dei suoi contenuti.

Obiettivi operativi

I principali obiettivi operativi rivolti alla costruzione e attuazione di un quadro di azioni coerenti con le finalità della Convenzione sono:

  • identificazione di un programma di azioni finalizzate ad avviare un processo di sviluppo compatibile diffuso nei territori appenninici e inserito nel contesto europeo;
  • definizione di un modello di collaborazione a scala nazionale aperto alla dimensione europea e capace di coinvolgere tutti i soggetti impegnati;
  • individuazione di una serie di fasi temporali di attuazione della “Convenzione” per trasferire sui territori i contenuti e le strategie dell’infrastrutturazione ambientale Appenninica;
  • preparazione del Programma d’azione della seconda fase di APE per la realizzazione dei Progetti integrati d’area e dei relativi interventi;
  • definizione di un quadro di sviluppo territoriale integrato con le problematiche ambientali e con le vocazioni specifiche delle singole aree secondo dei modelli di sviluppo locale trasversali e condivisi;
  • creazione di modelli di partenariato, a livello locale e nazionale, capaci di contribuire alle fasi programmatiche e progettuali della Convenzione.

I Progetti integrati d’area della seconda fase del Progetto APE

In coerenza con quanto previsto con la prima fase del programma d’azione di APE si è proceduto alla definizione dei contenuti e delle modalità di attuazione dei Progetti integrati d’area.
A differenza della prima fase, solo parzialmente attuata, destinata alla realizzazione di Progetti pilota rivolti alla costruzione di una serie di “presidi territoriali”, la seconda fase interessa la realizzazione di interventi alla scala territoriale necessari alla creazione della rete integrata per tutta la dorsale appenninica.
Le misure progettuali della seconda fase di attuazione del programma sono, pertanto, finalizzate alla vera e propria creazione della rete di interventi in grado di realizzare concretamente le azioni di conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali in tutti gli ambiti interessati dal Progetto APE.
In considerazione della trasversalità della tematica ambientale e della Rete ecologica, diventa essenziale la realizzazione di interventi con livelli di integrazione che interessino più ambiti e siano in grado di attivare una serie di ricadute sociali e economiche a beneficio dei residenti dei territori interessati.

Le finalità dei Progetti integrati d’area della seconda fase di APE

Gli elementi ed il tipo di caratterizzazione che definiscono la specificità dei Progetti integrati d’area della seconda fase del Progetto APE sono legati ad una serie di aspetti che costituiscono i punti fondamentali di questo programma di rafforzamento del modello di sviluppo durevole per le aree appenniniche:

  1. avviare una politica di conservazione e tutela degli ambiti naturali all’interno di un sistema antropizzato e articolato quale quello appenninico secondo una serie di livelli di complessità e di equilibri naturali che non dovranno essere alterati o modificati senza un’adeguata valutazione delle relative problematiche;
  2. valorizzare le risorse immobili creando nuove occasioni e possibilità di sviluppo dei sistemi di rete attraverso la tutela e l’uso compatibile delle risorse – culturali, naturali, umane – con interventi di supporto per le aree in ritardo di sviluppo e interventi di riequilibrio per le aree a rischio di degrado;
  3. contribuire alla costruzione di un ambiente sociale adatto allo sviluppo, migliorare la qualità della vita nelle aree in ritardo, favorire i processi di recupero della fiducia sociale, favorire l’offerta di servizi innovativi e qualificati per i residenti e per i visitatori, rendere più flessibili e dinamiche le metodologie attuative delle opere e delle attività adeguandole al contesto europeo;
  4. creare le condizioni per la promozione e la localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali nei settori della conservazione della natura, del recupero dei beni storici e del patrimonio diffuso, del turismo, dell'agricoltura, del lavoro e della formazione, della manutenzione del territorio e della gestione delle risorse aumentando e valorizzando i fattori di attrattività di interventi produttivi collegati alla specificità dei luoghi e delle tradizioni culturali;
  5. realizzare un nuovo modello compatibile di gestione delle risorse primarie e delle attività legate alla creazione di servizi soprattutto in materia di recupero e smaltimento dei rifiuti all’interno di processi di recupero dell’energia.
  6. verificare i livelli di coerenza dei singoli progetti sia in relazione agli obiettivi prioritari del programma ma anche rispetto alle aspettative e ai fabbisogni locali delle popolazioni residenti e alle necessarie ricadute da attivare.

I soggetti del partenariato di APE

I soggetti attuatori del programma d’azione di APE sono articolati in relazione alle specifiche competenze delle Amministrazioni centrali (nell’ambito del rapporto di sussidiarietà previsto con i soggetti locali), delle singole Regioni (come soggetti competenti per la materia della programmazione, realizzazione e gestione degli interventi), degli Enti locali (Province, Comunità Montane e Comuni) delle Associazioni ambientaliste e di categoria e dei soggetti privati.
La scelta delle procedure di programmazione negoziata implica l'attuazione di forme di concertazione orientate all'analisi degli specifici fabbisogni di ciascuna area di intervento. Tali programmi dovranno essere basati su un consenso diffuso da parte delle popolazioni e delle forze lavorative locali il cui riconoscimento è condizione essenziale per il successo delle iniziative.
Gli Enti territorialmente interessati dal processo saranno le Regioni, le Province, le Comunità Montane, i Comuni, i Parchi nazionali, regionali, le riserve e le aree protette in genere insieme alle Associazioni e agli altri soggetti del partenariato socio-economico pubblico e privato.