Lo spazio territoriale di APE
Considerazioni preliminari per l'individuazione dell'ambito territoriale del Progetto APE - Appennino Parco d'Europa


Il Progetto Ape ha come spazio geografico di riferimento i territori dell'Appennino che si distribuiscono lungo la dorsale continentale che dal Passo di Cadibona arriva fino all'Aspromonte. Una dorsale che trova una soluzione di continuità nello Stretto di Messina, per poi riprendere e dar vita così all'Appennino siculo, che dai Monti Peloritani attraversando i Nebrodi arriva fino alle Madonie.

Un ambito definito da specifici caratteri geomorfologici e da vicende storiche e culturali che hanno contribuito alla formazione di spazi territoriali fortemente interrelati fra di loro, chiamati oggi ad assolvere un ruolo importante all'interno del più complesso scenario nazionale ed europeo.

L'ossatura del Progetto Ape è costituita da territori montani appenninici dotati di omogeneità, dal punto di vista geomorfologico, e di diversità, dal punto di vista storico e culturale, a cui si congiungono ambiti territoriali che stabiliscono con l'Appennino differenti sistemi di relazioni:

  • da quelli che nel tempo hanno sviluppato forti "connessioni", economiche e culturali con il sistema appenninico, come ad esempio il promontorio del Gargano;
  • a quelli caratterizzati da semplici "relazioni di prossimità" come nel caso delle Cinque Terre.

Nelle figure allegate viene sintetizzato il risultato delle prime elaborazioni effettuate, in esse viene rappresentato il sistema territoriale di APE come un insieme composto da un ambito centrale aperto, struttura del sistema, con cui si relazionano una serie di ambiti del contorno (Cinque Terre, Lepini, Gargano, Murgia, Cilento, Sicilia); in particolare per quanto rappresentato dalle diverse figure si evidenzia:





A)
nella rappresentazione dello Spazio Territoriale del Progetto APE (modello digitale del terreno) la visione tridimensionale supporta il carattere di unitarietà dal punto di vista morfologico dell'ambito geografico selezionato;




B)
la Carta fisico-politica, in uno schema sintetico, pone in relazione lo Spazio Territoriale del Progetto APE con le fasce altimetriche dell'alta collina e della montagna, evidenziando i limiti dei diversi territori regionali;




C)
con la rappresentazione del rapporto fra il Progetto APE e il Sistema delle Aree Naturali Protette si pone in risalto, da un lato, il peso quantitativo delle aree protette all'interno del Progetto (11 Parchi nazionali, 43 Parchi regionali, 66 Riserve naturali statali, 30 Riserve regionali e 18 Altre aree protette) dall'altro, il ruolo che il Progetto APE può svolgere di indirizzo e di interrelazione per l'insieme di tali aree; principalmente per quelle che orientano il loro agire in relazione con lo spazio appenninico, e per quelle ove le condizioni territoriali e relazionali determinano l'insorgere di condizioni di isolamento paventando il rischio di implosione;




D)
il Progetto APE e la rete europea "Natura 2000" restituisce in modo immediato quel ruolo di grande spazio di connessione che deve assolvere l'ambito appenninico nei confronti della rete ecologica europea, custode di grandi ricchezze paesaggistiche e di biodiversità, ponendo in risalto, inoltre, quanto la dimensione del Progetto APE si leghi al ruolo territoriale conferito alle aree della rete ecologica europea "Natura 200".


Gli usi del suolo nello spazio territoriale di Ape secondo il Progetto Corine Land Cover
La caratterizzazione dello spazio territoriale del Progetto APE è uno dei punti fondamentali del percorso di lavoro per inquadrare l'ambito territoriale di riferimento. Inizialmente l'attenzione è stata posta sulla composizione dei diversi usi del suolo, mettendo in risalto il confronto fra l'ambito del progetto e l'intero territorio nazionale.

Per effettuare queste prime valutazioni sono stati utilizzati i dati del Progetto CORINE Land Cover, progetto europeo che ha portato le regioni italiane a dotarsi di un una carta dell'uso del suolo utilizzando la fotointerpretazione di immagini satellitari. I dati restituiti, pur contenendo un certo grado di approssimazione, hanno il grande pregio di utilizzare una classificazione unica, con definizioni comuni per tutti e di essere estesi a tutto il territorio nazionale.

L'ambito territoriale di riferimento del Progetto APE si estende per circa 8.600.000 ettari, pari ad una porzione di territorio di poco superiore di un quarto di quello nazionale. Di tale ambito il 55% è formato da territori boscati e ambienti seminaturali ( il 41% è il dato di livello nazionale), il 43% è coperto da territori agricoli (a fronte di una media del 53% del territorio nazionale) e soltanto l'1,5% è rappresentato da territori modellati artificialmente a fronte del 4% nazionale.

Dal confronto dei dati sugli usi dei territori agricoli si rileva, oltre ad una evidente bassa incidenza dei seminativi (benché il dato sia comunque alto - circa il 40%), il poco rilievo dei vigneti (0,7%) e l'alta incidenza delle aree prevalentemente occupate da colture agrarie con presenza di spazi naturali importanti (formazioni vegetali naturali, boschi, lande, cespuglietti, bacini d'acqua, rocce nude, ecc.) che ricopre il 25% del territorio agricolo.


Tabella 1
 - Ambito territoriale del Progetto Ape secondo la classificazione CORINE Land Cover
Tabella 2
 - Confronto tra ambito APE - territorio nazionale: territori agricoli e boscati
Tabella 3
 - Confronto tra ambito APE - territorio nazionale: tutte le classi
Tabella 4
 - Suddivisione del territorio nazionale secondo la classificazione CORINE Land Cover
Tabella 5
 - Sintesi regionale della prima classe del CORINE Land Cover