3 Settembre 2011
Venerdì 2 settembre alcune strutture del Parco nazionale del Circeo sono state messe a fuoco con una evidente azione criminale, organizzata con l’intento di colpire e intimidire i responsabili dell’area protetta e di minare il funzionamento dell’Ente. Solo grazie alla tempestività dell’intervento di spegnimento sono stati evitati danni ancor più gravi al patrimonio forestale. La Federazione italiana dei Parchi, con una lettera del Presidente Giampiero Sammuri a Gaetano Benedetto e Giuliano Tallone, esprime lo sdegno del mondo delle aree protette per il grave atto intimidatorio, manifesta piena solidarietà al Parco e alla sua azione, chiama le istituzioni ad un immediato intervento per individuare gli attentatori e isolare chi li ispira.
“La continua e coraggiosa attività che state conducendo in difesa della legalità e per il rispetto delle prerogative del Parco – scrive Sammuri a Benedetto e Tallone – riveste un grande valore, che va ben oltre il pur importantissimo aspetto della tutela dell’ambiente. In un contesto difficile, spesso scopertamente ostile all’interesse pubblico, il Parco rappresenta un riferimento per gli onesti che intendono agire liberamente, e secondo le regole, per il futuro di quel territorio.
Insieme a tutti i colleghi delle aree protette siamo al vostro fianco anche in questo momento e denunciamo ancora una volta l’azione di chi usa la forza e la violenza per tentare di piegare le istituzioni al proprio volere criminoso.
Da tempo richiamiamo l’attenzione delle istituzioni sul pesante clima di aggressione che alcuni ambienti politici ed economici alimentano nei confronti della meritoria azione del Parco e vostra in particolare. C’è da augurarsi che questo nuovo episodio possa finalmente suscitare, a tutti i livelli, una reazione adeguata alla gravità delle minacce che mirano a condizionare il corretto svolgimento delle attività amministrative rivolte alla tutela di un bene prezioso e di interesse nazionale.”