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Verso la Carta europea per l’agricoltura nelle aree protette - Resoconto dell'evento del 24 maggio

25 Maggio 2017

Europarc Federation è impegnato a livello europeo per la promozione delle tematiche dell’agricoltura sostenibile nei Parchi. Per l’Italia questo aspetto è di fondamentale importanza, poiché la connessione tra natura, paesaggio e attività agro-silvo pastorali (e le conseguenti produzioni locali di qualità) rappresenta uno degli elementi di attrattiva e valore del territorio, nelle aree protette e non solo.

Per questo l’impegno di Federparchi e, più in generale dell’Italia, nel contesto europeo, deve concentrarsi sulla promozione degli approcci alle buone pratiche e sulla collaborazione tra i gestori delle aree protette e le categorie economiche (agricoltori, allevatori, pescatori artigianali) che traggono reddito e contribuiscono al governo dell’ambiente.

È stato molto significativo far coincidere la Giornata Europea dei Parchi con il tema dell’Agricoltura attraverso un incontro che non aveva la struttura e gli scopi di un convegno ma doveva risultare un incontro di lavoro su un tema urgente e cruciale.

La presenza dei Ministeri competenti (MATTM e MIPAAF), delle associazioni di categoria degli agricoltori, delle associazioni ambientaliste e di molte aree protette ha dimostrato la disponibilità e la volontà dei vari soggetti ad impegnarsi per trovare un comune accordo per collaborare in maniera efficace e produttiva.

Il segno distintivo dell’Italia sta nella sua produzione agricola, elemento portante della nostra riconoscibilità a livello mondiale; per questo, quindi, coniugare tutela ambientale e produzioni di qualità aumenta la competitività del nostro paese.

L’esperienza svolta a livello europeo dalla Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette, ha fatto emergere a livello continentale eccellenze, virtuosità e buone pratiche italiane. Ora un risultato altrettanto positivo possiamo coglierlo valorizzando i temi dell’agricoltura.

Anche il recente Piano strategico del turismo definito dal Mibact afferma l’importanza dell’approccio CETS e, più in generale della valorizzazione delle attività sostenibili nei territori a più ampia valenza attrattiva e turistica, laddove i parchi e gli agricoltori sono protagonisti. Ecco perché il “mondo” dell’agricoltura sarà per Federparchi, sempre di più, un segmento focale della propria attività, anche strategica.

Appare fondamentale e irrinunciabile il supporto e la collaborazione del Mipaaf, che rappresenta e promuove l’insieme dei valori, delle attività e delle strategie legate alle produzioni sostenibili di qualità sia in ambito terrestre che marino E’ necessario però un nuovo paradigma.

 Con l’incontro del 24 maggio si dà avvio a un percorso finalizzato a rendere riconoscibile e di qualità non un prodotto (per il quale esistono già consolidate certificazioni e processi) ma un territorio. È quindi necessario porre le condizioni perché nasca un patto tra i soggetti che si occupano del territorio: fra associazioni, enti gestori e soggetti economici responsabili delle produzioni. Nel patto dobbiamo porci degli obiettivi minimi relativi alle pratiche agricole, all’uso della chimica, ai rifiuti e alle opportunità di riciclo, ma soprattutto alla tutela della terra, che dovrà essere dinamica, efficace e partecipata. Saranno previste forme di premialità.

  Tutti i partecipanti all’incontro si sono trovati d’accordo su queste premesse e sugli obiettivi finali. Rimangono alcune criticità, che riguardano, principalmente, usi e pratiche agricole potenzialmente in contrasto con le necessità di tutela e di sostenibilità ma, ormai, si osserva come molti comparti agricoli tendano a diminuire gli impatti derivanti dalle produzioni, vale a dire inquinanti, rifiuti e consumi elevati di energia.

Importante, in questa fase, è il ruolo assegnato agli agricoltori in seno ai consigli delle aree protette,  chemomento di confronto e collaborazione su questi temi. In conclusione si è concordato, con la soddisfazione di tutti i soggetti partecipanti, di stabilire alcuni elementi comuni e impegni futuri. In particolare la necessità di continuare a lavorare in maniera coordinata sulla definizione di un minimo comune denominatore. E’ stato proposto, quindi, di individuare e mantenere un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti dei vari partecipanti alla riunione. Tale gruppo avrà l’obiettivo di individuare e promuovere temi e esperienze condivise e di armonizzare il lavoro. Iniziative analoghe a quella svolta a Roma il 24 maggio saranno organizzate nel resto d’Italia, anche per raccogliere esperienze e istanze da soggetti e comparti diversi, promuovendo azioni trasversali per aree geografiche. Si pensi al mondo della ricerca applicata e alle associazioni di produttori del biologico. Un momento fondamentale del processo e della proposta sarà quello dedicato al monitoraggio dell’efficienza e dell’efficacia delle strategie e delle azioni messe in campo. Monitoraggio che deve essere applicato ai risultati in campo di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Lo scopo finale del processo sarà quindi quello di proporre un “modello italiano” per la Carta europea per l’agricoltura. 

IUCN
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