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Incendi, Federparchi al fianco dei presidenti di Gran Sasso e Vesuvio

Sammuri: "I parchi non sono colpevoli di ciò che sta accadendo"

9 Agosto 2017

"In questa torrida estate del 2017, caratterizzata – soprattutto al Centro Sud – dall’emergenza incendi, è diventata pratica ricorrente, da parte di sedicenti ambientalisti, associazioni, forze politiche, quella di individuare responsabilità istituzionali, svolgere facili ricostruzioni, cavalcare le devastazioni a fini politici, magari per mettere in difficoltà il nemico di turno. C’è chi spara sulle Regioni, chi sui Comuni, altri sui prefetti e infine, in aree come il Vesuvio o il Gran Sasso, chi chiede le dimissioni dei presidenti dei parchi nazionali, considerati  da alcuni i colpevoli dei fuochi che hanno percorso le aree protette.

  Se non fosse che si parla di un problema molto serio, ci sarebbe quasi da sorridere. Mi riferisco ai parchi e alle considerazioni espresse dai detrattori di presidenti e soggetti che hanno invece oggettive capacità nella gestione del patrimonio ambientale. Non voglio entrare nel merito di polemiche locali, ma ritengo che quando si parla della mission dei parchi e del loro ruolo in termini di prevenzione degli incendi, si debba aprire davvero una profonda riflessione, magari aspettando che si abbassi il fumo per ritrovare lucidità.

  Chiedere le dimissioni dei colleghi Casillo e Navarra, pensando che in questo modo gli eventi catastrofici che durante l’estate hanno interessato Vesuvio e Gran Sasso possano non ripetersi, è come cambiare l’allenatore di una squadra di calcio perché il terreno di gioco è impraticabile. Accusare di inadeguatezza chi ogni giorno sta sul pezzo proprio a salvaguardia del patrimonio colpito dagli incendi non è comprensibile, se non facendo ricorso a logiche perverse.

  Gli incendi sono stati una piaga ovunque, anche e soprattutto fuori dai parchi. Solo nella giornata ieri ce n’erano più di 1000 in Italia e pochissimi nei parchi Ridurre la questione ai carichi antropici, alla mancata manutenzione del sottobosco o alla risposta più o meno lenta degli interventi di spegnimento, è quanto meno riduttivo.

  Non pretendo di sostenere che tutte le cose che fanno i parchi siano ben fatte o che noi non commettiamo errori. Recentemente ho fatto il consuntivo di 5 anni di gestione del mio parco, alla fine del mandato. Accanto a cose ben fatte e di soddisfazione ho anche esaminato quelle non riuscite bene. Oggi, però, non si può mettere in discussione persone e strutture che tutti i giorni lavorano sul territorio per tutelare il nostro patrimonio naturale, pensando (o forse solo dicendo) che cambiando un presidente miracolosamente non ci siano poi incendi in un parco. Significherebbe buttare via il bambino con l’acqua sporca".

Il presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri 

IUCN
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