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Zone umide e mutamenti climatici, è questo il tema della giornata mondiale delle "wetlands" che si celebra il 2 febbraio

Aree di alto valore per biodiversità e servizi ecosistemici tra cui la mitigazione del clima

24 Gennaio 2019

Lagune, stagni, paludi, torbiere, bacini naturali e artificiali con acqua stagnante, sono alcune delle principali tipologie delle zone umide come definite dalla Convenzione di Ramsar (Iran) stipulata il 2 febbraio 1971 e che ogni anno viene celebrata in questa data come “giornata mondiale delle zone umide”.

“Wetlands and climatechange” è il tema del 2019.  Queste aree infatti  svolgono una importante funzione mitigatrice dei mutamenti climatici avendo un'alta capacità di immagazzinare anidride carbonica.

Dal 1970 il 35% delle zone umide sono scomparse. Eppure esse  svolgono  servizi ecosistemici fondamentali soprattutto nelle aree costiere dove, fra l’altro,  contribuiscono a ridurre  gli effetti di tempeste, uragani e mareggiate. Questi ambienti  ospitano una ampia biodiversità sia vegetale che animale, il 40% del totale, accolgono microclimi ed ecosistemi spesso molto fragili.

In Italia sono 56  le zone umide presenti nell’elenco della Convenzione di Ramsar, per un totale di 73,308 ettari. In occasione del 2 febbraio sono numerose le iniziative che le Aree Protette e le associazioni ambientaliste stanno attivando al fine di farle conoscere e fruire al fine di difendere e valorizzarle.

IUCN
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