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Mobilità dolce, un’altra cultura per i territori

A Comacchio si è affrontato il rapporto fra comportamenti, parchi, infrastrutture e comunità

15 Ottobre 2019

Connettere le Aree protette, i parchi e le riserve con  una rete di sostenibile che coinvolga anche le aree urbane, sviluppare assi strategici ciclopedonali da intersecare con i cammini  storici, i sentieri e i percorsi delle ferrovie storiche nonché con i nodi di scambio intermodali. Per favorire una nuova mobilità ambientalmente sostenibile, tuttavia,  non bastano solo interventi strutturali, pur necessari, come le  piste ciclabili, ma serve una nuova cultura della mobilità e del  rapporto con il territorio. E’questo il senso dell’incontro che si è svolto  a Comacchio, l’11 ottobre scorso, dal titolo “"Con la mobilità dolce, un'altra cultura dei territori"  promosso da  Federparchi, dall’amministrazione comunale e dal Parco Delta del Po. Un appuntamento che ha  visto  discutere numerose associazioni  ed  esperti sul ruolo strategico della mobilità dolce e sul contributo che possono dare le aree protette.

Per Agostino Agostinelli,  della giunta esecutiva Federparchi,  non sempre il concetto di "nuovo" è sinonimo di "bello" e quindi i progetti per un turismo lento devono andare di pari passo ad una rimodulazione di intenti anche nelle mille azioni quotidiane. Il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, ha ricordato come i parchi possano costituire un modello di sviluppo sostenibile anche  per la mobilità, richiamando esperienze  e buone pratiche dove si disincentiva il mezzo privato a favore di quello collettivo e la necessità di una politica di insieme  che miri  sul trasporto sostenibile non solo per muoversi dentro le aree protette ma anche per raggiungerle. Marco Fabbri, sindaco di Comacchio nonchè presidente Parco del Delta del Po, ha sottolineato che ci sono ancora molte criticità ma che “occorre  volgere lo sguardo verso nuovi ed innovativi progetti per favorire l'incremento di una mobilità turistica più lenta.”

Sulla  grande pista ciclabile da Venezia a Torino (VEN-TO)  ha parlato  Paolo Pileri, professore in pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale al politecnico di Milano, illustrando il progetto che mira ad unificare i percorsi cicloturistici alla narrazione della bellezza e delle meraviglie dei territori attraversati. Alessandra Bonfanti, di Legambiente, ha dato concretezza con dati, numeri e percentuali utili per comprendere meglio i flussi turistici in Italia. L’incontro è proseguito con gli interventi, tutti di estremo interesse, di Anna Donati, portavoce nazionale "Rete Amodo"; Dario Furlanetto, già Direttore Parco Adamello, sul progetto ciclovia dell’Oglio; Giordano Roverato, di www.viaggiinbici.it;  Valeria Lorenzelli di Fiab nazionale e Roberto Cantagalli  dirigente al turismo del Comune di Comacchio. Le conclusioni sono state affidate a Marco Bagnari, vicepresidente commissione Politiche economiche della Regione Emilia - Romagna.

IUCN
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