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Green List IUCN: quattro parchi italiani candidati, il Gran Paradiso rinnova

L’attività procede online tramite smartwork per l’emergenza sanitaria in corso

18 Marzo 2020

Cresce in Italia la Green List della IUCN per le aree naturali protette. E’ ormai a buon punto il percorso per la certificazione di qualità di tre parchi nazionali, l’Arcipelago Toscano, le  Foreste Casentinesi e Gran Sasso- Monti della  Laga, e un’area marina protetta, quella di Punta di Campanella in Campania. Grazie all’impegno del Ministero dell’Ambiente  e al supporto di Federparchi, le quattro  aree protette  stanno svolgendo le procedure per aggiungersi al Parco Nazionale del Gran Paradiso che si appresta, invece, a rinnovare la sua presenza nella Green List. L’attività per l’adesione alle Liste Verdi prosegue rispettando la norme dell’emergenza sanitaria, quindi  tutta online tramite smartworking, ad  eccezione delle  visite sul campo rinviate per le medesime ragioni. Una volta completato il percorso, l’Italia  avrà  cinque  parchi nella lista “verde” dell’Unione Internazionale  per la Conservazione della Natura; a  questi altri se ne aggiungeranno altri che stanno avviando l’iter. La Green List è  l’elenco che premia le eccellenza mondiali delle aree protette per capacità gestionali e di conservazione,   conta quarantasei siti distribuiti su quattordici paesi.

Il cammino è impegnativo. Per accedere alla Green List le aree naturali protette devono rispondere a tutti i requisiti di qualità richiesti dal Global Standard, sia in termini di conservazione del capitale naturale che per quanto riguarda il management dell’area protetta.  I criteri per l’accesso alla lista hanno, inoltre, una specificità rispetto al  paese  ove si trovano, con ulteriori elementi  di valutazione relativi  all’adattamento   alla loro realtà.  Rilevanti sono anche i punti che riguardano la partecipazione e la condivisione con le comunità e il territorio in materia di  sostenibilità; quest’ultima è valutata sia in termini di governance, sia per quanto riguarda infrastrutturazione ed attività produttive all’interno del perimetro dell’area protetta. 

Il primo parco ad entrare nella Green List della IUCN è stato il Parco Nazionale del Gran Paradiso , nel  2014. Da allora il parco ha periodicamente rinnovato la sua presenza nella “Lista verde” della IUCN a conferma delle alte performance sia per gestione che per tutela natura.

Il Presidente del parco Italo Cerise, in merito all’esperienza consolidata con la Green List, ha espresso soddisfazione. “Al momento dell’inserimento del Parco Nazionale del Gran Paradiso nella prima Green List IUCN nel 2014 – ha commentato Cerise - ho affermato che questo riconoscimento, seppure di grande prestigio, non sarebbe stato da considerare un traguardo ma, piuttosto, un punto di partenza per migliorare la nostra attività a favore della conservazione della natura e dello sviluppo del territorio;  e in effetti così  è stato. In questi anni abbiamo intensificato il nostro impegno a favore della conservazione  e abbiamo attivato nuove iniziative a favore dello sviluppo sostenibile.  Adesso attendiamo fiduciosi l’esito delle verifiche per il rinnovo di questo importante riconoscimento che ha garantito al Parco, in questi anni, una  visibilità internazionale oltre ad attestare le buone pratiche per la salvaguardia e la valorizzazione del suo territorio.”

Molto positiva è la valutazione di Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano nonchè presidente di Federparchi: “Il valore di Green List non risiede unicamente in una gratificazione per le capacità di un Parco,- afferma Sammuri -  ma ha risvolti molto importanti per le politiche di sostenibilità di tutto il Pianeta. Riuscire a dimostrare l’efficacia e i risultati delle proprie azioni per il territorio e gli abitanti significa affermare con forza il proprio ruolo e ottenere anche maggiore ascolto e risorse sia dal pubblico che dal privato.
Le finalità di un parco sono a servizio di tutta la comunità sia locale che globale. Questo compito che in passato sembrava relegato a una mera testimonianza di salvaguardia di specie e habitat in pericolo, oggi è diventato parte importante di una sfida che impegna i responsabili politici ed economici di tutto il mondo. I parchi, soprattutto quelli riconosciuti Green List, rappresentano un fondamentale riferimento tecnico e di governance per il mantenimento delle risorse naturali fondamentali per la salute e l’economia di tutti i cittadini.”
 

Anche Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si appresta ad accedere alla Green List e il presidente  Luca Santini  è entusiasta della strada intrapresa: "La Green List della IUCN, la più autorevole istituzione scientifica internazionale che si occupa di conservazione della natura, è il primo standard mondiale per la certificazione della qualità ambientale delle aree protette. Ci aspetta – prosegue Santini - molto lavoro preparatorio nei prossimi mesi e quando si raggiungono questi livelli non è mai lecito dare le cose perscontate, ma le foreste vetuste del nostro Parco nazionale, già riconosciute Patrimonio dell'umanità Unesco dal 2017, hanno senz'altro tutti i requisiti per questo suggello".

Che il percorso delle Green List non sia semplice lo riconosce anche il Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga,  l’avv. Tommaso Navarra che, tuttavia, ne sottolinea  valore aggiunto e importanza: "Il non facile percorso per questo prestigioso riconoscimento internazionale – afferma Navarra - costituisce un banco di prova essenziale per una concreta verifica della capacità strutturale di azione propria del nostro Ente a tutela dello straordinario patrimonio di biodiversità presente sul proprio territorio e gelosamente conservato, in millenni di storia, dalla Comunità identitaria che da sempre vive il Parco in simbiosi sostenibile con gli elementi naturali".

Quella di Punta Campanella, incastonata fra le meraviglie della Penisola sorrentina e della Costiera amalfitana in Campania, è la prima area marina protetta ad avviarsi per l’ingresso  nella Green List.

"Essere nell'iter per la valutazione nella Green List è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione. – dichiara il direttore  dell’AMP Antonio Miccio - In questi anni abbiamo cercato di portare avanti una gestione corretta, sia per tutela e conservazione, sia per creare opportunità di sviluppo economico e turistico sostenibile. Entrare nella lista sarebbe un risultato eccezionale, anche perché lavoriamo in un territorio fortemente antropizzato - tra i golfi di Napoli e Salerno-  conosciuto e frequentato da turisti di tutto il mondo. Garantire tutela e fruizione non è sempre facile, ma è stata la nostra mission sin dall'inizio."

I parchi italiani candidati alla Green List della IUCN sono consapevoli dell’impegno da svolgere, a maggior ragione in vista del Congresso mondiale della IUCN che si dovrebbe svolgere a giugno a Marsiglia (al momento è confermato, ma dipenderà dall’emergenza sanitaria in corso). Nel frattempo le nostre aree protette si attrezzano  per  spostare ancora più avanti l’asticella della sostenibilità e della conservazione, determinate a rimarcare il loro  essere “scrigni di bellezza e biodiversità”, un bene comune di tutta Italia.

IUCN
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