Santa Margherita Ligure, maggio 2002

Documento del Forum degli Enti Gestori delle Aree Marine Protette


Gli Enti Gestori delle Aree Marine Protette esprimono forte preoccupazione per la situazione istituzionale, organizzativa e gestionale determinata da provvedimenti recentemente proposti ed in corso di approvazione da parte del Parlamento.
Si sottolinea l'apprezzamento delle disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell'Ambiente che delegano al Sottosegretario competente le funzioni in materia di aree protette marine e terrestri, ponendo fine ad una gestione politico-istituzionale separata fra aree marine e terrestri.
La unificazione politico-istituzionale dovrà trovare puntuale riscontro sul piano organizzativo ed amministrativo ed in questo senso si apprezza l'attribuzione dell'incarico ad interim della Direzione Generale Difesa Mare alla Direzione Generale del Servizio Conservazione Natura.
E' considerata positiva la scelta di istituire la Conferenza delle aree protette marine e terrestri, con le Regioni, gli Enti Locali e gli organismi di gestione delle aree protette.
L'istituzione della Conferenza dovrà garantire una piena partecipazione degli Enti Gestori nell'ambito di una leale collaborazione fra Stato-Regioni ed Enti Locali, eliminando sedi e soggetti in passato utilizzati impropriamente per assumere decisioni istituzionali e gestionali.
La sopravvivenza del sistema delle aree marine protette richiede l'introduzione di norme, provvedimenti istituzionali, regolamentari ed organizzativi finalizzati a garantire una gestione che riconosca l'esercizio della autonomia e della responsabilità degli Enti Gestori, assicurando nell'attuazione delle funzioni delegate, criteri improntati alla efficacia ed alla efficienza funzionale ed alla verifica dei risultati.
Le questioni prioritarie da affrontare e risolvere, a nostro avviso, nell'immediato sono le seguenti:
a)Finanziamento delle spese per la gestione ordinaria, riconoscimento delle spese correnti e del personale addetto alla gestione.
Si chiede la conferma delle disposizioni di legge e regolamentari che stabiliscono che "sarà messa a disposizione una somma annua non inferiore a 500 milioni di lire (cinquecentomilioni) per le attività finalizzate alla gestione ordinaria dell'Area Marina Protetta".
La spesa corrente per il personale dovrà avvenire con riparto automatico fissando le spese per il personale in una percentuale fissa della spesa corrente, assimilando il meccanismo di finanziamento a quanto già previsto dalla normativa vigente per gli Enti Locali, salvaguardando situazioni specifiche e motivate che costituiscono comunque casi eccezionali come le realtà consolidate di Ustica e Miramare.
Non si condivide l'impostazione ed il merito del Disegno di Legge n.1121.
Il testo in esame non garantisce il funzionamento ordinario delle strutture di gestione, cancella la potestà degli Enti Locali in materia di organizzazione, prevede controlli impropri nei confronti degli Enti Gestori ai quali però viene fatto carico di finanziare per intero gli oneri per il personale.
Modalità di assunzione, qualifiche, tempi e durata del rapporto di lavoro, modalità di utilizzazione sono prerogative che spettano agli Enti Gestori che sono gli unici responsabili dei rapporti giuridici instaurati.
Devono essere realizzati programmi per la formazione e l'aggiornamento professionale consapevoli che non esistono nel settore pubblico come nel settore privato strutture che possano garantire l'erogazione e gestione di servizi senza una dotazione certa e qualificata del personale.
La soluzione proposta nel disegno di legge in esame non trova alcun riscontro nell'ordinamento degli Enti Pubblici, appare anzi nettamente in contrasto con le analoghe situazioni in vigore per i parchi terrestri, per i quali le spese per il personale sono riconosciute.
b) L'esperienza che ha caratterizzato la gestione in passato deve essere riformata, eliminando procedure e controlli impropri con la partecipazione al processo decisionale di soggetti senza reale responsabilità.
Il controllo burocratico, l'iniziativa discrezionale e contrattuale, deve essere sostituita da una forte ed effettiva attività di programmazione ed indirizzo finalizzata all'affermazione di innovative ed efficaci metodologie di conservazione dei sistemi ambientali, alla realizzazione di strategie di ricerca finalizzate al supporto della gestione, promovendo rapporti di collaborazione e partenariato a livello mediterraneo ed europeo.
La programmazione e gli indirizzi nazionali dovranno riconoscere ed esaltare le peculiarità ambientali, socio-economiche e culturali locali che costituiscono la vera biodiversità ed elemento di ricchezza di tutto il Paese. Le esperienze ed i servizi che in questi anni - nelle diverse realtà -sono state sperimentate e realizzate dovranno essere non solo garantite ma rafforzate anche al fine di promuovere modelli di riferimento riproducibili e trasferibili.
c) Il programma di gestione dovrà avere cadenza pluriennale quale condizione necessaria e preliminare per realizzare una programmazione effettiva.
Le modalità e i tempi di formazione del programma devono coincidere con quanto già previsto dalla normativa vigente per i programmi generali degli Enti Gestori anche al fine di garantire le opportune strategie di integrazione delle attività e dei progetti e ricercare le utili sinergie finanziarie ed organizzative per una migliore efficienza del sistema. I controlli devono rispondere a quanto già previsto dalla normativa vigente per gli Enti Locali.
Formazione dei programmi, approvazione e soprattutto, trasferimento delle risorse dovranno avvenire in tempi certi e comunque, congruamente connessi con i tempi e le procedure in essere per gli Enti Gestori.
d) Ridefinire le competenze e semplificare soggetti e procedure che intervengono nella formazione dei programmi e nella gestione delle attività.
L'Ente gestore, sul quale ricade interamente la responsabilità della gestione, non è posto in condizione di esprimere indirizzi, opzioni e atti di ordinaria amministrazione perché gli stessi sono sottoposti ad una trafila di soggetti e pareri in cui lo stesso Ente è rappresentato in posizione di minoranza, superando parimenti la dimensione contrattuale e discrezionale che ha caratterizzato la formazione degli atti di gestione nei recenti trascorsi.
Riordinare e qualificare l'organizzazione e la gestione delle aree marine protette è la condizione necessaria per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo compatibile e realizzare le condizioni per l'affermazione di nuove attività imprenditoriali e un mercato di servizi che potrà garantire nuova occupazione.

Eleco dei partecipanti all'incontro:
  • Soggetto Gestore AMP Ustica
  • Soggetto Gestore AMP Ventotene
  • Soggetto Gestore AMP Torreguaceto
  • Soggetto Gestore AMP Caporizzuto
  • Soggetto Gestore AMP Penisola del Sinis
  • Soggetto Gestore AMP Isole Ciclopi
  • Soggetto Gestore AMP Cinqueterre
  • Soggetto Gestore AMP Isole Egadi
  • Soggetto Gestore AMP Capo Carbonara
  • Soggetto Gestore AMP Portofino