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Roma, 26 novembre 2002

Lettera del Presidente Matteo Fusilli alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici


Sulla ripresa della discussione sulla proposta di legge (Brusco ed altri) per la modifica delle leggi 394 "sulle aree protette" e 157 "per la protezione della fauna omeoterma e il prelievo venatorio"

Onorevole
Pietro Armani
Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio
00186 ROMA


Onorevole Presidente,
a nome della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve naturali sottopongo alla Sua attenzione le forti preoccupazioni e le reazioni di netta contrarietà suscitate dalla previsione di ripresa della discussione sulla proposta di legge (Brusco ed altri) per la modifica delle leggi 394 "sulle aree protette" e 157 "per la protezione della fauna omeoterma e il prelievo venatorio". In proposito ricordiamo le numerose dichiarazioni del Ministro Matteoli, che ha sempre espresso un parere negativo sul contenuto della proposta, e le nostre reiterate e documentate prese di posizione sull’argomento.

Le preoccupazioni nascono dalla procedura che si sta seguendo per affrontare un argomento i cui contenuti sono già oggetto della delega al Governo recentissimamente votata dalla Camera dei Deputati e che dovrebbero dunque essere sottratti, per il periodo stabilito, alla valutazione delle Camere.
Per altro sul dispositivo di quella delega, molto ampia, la Commissione che Lei presiede ha svolto audizioni, alle quali successivamente se ne sono aggiunte altre nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema di gestione amministrativa degli enti parco nazionali. Crediamo che la Commissione abbia potuto valutare, anche per la serietà delle nostre osservazioni, l’estrema delicatezza del problema e giudicare dell’inopportunità di procedere a strappi e per stralci in una materia tanto complessa da indurre il Governo a richiedere, appunto, una delega per una organica riscrittura della legislazione.
A questo proposito vogliamo ricordare anche il dibattito e gli esiti della Seconda Conferenza nazionale delle Aree Protette, tenutasi, su iniziativa del Governo, lo scorso mese di ottobre. In quella sede, che ha visto riunite le rappresentanze di Istituzioni, Enti, Istituti di ricerca, Associazioni, sono state ribadite con forza le finalità principali e incontrovertibili del nostro sistema di aree protette - che sono quelle della conservazione delle risorse naturali basate su di un sostenibile sviluppo locale - e nessuno ha proposto di modificare il sistema in vigore di gestione dell’attività venatoria.

La nostra contrarietà discende poi dalla valutazione estremamente negativa che diamo delle conseguenze che determinerebbero, se approvate, le proposte contenute nel provvedimento in discussione. La conseguenza principale sarebbe quella di aprire il territorio dei parchi alla normale attività di caccia con il seguito di danni gravi, spesso irreversibili, che essa può provocare, in un'area protetta, al patrimonio faunistico ed ecologico in generale. Noi riteniamo che ne deriverebbero anche pesanti minacce all'economia dei territori interessati, per le inevitabili ripercussioni sul turismo, sulle attività ricreative e di fruizione, sulle stesse attività agricole e di allevamento. Sarebbero in definitiva messe a repentaglio le principali missioni dei Parchi, che si vedrebbero compromesse natura e funzione istituzionale.

Riteniamo la normativa in vigore pienamente adeguata a soddisfare le esigenze richiamate dai promotori delle proposte di modifica, che parlano soprattutto il controllo selettivo di alcune specie animali. Esistono già tutte le possibilità in tal senso per gli Enti di gestione dei parchi e delle riserve, che possono avvalersi di agenti di sorveglianza e di persone appositamente autorizzate, scelte anche tra i cacciatori residenti.
Non è quindi necessaria alcuna nuova norma in materia, a meno che non si vogliano appunto aprire le aree naturali protette alla vera e propria attività venatoria, eliminandone la specificità e banalizzandone la vocazione. Non è questa la strada nemmeno per favorire la partecipazione e la qualificazione del mondo venatorio alle attività di gestione faunistica, che si possono invece realizzare attraverso la elaborazione di progetti sostenibili e la collaborazione a studi e piani di riqualificazione ambientale, di reintroduzione e di ripopolamento di specie autoctone che possano arricchire il patrimonio faunistico nazionale.

Siamo certi, onorevole Presidente, che queste osservazioni saranno tenute nella giusta considerazione e vogliamo dunque augurarci che, in coerenza con la sua stessa risoluzione in materia di parchi, adottata il 30 ottobre scorso e dal mondo dei parchi universalmente apprezzata, la Commissione non vorrà procedere nell’esame della proposta alla quale ci riferiamo.

Nel ringraziarLa per la gentile attenzione Le porgiamo i saluti più cordiali.

    Matteo Fusilli
    Presidente Federparchi