Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


Il Gruppo di lavoro per la Cooperazione Internazionale

 

Referenti:

Coordinatore : Attilio Dadda, Coordinatore dei Parchi del Bacino del Po
Responsabile tecnico : Stefania Petrosillo, Responsabile Cooperazione Int., Federparchi
Membri: Presidenti, direttori e funzionari di Enti di gestione di aree protette soci di Federparchi

Attività:

Il Gruppo di Lavoro sulla Cooperazione Internazionale si è riunito per la prima volta in occasione del 5° Congresso Nazionale di Federparchi, il 2 giugno 2006 a Catania. Il 2 e 3 aprile 2007, Federparchi ha organizzato le Giornate per la Cooperazione Internazionale dei Parchi Italiani, in collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino e la Regione Lombardia. L'iniziativa ha visto la presenza di circa settanta rappresentanti di aree protette nazionali e regionali, Regioni ed Enti locali, Commissione Europea, ONG di sviluppo, associazioni ambientaliste ed università. L'ultima riunione operativa del Gruppo di Lavoro ha avuto luogo il 22 aprile 2008 a Roma presso la sede di Federparchi.

Obiettivi:

Il GdL nasce dall'esigenza di conoscere e valorizzare il grande lavoro internazionale (inteso in senso ampio e non solo come cooperazione con i paesi del sud del mondo) svolto dai parchi italiani, anche in vista della III Conferenza Nazionale sulle Aree Protette. In particolare: i) Scambio di informazioni e condivisione di esperienze tra parchi che svolgono attività internazionali. Riflessione sui risultati e le difficoltà negli scambi e nei progetti internazionali. Identificazione di buone pratiche. Sostegno e coordinamento tra le iniziative; ii) Raccolta di dati e identificazione degli strumenti per la valorizzazione e la visibilità delle iniziative di cooperazione internazionale dei parchi italiani; iii) Organizzazione di nuovi eventi, progetti e iniziative geografico/tematiche; vi) Identificazione di modalità di collaborazione con altri enti/soggetti che operano nel settore della cooperazione internazionale; v) Realizzazione, all'interno di Federparchi e del sistema delle aree protette, di una rete di parchi per la solidarietà internazionale e la cooperazione.

Riflessioni in corso:

Il perché della cooperazione internazionale dei parchi
Soggetti come le aree protette, con una missione territoriale apparentemente così spiccatamente locale, sempre di più entrano in contatto con altre realtà all'estero. Cooperare significa infatti andare verso un miglioramento generale delle competenze ("Lavorare insieme per crescere insieme"), agire meglio verso i propri obiettivi istituzionali di tutela dell'ambiente, inteso come bene comune, creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile e duraturo, specialmente nei paesi in via di sviluppo,e operare attivamente contro la povertà e a favore della salute. Infine, cooperare serve a sviluppare quella cultura della pace che è divenuta sempre più essenziale. Un parco fa cooperazione internazionale perché "è nel suo DNA" tale valore etico. Per le stesse ragioni, anche Federparchi è sempre più sollecitata a livello internazionale: infatti, l'esperienza delle aree protette italiane, caratterizzata dalla continua ricerca di modelli di partecipazione delle comunità e degli enti locali, di gestione di territori abitati, di equilibrio tra sviluppo e conservazione delle risorse naturali, della biodiversità e delle tracce della storia, stimola l'interesse degli interlocutori stranieri, desiderosi di confrontarsi con essa. Di conseguenza, la nostra federazione è impegnata in questo campo sia attraverso la diretta promozione di iniziative e progetti, sia come strumento a supporto dei suoi soci.

Cooperare sì, ma come?

Le modalità di intervento e di relazione con i partners stranieri sono tante, complesse e indubbiamente a volte anche problematiche. E' richiesta una grande gamma di competenze: non solo il know-how tecnico-scientifico sulla conservazione e gestione delle aree protette, ma anche una conoscenza approfondita del contesto straniero con cui ci si relaziona (caratteristiche ambientali, legislazione, costumi, mentalità e dinamiche locali, ecc...), e molto spesso possono essere necessarie anche competenze specifiche sulla complessa gestione di progetti di cooperazione.
La coerenza e il coordinamento sono anch'essi punti-chiave. E' infatti cruciale che i progetti sul campo siano coordinati tra loro e soprattutto inseriti in politiche e programmi locali coerenti: inutile realizzare interventi, anche ottimi, senza tener conto del quadro generale in cui si inseriscono.
Le sinergie e le collaborazioni con soggetti diversi (es. le ONG, le Università, ecc...) possono rivelarsi essenziali per unire diversi patrimoni di conoscenza e competenze.
Molto interessante è l'approccio territoriale: laddove gli interventi sono compresi in azioni più ampie promosse dalle Regioni e dagli Enti locali, è un intero territorio con i suoi vari soggetti che collabora con realtà omologhe di un altro paese, ed in questo modo l'area protetta diventa un nuovo attore, tra i tanti messi in campo, nel quadro di una politica generale di cooperazione decentrata.
E' necessario quindi come sistema dei Parchi implementare iniziative internazionali condividendo le scarse risorse accedendo a finanziamenti specifici.
Proprio la ricerca dei fondi è cruciale e bisogna operare in due direzioni: da una parte favorire buone pratiche di autofinanziamento dei parchi per raccogliere fondi da destinare a questo tipo di progetti, dall'altra cercare di ottenere da parte dei donatori un maggior riconoscimento dei parchi come soggetti eleggibili per linee di finanziamento per la cooperazione.

Conoscenza, coordinamento, comunicazione

La conoscenza delle diverse iniziative è indispensabile per raggiungere l'obiettivo del coordinamento interno tra le aree protette e della valorizzazione comune verso l'esterno. Per questo il GdL si è impegnato a dare sostegno a Federparchi nella realizzazione di una Banca Dati sui progetti internazionali delle aree protette italiane.
Anche l'organizzazione di nuovi incontri tematici e geografici sui progetti (le prime proposte riguardano i Balcani, America Latina e Africa sub-sahariana) sarà tesa a favorire il coordinamento e lo scambio, incoraggiando il più possibile la partecipazione a tali incontri di parchi stranieri partners di progetti e di altri attori della cooperazione.
La comunicazione verso il pubblico e verso gli altri soggetti della cooperazione sulle attività internazionali, non solo è doverosa ma è necessaria per diffondere la conoscenza delle iniziative, ottenere il consenso e quindi garantire continuità e stabilità dei progetti nel futuro. Inoltre, essa può essere utilizzata come strumento di sensibilizzazione finalizzato a quella cultura di pace di cui anche i parchi vogliono essere sempre più portatori nel mondo. Federparchi può giocare un ruolo importante anche su questo fronte, sia potenziando strumenti già operativi, come il sito Parks.it e la rivista Parchi, sia con nuovi strumenti eventualmente da individuare.

La cooperazione internazionale dei parchi e la Terza Conferenza nazionale sulle Aree Protette

Il GdL intende lavorare in Federparchi come strumento ordinario e guarda alla III Conferenza Nazionale sulle Aree Protette come appuntamento molto importante. La cooperazione dei parchi attende un riconoscimento ufficiale e istituzionale del contributo che le aree protette italiane stanno portando nel mondo a favore dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile, del consenso con le popolazioni locali e dell'azione comune, globale e motivata per le generazioni future.