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Sentenza della Corte di Giustizia UE sulla realizzazione di opere nelle Aree protette

Il pronunciamento riguarda la possibilità di realizzare opere pubbliche in zone protette ed habitat naturali per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico e nasce da un esposto di associazioni ambientalista contro governo italiano e Anas

31 Luglio 2020

LEX - La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si pronuncia  sull’interpretazione dell’articolo 6 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU 1992, L 206, pag. 7; in prosieguo: la «direttiva “habitat”»).  La sentenza fa seguito ad una  domanda  presentata nell’ambito di una controversia che contrappone WWF Italia Onlus, Lega Italiana Protezione Uccelli Onlus, Gruppo di Intervento Giuridico Onlus, Italia Nostra Onlus, Forum Ambientalista e FC e avversi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Italia) e all’Azienda Nazionale Autonoma Strade SpA (ANAS) in merito alla legittimità della delibera del 1° dicembre 2017, con la quale il Consiglio dei Ministri ha adottato il provvedimento di compatibilità ambientale del progetto preliminare di collegamento stradale a nord di Roma (Italia), secondo il «tracciato verde», tra Monte Romano Est (Italia) e Tarquinia Sud (Italia), e della delibera del 28 febbraio 2018, con la quale il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (in prosieguo: il «CIPE») ha approvato tale progetto preliminare.

Sentenza in allegato


IUCN
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