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EDITORIALE
30 novembre 1998
Si avvicina il termine entro il quale i quindici Paesi dell'Unione Europea dovranno dotarsi di una nuova politica agricola. Ed è ormai prossima anche la definizione delle nuove misure strutturali della stessa Unione. Nessuno può prevedere ciò che tali scelte determineranno su scala generale. Ma chiunque può comprendere, magari semplicemente basandosi sull'esperienza di questi anni, l'enorme portata delle conseguenze che esse avranno sul territorio europeo e, in primo luogo, sulle sue parti più pregiate, delicate e fragili, quali sono quelle naturali. Ora, per fortuna in Europa molte di tali aree sono "protette", cioè destinate a Parchi e riserve naturali, e sottoposte a cure e gestioni particolari determinate dalle loro caratteristiche. Ma "protette" concretamente lo saranno sempre meno se non prevarranno più in generale metodi di uso e gestione del territorio basati sulla sostenibilità. Per fare prevalere tali metodi la nostra associazione è impegnata, come si potrà cogliere anche dalla lettura di questo notiziario, con una fitta rete di collegamenti, anche internazionali, e con iniziative tali da configurare una vera e propria "campagna" volta ad incidere sulle scelte che Italia e Unione si apprestano a compiere. Possiamo contare, per questa iniziativa, sull'esperienza ormai maturata in numerosi parchi italiani, sulla scelta (che si sta per questo dimostrando lungimirante) di un rapporto organizzativo con le altre Associazioni di Parchi dei Paesi dell'Unione e, non per ultimo, su di un atteggiamento collaborativo, diverso rispetto al passato, delle organizzazioni del mondo agricolo. Anche di questo nuovo atteggiamento c'è traccia nelle notizie che seguono, in particolare in quelle relative al Parco Sud Milano ed all'iniziativa verso il Forum delle aree protette. Ciò che ci attendiamo e che vogliamo sollecitare dunque è un impegno concreto delle istituzioni del nostro Paese, a cominciare dal Parlamento e dalle Regioni, che devono comprendere come da un miglioramento della politica comunitaria in campo agroambientale, e da una sua intelligente applicazione, possa trarre giovamento innanzitutto l'Italia, cioè il paese che presenta la maggior ricchezza di paesaggi e ambienti naturali, di biodiversità e varietà colturali, di mestieri tipici e produzioni tradizionali.
Enzo Valbonesi
presidente Federazione Parchi
I PARCHI EUROPEI PER UNA NUOVA POLITICA AGRICOLA COMUNE
Un documento di grande importanza è stato elaborato dall'Associazione dei Parchi nazionali e regionali abitati dell'Unione Europea. Si tratta di una analisi puntuale delle conseguenze che le vecchie politiche agricole comuni hanno avuto (standardizzazione delle produzioni, perdita di biodiversità, scomparsa di produzioni tipiche e di antichi mestieri, banalizzazione del paesaggio e così via) e di un contributo ricco di proposte per la discussione sulla nuova PAC. Il documento, alla stesura del quale hanno dato impulso anche rappresentanti della Federazione Italiana dei Parchi, è stato più volte richiamato nel corso del Convegno "L'Europa dei Parchi" tenutosi il 12 novembre ad Ancona, nell'ambito della rassegna Parcoproduce. Idea di fondo del documento è che una corretta politica agricola dovrebbe tendere a realizzare la conservazione dei paesaggi e delle risorse naturale, la qualità e la diversità dei prodotti agroalimentari, la diversità delle modalità d'uso del suolo, la conservazione dei mestieri tipici e tradizionali, l'innalzamento della qualità della vita degli abitanti delle zone agricole. Poiché queste sono esattamente le finalità poste in capo agli Enti gestori delle aree protette in tutti i Paesi membri, il documento propone che i territori amministrati da questi Enti siano considerati ambiti in cui sperimentare nuovi sistemi di incentivazione e in cui iniziare ad introdurre la remunerazione delle funzioni "non direttamente produttive" dell'agricoltura (produzione di ambiente, manutenzione del paesaggio, accoglienza del pubblico ecc.). Fanno parte delle proposte, che l'Associazione intende far sostenere dalle autorità agricole dei Paesi membri più sensibili, specifiche idee di miglioramento riguardanti l'Agenda 2000, il settore dell'allevamento, la politica rurale. Viene infine sottolineata la necessità, per mutare sostanzialmente il meccanismo di attribuzione di risorse alle aree protette nel quadro della riorganizzazione delle misure strutturali dell'Unione, che i parchi vengano nel loro complesso considerati territori aventi titolo all'obiettivo 2. (Per il documento: visitare il sito www.parks.it oppure inviare fax allo 0543.973034)
LA FEDERAZIONE CHIEDE L'AUDIZIONE AL SENATO
Con una lettera al senatore Concetto Scivoletto, presidente della Commissione senatoriale "Agricoltura e produzione agroalimentare", la Federazione dei Parchi ha chiesto di essere ascoltata per rappresentare le proprie idee e proposte. La Commissione sta infatti esaminando un disegno di legge sulle denominazioni di origine protette, sulle indicazioni geografiche protette e sulle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli. E' interessata al provvedimento in discussione la gran parte dei Parchi, in cui l'agricoltura costituisce attività economica prevalente. La Federazione intende anche cogliere l'occasione per collegare l'argomento a quello più generale sulla nuova politica agricola comune e sul rilievo che in essa, secondo le proposte elaborate dall'Associazione dei parchi dell'Unione Europea più sopra richiamate, deve essere accordato alle aree pregiate.
INTENSA ATTIVITA' INTERNAZIONALE DELLA FEDERAZIONE
Garantire alla Federazione dei Parchi nazionali e naturali d'Europa (Europarc), la storica associazione che affilia parchi "dall'Atlantico agli Urali", l'apporto pieno e rappresentativo dell'organizzazione che associa le aree protette italiane. E' questo l'obiettivo che si è proposto la Federazione Italiana dei Parchi avviando una serie di incontri con esponenti di Europarc, a partire dalla responsabile della Sezione italiana, Patrizia Rossi. Gli incontri vengono dopo l'Assemblea generale che Europarc ha tenuto a Mallorca nell'ottobre scorso ed alla quale ha partecipato, per conto della Federazione, il presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini, Carlo Alberto Graziani. Questo vero e proprio "avvicinamento" tra la Federazione Italiana dei Parchi ed Europarc proseguirà con un prossimo incontro a Grafenau (sede di Europarc) tra i vertici delle due associazioni. Il tutto per verificare e concordare l'eventuale ingresso della Federazione italiana in Europarc e soprattutto i programmi di Europarc ed il ruolo che la storica associazione intende giocare rispetto alle politiche comunitarie dirette alle aree naturali protette.
IL BUREAU DELL'ASSOCIAZIONE EUROPEA IN GENNAIO A ROMA
Il Bureau di direzione dell'Associazione dei Parchi nazionali e regionali dell'Unione Europea terrà la sua prossima riunione a Roma, nei giorni 8 e 9 gennaio. All'ordine del giorno della importante sessione, oltre all'esame della situazione organizzativa e ad una discussione sul processo di attuazione della Carta europea per il Turismo sostenibile, spicca la valutazione della situazione relativa ai rapporti che le organizzazioni nazionali associate hanno stabilito con i rispettivi governi in tema di politica agricola e strutturale europea. A questo proposito, infatti, si tratta di sostenere la richiesta, di cui abbiamo dato notizia più sopra, di considerare le aree protette come elemento delle nuove politiche dell'Unione.
PRIMO POSITIVO INCONTRO VERSO IL FORUM DELLE AREE PROTETTE
Martedì 24 novembre, a Torino, si è avviato il cammino verso la costituzione di un Forum permanente dedicato ai parchi ed alle aree protette. In un incontro tenutosi presso la Sala dei Consiglieri del Palazzo della Provincia e presieduto dall'ospite Mercedes Bresso, Presidente della Provincia di Torino, la Federazione Italiana dei Parchi, attraverso Renzo Moschini, ha esposto le riflessioni da cui muove questa proposta di costruire una sede "alta" di confronto alla quale dovrebbero essere chiamati a partecipare, fuori da schemi e ruoli precostituiti, tutti gli interessati alla vita ed all'attività di un robusto sistema di parchi e riserve naturali. Si trattava di operare una prima verifica sulla praticabilità dell'ipotesi e sulla disponibilità a contribuirvi da parte di esponenti di ambienti, settori di attività ed organizzazioni il cui coinvolgimento è determinante per il buon fine dell'impresa. La risposta è stata positiva. Al tavolo si sono travati ricercatori ed amministratori, dirigenti ed esperti di parchi, associazioni storiche come il CAI e, al gran completo, le associazioni dei produttori agricoli. Tutti hanno convenuto sull'opportunità di un'iniziativa ed hanno avanzato proposte per renderla la più efficace e coinvolgente possibile. In particolare i rappresentanti delle associazioni agricole, segnalando la maturazione di idee e proposte di notevole interesse, hanno manifestato una piena disponibilità. Dunque il lavoro proseguirà ora in vista di una estensione del numero dei promotori (è stata sottolineata l'assenza di alcune associazioni ambientaliste) e di una nascita "formale" del Forum (una sede fissa, alcune regole di funzionamento, un elenco aperto ma ufficiale di aderenti, un primo programma di attività). Prossimo appuntamento a gennaio, a Milano. Nel frattempo il contributo di idee e di proposte può continuare per via telematica: sul sito internet www.parks.it è infatti attivo un link alla pagina "Verso il Forum" alla quale si possono aggiungere messaggi inviando a forumdeiparchi@comunic.it
ANNUNCIATA LA SECONDA CONFERENZA DELLE AREE PROTETTE
Il Ministro dell'Ambiente ha dato notizia della decisione di svolgere nel 1999 la seconda Conferenza Nazionale sulle aree protette. In una riunione svoltasi a Roma, presso la nuova sede del Ministero dell'Ambiente, i presidenti dei Parchi nazionali, appresa la notizia, hanno ritenuto necessario proporre al Ministro Ronchi che la Conferenza si svolga nell'Autunno del 1999 allo scopo di consentirne un'adeguata preparazione. Gli stessi presidenti sono ritornati sull'argomento alcuni giorni dopo, in un loro incontro tenutosi ad Ancona in concomitanza con Parcoproduce, per proporre al Ministro dell'Ambiente, alle Regioni ed agli stessi Parchi che: a) la Conferenza Nazionale venga preparata anche attraverso la realizzazione di alcuni Forum tematici . In particolare un Forum potrebbe essere dedicato ai temi dell'ecosviluppo ed un altro alle problematiche della biodiversità e dell'assetto del territorio; b) la Conferenza sia preparata con lo svolgimento di singole Conferenze Regionali sulle Aree Protette, organizzate dalle Regioni insieme al sistema delle Autonomie Locali ed ai Parchi; c) in ogni area protetta, anche la più piccola, gli Enti gestori delle stesse promuovano le rispettive Conferenze programmatiche con lo scopo di presentare pubblicamente i risultati delle proprie attività e per tracciare le idee e le proposte di lavoro per il futuro.
PARCHI REGIONALI IN SOFFERENZA
Forte preoccupazione è stata recentemente espressa dalla Federazione Parchi riguardo alla situazione dei parchi regionali. A parere del Consiglio della Federazione "ci si trova di fronte ad un panorama, per quanto riguarda le aree protette regionali, articolato ma complessivamente preoccupante per la mancata crescita delle azioni regionali di conservazione dell'ambiente attraverso lo strumento parco". Molte Regioni meridionali, viene segnalato in un comunicato, anche se si sono adeguate alla Legge 394, non hanno ancora istituito nessun Parco, ma anche nelle Regioni dove da anni sono istituiti Parchi e Riserve regionali "sono presenti, salvo rare eccezioni, forti difficoltà finanziarie e normative che impediscono alle aree protette di operare con tranquillità e sicurezza. In particolare sono molto preoccupanti le scelte che sta compiendo la Regione Lombardia relativamente al Parco Sud Milano e più in generale per quanto riguarda le competenze dei Piani dei Parchi in merito al rapporto con gli strumenti settoriali di intervento sul territorio". Il documento prende in esame anche i processi di decentramento delle funzioni amministrative, conseguenti ai così detti Decreti Bassanini, avviati dalla Regione Piemonte. Essi "sollevano dubbi e preoccupazioni perché sembrano improntati innanzitutto allo scarico di responsabilità verso le Provincie anziché derivare da un disegno complessivo di riorganizzazione e di rilancio del sistema partendo dalla riconferma della funzione delle aree protette nel quadro delle politiche territoriali della Regione". Nel denunciare questo stato di cose la Federazione annuncia che svolgerà, nel prossimo mese di gennaio, un convegno pubblico su questi temi e invita i Parchi aderenti, in Lombardia e Piemonte "ad iniziative più specifiche nelle rispettive regioni coinvolgendo, a fianco delle aree protette, le associazioni ambientaliste, le istituzioni locali e le organizzazioni di categoria più sensibili". Secondo la Federazione "per costruire davvero un moderno ed armonico sistema nazionale di aree naturali protette oggi, tra le altre cose, serve il rilancio delle politiche per i Parchi regionali, politiche che competono innanzitutto ai Governi regionali ma che debbono essere richieste e sollecitate con forza dallo stesso Ministero dell'Ambiente all'interno della Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali.
DALL'ALLARME ALLA PROTESTA PER IL PARCO SUD MILANO...
Dopo l'allarme che ha suscitato la decisione della Giunta regionale della Lombardia di proporre al Consiglio l'approvazione di un Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Sud Milano decisamente diverso rispetto alle attese (che durano ormai dal 1993), allarme di cui abbiamo dato conto nel numero scorso del notiziario, sono venute, forti ed estese, le proteste. Consigli di Zona di Milano, comitati dell'hinterland milanese, associazioni ambientaliste e di categoria hanno promosso numerose iniziative che hanno avuto lo sbocco in una affollatissima assemblea svoltasi il 25 novembre in una sala della Provincia di Milano. Particolarmente degna di nota la presenza alla manifestazione delle associazioni degli agricoltori che hanno espresso pieno accordo con le proposte degli amministratori del Parco.
... E ALLA PROPOSTA PER LE ALTRE AREE PROTETTE LOMBARDE
Nel corso delle iniziative di protesta che si sono svolte in Lombardia e, in particolare, durante un'affollata manifestazione tenutasi nel bresciano, in difesa della Riserva delle Torbiere d'Iseo, sono state anche avanzate specifiche proposte per il rilancio dell'intero sistema lombardo delle aree protette. Spiccano tra esse la richiesta di definitiva approvazione, da parte della Regione, dei Piani Territoriali adottati ormai da anni da parte dei Parchi dell'Alto Garda Bresciano, dell'Adamello, dell'Adda Nord, del Serio, della Pineta di Tradate, del Mincio e dell'Oglio Sud. Le associazioni ambientaliste chiedono anche l'istituzione di nuove aree protette: Bernina-Disgrazia, Livignese, Grigne, Brughiera Briantea, Colle Brianza.
OPINIONI CONTROVERSE SUL FUTURO DELL'ADAMELLO LOMBARDO
Lo stato di sofferenza in cui si trovano le aree protette lombarde suscita reazioni di diverso tipo. C'è anche chi (provocatoriamente?) propone di modificare la natura di alcuni parchi sottraendone la competenza alla Regione Lombardia. E' il caso della sezione lombarda di Italia Nostra che chiede ufficialmente al Ministro Ronchi, con una lettera del 23 novembre, di istituire il Parco nazionale dell'Adamello Lombardo in luogo del Parco regionale istituito nel 1983. Le ragioni portate a sostegno della richiesta fanno riferimento a scelte sbagliate e pericolose della Regione riguardo alla denominazione (e quindi al rapporto con la legge quadro nazionale) ed alla individuazione delle aree a Parco naturale, oltre che a "ricorrenti campagne di disinformazione che tuttora si verificano anche per mezzo degli organi di stampa" e a "taluni interessi speculativi e corporativi locali i quali, pur rappresentando un'esigua minoranza, hanno spesso goduto di potenti protezioni politiche". Anche Legambiente si occupa del caso Adamello, per affermare però che si tratta di un caso "non dissimile dallo stato di sofferenza di tutte le altre aree protette lombarde". Uno stato di grave crisi, secondo Legambiente, "che trova alimento nella sostanziale ostilità dell'attuale governo regionale lombardo". Partendo da questo giudizio Legambiente afferma "di non aderire alla richiesta di Italia Nostra perché ritiene sbagliato sfilare dal sistema lombardo alcune delle perle più significative. Questo potrebbe apparire vantaggioso per una o più aree, ma costituirebbe un indebolimento del sistema complessivo, oltre a fornire facili pretesti a chi già oggi, in base ad un'idea sbagliata e localistica di federalismo, è impegnato in crociate anti-parco". Legambiente propone invece che vengano "rivedute le linee programmatiche di intervento del Governo nei confronti delle Regioni, affinché l'iniziativa autonoma degli Enti decentrati muova all'interno di un quadro...di incentivi economici e sanzioni che orientino l'azione delle Regioni nella costruzione del sistema nazionale delle aree protette".
RIUNITO IL COORDINAMENTO DEI PARCHI SICILIANI
Il Coordinamento dei Parchi e delle riserve siciliani ha tenuto il 19 novembre la riunione di esame della situazione delle aree protette nell'isola, la prima dopo la conclusione della festa dei Parchi di Catania. L'assemblea, presieduta da Bino Li Calsi, ha espresso un giudizio molto compiaciuto sull'esito della manifestazione, considerando con piacere anche l'apprezzamento che è venuto da più parti, non solo siciliane. Molti intervenuti hanno ritenuto di dover partire proprio dall'esito della Festa, e dalla considerazione popolare che essa ha determinato, per riproporre con forza i temi e le esigenze del sistema delle aree protette dell'isola. A questo proposito il Coordinamento sottoporrà prossimamente un documento di proposte al nuovo Governo regionale, dal quale spera maggiori attenzioni per tutto il settore. Fra i punti principali del documento, che dovrebbe puntare alla convocazione della seconda Conferenza Regionale delle aree naturali protette, la richiesta di adeguamento alla legge quadro nazionale, la riorganizzazione e il potenziamento dell'Assessorato competente, l'attuazione di una politica di sistema che coinvolga Enti locali, Associazioni, mondo della ricerca, Università, la questione degli strumenti di pianificazione, la vigilanza.
MONTACCHINI PRESIDENTE DEL GRAN PARADISO
Franco Montacchini, da alcuni anni Commissario straordinario al Parco nazionale del Gran Paradiso, è stato nominato Presidente dello stesso Parco da Ministro Ronchi. La nomina viene alla conclusione del processo di designazione per il Consiglio Direttivo dell'Ente, cui hanno provveduto nelle settimane scorse tutti gli aventi diritto. Ecco la composizione completa dell'organismo: Pietro Blanchetti, Giuseppe Dupont, Rolando Jeantet, Rodolfo Recrosio (designati dalla Comunità del Parco); Vittorio Castellazzi, Luciano Rota (designati dal Ministro dell'Ambiente); Edoardo Croci (designato dal Ministro delle Politiche Agricole); Paolo Durio, Franco Mari (designati dalle Associazioni di Protezione ambientale); Franco Montacchini, Consolata Siniscalco (designati dagli Enti scientifici); Luigi Rivoira (designato dalla Regione Piemonte); Giuseppe Trasino (designato dalla Regione Valle d'Aosta).
AD ANCONA L'ASSEMBLEA DELL' ASSOCIAZIONE DEI DIRETTORI
Si è svolta ad Ancona, in occasione di Parcoproduce, l'Assemblea dell'AIDAP, l'Associazione dei Direttori delle aree protette. L'Assemblea ha provveduto a rinnovare i vertici dell'Associazione: Presidente, Consiglio Direttivo e Revisori dei conti. Nel corso della riunione sono state identificate le linee d'intervento per il prossimo futuro, che, come si legge in una nota dell'Associazione "possono essere così riassunte: - organizzazione di seminari ed incontri sulle tematiche inerenti la gestione delle aree protette, anche per supplire ad un ruolo svolto in passato dalla Federazione dei Parchi e che oggi è venuto meno; - dialogo con la Federazione dei Parchi, individuata come organismo rappresentativo degli amministratori delle aree protette, affinché venga formalizzato un rapporto di collaborazione che consenta ai responsabili della gestione di contribuire alla definizione delle politiche complessive dei Parchi. In questo senso" conclude la nota "è stata scartata l'ipotesi della partecipazione di rappresentanti dei direttori in seno al Consiglio Direttivo della Federazione, con assegnazione predefinita di uno o due posti, a favore della costituzione di una 'segreteria tecnica' che veda la partecipazione attiva dei direttori.
ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA TCI E FEDERAZIONE
Nuovo, inedito e importante accordo tra la principale associazione di "consumatori" e organizzatori di turismo e l'associazione delle aree protette. Touring Club Italiano e Federazione dei Parchi hanno stabilito di lavorare insieme alla realizzazione di alcune pubblicazioni che illustrino le caratteristiche e le particolarità dei territori sottoposti a tutela. Il primo obiettivo è una Guida generale dell'intero sistema di parchi e riserve italiano. Un'opera mai tentata prima, che si annuncia di grande contenuto ed alla quale sono invitati a collaborare direttamente, anche per garantirne il rigore documentale, gli associati della Federazione. Tempi previsti per la nascita dell'opera: autunno 1999.
ANCHE L'ASINARA ADERISCE ALLA FEDERAZIONE
Anche questo mese segnaliamo volentieri una nuova, importante adesione alla Federazione. Nei giorni scorsi ha infatti deliberato l'affiliazione il Comitato di Gestione del Parco nazionale dell'Asinara (circa 5000 ettari di terra e mare in provincia di Sassari) guidato da Eugenio Cossu, Sindaco di Porto Torres, comune nel cui territorio ricade questa straordinaria isola che chiude l'omonimo golfo nel nord-ovest della Sardegna.
WORKSHOP SU RISORGE GENETICHE FORESTALI
La Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale ha reso noto il programma definitivo del workshop dal titolo "Analisi e conservazione delle risorse genetiche forestali italiane" che si terrà a Roma, il 14 Dicembre 1998, presso l'Aula Convegni del CNR, in P.ale Aldo Moro 7.
Informazioni: G.G. Vendramin (IMGPF - CNR) - v. Atto Vannucci, 13 - 50134 Firenze - Tel: 055 461 071; Fax: 055 486 604; e-mail: vendramin@imgpf.fi.cnr.it
CONVEGNO SUI CINGHIALI ALL'ELBA
Si terrà a Portoferraio, presso il Centro Congressuale De Laugier, il 1° Seminario del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano sulla "Gestione del cinghiale nelle aree protette". Relatori del convegno, l'11 dicembre, a partire dalle ore 9,30, saranno tecnici, esponenti del mondo scientifico ed amministratori regionali e nazionali. |