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EDITORIALE
Chi è stato protagonista della 3ª Festa dei parchi di Catania, o anche chi l'ha solo visitata, è rimasto sicuramente impressionato dal patrimonio ormai imponente costituito dal mondo delle aree protette. Un ricchissimo patrimonio di persone, di conoscenze, di idee, di progetti e, quel che più conta, di azioni. La tutela è in azione, dalla cima più alta del Nord all'estremo lembo di costa del Sud, fatte di ricerche, di discussioni e di attività tese alla salvaguardia dei nostri ambienti più preziosi. Ma si tratta ancora, purtroppo dobbiamo ribadirlo, di azioni troppo "isolate", spesso contrastate, certo non sufficientemente coordinate, meno ancora concepite e organizzate in modo sistemico. E non bastano, per superare questa situazione, gli sforzi degli amministratori più avveduti, di alcuni fra i parchi maggiori, della stessa nostra associazione. Abbiamo più volte segnalato la necessità di un rilancio della politica di sistema sul piano nazionale (e avanzato proposte che speriamo vengano considerate dopo la costituzione del nuovo governo) e a quelle segnalazioni rinviamo. Ciò che vogliamo invece sottolineare in questo momento, freschi dell'esperienza della Festa di Catania e mentre ci giungono notizie non sempre positive dalle diverse regioni italiane, è l'assoluta e urgente necessità di un recupero dell'iniziativa delle Regioni per il sostegno e lo sviluppo delle aree protette. Di politica dei parchi si poté parlare, fino all'inizio di questo decennio, solo grazie alle scelte di molte Regioni. Di "sistema" nazionale delle aree protette si potrà parlare domani solo se le Regioni (tutte le Regioni) vorranno tornare ad essere autrici di scelte coraggiose e lungimiranti nella gestione del territorio e protagoniste, in collaborazione con lo Stato, di politiche efficaci di salvaguardia. Occorre per questo contrastare una evidente tendenza alla deresponsabilizzazione di molte istituzioni regionali, al disinteresse di altre, alla vera e propria politica di smantellamento delle aree protette di altre (per fortuna poche) ancora. Questa sarà uno dei nostri principali obiettivi futuri: stimoleremo il Ministero perché attui politiche che premino le Regioni che operano con impegno e chiederemo alla Conferenza delle Regioni un confronto su azioni comuni di ampia portata.
Enzo Valbonesi
presidente Federazione Parchi
UN SUCCESSO LA FESTA DI CATANIA
Sono state quattro giornate intensamente vissute, fra l'assalto dei (soprattutto giovani e giovanissimi) visitatori, il fitto programma di dibattiti, gli spettacolari inserti di danze e canti folcloristici. Catania ha premiato la scelta degli organizzatori ed ha offerto un appuntamento davvero degno del livello raggiunto dall'insieme delle aree protette italiane. Le stesse, sui tre piani del ristrutturato centro espositivo delle Ciminiere, hanno presentato con fantasia i tanti aspetti, da quelli universalmente noti a quelli sconosciuti o di recente acquisizione, di una realtà che costituisce ricchezza per l'intero Paese. Successo indubbio dell'evento, dunque, ma anche successo della formula che vuole questo appuntamento annuale itinerante, così da coinvolgere di volta in volta un pubblico di una zona geografica diversa, per accrescerne la cultura ambientalista e sollecitarne l'appoggio in un'azione difficile e d'avanguardia.
"CARTA DELLA NATURA" A GARGNANO
Il Convegno di Gargnano dedicato alla "Carta della Natura" ha rinnovato il successo di quello di giugno a Pavia e ha confermato l'importanza di questi momenti di confronto tra istituzioni ed esperti, grazie ai quali i programmi e le
iniziative ministeriali in materia di aree protette e tutela della natura possono essere apprezzate, valutate e discusse costruttivamente, contribuendo a migliorare la conoscenza dei problemi ed a soddisfare con maggiore efficacia le aspettative della società civile, stimolandone l'interesse e la partecipazione. E' emerso come fondamentale il ruolo assicurato a tal fine dal Centro Studi Valerio Giacomini, che anche in questa circostanza si è adoperato con impegno e serietà per garantire il migliore risultato, perseguendo con coerenza gli indirizzi ad esso assegnati dagli Enti promotori. Lo stesso Centro Studi, in proposito, è stato incaricato dalla Federazione Nazionale dei parchi e delle riserve naturali di favorire il raccordo tra le aree protette e gli altri enti aderenti per il coordinamento del relativo contributo alla formazione della "Carta della Natura", avviando tra gli enti gestori un'indagine i cui risultati saranno sottoposti ai competenti Servizi ministeriali. Ci si propone che il Centro Studi costituisca un punto di riferimento comune per gli ulteriori, necessari momenti di verifica e di aggiornamento sullo sviluppo del programma "Carta della Natura", nonché per altre analoghe iniziative di confronto tra ambiente istituzionale e mondo della ricerca inerenti le tematiche delle aree protette. E' per questo auspicabile che l'adesione al Centro Studi Valerio Giacomini possa prossimamente ampliarsi ad altri enti e soggetti istituzionalmente interessati e che anche il Ministero dell'Ambiente, condividendone le finalità, voglia attribuire al Centro il giusto riconoscimento e sostenerne le iniziative di comune interesse.
IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DI GARGNANO
La "Carta della Natura" non deve rispondere unicamente ad esigenze di immagine, né ad interessi meramente accademici, ma deve costituire uno strumento utile per la gestione e la tutela del territorio. Essa quindi deve essere fruibile da tutti e, in particolare, da parte dei diversi soggetti decisori a cui compete la responsabilità delle scelte sulle destinazioni d'uso del suolo e sulla difesa dell'ambiente. Ciò presuppone la realizzazione di un programma realmente partecipato in ogni fase, nel corso del quale vengano assunti e condivisi tutti i contributi informativi disponibili, in primo luogo quelli derivabili da studi e piani già realizzati da enti pubblici. Questo in sintesi l'approdo principale del dibattito di Gargnano, nel corso del quale è anche emerso che la "Carta" non può corrispondere a un "prodotto" finito nel tempo e limitato nelle risorse e nei risultati assegnati. Essa, al contrario, dev'essere intesa come un "processo", attraverso il quale il patrimonio di conoscenze sulla natura, attualmente disperso e frammentario, sia raccolto, coordinato e continuativamente arricchito ed aggiornato, in modo da renderlo utilizzabile da tutti. Un simile obiettivo, però, presuppone che vengano chiariti e risolti gli aspetti organizzativi sul programma "Carta della Natura", garantendo un livello univoco di indirizzo e di coordinamento (presso il Ministero dell'Ambiente) e la compartecipazione istituzionalizzata degli enti territoriali, degli istituti di ricerca, come pure degli enti gestori delle aree protette, sia nazionali che regionali, depositari di un patrimonio di conoscenze ed esperienze di straordinaria importanza, che non può essere ignorato né sottovalutato. A questo fine, è stato proposto che il Ministero dell'Ambiente indica un'apposita Conferenza di Servizio, interessando i settori dell'Amministrazione statale, le Regioni, i parchi e gli enti territoriali interessati, per realizzare il coordinamento delle rispettive attività e le conseguenti notevoli economie.
DA GENOVA ALTRI CONTRIBUTI PER LA POLITICA DELLE RISERVE MARINE
E' proseguita a Genova, il 13 ottobre, con il dibattito "Per una gestione unitaria del sistema delle aree protette marino-costiere" l'intensa e partecipata fase di discussione avviata dalla Federazione in merito alla politica di costituzione e di gestione dei parchi e delle riserve marini, dopo le note polemiche e le concitate reazioni dell'estate, seguite al provvedimento del Ministero riguardante Portofino. E sebbene Portofino abbia catturato l'attenzione di molti degli intervenuti anche a Genova (ma data la sede era più che naturale) pure qualche approdo più generale è affiorato nella relazione e in altri numerosi interventi. L'obiettivo principale, per tutti, è comunque quello di dare piena attuazione al programma di creazione delle nuove riserve. Occorre però perseguire tale obiettivo attraverso uno stretto e leale rapporto di collaborazione tra lo Stato e le Regioni, il coinvolgimento continuo e istituzionalizzato degli Enti locali interessati, la partecipazione delle popolazioni. Soprattutto è necessario legare temporalmente le scelte relative ai vincoli e quelle relative alla gestione. A questo riguardo, se è stato notato che in molti casi è opportuno collegare la gestione delle riserve marine con quelle, quando già esistenti, di aree protette a terra, è stato anche ribadito che non possono esistere schematismi di sorta. L'esperienza e la valutazione dei casi reali devono essere la guida. Gli esempi di realtà specifiche sono stati molti: da quello appunto di Portofino, in cui un parco di antica e buona esperienza non può essere ignorato, a quello di Ustica, in cui la capacità di gestione dimostrata per la parte a mare non può non essere sfruttata per la futura riserva a terra, a quello infine delle Tremiti, il cui collegamento al parco del Gargano ha costituito un obiettivo freno e prodotto un'esperienza sicuramente non positiva, come tale da ripensare.
VERSO LA COSTITUZIONE DI UN "FORUM" PER LE AREE PROTETTE
"La crescita, non soltanto quantitativa, delle aree protette nel nostro paese pone problemi istituzionali, culturali, programmatici, tecnico-scientifici sicuramente nuovi e più complessi rispetto alla stessa importante tradizione ed esperienza ambientalista che ha contribuito in maniera determinante al conseguimento degli attuali risultati.
Da qui l'idea di promuovere un Forum permanente in cui associazioni, organizzazioni, movimenti, personalità di diversa cultura, esperienza e collocazione, comprese quelle che finora anche per tradizione hanno prestato scarsa attenzione ai temi della protezione ambientale, possano confrontarsi e ricercare terreni di comune impegno e approfondimento". E' la premessa da cui parte un documento della Federazione dei Parchi che chiama al confronto un gruppo di possibili "promotori" del Forum stesso (a Torino, presso la sede della Provincia, martedì 24 novembre). Si tratta di un'idea ambiziosa, meditata a lungo all'interno dell'associazione che avverte da tempo l'esigenza di mettere in qualche misura il dibattito culturale riguardante la tutela dei territori pregiati al riparo dalla contingenza dei provvedimenti amministrativi e dallo scontro imposto da ragioni di appartenenza.
Il documento di cui abbiamo parlato fa riferimento a quella che definisce "la novità di maggiore rilievo per quanto riguarda oggi i temi della protezione, rappresentata da una crescita notevole dei parchi di ogni tipo in un contesto caratterizzato da due fenomeni ugualmente importanti: uno relativo al ruolo stesso della protezione, dovuto alle profonde trasformazioni della società e non soltanto dell'ambiente in cui si opera; l'altro concernente le trasformazioni in atto nella organizzazione statuale e della pubblica amministrazione. L'uno e l'altro fenomeno condizionano fortemente anche l'operato e il ruolo delle aree protette ma collocano al tempo stesso i parchi in una posizione strategica fino a ieri impensabile e sconosciuta". E' dunque alla definizione, interpretazione, caratterizzazione di questa posizione strategica che il costituendo Forum dovrà dedicare la propria attività, che fin da ora auguriamo ricca e feconda.
NUOVE IMPORTANTI ADESIONI ALLA FEDERAZIONE
Il mese di ottobre registra due nuove, significative adesioni alla Federazione dei Parchi e delle Riserve. Si tratta di due Parchi nazionali di recente istituzione, il Parco nazionale del Vesuvio e il Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, che contribuiranno ad arricchire, ognuno con le sue straordinarie peculiarità, il patrimonio di esperienze raccolte nell'associazione delle aree protette italiane. Il parco del Vesuvio, il cui provvedimento istitutivo è del giugno 1995, si estende per oltre diecimila ettari appartenenti a 13 Comuni campani densissimamente popolati; è alle prese con complessi problemi di tutela in un'area dalle caratteristiche uniche in stretto rapporto con pressioni e aspettative tipiche delle aree protette meridionali. Il parco di La Maddalena (primo parco nazionale sardo), il cui provvedimento istitutivo è del maggio 1996, è costituito dall'arcipelago del Comune omonimo (circa cinquemila ettari) e dal mare circostante (quindicimila ettari) ed è per questa sua caratteristica destinato a svolgere una funzione rilevante di sperimentazione nella ricerca di pratiche innovative nella tutela degli ambienti marini, insulari e marino-costieri, ai quali la Federazione sta riservando un grande interesse.
LE INIZIATIVE DELLA FEDERPARCHI A PARCOPRODUCE
Nell'imminenza della 3ª edizione della rassegna Parcoproduce (Ancona 12-15 novembre) l'impegno della Federazione dei Parchi è particolarmente rivolto alla preparazione di momenti di dibattito di alto contenuto, che bene si inseriscono nell'attività di approfondimento di temi di vasta attualità, connaturata alle caratteristiche dell'associazione. Ecco in sintesi il programma degli incontri che vedono protagonista la Federazione.
Giovedì 12, ore 15, nell'Auditorium - "L'Europa dei Parchi" (relatori Carlo Alberto Graziani, presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini e Jean Luc Sadorge, direttore della Federazione dei Parchi naturali Francesi).
Venerdì 13, ore 10, in sala D - "Progetto CIP, Coste Italiane Protette" (relatore Mariano Guzzini, presidente del Parco del Conero) - presentazione degli atti del Convegno relativo e ulteriore momento di riflessione sullo stato della costituzione delle nuove Riserve marine.
Venerdì 13, ore 15, nell'Auditorium - "Parchi ed economie locali" (presiede Mauro Tripepi, presidente del Parco nazionale del Pollino, relatori Aldo Cosentino, direttore del Servizio Conservazione Natura del Ministero dell'Ambiente e Roberto Saini, direttore della Federazione dei Parchi). Seguirà una "Tavola rotonda", coordinata dal giornalista Giulio Ielardi, nella quale presenteranno casi significativi di intervento dei Parchi nell'attività economica: Attilio Licciardi, sindaco di Ustica, Giuseppe Rossi, presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e Dario Furlanetto, direttore del Parco del Ticino Lombardo.
Sabato 14, ore 9, nell'Auditorium - "Progetto APE, Appennino Parco d'Europa", promosso da Legambiente - (partecipano Valerio Calzolaio, sottosegretario all'Ambiente, Fabio Renzi, della Segreteria nazionale di Legambiente e Enzo Valbonesi, presidente della Federazione dei Parchi).
Sabato 14, ore 11,30, in sala E - "Il sistema informativo della Federazione dei Parchi e delle Riserve" (relatori Luigi Bertone per il servizio Parchinews, Gianni Boscolo per l'editoria, Mariano Guzzini per la rivista Parchi e Massimo Piraccini per il sito Internet Parks in Italy).
ALLARME PER IL P.T.C. DEL PARCO SUD MILANO
A lanciarlo sono le associazioni ambientaliste di quella zona della Lombardia dopo che lo scorso 2 ottobre la Giunta regionale ha licenziato il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano. Nella delibera la Giunta prescrive di accogliere tutte le osservazioni - oltre un centinaio - che chiedono di escludere aree dal Parco e stralcia inoltre vaste aree agricole introdotte nel parco nel 1993 dalla Provincia di Milano, come ad esempio il triangolo di Lacchiarella di proprietà dell'Edilnord. Le associazioni ambientaliste e agricole e i comitati "giudicano questa delibera una provocazione a danno di tutti coloro che abitano, lavorano e fruiscono del Parco Sud. Se il Consiglio approvasse il Piano con i contenuti della delibera, il Parco verrebbe mutilato di decine di milioni di metri quadri. Si tratterebbe di un "condono" a tutti i peggiori appetiti speculativi, che vanificherebbe lo stesso concetto di Parco: un polmone verde che valorizza l'agricoltura e il patrimonio storico, architettonico e naturale di un vasto territorio della provincia di Milano. Accettando le direttive delle "politiche ambientali" della Giunta, il Consiglio ridurrebbe il Parco a pochi appezzamenti, scollegati tra loro e circondati da ogni parte da aree edificabili". Le associazioni continuano, chiedendo "ai Consiglieri regionali di rigettare le prescrizioni della Giunta e di approvare un Piano territoriale consono alle aspettative dei cittadini e funzionale alla valorizzazione delle attività agricole, che includa tutti i grandi comparti agricoli oggi sottoposti a pressioni speculative". A sostegno delle proprie richieste le associazioni "promuoveranno forme coordinate di informazione e di sensibilizzazione della cittadinanza, coinvolgendo tutti i soggetti interessati a mantenere vivo il Parco Agricolo Sud Milano".
I COLLI EUGANEI HANNO IL PIANO AMBIENTALE
Il Consiglio Regionale del Veneto ha definitivamente approvato il Piano ambientale del Parco regionale dei Colli Euganei. Fatto "storico": dopo quattro anni di tortuose procedure e dopo le frequenti, burrascose sedute del Consiglio, finalmente ha certezza giuridica uno strumento complesso di programmazione del territorio collinare necessario, come si legge in un comunicato del Coordinamento veneto dei Parchi e delle riserve, "a far vincere le idee di rispetto e compatibilità ambientali utili a noi, alla gente dei colli ed alle future generazioni. Sul perimetro vi è finalmente sicurezza, sulle idee positive per la valorizzazione del nostro territorio è possibile costruire concretamente il nostro futuro." Lo stesso comunicato ricorda che con le sole misure di salvaguardia non si sarebbe fatta molta strada e "senza Parco e senza Piano ambientale di programmazione sarebbe stata più vicina l'ipotesi di blocco delle iniziative". Riservandosi di approfondire gli emendamenti introdotti, nella convulsa fase finale, al documento redatto dal Prof. Gambino e dalla sua équipe, ed esprimendo però già preoccupazione "per la questione della edificabilità in zona agricola, che sembra togliere parzialmente al Parco capacità di programmazione e di tutela", il Coordinamento veneto manifesta comunque la propria soddisfazione "perché il confronto ed il dibattito tornano tra chi vive nel Parco e chi democraticamente lo governa".
IL PARCO DELLA VAL GRANDE HA LA SUA PATRONA
Si tratta della Madonna del Sangue che domenica 4 ottobre, a Re, uno dei Comuni del Parco nazionale, è stata appunto proclamata Patrona in una cerimonia che ha riunito autorità religiose, amministratori e una folta popolazione. Particolarmente orgogliosa dell'iniziativa la presidente del Parco, Franca Olmi, convinta di aver così contribuito a costruire "un momento di grande unità per tutti i Comuni di queste vallate e di reale identificazione nel Parco da parte della gente di qui che fin dall'antichità alla Madonna chiedeva protezione per il lavoro in un ambiente selvaggio e pieno di insidie". Sembra essere, quello della Val Grande, il primo caso di un parco che elegge un patrono e gli autori della scelta tengono a sottolineare che essa costituisce "oltre che un atto di devozione, un omaggio alle comunità del parco che hanno vissuto di "fede e di fatica" come dimostrano le tante cappelle ex-voto costruite lungo i sentieri della transumanza". L'occasione è stata del resto assai propizia alla rivisitazione della storia e della cultura delle popolazioni della Val Grande.
GUZZINI RIELETTO AL CONERO
Anche in questa edizione del notiziario dobbiamo dare conto di una rielezione alla guida di un parco. Mariano Guzzini è stato infatti confermato, lo scorso 27 ottobre, presidente del Parco del Conero per i prossimi quattro anni. E, a giudicare dai numeri (13 voti a favore, 2 astensioni) si è trattato di una rielezione convinta e convincente. Merito del lavoro che ha tratto fuori dal "baratro" dei tempi difficili e rilanciato questo parco regionale di cui fanno parte i Comuni di Ancona, Numana, Sirolo, Camerano e la Provincia di Ancona.
DUE GIORNI DI RICERCA IN CADORE
Ecco l'interessante programma della due giorni sul tema "UN PARCO, TANTI PARCHI, UNA PROPOSTA - Dai parchi tante idee per rispettare l'ambiente naturale, creare occupazione e vivere in armonia", organizzato dai Gruppi Promotori del Parco del Cadore e del Parco del Cansiglio, dai parchi dolomitici, dalla Federparchi e da alcune associazioni ambientaliste. Info: 0435 -560025; 0435-30566
SEMINARIO: SABATO 7/11/98 - Casa "Soggiorno alpino" Laggio Vigo di Cadore (BL) Borgo Salagona, 24.
Presentazione (Mirta Da Pra Pocchiesa); gruppo di lavoro: "Un carosello di Parchi: come superare la frammentazione, diluire le presenze" (relatori Renzo Moschini, Cesare Lasen, Roberto Menardi); gruppo di lavoro: "Dolomiti Monumento del Mondo, come valorizzare appieno un patrimonio unico nel suo genere?" (relatori Carlo Alberto Pinelli e Tojo De Savorgnani); gruppo di lavoro: "Viabilità e regolazione dei flussi nelle aree alpine" (relatori Helmut Moroder e Giovanni Monico).
CONVEGNO: DOMENICA 8/11/98 - Sala della Magnifica Comunità di Cadore - Pieve di Cadore
Fragilità dell'ambiente alpino - "Dissesto idrogeologico, radiazioni e altro" (Franco Viola) "Le strategie di difesa del clima come sfida per le Regioni alpine" (Hans Glauber); "Dolomiti Monumento del Mondo" (Carlo Alberto Pinelli); "Regione Veneto: l'immobilismo continua?" (Ivo Simonella); "Un parco, tanti parchi, una proposta" (Renzo Moschini e Cesare Lasen); "Viabilità e regolazione dei flussi nelle aree alpine" (Helmut Moroder); "Un parco come laboratorio di vita per tutti" (Luigi Ciotti); "Una carta dei parchi delle Dolomiti" (Michele Da Pozzo e Margaret Pallhuber); "Parchi e ambiente in Europa, opportunità Comunitarie da non perdere" (Angelo Fodde).
PO ED HUDSON: MOLTI PROBLEMI ED IDEE IN COMUNE
Scambi fra Hudson Foundation, Regione Piemonte ed Università di Torino. Una delegazione italiana del Politecnico di Torino e della Regione Piemonte è stata invitata negli Stati Uniti nello scorso settembre dalla Hudson Foundation, per uno scambio di esperienze sui problemi nella gestione economica, ambientale e turistica dei due fiumi. Scopo dell'incontro: approfondire problemi, gestione e programmi da parte di enti pubblici e privati sulle tematiche relative ai due grandi fiumi.
E' stata riscontrata una sostanziale omogeneità nei modi di affrontare le questioni dello sviluppo socio-economico di aree con problematiche simili: deindustrializzazione, interventi strutturali con forte incidenza ambientale, piccoli centri di economia "marginale", rete di aree protette da valorizzare.
Nella tavola rotonda conclusiva di bilancio la Hudson Foundation ha auspicato la prosecuzione degli scambi e del confronto considerate sia l'omogeneità dei problemi sia dei modi di affrontarli.
GUIDE A LEZIONE DI ASTRONOMIA
Un singolare corso di astronomia per guide dei parchi naturali è stato annunciato per i giorni 27 e 28 febbraio. Si terrà a Lumezzane (Bs) e sarà organizzato dall'osservatorio astronomico serafino Zani. Le lezioni riguarderanno temi della scienza del cielo che possono essere facilmente inseriti tra le attività didattiche delle aree protette: orientamento con gli astri; misurazione del tempo mediante osservazione del sole; esperienze con attrezzature d'uso nelle attività naturalistiche; azioni abbinate alle escursioni; inquinamento luminoso. La partecipazione è aperta a tutte le guide dei parchi, anche a quelle che si avvicinano per la prima volta all'astronomia. Ai partecipanti verrà offerta l'opportunità di organizzare nel proprio parco una "giornata dell'astronomia".
Info 030-871861
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