2 ottobre 1998


 



EDITORIALE

Chi ha scorso il nostro precedente notiziario conosce la posizione di questa associazione relativamente all'attuazione della legge quadro sulle aree protette (394/91) ed alle proposte di modifica di alcune parti della legge stessa. Ricordo qui i due principi essenziali di questa posizione: rilanciare la politica nazionale di sistema (cioè coinvolgere tutti i parchi e tutti i livelli istituzionali in programmi complessivi e organici di tutela e sviluppo) e scongiurare i rischi di stravolgimento (cioè salvaguardare i fondamenti di un testo legislativo che ha comunque consentito, in questi ultimi anni, l'estensione e la qualificazione della tutela ambientale). Da tale impostazione abbiamo fatto discendere cinque proposte concrete: istituire un Comitato Ministero-Regioni-Aree Protette a fianco della Conferenza Stato-Regioni, con lo scopo di programmare il complesso degli interventi; porre al centro di questa programmazione, e della collaborazione istituzionale, i grandi progetti di area vasta (Alpi, Ape, Coste Isole e Mare, Bacino del Po); rivedere la normativa per gli enti Parco nazionali, alleggerendoli dal fardello della burocrazia, accentuando insieme la loro autonomia e le capacità di verifica del loro lavoro da parte del Ministero; porre le strutture di vigilanza del CFS alla piena dipendenza dei Parchi nazionali; trasferire ai Parchi nazionali e regionali la gestione delle riserve naturali statali che ricadono al loro interno.
Ora, crisi politica permettendo, il cammino parlamentare del provvedimento di modifica è vicino alla fine e possiamo farne un primo bilancio. La legge 394 sembra uscirne viva e vegeta, senza nessun stravolgimento. Le correzioni apportate snelliscono il funzionamento degli Enti nazionali e li responsabilizzano maggiormente. Maggiori certezze sono state aggiunte alla prospettiva di istituzione di nuove aree marine protette. E' un bene. Semmai c'è da rammaricarsi che in una congiuntura favorevole non si sia trovato il coraggio di tornare a pensare più in grande, ad occuparsi dell'intero mondo delle aree protette, della collaborazione tra istituzioni per vasti, impegnativi, sempre più necessari programmi di protezione e sviluppo ecosostenibile. Ma non disperiamo: abbiamo imparato ad apprezzare anche i piccoli passi e per quelli successivi continueremo a lavorare.


Enzo Valbonesi presidente Federazione Parchi

 

 

 

TORNANO ALLA CAMERA LE MODIFICHE ALLA 394

Nuovamente alla Camera, per l'ultima parola (crisi di governo e finanziaria permettendo) le "Nuove misure in campo ambientale" che contengono anche alcune modifiche alla L.394. Per ora si sa che la Commissione Ambiente ha inviato all'aula di Montecitorio il testo nella versione licenziata dal Senato il 24 settembre. Ecco in sintesi le principali novità introdotte per i Parchi da questo testo:

Direttori: saranno nominati sempre dal Ministro dell'Ambiente, ma sulla base di una terna di nomi fornita dall'Ente Parco nazionale. I nomi indicati dovranno essere scelti da un apposito albo nazionale dei Direttori di Parco.

Riserve Statali: tutte le Riserve (terrestri, marine ecc.), e quindi anche quelle che la L.394 prevedeva dovessero restare alla gestione del CFS, passeranno ai parchi nazionali entro i quali ricade il loro territorio. Per i parchi regionali c'è da ricordare che l'argomento Riserve dello Stato è stato affrontato in sede di "Bassanini 2".

Statuti: per i parchi nazionali gli statuti avranno un iter più snello e al Ministero dell'Ambiente spetterà, di fatto, solamente un esame di legittimità.

Regolamenti: il regolamento del parco, oltre alle cose già previste dalla L.394, potrà stabilire come valorizzare gli usi, i costumi e le attività tradizionali delle popolazioni locali, anche con norme che possano autorizzare l'esercizio di particolari attività a ciò collegate, fatte salve le norme relative al divieto di caccia.

Patti territoriali: oltre alle forme di intesa già previste dalla L.394 tra Stato, Regioni ed Enti Locali, ora tutti questi soggetti, ed in più la Comunità del Parco, possono promuovere anche i Patti Territoriali.

Politiche di sistema: il Ministero dell'Ambiente, con gli altri Ministeri interessati, promuoverà per i parchi dell'arco Alpino, dell'Appennino, delle Isole e delle aree marine, accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche sostenibili con particolare riferimento all'agriturismo, alle attività agro-silvo-pastorali ed al turismo ambientale.

Consiglio Direttivo: diventa obbligatoria la figura del vicepresidente che dovrà essere nominato tra i cinque rappresentanti della Comunità del Parco.

 

 

APE - INCONTRO A ROMA TRA LE AREE PROTETTE DELL'APPENNINO

Mercoledì 30 Settembre si è svolto a Roma, su iniziativa della Federazione Parchi, un incontro sul Progetto APE (Appennino Parco d'Europa ) a cui hanno preso parte 7 Parchi nazionali (tutti quelli interessati da APE ad eccezione del Parco Nazionale d'Abruzzo) e 10 Parchi regionali. Sono intervenuti anche Fabio Renzi per Legambiente, l'associazione che oltre tre anni fa lanciò l'idea di APE; Stefania Pezzopane, Assessore ai Parchi dell'Abruzzo, Regione che fa da capofila di APE; Aldo Cosentino, Direttore del Servizio Conservazione Natura del Ministero dell'Ambiente e l'on. Valerio Calzolaio, Sottosegretario all'Ambiente con la delega per questo specifico progetto.

Nella sua introduzione Giuseppe Rossi, presidente del Parco del Gran Sasso - Monti della Laga e vicepresidente della Federazione Parchi, ha delineato alcuni possibili contenuti di APE che rivestirebbero grande interesse per i parchi: informazione ed animazione del progetto; agricoltura tradizionale e produzioni tipiche; riqualificazione ambientale finalizzata a favorire la creazione di corridoi ecologici; sistemazione dei percorsi di dorsale (sentiero Italia, vie storiche e religiose, tratturi ecc.) e di strutture "leggere" per l'ospitalità e la sosta (quali rifugi ecc.); implementazione nei Parchi, regionali e nazionali, del Sistema Informativo per la Montagna (SIM) anche in funzione della creazione degli sportelli informativi unici.

Molti intevenuti hanno sottolineato l'importanza della difesa degli insediamenti umani, ancora vitali, presenti in Appennino, sostenendo che sta diventando questa la priorità assoluta di fronte ad una nuova, forse definitiva ondata di esodo dai centri minori di alta montagna.

Nelle conclusioni dell'on. Calzolaio è stato rimarcato il ruolo centrale che dovranno avere i parchi per costruire il progetto di APE e per fare in modo che esso diventi uno strumento capace non solo di attivare nuove e qualificate risorse, ma anche di condizionare le scelte dei grandi sistemi infrastrutturali (reti energetiche, viarie ecc.) e tutte le politiche territoriali dell'Appennino, a cominciare da quelle dei servizi e della mobilità. Entro l'anno, ha annunciato il Sottosegretario, è intenzione del Ministero dell'Ambiente sottoscrivere la convenzione di APE e avviare gli atti per inserire questa azione nelle delibere CIPE, dopodichè si procederà alla messa a punto dei progetti esecutivi di intervento.

Il prossimo appuntamento su questo tema sarà ad Ancona, il 14 novembre, nell'ambito di Parcoproduce, con un'iniziativa aperta a tutti gli attori istituzionali e sociali dell'Appennino.

 

 

E' STATA UN'ESTATE INTENSA PER LE RISERVE MARINE...

E' stata un'estate caratterizzata da scontri istituzionali sul fronte ambientale. Alimentati prima dai vasti incendi boschivi, si sono poi riaccesi con i provvedimenti relativi alla riserva marina di Portofino. Scontri pericolosi, che mettono a rischio di arretramento i positivi passi in avanti compiuti dal nostro paese in questi ultimi anni nel campo della protezione dell'ambiente.

Su tali scontri la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali è intervenuta, sostenendo "la necessità di ripristinare immediatamente un rapporto di forte cooperazione fra il Ministero dell'Ambiente, le Regioni e gli Enti Locali." Proprio la vicenda di Portofino dimostra infatti che obiettivi del tutto condivisibili (come l'istituzione di una riserva marina) non devono essere perseguiti con metodi e procedure che "determinano l'esplodere di conflitti tra le istituzioni e permettono ai nemici preconcetti delle aree protette di potere avvalorare tra l'opinione pubblica l'idea che i Parchi sono solamente un vincolo e non anche una grande risorsa per favorire un nuovo tipo di sviluppo" (dal comunicato del 24 agosto.)

 

 

 

...OCCORRE DUNQUE IMPARARE DA PORTOFINO...
A proposito della quale vicenda la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve è anche intervenuta per sostenere che "la candidatura a gestire la riserva marina nazionale, avanzata dal Parco Regionale di Portofino per conto della Regione e degli Enti Locali andrebbe colta positivamente da parte del Ministero dell'Ambiente Del resto nel nostro paese esistono già esempi di riserve marine statali ben gestite da parte di Enti Locali, come nel caso di Ustica, che dovrebbero indurre il Ministero a perseguire, di concerto con la Regione Liguria, una soluzione simile anche per l'area protetta marina di Portofino." E questo anche perché:

- l'Ente Parco è dotato di personale e di strutture adeguate e dispone di una pluriennale esperienza gestionale che gli permetterebbe di attuare fin da subito, insieme all'applicazione delle norme di salvaguardia del Decreto Ministeriale, anche le azioni per la promozione delle iniziative di studio, ricerca, educazione e sviluppo socio-economico;

- il Parco nei mesi scorsi, insieme alla Regione ed agli Enti locali, ha coordinato l'esame della proposta Ministeriale ed ha sviluppato su questa il confronto con gli Enti Locali e le popolazioni;

- all'interno degli organi di gestione del Parco sono già presenti, oltre agli Enti Locali, anche le Associazioni ambientaliste ed il mondo scientifico;

- un unico Ente di gestione, per la parte marina e per quella terrestre, garantirebbe la necessaria omogeneità e coerenza nella programmazione e nella realizzazione delle azioni di tutela e di valorizzazione dell'intero ecosistema, evitando così spese ripetitive, oltrechè possibili e dannose interferenze e sovrapposizioni.

Per il futuro, a parere della Federazione dei Parchi, occorre fare precedere l'istituzione dei nuovi Parchi e Riserve Naturali nazionali dall'applicazione delle procedure previste dall'art. 77 del decreto legislativo 112/1998 che prevede l'obbligo del parere preventivo della Conferenza Stato - Regioni - Autonomie Locali. Ciò eviterebbe l'esplodere dei conflitti tra le istituzioni" (dal comunicato del 31 agosto).

 

 

...SE NE E' DISCUSSO A PISA...

Si è riunito infatti per la prima volta il 4 settembre a Pisa, presso la sede del parco regionale Migliarino-San Rossore, il gruppo di lavoro sulle aree protette marine e costiere della Federazione Italiana dei Parchi. La riunione ha preso in esame la complessiva questione dei rapporti tra i necessari interventi di tutela e di valorizzazione delle coste e del mare, attraverso il processo di istituzione di parchi e riserve e attraverso l'individuazione di progetti speciali in un'ottica di riunificazione e di complementarietà delle tematiche costiere terrestri e marine. Il dibattito, prendendo spunto proprio dalle vicende di Portofino, di Ponza e delle Cinque Terre, ha rilevato che, trovandoci alla vigilia dell'istituzione di nuove aree protette marine, e mentre debbono ancora essere messe a regime quelle istituite con decreto, i particolari delle decisioni e dei provvedimenti relativi debbono essere assolutamente concordati tra il Ministero, le Regioni, gli Enti locali ed i Parchi interessati prima e non dopo che sono state assunte. Gli stessi provvedimenti poi, dovranno prevedere, contestualmente alla fissazione dei vincoli, anche l'individuazione dell'organo preposto alla loro gestione. Solo così sarà possibile realizzare un sistema di aree protette costiere e marine con il consenso pieno e la leale collaborazione delle istituzioni locali, evitando le reazioni di rigetto che si sono dovute in passato registrare.

E' stato inoltre rilevato che, nonostante il passaggio di tutte le competenze in materia al Ministero dell'Ambiente, le riserve marine continuano ad essere viste e gestite in maniera separata dalle altre aree protette, alle quali invece esse sono strettamente raccordate, nel contesto di una unica ed indivisibile Carta della natura.

 

** Il "Gruppo di lavoro aree protette marine e costiere" della Federparchi, costituito con lo scopo di contribuire al trasferimento delle esperienze e all'alaborazione di risposte ai problemi più urgenti, è per ora composto da Renzo Moschini (responsabile) e da Giovanni Diviacco (Regione Liguria), Mariano Guzzini (parco del Conero), Stefano Maestrelli (parco Migliarino San Rossore), Carlo Repetto (parco regionale di Portofino), Massimo Caleo (parco Magra Monte Marcello), Gian Piera Usai (Arcipelago di La Maddalena), Eugenio Cossu (parco isola dell'Asinara), Roberto Sequi (riserva marina di Ustica), Sergio Iritale (riserva marina di Capo Rizzuto), Viva R. Flavia e Giuseppe Panizza (Comune di Porto Cesareo), Niccolò Mattei (parco della Maremma), Leonardo Tunesi (ICRAM). **

 

 

...SE NE RIPARLERA' PRESTO A GENOVA...

Proprio nell'incontro di Pisa è emersa la necessità di un confronto immediato e più vasto, al quale chiamare tutti i soggetti interessati all'istituzione e alla gestione di aree protette marine. L'appuntamento è stato fissato per il 13 ottobre, a Genova, presso l'Auditorium dell'Acquario. Il tema sarà "Per una gestione unitaria del sistema delle aree protette marino-costiere" sarà organizzato dalla Federazione Italiana dei Parchi con la collaborazione della Regione Liguria e avrà il seguente programma:

ore 10: saluto delle autorità - ore 10,15: presentazione del convegno: Enzo Valbonesi, Presidente Federparchi

ore 10,30 relazione introduttiva: Renzo Moschini, coordinatore gruppo "aree protette marine" Federparchi

ore 11: dibattito (sono invitati Responsabili di aree protette marine e costiere, Amministratori regionali e locali, organismi Ministeriali, Associazioni ambientaliste e di categoria)

ore 13,00 interventi di Giancarlo Mori, Presidente della Regione Liguria ed Egidio Banti, Assessore ai Parchi della Regione Liguria

ore 13,30 intervento conclusivo: Valerio Calzolaio, Sottosegretario all'Ambiente

ore 14,00 buffet.

 

 

"OLTRE LA CARTA DELLA NATURA": PRESENTATO IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO DI GARGNANO DEL CENTRO STUDI V. GIACOMINI

MARTEDI' 20 OTTOBRE Le linee fondamentali di assetto del territorio

ore 9,30 Marco Roncetti, Presidente Parco Alto Garda Bresciano

MATTINO: "La Carta della Natura perché"

Segreteria del Centro Studi: "L'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio dentro e fuori le aree protette" - Carlo Viola: "Una strategia a 'tutto campo' per la difesa della natura" - Roberto Gambino: "Carta della natura e pianificazione territoriale ai vari livelli" - Achille Cutrera: "Livelli, raccordi e integrazioni tra gli strumenti di governo e assetto del territorio" - Dipartimento Servizi Tecnici Nazionali:Presentazione del sistema informativo geografico della Carta della Natura

POMERIGGIO: "La Carta della Natura per chi" - presiede Franco Nicoli Cristiani, Assessore Parchi Regione Lombardia

Dibattito con interventi di: Stefania Pezzopane, Roberto Passino, Giuseppe Rossi, Vittorio Ducoli, Forte Clò, Mario Di Fidio.

MERCOLEDI' 21 OTTOBRE "La Carta della Natura: l'esperienza italiana nella prospettiva europea"

MATTINO - introduzione di Luciano Saino, Presidente Parco Ticino Lombardo

Aldo Cosentino: "La Carta della Natura: strumento funzionale per la definizione delle linee di assetto del territorio" - Giuseppe Batini: "Lo stato di avanzamento della Carta della Natura" - Marcello Bujatti: "Territorio, economia e tutela della biodiversità" - Angelo Salsi: "NATURA 2000: linee di sviluppo di un GIS comunitario" - Esperienze straniere: Francia, Svizzera, Germania

POMERIGGIO: "Esperienze di livello locale: l'Europa dei piccoli passi" - presiede Renzo Moschini, Federparchi

Cinzia Margiocco: "Il progetto strategico sulla carta della Natura in Lombardia"- Luigi Gaido: "Il Piano socio-economico del parco del Po Vercellese-Alessandrino"- Stefano Cavalli: "Il ruolo e le aspettative delle aree protette"- Raffaele Tomaino: "Il sistema informativo del Parco dell'Alto Garda Bresciano"

Dibattito - Relazione conclusiva: Enzo Valbonesi, presidente Federazione Parchi e Riserve

GIOVEDI' 22 OTTOBRE: visita guidata al Parco dell'Alto Garda Bresciano.

Info: Servizio Tutela dell'ambiente naturale e parchi- Regione Lombardia- Tel. 02/67654066 - Fax 02/67655414

Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano Tel. 0365/71449 - Fax 0365/72585

 

 

FAUNA SELVATICA E CONVENZIONE DELLE ALPI

Si è svolta ad Aosta (1-2 ottobre) la 2ª Conferenza Internazionale delle Aree Protette Alpine. Si tratta di un appuntamento molto importante che ha visto riuniti numerosi partecipanti delle diverse nazioni e province autonome dell'arco alpino. L'organizzazione è stata curata, oltre che dalla Rete, dal Parco nazionale del Gran Paradiso. Il contributo della Federazione Italiana dei Parchi è stato portato da Cesare Lasen, presidente del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Dopo la 1ª Conferenza di Gap (1995) il lavoro della Rete si è notevolmente sviluppato attraverso workshop tematici e un coordinamento politico che punta a redigere i diversi protocolli della Convenzione delle Alpi e a stabilire rapporti sempre più stretti con l'U.E. Le aree protette alpine formano ormai un sistema importante e il loro collegamento diventa un'esigenza tecnica e operativa ben prima che maturi la formalizzazione politica e amministrativa.

 

 

PARCO TICINO LOMBARDO: RIELETTO IL PRESIDENTE

L'Architetto Luciano Saino è stato rieletto, sabato 26 settembre, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Una larghissima maggioranza (Saino ha ottenuto 183 dei 200 voti espressi) dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia gli ha rinnovato la fiducia che già aveva ottenuto nel 1997, in occasione della prima elezione da parte, però, di un'assemblea composta in modo del tutto differente. La rielezione era stata resa necessaria, infatti, dell'entrata in vigore del nuovo statuto del Consorzio che amministra il Parco. Ora a comporre l'assemblea dell'Ente (che somma 46 Comuni e tre Province) non sono più rappresentanti nominati dai Consigli ma, appunto, i capi delle amministrazioni. Proprio per questo è ancor più rilevante il risultato ottenuto da Saino il quale, ricordiamo, è anche Vicepresidente della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve regionali .

 

 

CAMBIA IL DIRETTORE DELLA RIVISTA "PARCHI"

Cambio della guardia alla direzione della Rivista PARCHI. L'on. Renzo Moschini ha infatti deciso di lasciare, dopo oltre otto anni (il numero zero fu stampato nel maggio 1990) di un lavoro che ha portato il quadrimestrale della Federazione Italiana dei Parchi a divenire un sicuro punto di riferimento nel dibattito politico e culturale relativo alle aree protette. I 24 numeri pubblicati (di cui gli ultimi quattro per i tipi di Maggioli Editore) ed i numerosi "speciali" dedicati ad avvenimenti e realtà significativi, rappresentano un patrimonio di ricerca e di elaborazione a disposizione dell'intero, ricco mondo di amministratori, studiosi e operatori alle prese con i difficili e spesso inediti problemi della gestione della tutela. Il Consiglio Direttivo della Federazione, nel prendere atto della decisione di Moschini (che firmerà ancora il prossimo, ultimo numero del '98), ha sottolineato il merito che egli ha avuto nel raggiungimento di questi positivi risultati.

La direzione di PARCHI sarà assunta da Mariano Guzzini, che con Moschini collabora da anni alla redazione della rivista. Guzzini, giornalista di lungo corso, è Presidente del Parco Regionale del Conero e fa parte del Consiglio Direttivo della Federazione. A lui i migliori auguri di buon lavoro.

 

 

PROMOSSO DAI DIRETTORI DEI PARCHI CONVEGNO SULLA SORVEGLIANZA

Si stanno sperimentando, nelle aree protette italiane, modelli diversificati per la gestione di un servizio essenziale per la politica di protezione della natura: quello della sorveglianza. Si tratta di un quadro assai frastagliato sul quale l'AIDAP, l'Associazione dei Direttori dei Parchi, chiama ad una riflessione.

Il convegno, dal titolo "La sorveglianza nelle aree protette: modelli a confronto" si terrà il 16 ottobre presso la Riserva La Fagiana del Parco del Ticino, a Pontevecchio di Magenta, con il seguente programma: ore 9 - apertura dei lavori - introduzione di Vittorio Ducoli (presidente Aidap); relazioni - Dario Furlanetto (L'esperienza del Parco del Ticino); Michele Ottino (La sorveglianza nel Parco nazionale del Gran Paradiso); Cesare Patrone (Attività di sorveglianza del CFS nei parchi nazionali); Willer Simonati (Il ruolo del volontariato ecologico per la sorveglianza nelle aree protette); Maurizio Zucconelli (Il ruolo di Guardiparco nella sorveglianza).

Nel pomeriggio l'Aidap terrà la propria assemblea sociale.

Info: tel. 02.972.102.33 - fax 02.979.506.07

 

 

LA FEDERPARCHI CONTRO LA DISCARICA NEL PARCO DEL VESUVIO

Nei prossimi giorni il TAR della Campania esaminerà' nel merito il ricorso dell'Ente Parco contro il provvedimento del Prefetto di Napoli che ha previsto la localizzato una discarica all'interno dell'area protetta. Sull'argomento un comunicato della Federazione dei Parchi osserva che "l'apertura di una discarica nel Parco del Vesuvio, oltreché vanificare le finalità del Parco e gli sforzi dell'Ente per risanare e valorizzare le pendici del vulcano, arrecherebbe un colpo durissimo alla efficacia della legge quadro nazionale sulle aree protette ed alla credibilità ed all'autorevolezza dei parchi nazionali." Ritenendo che "la valenza del giudizio del TAR della Campania assuma una portata nazionale che va ben oltre il parco del Vesuvio, la Federazione Italiana dei Parchi fa appello alle istituzioni interessate perche' dichiarino la propria contrarietà e si affianchino così all'azione dell'Ente Parco che sta conducendo una battaglia esemplare in difesa del ruolo e della funzione di tutte le aree protette."

 

 

L'ATTIVITA' DEL COORDINAMENTO MARCHIGIANO

Si è riunito il 25 settembre il Coordinamento regionale aree protette delle Marche per esaminare il piano di lavoro e per esprimere il suo giudizio sulla Carta di Fonte Avellana e sul Piano di Inquadramento Territoriale della Regione Marche. E' intervenuto il presidente della Provincia di Ancona Enzo Giancarli, che ha tra l'altro affermato di condividere la relazione del presidente del coordinamento, Mariano Guzzini, il quale, dopo aver riassunto gli impegni nazionali della Federazione dei Parchi, aveva proposto una serie di incontri nei diversi parchi marchigiani su temi di comune interesse.

Inoltre Guzzini aveva affrontato il tema dei bilanci di previsione 1999 in fase di preparazione, sottolineando la necessità di predisporli con incontri che mettano a fuoco le priorità ed i progetti. Al termine di questa prima fase dei lavori è stato approvato un ordine del giorno nel quale "... in particolare si chiede alla Regione Marche che ripristini nel bilancio preventivo 1999 le cifre già deliberate dal Consiglio regionale al momento della approvazione del PTRAP, aggiungendo adeguati fondi a sostegno delle ipotesi progettuali APE, CIP e Carta di Fonte Avellana, ed impegnando i parlamentari marchigiani affinché quelle ipotesi progettuali trovino anche adeguate coperture nella legge Finanziaria in discussione al Parlamento, nella convinzione che l'interdipendenza tra le zone montane e quelle costiere debba trovare riscontro in una limpida visione di sistema, in grado di gestire le ipotesi progettuali Appennino Parco d'Europa, Coste Italiane Protette e carta di Fonte Avellana con l'obbiettivo di integrare le diverse economie, rendendole complementari, nel rispetto delle specificità e delle diversità."

 

 

"PIEMONTE PARCHI" DIVENTA MENSILE

PIEMONTE PARCHI, rivista di informazione e divulgazione naturalistica sulle aree protette, nasce nel 1983. La politica di istituzione di parchi della Regione Piemonte ha pochi anni di vita e l'assessorato parchi regionale pensa a questo strumento informativo (50 mila copie di tiratura inviate gratuitamente a scuole, enti ed privati) come sostegno alla creazione di aree protette. La rivista, che si avvale della collaborazione di esperti nei vari campi naturalistici ed ambientali, fornisce informazioni sulle attività, presenta ed illustra le aree istituite; completa il timone con articoli di divulgazione e cultura naturalistica. Il suo successo cresce con il tempo fino a diventare uno strumento chiave, di supporto all'attività politico amministrativa. 32 pagine, ricche di divulgazione scientifica, informazioni sulla realtà e le attività dei parchi con una particolare cura alla grafica ed alla fotografia.

Dal 1993 viene messa in abbonamento ai privati mentre viene inviata sempre gratuitamente ad enti pubblici, musei e scuole (in 20 mila copie). La rivista rappresenta una piccola, grande sfida: promuovere una cultura del territorio, essere strumento di informazione istituzionale ed espressione del "mondo" che lavora nell'ambiente, realizzando un prodotto valido di divulgazione naturalistica. Dal 1999, in forza di un contratto di collaborazione editoriale con Diffusioni Grafiche di Villanova Monferrato (Casale) la rivista uscirà con cadenza mensile (10 numeri l'anno di cui due doppi). Si tratta di un fatto positivo che nasce dalla collaborazione tra la Regione e il mondo dell'imprenditoria privata. Un accordo che si regge sulla sfida che la rivista possa coinvolgere un sempre più elevato numero di lettori, nel suo obiettivo primario: diffondere una cultura rispettosa del territorio.

Piemonte Parchi - redazione: Cascina Vallere, corso Trieste, 98 Moncalieri (Torino) tel. 011 6408035 fax 011 6498514 E-mail: promozione.parchi@regione.piemonte.it

 

 

PUNTANO IN ALTO I "PARCHI DELLE STELLE"

I "Parchi delle stelle" sono le aree protette che, per localizzazione (specie per altitudine) e per attività, ci avvicinano maggiormente e programmaticamente allo splendore e alla conoscenza del firmamento. Hanno un incontro annuale (il secondo si è tenuto pochi giorni fa al Monte Barro, in provincia di Lecco) ed un programma di iniziative intenso e di grande interesse. Mostre e concorsi di fotografia, osservazioni astronomiche guidate, programmi per la riduzione dell'inquinamento luminoso, iniziative didattiche in accordo con le scuole, corsi di riconoscimento delle costellazioni e di orientamento con gli astri per le guide dei parchi: il tutto per garantire conoscenza e integrità del cielo notturno. Fra i principali protagonisti di questa ala astrofila del movimento protezionista spiccano, oltre al citato Monte Barro, il Parco Nazionale della Val Grande (che dispone di un telescopio per serate pubbliche), le Riserve naturali del Lago Maggiore (che collaborano con l'osservatorio di Suno), il Parco dell'Alto Appennino Reggiano (che un osservatorio lo sta addirittura costruendo), il Parco del Gran Bosco di Salbertrand (che organizza steges astronomici d'alta quota) e il Parco del Gigante (che ospiterà una mostra di opere fotografiche durante il prossimo periodo pasquale). Si definiscono "isole di buio" e vanno fieri di proteggere non solo il paesaggio terrestre, ma anche quello celeste.