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2 ottobre 1998
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TORNANO ALLA CAMERA LE MODIFICHE ALLA 394 Direttori: saranno nominati sempre dal Ministro dell'Ambiente, ma sulla base di una terna di nomi fornita dall'Ente Parco nazionale. I nomi indicati dovranno essere scelti da un apposito albo nazionale dei Direttori di Parco. Riserve Statali: tutte le Riserve (terrestri, marine ecc.), e quindi anche quelle che la L.394 prevedeva dovessero restare alla gestione del CFS, passeranno ai parchi nazionali entro i quali ricade il loro territorio. Per i parchi regionali c'è da ricordare che l'argomento Riserve dello Stato è stato affrontato in sede di "Bassanini 2". Statuti: per i parchi nazionali gli statuti avranno un iter più snello e al Ministero dell'Ambiente spetterà, di fatto, solamente un esame di legittimità. Regolamenti: il regolamento del parco, oltre alle cose già previste dalla L.394, potrà stabilire come valorizzare gli usi, i costumi e le attività tradizionali delle popolazioni locali, anche con norme che possano autorizzare l'esercizio di particolari attività a ciò collegate, fatte salve le norme relative al divieto di caccia. Patti territoriali: oltre alle forme di intesa già previste dalla L.394 tra Stato, Regioni ed Enti Locali, ora tutti questi soggetti, ed in più la Comunità del Parco, possono promuovere anche i Patti Territoriali. Politiche di sistema: il Ministero dell'Ambiente, con gli altri Ministeri interessati, promuoverà per i parchi dell'arco Alpino, dell'Appennino, delle Isole e delle aree marine, accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche sostenibili con particolare riferimento all'agriturismo, alle attività agro-silvo-pastorali ed al turismo ambientale. Consiglio Direttivo: diventa obbligatoria la figura del vicepresidente che dovrà essere nominato tra i cinque rappresentanti della Comunità del Parco.
APE - INCONTRO A ROMA TRA LE AREE PROTETTE DELL'APPENNINO Nella sua introduzione Giuseppe Rossi, presidente del Parco del Gran Sasso - Monti della Laga e vicepresidente della Federazione Parchi, ha delineato alcuni possibili contenuti di APE che rivestirebbero grande interesse per i parchi: informazione ed animazione del progetto; agricoltura tradizionale e produzioni tipiche; riqualificazione ambientale finalizzata a favorire la creazione di corridoi ecologici; sistemazione dei percorsi di dorsale (sentiero Italia, vie storiche e religiose, tratturi ecc.) e di strutture "leggere" per l'ospitalità e la sosta (quali rifugi ecc.); implementazione nei Parchi, regionali e nazionali, del Sistema Informativo per la Montagna (SIM) anche in funzione della creazione degli sportelli informativi unici. Molti intevenuti hanno sottolineato l'importanza della difesa degli insediamenti umani, ancora vitali, presenti in Appennino, sostenendo che sta diventando questa la priorità assoluta di fronte ad una nuova, forse definitiva ondata di esodo dai centri minori di alta montagna. Nelle conclusioni dell'on. Calzolaio è stato rimarcato il ruolo centrale che dovranno avere i parchi per costruire il progetto di APE e per fare in modo che esso diventi uno strumento capace non solo di attivare nuove e qualificate risorse, ma anche di condizionare le scelte dei grandi sistemi infrastrutturali (reti energetiche, viarie ecc.) e tutte le politiche territoriali dell'Appennino, a cominciare da quelle dei servizi e della mobilità. Entro l'anno, ha annunciato il Sottosegretario, è intenzione del Ministero dell'Ambiente sottoscrivere la convenzione di APE e avviare gli atti per inserire questa azione nelle delibere CIPE, dopodichè si procederà alla messa a punto dei progetti esecutivi di intervento. Il prossimo appuntamento su questo tema sarà ad Ancona, il 14 novembre, nell'ambito di Parcoproduce, con un'iniziativa aperta a tutti gli attori istituzionali e sociali dell'Appennino.
E' STATA UN'ESTATE INTENSA PER LE RISERVE MARINE... Su tali scontri la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali è intervenuta, sostenendo "la necessità di ripristinare immediatamente un rapporto di forte cooperazione fra il Ministero dell'Ambiente, le Regioni e gli Enti Locali." Proprio la vicenda di Portofino dimostra infatti che obiettivi del tutto condivisibili (come l'istituzione di una riserva marina) non devono essere perseguiti con metodi e procedure che "determinano l'esplodere di conflitti tra le istituzioni e permettono ai nemici preconcetti delle aree protette di potere avvalorare tra l'opinione pubblica l'idea che i Parchi sono solamente un vincolo e non anche una grande risorsa per favorire un nuovo tipo di sviluppo" (dal comunicato del 24 agosto.)
...OCCORRE DUNQUE IMPARARE DA PORTOFINO... - l'Ente Parco è dotato di personale e di strutture adeguate e dispone di una pluriennale esperienza gestionale che gli permetterebbe di attuare fin da subito, insieme all'applicazione delle norme di salvaguardia del Decreto Ministeriale, anche le azioni per la promozione delle iniziative di studio, ricerca, educazione e sviluppo socio-economico; - il Parco nei mesi scorsi, insieme alla Regione ed agli Enti locali, ha coordinato l'esame della proposta Ministeriale ed ha sviluppato su questa il confronto con gli Enti Locali e le popolazioni; - all'interno degli organi di gestione del Parco sono già presenti, oltre agli Enti Locali, anche le Associazioni ambientaliste ed il mondo scientifico; - un unico Ente di gestione, per la parte marina e per quella terrestre, garantirebbe la necessaria omogeneità e coerenza nella programmazione e nella realizzazione delle azioni di tutela e di valorizzazione dell'intero ecosistema, evitando così spese ripetitive, oltrechè possibili e dannose interferenze e sovrapposizioni. Per il futuro, a parere della Federazione dei Parchi, occorre fare precedere l'istituzione dei nuovi Parchi e Riserve Naturali nazionali dall'applicazione delle procedure previste dall'art. 77 del decreto legislativo 112/1998 che prevede l'obbligo del parere preventivo della Conferenza Stato - Regioni - Autonomie Locali. Ciò eviterebbe l'esplodere dei conflitti tra le istituzioni" (dal comunicato del 31 agosto).
...SE NE E' DISCUSSO A PISA... E' stato inoltre rilevato che, nonostante il passaggio di tutte le competenze in materia al Ministero dell'Ambiente, le riserve marine continuano ad essere viste e gestite in maniera separata dalle altre aree protette, alle quali invece esse sono strettamente raccordate, nel contesto di una unica ed indivisibile Carta della natura.
** Il "Gruppo di lavoro aree protette marine e costiere" della Federparchi, costituito con lo scopo di contribuire al trasferimento delle esperienze e all'alaborazione di risposte ai problemi più urgenti, è per ora composto da Renzo Moschini (responsabile) e da Giovanni Diviacco (Regione Liguria), Mariano Guzzini (parco del Conero), Stefano Maestrelli (parco Migliarino San Rossore), Carlo Repetto (parco regionale di Portofino), Massimo Caleo (parco Magra Monte Marcello), Gian Piera Usai (Arcipelago di La Maddalena), Eugenio Cossu (parco isola dell'Asinara), Roberto Sequi (riserva marina di Ustica), Sergio Iritale (riserva marina di Capo Rizzuto), Viva R. Flavia e Giuseppe Panizza (Comune di Porto Cesareo), Niccolò Mattei (parco della Maremma), Leonardo Tunesi (ICRAM). **
...SE NE RIPARLERA' PRESTO A GENOVA... ore 10: saluto delle autorità - ore 10,15: presentazione del convegno: Enzo Valbonesi, Presidente Federparchi ore 10,30 relazione introduttiva: Renzo Moschini, coordinatore gruppo "aree protette marine" Federparchi ore 11: dibattito (sono invitati Responsabili di aree protette marine e costiere, Amministratori regionali e locali, organismi Ministeriali, Associazioni ambientaliste e di categoria) ore 13,00 interventi di Giancarlo Mori, Presidente della Regione Liguria ed Egidio Banti, Assessore ai Parchi della Regione Liguria ore 13,30 intervento conclusivo: Valerio Calzolaio, Sottosegretario all'Ambiente ore 14,00 buffet.
"OLTRE LA CARTA DELLA NATURA": PRESENTATO IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO DI GARGNANO DEL CENTRO STUDI V. GIACOMINI ore 9,30 Marco Roncetti, Presidente Parco Alto Garda Bresciano MATTINO: "La Carta della Natura perché" Segreteria del Centro Studi: "L'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio dentro e fuori le aree protette" - Carlo Viola: "Una strategia a 'tutto campo' per la difesa della natura" - Roberto Gambino: "Carta della natura e pianificazione territoriale ai vari livelli" - Achille Cutrera: "Livelli, raccordi e integrazioni tra gli strumenti di governo e assetto del territorio" - Dipartimento Servizi Tecnici Nazionali:Presentazione del sistema informativo geografico della Carta della Natura POMERIGGIO: "La Carta della Natura per chi" - presiede Franco Nicoli Cristiani, Assessore Parchi Regione Lombardia Dibattito con interventi di: Stefania Pezzopane, Roberto Passino, Giuseppe Rossi, Vittorio Ducoli, Forte Clò, Mario Di Fidio. MERCOLEDI' 21 OTTOBRE "La Carta della Natura: l'esperienza italiana nella prospettiva europea" MATTINO - introduzione di Luciano Saino, Presidente Parco Ticino Lombardo Aldo Cosentino: "La Carta della Natura: strumento funzionale per la definizione delle linee di assetto del territorio" - Giuseppe Batini: "Lo stato di avanzamento della Carta della Natura" - Marcello Bujatti: "Territorio, economia e tutela della biodiversità" - Angelo Salsi: "NATURA 2000: linee di sviluppo di un GIS comunitario" - Esperienze straniere: Francia, Svizzera, Germania POMERIGGIO: "Esperienze di livello locale: l'Europa dei piccoli passi" - presiede Renzo Moschini, Federparchi Cinzia Margiocco: "Il progetto strategico sulla carta della Natura in Lombardia"- Luigi Gaido: "Il Piano socio-economico del parco del Po Vercellese-Alessandrino"- Stefano Cavalli: "Il ruolo e le aspettative delle aree protette"- Raffaele Tomaino: "Il sistema informativo del Parco dell'Alto Garda Bresciano" Dibattito - Relazione conclusiva: Enzo Valbonesi, presidente Federazione Parchi e Riserve GIOVEDI' 22 OTTOBRE: visita guidata al Parco dell'Alto Garda Bresciano. Info: Servizio Tutela dell'ambiente naturale e parchi- Regione Lombardia- Tel. 02/67654066 - Fax 02/67655414 Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano Tel. 0365/71449 - Fax 0365/72585
FAUNA SELVATICA E CONVENZIONE DELLE ALPI Dopo la 1ª Conferenza di Gap (1995) il lavoro della Rete si è notevolmente sviluppato attraverso workshop tematici e un coordinamento politico che punta a redigere i diversi protocolli della Convenzione delle Alpi e a stabilire rapporti sempre più stretti con l'U.E. Le aree protette alpine formano ormai un sistema importante e il loro collegamento diventa un'esigenza tecnica e operativa ben prima che maturi la formalizzazione politica e amministrativa.
PARCO TICINO LOMBARDO: RIELETTO IL PRESIDENTE
CAMBIA IL DIRETTORE DELLA RIVISTA "PARCHI" La direzione di PARCHI sarà assunta da Mariano Guzzini, che con Moschini collabora da anni alla redazione della rivista. Guzzini, giornalista di lungo corso, è Presidente del Parco Regionale del Conero e fa parte del Consiglio Direttivo della Federazione. A lui i migliori auguri di buon lavoro.
PROMOSSO DAI DIRETTORI DEI PARCHI CONVEGNO SULLA SORVEGLIANZA Il convegno, dal titolo "La sorveglianza nelle aree protette: modelli a confronto" si terrà il 16 ottobre presso la Riserva La Fagiana del Parco del Ticino, a Pontevecchio di Magenta, con il seguente programma: ore 9 - apertura dei lavori - introduzione di Vittorio Ducoli (presidente Aidap); relazioni - Dario Furlanetto (L'esperienza del Parco del Ticino); Michele Ottino (La sorveglianza nel Parco nazionale del Gran Paradiso); Cesare Patrone (Attività di sorveglianza del CFS nei parchi nazionali); Willer Simonati (Il ruolo del volontariato ecologico per la sorveglianza nelle aree protette); Maurizio Zucconelli (Il ruolo di Guardiparco nella sorveglianza). Nel pomeriggio l'Aidap terrà la propria assemblea sociale. Info: tel. 02.972.102.33 - fax 02.979.506.07
LA FEDERPARCHI CONTRO LA DISCARICA NEL PARCO DEL VESUVIO
L'ATTIVITA' DEL COORDINAMENTO MARCHIGIANO Inoltre Guzzini aveva affrontato il tema dei bilanci di previsione 1999 in fase di preparazione, sottolineando la necessità di predisporli con incontri che mettano a fuoco le priorità ed i progetti. Al termine di questa prima fase dei lavori è stato approvato un ordine del giorno nel quale "... in particolare si chiede alla Regione Marche che ripristini nel bilancio preventivo 1999 le cifre già deliberate dal Consiglio regionale al momento della approvazione del PTRAP, aggiungendo adeguati fondi a sostegno delle ipotesi progettuali APE, CIP e Carta di Fonte Avellana, ed impegnando i parlamentari marchigiani affinché quelle ipotesi progettuali trovino anche adeguate coperture nella legge Finanziaria in discussione al Parlamento, nella convinzione che l'interdipendenza tra le zone montane e quelle costiere debba trovare riscontro in una limpida visione di sistema, in grado di gestire le ipotesi progettuali Appennino Parco d'Europa, Coste Italiane Protette e carta di Fonte Avellana con l'obbiettivo di integrare le diverse economie, rendendole complementari, nel rispetto delle specificità e delle diversità."
"PIEMONTE PARCHI" DIVENTA MENSILE Dal 1993 viene messa in abbonamento ai privati mentre viene inviata sempre gratuitamente ad enti pubblici, musei e scuole (in 20 mila copie). La rivista rappresenta una piccola, grande sfida: promuovere una cultura del territorio, essere strumento di informazione istituzionale ed espressione del "mondo" che lavora nell'ambiente, realizzando un prodotto valido di divulgazione naturalistica. Dal 1999, in forza di un contratto di collaborazione editoriale con Diffusioni Grafiche di Villanova Monferrato (Casale) la rivista uscirà con cadenza mensile (10 numeri l'anno di cui due doppi). Si tratta di un fatto positivo che nasce dalla collaborazione tra la Regione e il mondo dell'imprenditoria privata. Un accordo che si regge sulla sfida che la rivista possa coinvolgere un sempre più elevato numero di lettori, nel suo obiettivo primario: diffondere una cultura rispettosa del territorio. Piemonte Parchi - redazione: Cascina Vallere, corso Trieste, 98 Moncalieri (Torino) tel. 011 6408035 fax 011 6498514 E-mail: promozione.parchi@regione.piemonte.it
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