
| 30 aprile 2000 | |
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EDITORIALE ALCUNE RIFLESSIONI IN VISTA DELL'ASSEMBLEA DI ERCOLANO Nuovi interlocutori per i Parchi Può apparire retorico e rituale affermare che la prossima Assemblea Congressuale della Federazione, che si terrà tra pochi giorni ad Ercolano, coincide con l'apertura di una fase di maggiore incertezza rispetto al passato per la politica e la vita delle Aree protette del nostro paese ma non è così. Il cambio del Ministro dell'Ambiente da un lato e il rinnovo di gran parte dei Consigli Regionali dall'altro, ci fanno avere oggi molti interlocutori istituzionali nuovi di cui al momento non possiamo conoscere ancora bene gli orientamenti ed i programmi specifici per la conservazione ambientale e per il futuro dei Parchi. Potremo verificare solo nei prossimi mesi le loro effettive e concrete volontà. Sulla base di ciò svilupperemo il confronto istituzionale e, se necessario, anche la battaglia in difesa e per lo sviluppo dei nostri Parchi. Tra consolidamento istituzionale e precarietà politica Una cosa è certa, al di là di tutto, ed è che oramai, in Italia, quella dei Parchi è una scelta entrata nel patrimonio culturale di moltissimi cittadini e non più solo di ristrette élite com'era fino a poco tempo fa. Tutto ciò non significa naturalmente che la crescita dei parchi e lo sviluppo delle politiche di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale possano essere considerati al riparo da battute di arresto o, peggio, da veri e propri arretramenti. Avere questa consapevolezza, circa la precarietà relativa dei risultati raggiunti, significa anche essere coscienti dei compiti che ci spettano e delle azioni che dovremo promuovere per evitare i rischi di involuzione e per andare avanti. Oggi i Parchi fanno parte a pieno titolo dell'organizzazione sociale ed istituzionale del nostro paese perché sono cresciuti enormemente come numero, tanto da interessare quasi il 10% dell'intero territorio, oltre a considerevoli porzioni del nostro mare. Come rilanciare la "cultura" dei Parchi Al centro della nostra Assemblea congressuale si pone dunque questo interrogativo: come riuscire a gestire la crescita raggiunta ponendo nel contempo le condizioni per un espansione ulteriore; espansione non tanto o soprattutto quantitativa bensì qualitativa, intesa cioè come capacità del sistema nazionale delle aree protette, come abbiamo detto più volte, di esportare nel resto del territorio i criteri e gli obiettivi di sviluppo durevole e di conservazione della natura sperimentati al loro interno. I Parchi, cioè, come paradigma ed esempi positivi di una nuova qualità dello sviluppo, ambientalmente e socialmente sostenibile. Per riuscire in questa sfida la Federazione dei parchi deve riuscire a darsi, con l'Assemblea congressuale del 3 giugno, una piattaforma aggiornata e incisiva, lucida negli obiettivi e negli strumenti, valorizzando la propria coesione interna e accrescendo la propria capacità organizzativa. Si tratta cioè di riuscire a compiere le scelte più opportune e tempestive, definendo le priorità del nostro lavoro futuro, e come sempre occorre anche costruire le alleanze giuste sia sul piano istituzionale che su quello sociale e culturale. Il passaggio in cui ci troviamo è molto delicato perché è un po' come essere sospesi tra il vecchio ed il nuovo; un nuovo, tra l'altro, che non dipende tanto da noi quanto dalle scelte di governo, nazionale e regionale, che saranno compiute nei prossimi mesi. Il rischio della "normalità"ovvero della banalizzazione Per certi versi per noi era più facile lavorare alcuni anni fa, quando era in campo un movimento culturale ampio che voleva i parchi come scelta di civiltà, in grado di avvicinarci alle altre nazioni europee e di tutelare la nostra natura più bella e intatta. Allora vi erano sì nemici agguerriti, ma facilmente identificabili; nemici che hanno perso la battaglia ma non la guerra. Oggi i Parchi esistono, sono attivi, numerosi, occupano le pagine illustrate di tantissime riviste e servono anche, purtroppo, per un "lavaggio collettivo" delle coscienze di tanti che molto ambientalisti non sono. Il rischio è ora quello della normalità, dell'ordinarietà, dell'affermarsi di una concezione dei Parchi strettamente istituzionale, di pure e semplici istituzioni pubbliche a cui i cittadini sentono di avere delegato la loro quota di impegno per la conservazione della natura. Per questo il nostro ruolo è essenziale ed è quello di chi, aggregando le forze e formando un pensiero ed un'azione collettiva, deve riuscire a ridefinire una prospettiva profonda, delineare un disegno alto e di prospettiva per i Parchi. Occorre cioè che sappiamo rilanciare, attualizzandola, la funzione basilare delle aree protette, i loro fini generali. Ma per farlo non bastano elaborazioni ed analisi raffinate, servono anche molta fantasia ed un grande vigore inventivo in grado di rilanciare il movimento e l'attenzione dell'opinione pubblica che si è fatta sempre più distratta, così come si sono via via appannate, con la crescita dei parchi, la ricerca, l'attenzione e l'azione del mondo della cultura e della scienza. Recuperare una visione politica, anche per il Mezzogiorno Dobbiamo riuscire a scuotere i cittadini con iniziative fantasiose e coinvolgenti, che facciano capire che è cosa loro ciò che avviene anche a centinaia di chilometri di distanza, in un parco che hanno magari solo visto in cartolina. Non credo che ciò significhi evocare il puro movimentismo: significa però riuscire a recuperare una dimensione finalistica, culturale e politica dei parchi e del loro ruolo per evitare di scivolare in una gestione banale, esclusivamente tecnicistica del processo che si è avviato anche nel nostro paese con la legge 394/91. Per questo la scelta della stessa sede del nostro Congresso, quella di Ercolano, non è casuale ma vuole anch'essa simboleggiare l'importanza che le aree protette possono e debbono avere per favorire il rilancio del nostro Mezzogiorno. Un rilancio vero e duraturo perché fondato anche sulla conservazione del patrimonio culturale, storico, naturalistico e soprattutto sul protagonismo di centinaia di migliaia di persone che vivono e vogliono restare a vivere nel sud. L'Assemblea di Ercolano sarà anche la sede per rinnovare i nostri organi dirigenti. Oggi questo rinnovamento può esprimersi meglio del passato perché sono cresciute le forze impegnate nei parchi e si sono ulteriormente qualificate. Abbiamo quindi tutte le condizioni per fare un buon Congresso, un Congresso importante per la prospettiva di una parte non secondaria della cultura, della natura e dell'economia del nostro paese.
Enzo Valbonesi presidente della Federazione dei Parchi
IL PROGRAMMA DELL'APPUNTAMENTO DI ERCOLANO L'Assemblea Generale della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali è stata convocata per i giorni 3 e 4 giugno, ad Ercolano, nel Parco nazionale del Vesuvio. Si tratta di un appuntamento molto atteso, al quale hanno già annunciato la partecipazione esponenti del mondo politico e parlamentare, rappresentanti di molte associazioni (ambientaliste, delle autonomie locali, culturali) e al quale spetterà, tra l'altro, di rinnovare gli organi dirigenti dell'associazione, essendo giunto a scadenza il loro mandato triennale. Questo il programma delle due giornate: 3 giugno - Villa Campolieto di Ercolano (sulla S.S. 18 "delle Calabrie", in vicinanza degli scavi archeologici)
GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI: STRAORDINARIO SUCCESSO DI ADESIONI Quando, durante l'edizione di ParcoProduce del novembre scorso, pensando ad un superamento della formula della Festa Nazionale, la Federazione dei Parchi lanciò la proposta di una adesione massiccia delle aree protette italiane alla Giornata Europea promossa da Europarc e si mise al lavoro per promuoverne l'attuazione, certo non osava sperare in un successo tale di adesioni già alla prima edizione. Novantanove tra parchi e riserve protagonisti, nei giorni dal 20 al 28 maggio, di oltre trecentocinquanta eventi in sedici regioni. Una risposta clamorosa, frutto di una mobilitazione straordinaria, quale mai si era vista in precedenza e con tutte le caratteristiche per raggiungere, fin dal 2000, l'obiettivo principale dell'iniziativa: segnalare al grande pubblico la rilevante crescita conquistata dai parchi in questi ultimi anni per farne un elemento di orgoglio, di identificazione nazionale e di stimolo per ulteriori progressi. Il sostegno del Servizio Conservazione della Natura, la collaborazione di La Repubblica e della Coop, l'adesione di molte associazioni - a partire da Legambiente che ha costruito un proprio specifico programma - hanno aggiunto opportunità e rilievo ad una idea giusta e positiva. Scorrere il programma, contare il numero di inaugurazioni di servizi, la quantità di incontri, visite, feste, convegni, mostre, significa osservare con un solo colpo d'occhio un panorama che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto molti mesi per sfilare sotto i nostri occhi. Nel ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile un tale risultato la Federazione dei Parchi ha espresso l'impegno per una futura edizione ancora più bella e ricca. L'elenco delle adesioni e il calendario aggiornato, completo e dettagliato all'indirizzo www.parks.it/giornatadeiparchi
INTESA FRA ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI AGRICOLE E PARCO DELLA MAREMMA Prima attuazione locale del protocollo d'intesa sottoscritto a fine '99 dalla Federazione Italiana dei Parchi e dalle tre associazioni - Coldiretti, Cia e Confagricoltura - rappresentanti del mondo agricolo. Durante una manifestazione tenutasi a Grosseto lo scorso 29 aprile, il Parco della Maremma e le organizzazioni provinciali della Confederazione Italiana Agricoltori, della Federazione dei Coltivatori Diretti e dell'Unione Agricoltori, hanno reso pubblico un accordo che sancisce la scelta di collaborare per "aprire una fase nuova fondata sul riconoscimento dell'agricoltura come fattore di arricchimento della diversità biologica e dei parchi come entità utili a garantire la conservazione dell'ambiente, la permanenza umana nei territori naturali, la valorizzazione dei prodotti tipici e delle attività tradizionali". Il protocollo individua dettagliatamente gli obiettivi per una rivalutazione dell'attività agricola in funzione ambientale, culturale e di servizio e presenta come elementi centrali la concertazione con le parti sociali, l'utilizzazione dei sostegni finanziari comunitari, lo sviluppo dell'agriturismo, proposte per un trattamento fiscale differenziato, la salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni tipiche, un sistema di incentivi ed indennizzi adeguato ma che non soppianti il normale reddito d'impresa. E' prevista anche la costituzione di un "osservatorio" cui è affidato il duplice compito di documentare le occasioni di sostegno alla crescita dei servizi ambientali resi dalle imprese agricole e di monitorare la presenza della fauna selvatica e dei suoi effetti sulle colture.
E' NATO IL COORDINAMENTO DEI PARCHI DELLA CAMPANIA A poche settimane dalla nomina dei Presidenti delle otto aree protette regionali della Campania, le personalità chiamate alla difficile fase di avvio di un sistema che, giunto tardi sulla scena ha comunque grandi ambizioni, si sono riunite per stringere da subito un efficace legame collaborativo. Alla riunione, tenutasi presso la sede del Parco nazionale del Vesuvio, erano presenti anche Maurizio Fraissinet e Vincenzo La Valva, presidenti dei Parchi del Vesuvio e del Cilento, a sottolineare la necessità di un lavoro comune tra tutti gli Enti di gestione nella regione. I parchi regionali campani sono stati istituiti, in due riprese, negli anni tra il '95 ed il '99, ma solo pochi mesi fa la Regione ha assunto i provvedimenti - tra i quali, appunto, la nomina dei presidenti - necessari alla piena attuazione delle leggi che configurano un sistema, in quanto a percentuale di superficie di territorio protetto, che fa della Campania la seconda regione italiana. Nel corso della riunione è emersa l'esigenza di creare un coordinamento dei parchi campani, associato alla Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve naturali, che sia in grado di far dialogare e tenere in contatto gli enti, sostenga i giovani enti regionali nell'avvio delle attività tecniche ed amministrative, costruisca il sistema regionale delle aree protette, funga da interlocutore privilegiato con le istituzioni pubbliche per quanto attiene il reperimento di risorse, l'organizzazione di iniziative, la diffusione di informazioni.
UPI E FEDERPARCHI COLLABORERANNO IN UNA INDAGINE PER APE L'Unione delle Province Italiane, in attuazione di una convenzione stipulata con il Ministero dell'Ambiente nell'ambito del Programma Appennino Parco d'Europa, provvederà a realizzare il progetto "Quadro sinottico del sistema della pianificazione" relativo a tre aree della fascia appenninica, una del nord, una del centro e una del sud. La ricerca, che riguarderà più province limitrofe che includono aree protette, centri abitati, foreste e aree di alto valore storico-culturale, è volta a costruire un quadro di conoscenze che sostengano, nelle scelte istituzionali di conservazione e gestione, la nozione di sistema territoriale e ambientale. Per l'attuazione del progetto che, come afferma Forte Clò, vicepresidente dell'Upi, "si configura come prima forte possibilità, per la 'nuova Provincia' di affermare la propria funzione nel campo ambientale, trasversale rispetto a tutte le politiche ed elemento essenziale per una sana programmazione e per il governo di uno sviluppo ordinato e compatibile" l'associazione delle Province ha proposto una stretta collaborazione alla Federazione Italiana dei Parchi per lo sviluppo dell'indagine nei confronti della pianificazione prodotta dagli Enti gestori di aree protette, e per la determinazione del ruolo che ha avuto e vi possa avere in futuro il metodo della "copianificazione".
AI SIBILLINI CONCORSO, FORUM E ASSEMBLEA EUROPARC: TUTTO PER I GIOVANI Il Parco nazionale dei Monti Sibillini ospiterà dal 27 settembre al 1 ottobre prossimi, a Norcia in provincia di Perugia, l'Assemblea generale annuale della Federazione Europarc che porrà al centro della sua attenzione la tematica giovanile avendo appunto per tema "Giovani nelle aree protette: patrimonio vitale per l'Europa". Prima dell'Assemblea, nei giorni dal 24 al 27 settembre, il Parco, con l'intento di offrire ai giovani un'opportunità innovativa di formazione, di scambio e di cooperazione transnazionale promuove il Primo Forum Europeo "Young people for life in European Protected Areas". L'iniziativa, realizzata con il finanziamento del Gal Sibillini Umbria (Leader II), prevede anche lo svolgimento di un Concorso Europeo "Parchi, giovani ed opportunità", al fine di costituire una "borsa" dei casi positivi da sottoporre ai partecipanti al Forum. Saranno identificate, attraverso l'esame di un apposito Comitato tecnico-scientifico, le esperienze positive realizzate nei Parchi, nelle aree protette e nelle aree Natura 2000, che abbiano condotto alla creazione di nuove opportunità di lavoro per i giovani e abbiano ottenuto risultati significativi sul piano creativo, etico, sociale, finanziario. I concorrenti dovranno sottoporre idee e risultati nei settori agricolo, artigianale, culturale, sociale, dell'espressione artistica e dell'animazione del territorio, del turismo sostenibile e dell'utilizzo di nuove tecnologie, inviando la documentazione al Parco entro il 30 giugno prossimo. Per informazioni: www.parks.it/indice/archivionotizie
DEMOLITO IL "PICCOLO MOSTRO" DEL VESUVIO A metà aprile il Parco nazionale del Vesuvio ha provveduto all'abbattimento di un vecchio e cadente chalet alpino abbandonato da anni e situato a quota 800 metri, all'inizio della Valle dell'Inferno, nel cuore del Parco stesso. Sebbene lo chalet, un rudere pericolante, rappresentasse ormai solo uno scempio paesaggistico e per quanto la demolizione sia avvenuta senza clamore e pubblicizzazione, pure dal Parco tengono a segnalare il valore simbolico dell'avvenimento in quanto quell'edificio - uno chalet alpino costruito in una vallata lavica e su di un vulcano dell'Italia meridionale posto vicino al mare - aveva rappresentato sul finire degli anni '70, insieme al progetto di cui faceva parte e che prevedeva una strada asfaltata fino a quota 800, un campo da golf, villette a schiera e ristoranti, l'elemento di scontro tra la cultura e i poteri dominanti nell'area e la giovane coscienza ambientalista che si andava organizzando in movimento. Il presidente del Parco Maurizio Fraissinet, che di quello scontro fu protagonista, nel salutare con emozione, a distanza di anni, la vittoria del fronte ambientalista, segnala comunque la necessità di evitare eccessivi entusiasmi e rilassamenti da "fine partita". "Molti - dice - continuano a ritenere il parco solo un'occasione per rilanciare sviluppo, economie, investimenti e non, anche e soprattutto, un grande valore internazionale e generazionale, un'occasione per il ripristino della legalità, per avviare finalmente una politica di corretta e lungimirante gestione del territorio" e invita a riflettere sul fatto "che la demolizione sia avvenuta in un regime di commissariamento del comune di Ottaviano e che parte della popolazione, favorevole alla realizzazione dello chalet, ancora non avverta il valore dello scenario nuovamente selvaggio e libero del cono vulcanico. Continua la lotta difficile, dura e lunga, contro l'ignoranza ambientale".
PARKS.IT: ORA VERO PORTALE DEI RECORD . . . Nuova veste, a partire dal 1° maggio, per la pagina home di Parks.it, il sito dei Parchi italiani, realizzato dalla Federparchi. Una veste aggiornata e accattivante, frutto di un ulteriore sforzo organizzativo della Federazione e del gestore tecnico, prodotto con l'intenzione di affermare una concezione nuova ed ambiziosa del sito: quella di "portale" per un accesso ancor più diversificato all'universo di informazioni sui parchi e le riserve naturali italiane (e del mondo), con nuove rubriche, spazi per ulteriori informazioni, notizie dell'ultima ora, commenti e tanto altro. La rivisitazione della pagina è anche la risposta dovuta ad un pubblico sempre più vasto e appassionato, protagonista dell'enorme crescita del numero di accessi registrata nei primi mesi del 2000: oltre 1.600.000 pagine scaricate alla fine di aprile, cosa che fa ipotizzare il superamento del risultato finale del 1999 (2.150.000 pagine) già in occasione della Giornata dei Parchi, il 24 maggio. Una delle caratteristiche introdotte nella nuova organizzazione consiste nella ricerca del coinvolgimento dei naviganti, che si desiderano affiancati ai 150 autori (Enti gestori, buona parte degli Assessorati regionali competenti, lo stesso Ministero dell'Ambiente e Legambiente, nella veste appunto di gestore) nel fornire segnalazioni, commenti, proposte e risposte.
. . . COME DA RECORD E' IL SITO DEL PO TORINESE Il Parco del Po Torinese ha infatti attuato un grande e coraggioso ampliamento, che potremmo definire pilota, del proprio sito all'interno del "portale" costituito da Parks.it. Un ampliamento che si propone di sfruttare appieno le potenzialità della logica del sito, quella che consente ad ogni utente Internet di orientarsi facilmente in una sequenza di pagine web dalla grafica uniforme, raccordate a quelle delle altre aree protette, potendo così facilmente trovare l'argomento per lui interessante tra i tanti che costellano il sito. Il sito del Po torinese è così divenuto, con circa duecento pagine, la più ricca documentazione on line relativa ad una singola area protetta. Suddiviso in cinque settori principali - Area Istituzionale, Pianificazione, Turismo, Ricerche e studi, Educazione ambientale - e ricchissimo di fotografie e di mappe, ha come fiore all'occhiello la documentazione relativa alla pianificazione, concepita come strumento di lavoro a disposizione dei Tecnici che operano sul territorio. Si possono infatti consultare le prescrizioni del Piano d'area del Parco, gli schemi grafici, le schede progettuali e la relativa cartografia in scala 1:10.000. Da segnalare poi la collaborazione costruita dal Parco con altri operatori e con diverse istituzioni: l'inserimento della cartografia è stato possibile grazie alla collaborazione con lo sportello di banche dati naturalistico-territoriali del Centro di Documentazione e Ricerca sulle Aree Protette della Regione Piemonte; l'Area Ricerche e studi è stata costruita con il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola; le moltissime informazioni riguardanti vegetazione, fauna, geomorfologia e idrologia sono il frutto del lavoro svolto con l'Università di Torino, l'Azienda Regionale per l'ambiente ed il Consorzio Sistema Informativo del Piemonte. Tra breve, infine, sarà attivata anche la possibilità di consultare in rete appalti e bandi di gara.
PARCO D'ABRUZZO: CONFERMATA LA NOMINA DI PRATESI, ANNULLATA QUELLA DI GIURA Fulco Pratesi è stato alla fine riconfermato nella carica di presidente del Parco nazionale d'Abruzzo. Il Ministro Ronchi, con uno dei suoi ultimi atti di Ministro, ha proceduto alla sua nomina dopo aver acquisito il parere favorevole delle Commissioni Ambiente delle due Camere. Si pensava finalmente e giustamente chiusa con questa nomina - che pure ha lasciato, anche in ambito parlamentare, uno strascico di divisioni e polemiche - una situazione confusa e alla quale le elezioni regionali avevano aggiunto altri rischi di incertezza. Essa è però tornata a farsi intricata e rischiosa per la stabilità dell'Ente parco e per la sua capacità d'azione, con l'annullamento definitivo, dopo una sentenza del Consiglio di Stato, dell'elezione a presidente della Comunità del Parco di Carmelo Giura, amministratore del Comune di Pescasseroli. I sindaci dovranno dunque tornare presto a pronunciarsi e c'è attesa per verificare quali conseguenze avranno, sul clima di scontro nel quale si era prodotta l'elezione di Giura, i nuovi equilibri determinati dalle recenti elezioni.
I PARCHI NAZIONALI: UN SECONDO DIRETTORE? NO, GRAZIE. . . La crisi di governo ha nuovamente fermato l'iter parlamentare del disegno di legge di "Rifinanziamento degli interventi in campo ambientale" e dunque c'è da attendere la ripresa della discussione in merito per sapere quale seguito avranno alcune proposte che avevano nelle settimane scorse mosso a mobilitazione i presidenti ed i direttori dei Parchi nazionali. In particolare era stata negativamente valutata l'idea di introdurre la figura di un altro direttore - amministrativo - che rischierebbe di complicare ulteriormente l'attribuzione di competenze e l'applicazione delle procedure, appesantendone ingiustificatamente i costi. Si attende anche di conoscere, sull'argomento, l'opinione del Ministro Bordon al quale è da attendersi che venga sottoposta una proposta alternativa, ritenuta assai più rispondente agli interessi degli Enti e già caldeggiata in sede di Consiglio dei Parchi nazionali: quella di prevedere, negli organici, quadri di qualificata preparazione in campo amministrativo.
. . . SI PENSI PIUTTOSTO ALLE RISERVE MARINE La gestione delle Riserve marine di prossima istituzione a La Maddalena, all'Asinara, nell'Arcipelago Toscano ed al Conero venga affidata senz'altro agli Enti Parco esistenti, abbandonando l'assurda idea avanzata da qualcuno, anche in ambito ministeriale, della proliferazione di organismi che, da competenze sovrapposte e concorrenti, non avrebbero che da ricavare conflitti e inadempienze. E' quanto ha chiesto con forza una delegazione della Federazione dei Parchi, composta dal presidente Valbonesi e dai presidenti dei Parchi dell'Arcipelago Toscano, della Maddalena, del Conero, del Gargano e dell'Asinara, durante un incontro con il sottosegretario Nicola Fusillo, nel governo D'Alema delegato ai problemi della tutela del mare. Anche le procedure per l'istituzione delle Riserve, a partire dagli studi che del resto sono già in corso da tempo, e dalle consultazioni previste dalla legge, devono essere sviluppate in stretta collaborazione con i Parchi interessati.
SPERIMENTAZIONE ISO 14001 AL PARCO DEL LAGO DI CANDIA Il Parco naturale provinciale del lago di Candia è stato individuato come ente in cui svolgere attività sperimentali per la definizione delle linee di un sistema di gestione ambientale (SGA) conforme alla norma ISO 14001. Il progetto di cui il primo parco provinciale istituito in Italia è stato protagonista e che si è avvalso della collaborazione del WWF Piemonte e Valle d' Aosta e del contributo finanziario della Provincia di Torino, si e' articolato in tre parti distinte: la prima dedicata all'illustrazione delle linee-guida applicative per lo sviluppo dei requisiti della norma ISO 14001 in funzione delle esigenze di un' area protetta; la seconda riservata all'evidenziazione delle peculiarità naturalistiche e paesaggistiche del Parco; la terza per la predisposizione del vero e proprio manuale di applicazione della metodologia alla struttura operativa del parco. Nel corso del 2000 si prevede l'applicazione concreta alla struttura dell' Ente Parco di alcuni aspetti metodologici del sistema di gestione ambientale.
GUIDA DEL CTS ALL'OSPITALITA' NEI PARCHI NAZIONALI La nuova impresa editoriale che il CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile) ha condotto per i tipi di Giunti e con la collaborazione della Federparchi e del Servizio Conservazione della Natura è nelle librerie. Si tratta di un prontuario completo ma facilmente consultabile di (quasi) tutto ciò che i parchi nazionali sono in grado di offrire ai visitatori / turisti - alberghi e agriturismi, feste tradizionali e musei, ristoranti e centri visita, prodotti della gastronomia e dell'artigianato, riferimenti per le escursioni guidate a piedi, a cavallo, in canoa o mountain bike - preceduto da una descrizione naturalistica corretta e accattivante dei territori dei parchi stessi, redatta da un profondo conoscitore della materia quale il giornalista-fotografo Giulio Ielardi. Un lavoro originale che, come si suol dire "colma una lacuna" ma che in realtà costituisce una scommessa sul fatto che il pubblico orientato alla fruizione mirata degli ambienti tutelati del paese sia ormai sufficientemente cresciuto e che voglia approfittare di uno strumento informativo utile per godere fino in fondo delle bellezze e dei servizi che i parchi presentano. |
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