5 Novembre 2001



EDITORIALE
L'attenzione del nostro mondo è particolarmente rivolto, in queste settimane, ad un importante anniversario: il decennale dell'approvazione della Legge quadro sulle Aree protette, la "394". Le iniziative di riflessione si susseguono, come è giusto che sia per un avvenimento di rilievo storico. Dieci anni di applicazione, per una legge, non sono molti, soprattutto per una legge così profondamente innovativa come è stata la 394, che ha normato settori complessi come la gestione delle risorse territoriali e l'organizzazione di Enti pubblici. Come non constatare, tuttavia, a volere misurare la vita della 394 sulla base dei risultati raggiunti, che sembra essere passata un'era e non un solo decennio. Molte, diffuse e ricche esperienze si sono accumulate e, per quanto ne rimangano ampie parti inapplicate &Mac246; manca la Carta della Natura, le aree marine protette sono poche e abbandonate -, grazie alla legge l'Italia regge ormai il confronto con le esperienze più avanzate in Europa. Dieci anni sono però anche sufficienti per un esame critico e non mancheranno perciò osservazioni, proposte, richieste di aggiornamento. Anzi, già si sono sentite molte voci, non sempre disinteressate, che vorrebbero rivedere, ridefinire, ridiscutere. Se a tutte occorre prestare spazio e ascolto non possiamo però fare a meno di pensare che la considerazione maggiore debba essere riservata all'esperienza diretta dei Parchi, dei loro amministratori e dirigenti e della loro associazione, la quale proprio sulla piena attuazione della legge ha investito in questi anni tutta la propria credibilità. Per questo abbiamo convocato il Convegno nazionale del 30 novembre e per questo presenteremo ufficialmente in quell'occasione le nostre posizioni. Qualche parola può però già qui essere spesa, per dire che esiste concreto il rischio di passi indietro. Vengono qua e là evocati obiettivi confusi e contraddittori, che si accompagnano a segnali quali le minacce di commissariamento, le continue e fin troppo ovvie affermazioni sulla possibilità di riperimetrare i Parchi in caso di accordo con le comunità locali o di avvicinamento delle scelte gestionali alle comunità stesse. C'è chi punta alla banalizzazione dei Parchi, alla loro trasformazione in qualcosa di simile a "pro-loco verdi", senza alcun riconoscimento di specialità. I Parchi diranno con chiarezza che è una strada impraticabile, che non potrà comunque essere intaccata la concezione che vuole i Parchi soggetti autonomi e autorevoli sul piano politico-istituzionale e, sul piano della missione, luoghi di gestione speciale e innovativa del territorio, pionieri di un uso più razionale e intelligente delle risorse naturali, strumenti di uno sviluppo locale autosostenibile. Questa concezione, forte nella legge, costituì il superamento di storiche divisioni tra centralismo e autonomismo e rappresenta una feconda sintesi tra orientamenti diversi che ancora oggi non può essere messa in discussione.
Enzo Valbonesi presidente Federazione Parchi




A ROMA PER DUE GIORNI CON LA FEDERPARCHI AREE PROTETTE PROTAGONISTE: IL 29 NOVEMBRE ASSEMBLEA GENERALE E RIUNIONE DEL SETTORE TECNICO...
La consueta Assemblea di fine anno della Federazione dei Parchi, che si terrà a partire dalle 15 del 29 novembre, presso il Centro Congressi Cavour, cadendo alla vigilia del decimo anniversario dall'approvazione della Legge 394, assume in questa occasione la rilevanza di sede di bilancio di una vicenda ormai vasta e ricca, che apporta all'intero mondo delle amministrazioni pubbliche e delle autonomie una grande esperienza di gestione di territori complessi. Ma, come è consuetudine dell'azione della Federparchi, la cui iniziativa è stata uno degli elementi di identità caratterizzanti questo decennio, i bilanci vengono subito utilizzati per mettere a punto idee, linee e posizioni per rafforzare e consolidare il "sistema". Ecco dunque che l'ordine del giorno dell'Assemblea ruota proprio attorno alla definizione di un documento sulla 394, indirizzato agli interlocutori istituzionali e teso a fare chiarezza su esigenze e limiti di un eventuale processo di aggiornamento. L'Assemblea dei delegati degli Enti associati sarà preceduta, in mattinata e nella stessa sede, da quella dei Direttori degli stessi Enti che costituiscono il fulcro del Settore Tecnico dell'associazione e che contribuiranno a mettere a punto temi e argomenti delle future iniziative.




...E IL 30 CONVEGNO NAZIONALE PER I DIECI ANNI DELLA LEGGE QUADRO

E' questo un periodo intenso di iniziative che intendono celebrare l'importante ricorrenza. Un primo dibattito, organizzato dal Centro Studi Valerio Giacomini, ha richiamato numerosi interlocutori al Parco di Migliarino il 28 settembre. L'Università di Macerata si occuperà dell'argomento dal punto di vista giuridico nei giorni 8 e 9 novembre. Anche la rivista Parchi se ne occuperà nei prossimi numeri con alcune sezioni speciali del fascicolo. Fra gli appuntamenti spicca senz'altro, in ragione della sede e dei protagonisti che si annunciano, il Convegno nazionale promosso dalla Federparchi sul tema "A dieci anni dalla Legge Quadro sulle Aree naturali Protette &Mac246; i risultati e le prospettive della politica per i Parchi italiani" che si terrà il 30 novembre, a partire dalle ore 10, presso il Centro Congressi Cavour di Roma. L'intenso programma prevede una relazione del Presidente Enzo Valbonesi ed un dibattito al quale sono chiamati rappresentanti del Ministero dell&Mac226;Ambiente e del Territorio, della Presidenza della Conferenza delle Regioni, i Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato,esponenti delle Associazioni degli Enti locali (Anci, Uncem, Upi) e delle Associazioni ambientaliste. Nel corso del dibattito verrà illustrato il documento dell'Assemblea Generale della Federparchi, di cui si è accennato al punto precedente.




I PARCHI NAZIONALI PREOCCUPATI PER I FONDI ASSEGNATI DALLA LEGGE FINANZIARIA

Notizie poco confortanti intanto continuano a provenire dal fronte dei finanziamenti ai Parchi nazionali. E' di soli pochi giorni fa infatti la comunicazione agli Enti della cifra definitiva di trasferimento a loro favore, da parte dello Stato, per le spese di gestione dell'anno in corso; come dire che i Parchi hanno conosciuto le somme su cui costruire il bilancio preventivo 2001 nel momento in cui l'unico bilancio possibile è quello consuntivo. Inoltre &Mac246; ed è l'argomento che preoccupa maggiormente gli amministratori in questo momento &Mac246; gli stanziamenti per il 2002 si presentano come decisamente insufficienti. Contrariamente a quanto auspicato da tutti e sostenuto a più riprese dalla Federazione Italiana Parchi, infatti, le risorse previste dalla proposta di Legge finanziaria per l&Mac226;anno 2002 varata dal Governo e ora in discussione al Parlamento, risultano con evidenza di molto inferiori a quelle dello stesso 2001, se si tiene conto che è rimasta inalterata la cifra di 123 miliardi a disposizione ma è di molto aumentato il numero dei soggetti beneficiari. Si tratta di un argomento che i rappresentanti di Federparchi hanno con forza sottolineato nel corso di un'audizione alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato: dal 2002 dovranno essere sostenuti nel loro avvio i nuovi Parchi dell&Mac226;Appennino tosco-emiliano, delle Murge e della Val D&Mac226;Agri e i nuovi, non più provvisori, Enti di gestione dell&Mac226;Asinara, dell&Mac226;Arcipelago della Maddalena e della Sila. Non è pensabile che ciò possa avvenire a scapito delle risorse, già esigue, degli altri Parchi. E nemmeno è pensabile che i 24 Enti, nel loro insieme, possano attivare efficaci politiche di investimento con una somma complessiva a disposizione, per lo scopo, di soli 20 miliardi di lire (poco più di 800 milioni a Parco!). Un appello per il superamento di questa situazione è stato rivolto da Federparchi ai Gruppi parlamentari e al Ministro Matteoli, facendo loro presente tra l'altro la necessità di incoraggiare la ripresa e il decollo di aree economicamente marginali e il sostegno a popolazioni del nostro Paese che hanno pensato di fare della tutela dell&Mac226;ambiente lo strumento per il proprio sviluppo socioeconomico e culturale.




CACCIATO IL COMMISSARIO, IL PARCO DEL CILENTO MARCIA A PIENO RITMO
La vicenda del commissariamento del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, operato dal Ministro dell'Ambiente e annullato dal Tribunale Amministrativo di Salerno, sembra aver prodotto un effetto di accelerazione del processo di affermazione del ruolo dell'Ente Parco nella realtà istituzionale e sociale campana. La vasta mobilitazione che aveva unito, attorno al Presidente Tarallo e al suo Consiglio Direttivo, i Sindaci della comunità del Parco, varie espressioni della società civile e le forze ambientaliste nella reazione ad un atto che era stato ritenuto ingiustificato e punitivo, non si è esaurita con la vittoria in tribunale e con il reinsediamento degli organi legittimi. Da quel momento, e in rapida successione, si è concretizzata una serie di iniziative che ha messo in luce tutte le grandi potenzialità del Parco: il varo del Progetto per la "Via istmica" nell'ambito di APE, la firma della convenzione con il MIT, l'Università di Napoli e il Conisma per la formazione di tecnici della gestione integrata delle coste, la visita del Presidente Bassolino e la conferma da parte della Regione del sostegno al grandioso Progetto Integrato Territoriale (250 miliardi di finanziamento), l'avvio dei lavori del Comitato per la gestione faunistica, l'approvazione di numerosi e qualificati progetti (Village d'Europe, Cultura 2000, Life, Agenda 21 Locale), la costituzione delle cooperative per l'occupazione definitiva dei Lavoratori Socialmente Utili, i tre Consigli Direttivi in pochi giorni e simbolicamente riuniti in tre differenti località: tutto ciò si configura anche come la più solida risposta a chi ancora &Mac246; come dimostra anche una recente interrogazione parlamentare che parla di "Consiglio Direttivo" non regolarmente costituito - non ha abbandonato l'idea di una improvvida e oltraggiosa riproposizione del commissariamento.




RISERVE STATALI: I PARCHI NAZIONALI ANCORA COSTRETTI ALLA PROTESTA
I Parchi nazionali, con un lunga serie di ordini del giorno approvati in queste settimane dai rispettivi Consigli Direttivi, non hanno lasciato cadere il tema del trasferimento delle Riserve naturali Statali. La questione, vergognosamente vecchia di anni &Mac246; dieci ne sono passati da quando una legge dello Stato ha stabilito che il trasferimento deve avvenire &Mac246; è divenuta ormai grottesca da quando, l'11 maggio scorso, un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, mentre disponeva il trasferimento alle Regioni delle Riserve naturali Statali e di gran parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, non faceva cenno all&Mac226;affidamento agli Enti Parco Nazionali della gestione delle analoghe Riserve ricadenti entro i loro confini. La protesta dei Parchi è vibrata, in quanto il mancato provvedimento avrà evidenti e inaccettabili conseguenze sull&Mac226;organizzazione degli Enti Parco e sulla loro capacità di adempiere pienamente al mandato ricevuto e in quanto la situazione rende insostenibile l'incongruenza costituita dalla sottrazione di preziosi beni naturali di proprietà dello Stato alla gestione di Enti istituiti dallo Stato stesso per la migliore tutela e gestione del patrimonio naturale.




IL MINISTRO MATTEOLI IN SARDEGNA: MOLTI IMPEGNI E QUALCHE SILENZIO
La realtà sarda delle aree protette, realtà scottante e controversa sulla quale si sono spesso arenate anche le migliori intenzioni e le più ampie promesse, è stata al centro di una visita del Ministro dell'Ambiente Matteoli, svoltasi negli ultimi giorni di ottobre. Il Ministro ha assunto impegni precisi riguardanti l'avvio dell'attività del Parco del Molentargius, per il quale ha assicurato essere disponibili anche i miliardi destinati alla conclusione dei lavori di bonifica. Soddisfazione hanno suscitato l'impegno a scongiurare la riapertura del carcere dell'Asinara - confermando in modo definitivo la scelta del Parco per l'isola &Mac246; e la disponibilità a valutare l'ipotesi di acquisto, da parte dello Stato, dell'isola di Mal di Ventre, recentemente messa in vendita dal proprietario. Meno soddisfacente, ha sottolineato in particolare il Presidente della Provincia di Nuoro, il silenzio del Ministro sul problema del Parco del Gennargentu: un silenzio che segue altre e più decisioniste affermazioni di qualche mese fa.




"ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE": FEDERPARCHI AVVERTE RISCHI DI CHIUSURA
Nella prospettiva del 2002, "Anno Internazionale delle Montagne", e dopo la non promettente conclusione degli "Stati Generali della Montagna", celebrati a Torino lo scorso settembre, la Federazione Italiana dei Parchi intende avviare una vasta azione politica nei confronti di tutte le istituzioni del Paese perché l'importante ricorrenza internazionale possa essere ben utilizzata anche per la dovuta riflessione sul ruolo positivo che le aree naturali protette possono e intendono svolgere nel delicato passaggio che attende la montagna italiana e le aree montuose del pianeta. A sollecitare in questa direzione i dirigenti di Federparchi sono stati tanto la sottovalutazione - espressa a Torino - del tema della "specificità" delle aree protette e della loro gestione, così come il ritorno di alcuni rappresentanti degli enti montani a rischiose suggestioni autarchiche che sembravano superate proprio grazie alla strategia di alleanza istituzionale alla quale in questi anni hanno dato un grande contributo i Parchi, tanto nazionali che regionali. Alla prossima Assemblea di Roma, dunque, la Federparchi varerà un documento di principi e di proposte nel quale, muovendo dalla necessità di favorire la maggiore valorizzazione della straordinaria ricchezza naturalistica, di biodiversità, paesaggistica e culturale presente nei sistemi montuosi, e dalla prioritaria esigenza di una maggiore attenzione alla preservazione e alla conservazione di questo immenso patrimonio della umanità, verrà messo in luce ruolo determinante delle aree naturali per la promozione, il recupero e il riscatto di interi territori marginali ed emarginati, grazie alla loro capacità di mettere in campo strategie e programmi sostenibili e di forte innovazione. Concetti che già erano stati espressi, proprio in occasione degli "Stati generali" e a nome della Federparchi, da Valter Bonan, presidente del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il quale aveva anche dovuto criticare il documento programmatico presentato alla Conferenza, là dove auspicava la gestione delle Aree protette direttamente da parte dei Comuni e delle Comunità Montane. „Una vecchia idea" aveva ricordato Bonan, "già sperimentata con discutibili risultati, che di fatto nega la dimensione sovraterritoriale dei valori e degli interessi di riferimento, disconosce la specificità operativa degli Enti parco, l&Mac226;articolazione di sistema e le diverse sensibilità proprie di questi organismi dove, già oggi, con le attuali normative gli Enti Locali sono rappresentati con ruoli, numeri e competenze assai rilevanti‰.




...E LAMENTA I RITARDI NELL'ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI PER LE ALPI
Nell'intervento svolto a Torino, agli "Stati Generali della Montagna", Valter Bonan ha anche riproposto con forza la necessità di una iniziativa decisa da parte delle istituzioni italiane, e in particolare da parte del Governo, per l'attuazione della Convenzione delle Alpi. A questo proposito Bonan ha sollecitato la rapida definizione di un Accordo di programma tra Ministeri, Regioni, Aree Protette, Municipalità‰. In esso le aree protette dovrebbero essere considerate referenti prioritari di una nuova visione di sistema e „fungere da nodi di eccellenza e relazione con tutte le altre reti‰. Una bozza in questo senso era stata già all'inizio dell'anno sottoposta alle Regioni da parte del Governo (attraverso il Sottosegretario Calzolaio) ma non risulta che vi siano stati ulteriori passi in avanti. Anzi, come lo stesso Calzolaio fa notare in una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio e ai Ministri degli affari regionali e dell'Ambiente, sul futuro del sistema dei Parchi dell'arco alpino pesa anche la mancata ratifica dei 9 protocolli attuativi della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi.




SECONDA CONFERENZA NAZIONALE AL LINGOTTO DI TORINO NELL'APRILE DEL 2002
Questa volta c'è anche una data, anche se approssimata, accanto all'annuncio (ancora informale per altro) della convocazione della Seconda Conferenza nazionale delle Aree Protette. Nei giorni scorsi il Ministero dell'Ambiente ha comunicato ai Parchi, nel corso di una riunione convocata per coordinare la partecipazione alle future esposizioni di interesse nazionale, che l'appuntamento è previsto per la prima settimana di aprile, a Torino, in occasione (non si sa ancora se contemporaneamente, o in continuità) della prima edizione del Salone "Parchi del 2000" che intanto, e questa volta ufficialmente, Lingotto Fiere ha provveduto ad annunciare con una circolare a tutti gli interessati. Il Ministro Matteoli sembra dunque avere accolto le sollecitazioni ricevute da più parti e in particolare quella dalla Regione Piemonte la quale nell'agosto scorso, con una lettera del Presidente Ghigo e dei due Assessori con competenze sui Parchi, Leo e Cavallera, aveva avanzato la candidatura ad una organizzazione congiunta. Il valore di quella presa di posizione del Piemonte era stato allora sottolineato da Federparchi, che ne aveva condiviso l'impostazione, tesa a "verificare se e come il sistema parchi assolva al proprio compito istituzionale, se e come questa progettualità sia condivisa ai più vari livelli e come essa sia realizzata ed integrata nel contesto ampio delle politiche ambientali a territoriali‰. Ora l'obiettivo diviene quello di tenera ferma finalmente la data della Conferenza e di mettere in moto una fase di avvicinamento che veda i Parchi protagonisti e costruttori dell'appuntamento.




PRESENTATE LE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE RISORSE AGROSILVOPASTORALI DEI PARCHI NAZIONALI
Il 24 ottobre, presso il Servizio Conservazione Natura, l&Mac226;Accademia Italiana di Scienze Forestali ha illustrato le conclusioni dello studio affidatole dal Ministero dell&Mac226;Ambiente inteso a mettere a disposizione dei Parchi nazionali conoscenze, strumenti e metodi per gestire le risorse agrosilvopastorali di queste aree di eccellenza. Il presidente dell&Mac226;Accademia, Mancini e il coordinatore dello studio, Orazio Ciancio, hanno introdotto i lavori, e i professori Corona, Nocentini e Argenti hanno illustrato in dettaglio le parti loro affidate ad un "pubblico" di rappresentanti dei Parchi, della Federparchi e del Servizio ministeriale. La relazione tecnica, uno studio in 4 volumi raccolto anche in Cdrom, comprende i concetti di base con gli aspetti etici ed applicativi, dei materiali di studio utilizzati con relativa bibliografia, del completamento del quadro metodologico e conoscitivo e della relazione finale che comprende anche il manuale di gestione con le indicazioni operative. In una precedente illustrazione dello stato di avanzamento dello studio (lo scorso 4 aprile) all&Mac226;Accademia era stata chiesta un&Mac226;integrazione sulla tematica degli incendi boschivi, che è stata giustamente recepita e inserita nella relazione finale. Il prof. Bernetti ha infine delineato, rispondendo ad altre sollecitazioni provenienti dagli Enti parco, una proposta metodologica per affrontare il complesso problema degli indennizzi e delle sovvenzioni, tema che per la verità, in considerazione delle vaste esperienze già accumulate dai Parchi, si presterebbe ad una trattazione più ravvicinata e stringente, come del resto è stato dimostrato dai rappresentanti del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi che hanno esposto, nelle linee essenziali e illustrando i documenti cartografici, il Piano di Riordino dei boschi, un progetto speciale di grande dettaglio, previsto dal Piano Ambientale (come noto approvato e in vigore) nel quale già sono stati fissati i criteri e gli orientamenti generali. Nel corso del dibattito seguito, sono emerse altre proposte e considerazioni. Lasen, di Federparchi, ha suggerito l&Mac226;opportunità di attuare una specifica norma (con relativi incentivi finanziari) che consenta ai Parchi l&Mac226;acquisizione diretta di proprietà private di elevato pregio ambientale, o altre forme di gestione, per favorire l&Mac226;evoluzione dei sistemi forestali verso la potenzialità naturale. Ducoli (direttore del Parco delle Foreste Casentinesi) ha auspicato una maggiore considerazione, in una prospettiva sempre più pluridisciplinare, dell&Mac226;interazione tra la gestione del bosco e la presenza degli ungulati.




PARCOPRODUCE DI ANCONA ALLA SESTA EDIZIONE
ParcoProduce, la manifestazione nata e cresciuta ad Ancona, pioniera dell'incontro fra la realtà dei Parchi e il pubblico degli operatori economici interessati alla gestione delle aree protette, celebrerà dal 22 al 25 novembre, nel Quartiere fieristico del capoluogo marchigiano, la sua sesta edizione che ospiterà quest'anno per la prima volta, a segnalare un indirizzo specifico per la caratterizzazione del futuro dell'intera rassegna, il Salone di Educazione Ambientale. Gli organizzatori stanno dando in queste ore gli ultimi ritocchi al programma, che si presenta come sempre densissimo di eventi tra i quali spiccano per rilievo un Convegno dal tema "Il ruolo delle Regioni nello sviluppo Economico delle Aree Protette" (il giorno 22) ed un Seminario (il 23) su "Educazione Ambientale: lo stato dell&Mac226;arte ad un anno e mezzo dalla Conferenza di Genova".




APPUNTAMENTO A MAGENTA PER L'ASSOCIAZIONE EUROPEA DEI PARCHI ABITATI
Si terrà a in Italia il 17 novembre, e precisamente a Magenta, presso il Centro "La Fagiana" del Parco del Ticino, la prossima Assemblea Generale dell'Associazione dei Parchi naturali abitati dell'Unione Europea. Si tratta della riunione che ne dovrà decidere l'annunciata trasformazione da Associazione di singoli Parchi in Associazione delle loro Associazioni nazionali. A prendere la decisione, approvando il nuovo statuto, saranno i rappresentanti dei quarantasei Parchi associati di sei Paesi dell'Unione, che passeranno dunque la palla alle rispettive rappresentanze nazionali, che si impegnano a garantire maggiore efficacia nel rapporto con le istituzioni comunitarie al fine della sollecitazione di una politica organica nei confronti delle Aree Protette. Il programma dell'incontro prevede, dopo l'accoglienza dei partecipanti da parte di Luciano Saino, Presidente del Parco del Ticino e di Enzo Valbonesi, Presidente della Federazione italiana dei Parchi, la relazione del Presidente dell'Associazione, il francese Jean-Paul Fuchs sull'attività passata e futura (progetto Cultura 2000 sul Paesaggio, proposta di progetto Interreg, scambio tra i Parchi europei, rapporti con i Parchi dei Paesi di prossima adesione all'Unione Europea, preparazione della strategia per la Conferenza di Johannesburg del 2002 e per il 4° Congresso mondiale dei Parchi a Durban nel 2003) ed una prolusione del Direttore Generale del Servizio Conservazione Natura del Ministero Italiano dell'Ambiente e del Territorio, Aldo Cosentino, su "Il ruolo dei Parchi abitati per lo sviluppo sostenibile in Europa". Dopo il buffet la giornata si concluderà con una escursione organizzata dal Parco ospite.




IL PROGRAMMA APE SI ARRICCHISCE DEL PARCO PROGETTI E DELLA CARTOGRAFIA
Il Progetto APE Appennino Parco d'Europa dispone da qualche settimana di una completa e aggiornata cartografia di riferimento e di un parco-progetti cospicuo e analiticamente organizzato. Il lavoro, redatto a cura della Federazione dei Parchi in base ad una convenzione con la Regione Abruzzo - capofila nell'attuazione della prima fase del Programma secondo le indicazioni del Cipe - è stato consegnato con un rapporto finale nelle settimane scorse ed è ora al vaglio dei soggetti interessati. L'informatizzazione dei dati di base relativi all'ambito geografico di APE è stata realizzata sulla base di una cartografia 1:500.000 e può essere considerata un primo passo verso l&Mac226;auspicabile costruzione di un vero e proprio Sistema Informativo del Progetto. Essa contiene infatti la perimetrazione complessiva, ottenuta aggregando il territorio dei comuni appenninici, la rete completa dei confini amministrativi (dei comuni, delle province e delle comunità montane) e del sistema delle aree protette suddivise nelle quattro principali categorie: parchi nazionali, parchi regionali, riserve nazionali e riserve regionali. La raccolta e la catalogazione dei progetti predisposti dai Parchi poi, che ha comportato una notevole mole di lavoro di animazione e sollecitazione &Mac246; ha condotto alla definizione di un quadro sinottico della quarantina di proposte dei Parchi, ordinato per aree geografiche e per ordine temporale di trasmissione, basato sulle informazioni corrispondenti ai criteri fissati dal Cipe: lo spazio territoriale, lo stato di fattibilità, l&Mac226;analisi dei tempi di attuazione, le risorse richieste e una valutazione sulla rispondenza alle finalità di APE.




I PARCHI E IL LUPO: L'APPUNTAMENTO E' PER MARZO ALLE FORESTE CASENTINESI
Tutto quanto è stato realizzato per la conservazione del lupo nei Parchi, dai Parchi e intorno ai Parchi. Così si potrebbe presentare il Convegno annunciato in questi giorni dal Parco nazionale delle Foreste Casentinesi per il marzo (29 e 30) del 2002. Un obiettivo di grande ambizione ma di cui si avvertiva la necessità, ad oltre trent'anni dalle prime azioni di sensibilizzazione e dalle prime ricerche scientifiche sui rischi di sparizione dell'animale dalle nostre montagne centrali, a circa venti dalle prime indicazioni di una inversione di tendenza e dal manifestarsi di un processo di ricolonizzazione, ad una decina dall'avvio di campagne specifiche per lo studio e la conservazione di una delle specie-bandiera della fauna italiana. Confortato dal parere entusiastico di molti naturalisti e responsabili di Aree Protette, il Parco appenninico ha imboccato con decisione la strada di un bilancio dei risultati ottenuti e delle capacità dei Parchi di lavorare a progetti comuni, ma anche della costruzione di un&Mac226;occasione d&Mac226;incontro per individuare nuovi obiettivi e valutare gli strumenti scientifici, tecnici, pubblicistici, legislativi, educazionali oggi a disposizione. Ne è nata appunto la proposta di un grande evento nazionale dal titolo "Il lupo e i Parchi - Il valore scientifico e culturale di un simbolo della natura selvaggia" che, a giudicare dai risultati delle preadesioni raccolte dai "costruttori" del Convegno, coordinati da uno dei maggiori esperti italiani, Giorgio Boscagli, si annuncia davvero straordinario.




COMPAGNIA DEI PARCHI E' ORA UNA REALTA' OPERATIVA, FUSILLI E' IL PRESIDENTE
Con la costituzione della Società, la nomina degli organismi, l'adozione di un piano strategico d'azione e l'avvio delle prime attività è finalmente e ufficialmente entrata in scena Compagnia dei Parchi, il "braccio operativo" delle aree protette e della loro associazione in campo turistico. La Federazione dei Parchi, che ha la maggioranza nella Società, ha designato a presiederla Matteo Fusilli, Presidente del Parco nazionale del Gargano, e a far parte del Consigluio d'Amministrazione Valter Bonan, Presidente del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi e Valter Zago, Presidente del Parco del Delta del Po Emiliano romagnolo. In rappresentanza dagli altri attori societari fanno parte del Consiglio Fabio Renzi, responsabile Parchi di Legambiente e Roberto Di Vincenzo, Presidente di Carsa, il quale è stato anche nominato Amministratore delegato. Primo impegno concreto per la Società la presentazione, con una vasta rete di partner, del progetto "Equal per APE", concorrente alla omonima linea di finanziamento comunitario e rivolta alla utilizzazione della leva della formazione per sviluppare il sistema produttivo turistico nelle aree a parco della catena appenninica. Prossimo appuntamento per la presentazione degli obiettivi della Società sarà alla Bit di Milano, quando potranno già essere visibili i risultati concreti di una esperienza innovativa e forse unica nell'intero panorama europeo.




PREMIATI I VINCITORI DEL CONCORSO "NEL PARCO EN PLEIN AIR"
Si è conclusa con la premiazione dei vincitori la prima edizione del concorso nazionale "Nel Parco en plein air", promosso dall'ANFIA (l'Associazione dei costruttori di veicoli da campeggio) e dalla Federparchi, sulla base dell'intesa a suo tempo sottoscritta in vista della promozione di un turismo intelligente, orientato verso i piccoli centri e pronto a godere appieno, e nel rispetto dell'ambiente, delle enormi potenzialità offerte dai Parchi italiani. A San Gimignano il 5 ottobre scorso, in occasione di un Convegno dedicato allo stesso argomento, sono stati consegnati ai Parchi del Conero e delle Foreste Casentinesi i premi consistenti in 25 milioni di lire per la realizzazione dei progetti vincitori, ai quali seguiranno anche investimenti per una cifra uguale in comunicazione e promozione a favore dei due Parchi. Il Parco del Conero si è assicurato il premio grazie ad un progetto, del costo di circa 350 milioni, che prevede la realizzazione, nel comune di Numana &Mac246; a poca distanza dalla spiaggia &Mac246; di sedici piazzole di sosta per camper, dotate di colonnine di servizio con punti presa per acqua, energia elettrica e pozzetti di scarico. Il riconoscimento al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi è andato per un progetto del valore di oltre 120 milioni, per la creazione di un sistema di aree di servizio e in particolare di tre aree di sosta a Chiusi della Verna, Moggiona (versante toscano) e a Campigna (versante romagnolo). Un riconoscimento ufficiale è stato anche attribuito al progetto del Parco nazionale del Gran Sasso, che sarà associato ai vincitori nell'azione di promozione rivolta al vasto pubblico di utilizzatori del camper.




RISERVA GOLA DEL FURLO, NUOVA AREA PROTETTA PER IL SISTEMA MARCHIGIANO
Riconosciuta con Decreto ministeriale nel febbraio scorso, pubblicato nella Gazzetta ufficiale nei mesi successivi, la Riserva naturale statale Gola del Furlo costituisce il primo importante passo di riconoscimento di un bene di indubbia bellezza e valore naturalistico. La promozione dell'area è affidata ad una serie di iniziative, tra le quali l'istituzione di un'oasi di protezione faunistica, la realizzazione di un Centro di documentazione, la tutela ed il monitoraggio dell'aquila reale e la realizzazione dei corsi che vanno sotto il titolo de "L'Università del bosco". Il convegno che ha inaugurato le tre giornate (27 e 28 ottobre, 3 novembre) dedicate alla nuova riserva naturale, "Tutela della natura e sviluppo sostenibile" ha voluto rappresentare un primo momento di informazione soprattutto per i residenti dell'area. Hanno partecipato ai lavori Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Bruno Capanna, Sindaco di Acqualagna, Roberto Ottaviani, Mariano Guzzini, in rappresentanza della Federparchi e presidente del coordinamento marchigiano, il direttore del parco dei Sibillini, Alfredo Fermanelli, il dirigente del Servizio parchi della Regione, Antonio Minetti e l'assessore provinciale all'Ambiente, Sauro Capponi.




E NUOVO ANCHE IL COMITATO TECNICO REGIONALE DELLE AREE PROTETTE
Nelle Marche è stato costituito un importante strumento di consultazione tecnica in materia di protezione della natura e di coordinamento tecnico degli interventi in materia ambientale consultazione: il Comitato tecnico Scientifico regionale per le aree naturali protette, previsto dalla legislazione fin dal 1994 e finalmente, una volta conclusasi la fase delle indicazioni e delle nomine, reso operativo. Il Comitato esprime pareri obbligatori su piani e regolamenti adottati dai gestori delle aree protette regionali, sulle proposte di istituzione di nuove aree protette, sul Programma Triennale regionale per le Aree protette; esso redige inoltre annualmente una relazione sull'attuazione della normativa e può avanzare proposte, in particolare di studio e ricerca sull'ambiente regionale. A presiederlo, per decisione unanime assunta nella prima riunione, sarà il professor Franco Sotte, docente dell'Università di Ancona. Tra i primi impegni del Comitato l'espressione del parere sul Programma Triennale delle Aree Protette, per il quale ha chiesto un incremento del finanziamento a partire dal 2002 e un ridiscussione dei criteri di riparto dei fondi con gli Enti gestori marchigiani.