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EDITORIALE
Parchi accessibili a tutti. E' l'indicazione emersa dal convegno organizzato dal Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena nel marzo scorso sul tema "Un Parco per tutti: la fruizione ambientale per i diversamente abili". Con questo convegno -che è stata la prima iniziativa pubblica del giovanissimo Parco- il Presidente, Ignazio Camarda, ha compiuto una scelta coraggiosa e assai impegnativa, dimostrando di voler orientare l'azione del Parco attorno all'asse dell'accessibilità. Scelta di altissimo valore civile perché indirizzata a dare una speranza concreta ai tanti esclusi dalla possibilità di accedere al godimento della natura dall'esistenza di barriere architettoniche oltre che organizzative e psicologiche. Scelta anche di grande rilevanza economica perché consente di attivare nuovi e importanti flussi turistici (in Italia il turismo dei disabili è pressoché inesistente mentre in altri paesi rappresenta una voce consistente della voce generale turismo) e nello stesso tempo esige la realizzazione di servizi specialistici e assai spesso una profonda riconversione delle strutture logistiche. Dal convegno è emersa -accanto alla volontà del Parco di La Maddalena di diventare un "Parco per tutti", accolta con grande entusiasmo dai rappresentanti di numerose associazioni di disabili- un'indicazione strategica all'intero sistema dei Parchi: partiamo dai Parchi, dalle aree protette, utilizzando anche alcune esperienze in corso, per costruire e sperimentare un grande processo organico per l'accessibilità che, oltre a rendere giustizia agli esclusi, possa rappresentare un esempio per il resto del paese. La Federazione dei Parchi intende accogliere l'indicazione e adoperarsi concretamente per questo grande progetto che dovrà caratterizzare la sua iniziativa fin dal prossimo futuro. Carlo Alberto Graziani presidente Parco Nazionale dei Monti Sibillini
PROGRAMMA "RETE ECOLOGICA NAZIONALE"
Licenziato dal servizio Conservazione della Natura del Ministero dell'Ambiente ha ora iniziato la fase di discussione in sede nazionale e il confronto con le Regioni il documento di base per l'adozione del programma relativo alla "Rete Ecologica Nazionale". Si tratta di uno dei programmi strategici per l'utilizzazione dei fondi strutturali per gli anni 2000-2006 individuati dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica nel dicembre scorso. Questo notiziario ha già dato, nei numeri scorsi, ampia documentazione circa il rilievo che alla tutela dell'ambiente è stato finalmente riservato nelle indicazioni del CIPE e circa l'importanza da attribuirsi ad uno specifico programma nazionale di interventi di tutela attiva e di ecosviluppo delle nostre risorse naturali più pregiate.. La positività complessiva viene confermata anche dal documento di base in questione. In esso infatti viene assunta con decisione l'azione "di sistema". Il documento definisce la struttura della "rete" (aree centrali ad alto contenuto di naturalità, zone cuscinetto o contigue, corridoi di connessione, nodi di interrelazione), i principali elementi di criticità di queste aree, lo stato delle attività in corso, le linee di intervento da programmare e gli assi prioritari (e, stranamente proprio nella proposizione degli assi prioritari le aree protette finiscono per passare in secondo piano), le amministrazioni responsabili per la gestione, le politiche del lavoro collegabili, le proposte di semplificazione e accelerazione delle procedure, la dimensione indicativa degli investimenti. Come Federazione dei Parchi e delle Riserve ci auguriamo che, così come ha fatto il Ministero dell'Ambiente, anche le Regioni facciano propri gli obiettivi contenuti nel documento "Rete ecologica nazionale" coinvolgendo innanzitutto le rispettive aree protette nella messa a punto dei propri programmi relativi all'utilizzo dei fondi strutturali comunitari 2000 - 2006 e considerando i parchi come i luoghi privilegiati dove concentrare le iniziative di sviluppo sostenibile. Il documento sarà presto consultabile in Internet all'indirizzo: www.parks.it/federparchi/documenti/index.html
IL CIPE RACCOMANDA IL COINVOLGIMENTO DEI PARCHI
A proposito del programma "Rete ecologica nazionale", la cui articolazione, così come per gli altri programmi strategici relativi all'utilizzo dei fondi strutturali, si produce al livello regionale con il lavoro di "tavoli" di concertazione, c'è da segnalare l'invito rivolto alle Regioni, da parte della Commissione istruttoria del CIPE, perché coinvolgano ovunque direttamente e complessivamente i Parchi. Da più parti infatti è stata segnalata (anche questo notiziario lo ha fatto) la paradossale situazione che vede trascurati già da questa fase di discussione e di messa a punto degli obiettivi, gli Enti gestori dei territori individuati come "nodi" di un programma di tale portata. Del resto va anche segnalato un complessivo ritardo di molte Regioni nell'avvio dell'attività relativa ai programmi per i fondi strutturali.
IL CONVEGNO DI BOLOGNA SULLA CLASSIFICAZIONE
Successo del Convegno organizzato da Upi, Provincia di Bologna, Centro Studi Valerio Giacomini e Federazione Italiana dei Parchi, dedicato alla classificazione delle aree protette: un tema complesso, da sempre controverso e ora reso ancor più intricato dai recenti provvedimenti (che vanno sotto il nome di Bassanini) di decentramento e trasferimento di poteri. Di fronte ad un pubblico composto non da soli studiosi e amministratori ma anche da giovani operatori, la questione è stata affrontata da diversi angoli visuali. Quello dei gestori dei Parchi è stato espresso dal Presidente della Federazione Enzo Valbonesi , secondo il quale discutere di classificazione significa andare alle ragioni vere della tutela rifuggendo però da ogni gerarchizzazione e sapendo anche che, almeno per il momento, non è all'ordine del giorno la traduzione di questo tema in appositi provvedimenti di revisione della legislazione vigente. Il punto di vista degli Enti locali è stato esposto da Forte Clò, vicepresidente dell'Upi, per il quale è fondamentale, anche ai fini della classificazione, il concorso leale di tutti i soggetti impegnati nella tutela. L'ottica del naturalista, cosciente del conflitto tra requisiti scientifici e soluzioni politiche ha caratterizzato l'intervento del prof. Lasen, che ha delineato le ragioni della confusione e proposto idee e criteri per un riordino e la visione dello studioso dei parchi a livello continentale quello del prof. Gambino, che ha ricordato come l'esigenza di facilitare i confronti tra differenti gestioni sia avvertita addirittura a livello mondiale. Altre relazioni ancora hanno valutato la critica situazione italiana alla luce della vicenda legislativa nazionale (Moschini, che ha ribadito come in Italia la classificazione dei parchi, o meglio la loro semplice suddivisione, sia frutto dei ritardi della legislazione ed ha proposto un processo per una nuova corretta classificazione); alla luce degli argomenti trattati dal "Centro Studi Giacomini" nel corso dei convegni annuali di Gargnano (Tenconi, che ha ricordato la proposta di avviare uno studio per definire modalità alternative di classificazione che tengano conto dei diversi livelli di responsabilità istituzionale e dei differenti obiettivi di tutela); alla luce della produzione legislativa regionale (Saini, che ha parlato di quale difficoltà vi sia stata nel ricondurre la molteplicità di iniziative regionali e locali all'interno delle categorie prefissate dalla legge quadro); alla luce della riforma amministrativa in atto (Cariola, che ha rivolto particolare attenzione all'evoluzione intervenuta nell'attribuzione degli ambiti di competenza di Stato e Regioni con riferimento al principio di sussidiarietà a cui si è recentemente ispirata la legge "Bassanini"). Renzi (Legambiente) ha affermato di avvertire l'opportunità di riformare il vigente sistema di classificazione, anche in relazione allo sviluppo di iniziative strategiche di respiro nazionale, quali i progetti di sistema e la "Rete ecologica nazionale". A conclusione del Convegno è stato costituito un gruppo di lavoro tra Centro Studi Giacomini e Politecnico di Torino con il compito di elaborare una proposta in vista della seconda Conferenza nazionale sulle aree protette.
CONVEGNO SULLE TECNICHE DI GESTIONE DEGLI UNGULATI
Un grande successo di partecipazione (circa 130 presenze di cui il 50% costituite da tecnici di aree protette) ha registrato il convegno di Chianciano del 16 e 17 aprile voluto dalla Federazione per discutere del problema delle popolazioni di ungulati, soprattutto del cinghiale, presenti spesso in numero notevolissimo nelle aree protette dell'Appennino. Il convegno è innanzitutto servito a discutere alcune esperienze in corso di realizzazione nelle aree protette. In particolare è stata presentata l'esperienza in corso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini per il controllo del cinghiale; esperienza che nei mesi scorsi aveva fatto discutere animatamente il mondo degli zoologi e prodotto anche alcune critiche al Parco da parte di alcuni settori del mondo ambientalista. Durante le due giornate di lavoro, alle quali hanno partecipato con specifiche relazioni alcuni noti faunisti quali il prof. Boitani, il prof. Ragni, il prof. Lovari, il dott. Toso, il dott. Perco ed il dott. Boscagli, si è sviluppato anche un costruttivo confronto con alcuni rappresentanti dello stesso mondo venatorio più impegnato nel tentativo di attuare forme di attività sempre più improntate alla caccia di selezione. A conclusione dei lavori la Federazione si è impegnata, con l'ausilio dei relatori del Convegno, a dare vita ad un gruppo di lavoro con l'obiettivo di stendere un documento teso a identificare un percorso metodologico, corretto scientificamente, per definire obiettivi e tecniche di gestione delle popolazioni ungulate all'interno dei Parchi.
UNA GIORNATA PER IL MARE A ROMA
Si è tenuto il 23 marzo, a Roma, il primo incontro nazionale delle amministrazioni pubbliche interessate alla gestione delle aree marine protette, convocato dal Sottosegretario Valerio Calzolaio. Un tentativo di riannodare le fila di una vicenda fin qui frammentata alla quale si intende comunque dare un impulso deciso, dopo l'entrata in vigore della legge 426 del 1998, con l'obiettivo di chiudere entro l'anno la partita relativa all'istituzione e all'avvio dell'attività per le prime venticinque aree di riserva. Molto partecipato il dibattito, al quale hanno preso parte anche le associazioni e le rappresentanze delle forze sociali, che ha sottolineato i tratti positivi della nuova impostazione adottata con i recenti provvedimenti (concertazione con gli Enti e le Regioni, gestione in capo ad Enti e associazioni e non più alle Capitanerie, potenziamento delle attività di ricerca, incremento delle risorse, possibilità di promuovere Accordi di programma) e in cui non sono mancati gli accenti preoccupati per aspetti paradossali o ancora da chiarire (istituzione di riserve in ambienti già tutelati da Parchi nazionali, ambiguità sulla reale autonomia degli enti di gestione, inadeguatezza dell'Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare, relazione tra i diversi Servizi del Ministero dell'Ambiente). Parte della giornata del 23 è poi stata dedicata ad una audizione dei Sindaci delle isole minori in vista della definizione del progetto Itaca; cioè il progetto-idea che in futuro dovrà assumere il ruolo di sostegno ad una programmazione di tutela e di valorizzazione qualificata delle piccole isole nel quadro della così detta "rete ecologica ".
ADOTTATO IL DOCUMENTO DELLA FEDERAZIONE SULLA BIODIVERSITA'
Il Consiglio Direttivo della Federazione dei Parchi ha esaminato e approvato un documento di analisi e di contributo nei confronti del Piano Nazionale sulla Biodiversità redatto dal Comitato per la Bioetica. Il documento, predisposto con il coordinamento del professor Cesare Lasen, il quale ha raccolto ed elaborato contributi di amministratori, esperti e studiosi, si pone l'obiettivo di esporre il punto di vista delle aree protette relativamente ad un orientamento del Ministero dell'Ambiente che può avere forti conseguenze sulla loro attività. In questo senso una delle prime osservazioni che vengono avanzate nel testo riguardano proprio l'incertezza circa l'effettiva efficacia e cogenza del Piano al quale viene senz'altro riconosciuto il merito di muovere da un approccio serio, non banale, e di proporre anche la definizione di concetti tutt'altro che scontati, soprattutto se si considera che il tema della biodiversità rischia oggi di diventare un gigantesco contenitore nel quale affluisce di tutto. Tra le proposte di merito quella al Ministero dell'Ambiente perché cerchi di circoscrivere, prioritariamente, le azioni di tutela della biodiversità in modo da concentrare l'attenzione sul patrimonio biologico naturale, evitando che su tale argomento convergano progetti e proposte le più disparate, estranee agli obiettivi di conservazione del patrimonio biologico. Di qui la necessità, per superare tale rischio, di avere tanto l'indicazione delle priorità che dei soggetti attuatori. Altra proposta per un'efficace politica di tutela della biodiversità (e in particolare degli habitat) riguarda l'introduzione di una normativa che preveda l'inserimento di uno specifico capitolo nella redazione dei piani a livello provinciale e regionale e comunale. Sottolineato positivamente il fatto che il documento del Comitato conti su un rapporto privilegiato (giustamente non esclusivo) con le aree naturali protette, il documento della Federazione rileva una parzialità dovuta ad una quasi esclusiva attenzione ai Parchi nazionali e suggerisce una maggiore coerenza riguardo ai soggetti che dovranno curare la gestione applicativa, recuperando progetti di ricerca su vasta scala, già operativi, ad esempio, nell'ambito della Rete Alpina delle Aree Protette e di altri organismi internazionali. Per consultare Piano e documento di analisi, indirizzo Internet: www.parks.it/federparchi/biodiversita/index.html
INSEDIATA LA SEGRETERIA TECNICA DELLA FEDERAZIONE
Si è tenuta nei giorni scorsi a Firenze la riunione di insediamento della Segreteria Tecnica della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve naturali. L'associazione, impegnata oltre che nel garantire una rappresentanza politico-sindacale agli Enti gestori anche nel fornire risposte a problemi tecnico-operativi riguardanti la gestione degli stessi, ha istituito questo strumento per assicurarsi il contributo (volontario per altro) di esperti e studiosi nel settore appunto dell'organizzazione e della gestione delle aree protette. Il campo principale di lavoro della Segreteria comprenderà l'istruttoria di argomenti delicati e complessi, l'ideazione di seminari e stages, la proposta di documenti di indirizzo. Essa è composta da un nucleo stabile di cui fanno parte Cesare Lasen (che si occuperà in particolare di carta della natura, biodiversità, rapporti con la rete alpina), Stefano Cavalli (agricoltura e forestazione), Carlo Desideri (legislazione e aspetti giuridici e normativi), Giovanni Diviacco (protezione del mare), Luciano Rota (stages e formazione, organizzazione gestionale dei parchi ) Roberto Saini (pianificazione territoriale e socio-economica, questioni regionali), ma si arricchirà secondo le necessità e gli argomenti trattati anche di altre e qualificate collaborazioni.
PROGETTO DELLA PUGLIA PER IL SISTEMA DELLE AREE PROTETTE
La Regione Puglia darà presto l'avvio ad un interessante progetto in vista della costituzione del proprio sistema di aree protette già previsto con la legge n° 19 del 1997. Si tratta di un percorso di facilitazione imperniato su informazione, sensibilizzazione e formazione, che si potrebbe definire di "costruzione partecipata" del sistema in quanto ha come fondamento il pieno coinvolgimento di tutte le realtà interessate alla nascita del sistema. Il progetto si propone di promuovere, fra le comunità locali, le aree protette come laboratori per lo sviluppo sostenibile e l'economia ecocompatibile; di sensibilizzare amministrazioni locali, categorie produttive e associazioni al tema della compatibilità tra conservazione della natura e sviluppo dell'economia; di creare una task-force di agenti per lo sviluppo sostenibile; di realizzare una mappatura regionale delle risorse utili alla creazione di lavoro nel campo dell'economia sostenibile. Un manuale, cinque conferenze provinciali, dieci workshop tematici, un corso di formazione ed una ricerca costituiscono la sostanza dell'azione (che prevede anche la pubblicazione finale degli atti del processo) nella quale sono coinvolti, oltre all'Assessorato all'Ambiente della Regione, la Provincia di Foggia e il suo Laboratorio per l'Educazione Ambientale, la Federazione Italiana dei Parchi, il Parco Nazionale del Gargano, le Associazioni di categoria e le Associazioni ambientaliste.
DEFINITO IL PROGRAMMA DEL CENTRO "GIACOMINI" Il Centro Sudi Valerio Giacomini ha reso noto il programma della prossima attività, dopo che esso è stato approvato dalla Regione Lombardia, dalla Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano e dalla Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve cioè dai tre Enti che hanno dato vita al Centro intitolato al grande studioso di Parchi e che si sta segnalando per la validità delle iniziative e l'autorevolezza nell'affrontare problemi impegnativi e scottanti riguardanti le aree protette. Il Centro si propone di realizzare la pubblicazione degli atti del Convegno dell'ottobre '98 "Oltre la Carta della natura"; di pubblicare il bando per l'assegnazione di borse di studio a tesi di laurea costituite da progetti di valorizzazione di aree protette, di estendere la pubblicizzazione della propria attività attraverso il sito Internet e la rivista Parchi. Per quanto riguarda l'attività di studio, oltre al Seminario sulla classificazione già svoltosi a Bologna e di cui diamo conto su questo numero, da segnalare data e argomento dell'annuale appuntamento di Gargnano: il 21 e 22 ottobre 1999 nella sede sulle rive del Garda dell'Università Statale di Milano si discuterà di "Parchi ed economia". Come per il passato anche in vista di questa iniziativa in cui saranno protagoniste principali le istituzioni è stato programmato un precedente appuntamento, di carattere metodologico, che si terrà nella prima metà di giugno a La Maddalena, in collaborazione con la Regione Sardegna e il Parco dell'Arcipelago.
PRESENTATA A LILLE LA CARTA PER IL TURISMO SOSTENIBILE
Il 9 aprile scorso, a Lille, in Francia, si è svolta la cerimonia della presentazione ufficiale della Carta europea del turismo sostenibile. Elaborata sulla base di un'idea lanciata qualche anno fa dalla Federazione Europarc e accolta tra i suoi obiettivi prioritari dalla nuova Associazione dei Parchi abitati dell'Unione Europea (fondata anche dalla nostra Federazione), la Carta -curata dalla Federazione dei Parchi naturali regionali di Francia- ha così avuto la sua "consacrazione" definitiva. Come hanno sottolineato sia la Ministra francese del turismo, Michelle Demessine, sia il responsabile dei problemi del turismo della DG XI della Commissione europea, Bruno Julien, essa rappresenterà il riferimento obbligato della politica turistica per le aree protette dell'Unione Europea. Durante la cerimonia i dieci Parchi pilota (per l'Italia il Parco nazionale d'Abruzzo e il Parco regionale delle Alpi Marittime) hanno sottoscritto l'impegno di attuare la prima parte della Carta e quattro nuovi Parchi (per l'Italia il Parco nazionale dei Monti Sibillini) si sono impegnati a elaborare entro un anno la strategia quinquennale di attuazione della Carta stessa. E' necessario ora che anche altre aree protette si incamminino lungo il percorso, difficile ma determinante, per l'applicazione della Carta anche per evitare di restare esclusi dalla rete europea che, grazie ad essa, verrà realizzata. Il Master sul turismo sostenibile, organizzato dall'Istituto Superiore di Comunicazione di Milano tra aprile e novembre ed al quale partecipano operatori di numerosi Parchi, può così rappresentare l'occasione ideale per affrontare questo percorso.
AL PARCO "LA MANDRIA" SI DISCUTE SUI DIECI ANNI DELLA FEDERAZIONE Nel febbraio del 1989 si tenne, presso il Parco regionale La Mandria, un incontro promosso da alcuni Parchi regionali intenzionati ad avviare forme di coordinamento tra le aree protette e a ricercare posizioni riguardo alle normative in materia. Dall'incontro nacque il Coordinamento Nazionale, prima forma della futura associazione di tutti i Parchi, oggi Federazione Italiana. A dieci anni di distanza, il prossimo 8 maggio, nello stesso luogo, La Mandria di Venaria Reale (TO), con vecchi e nuovi protagonisti, si rifletterà su di un panorama profondamente modificato, sulle prospettive future e sulle ragioni della scelta associativa per un numero ormai molto grande di aree protette. Federazione Italiana e Parco hanno reso noto il programma: dalle ore 10,15 interventi di Domenico Tavolada -Presidente del Parco La Mandria e Riserve Valli di Lanzo-, Ettore Racchelli -Assessore ai Parchi della Regione Piemonte-, Valter Giuliano -Assessore ai Parchi della Provincia di Torino-. Dalle ore 10,45: interventi di Luigi Bertone -primo presidente del Coordinamento nazionale dei Parchi-, Bino LI Calsi -Presidente onorario della Federazione Italiana dei Parchi-, Renzo Moschini -primo Direttore della rivista "Parchi"-, Jean Paul Fuchs -Presidente dell'Associazione dei Parchi abitati dell'Unione Europea-. Dalle ore 11,45: dibattito. Alle 12,30: intervento conclusivo di Enzo Valbonesi -Presidente della Federazione Italiana dei Parchi-. Alle 13,30: buffet. Alle ore 15: visita guidata al Parco.
PRESENTAZIONE DI UN VOLUME SULLA PROTEZIONE DEL MARE
La collana di Comunicazione dedicata alle aree protette, curata da Renzo Moschini, dopo "I parchi, oggi" si arricchirà di un nuovo libro: "Le aree protette marine - finalità e gestione" di Gianni Diviacco, introdotta dal curatore e con contributi di Giuseppe Riggio e Giampiera Usai. Il libro sarà presentato lunedì 26 aprile 1999, alle ore 17.45, in un incontro all'Auditorium dell'Acquario di Genova promosso dall'Associazione Amici dell'Acquario, alla cui guida è la d.ssa Lilia Capocaccia, Presidente del Parco di Portofino. Recentemente, rilanciando l'impegno a sostegno delle riserve marine, si è tornati a parlare di "anno zero": il libro aiuta a capire come, a distanza ormai di venti anni dalla prima legge, che prevedeva un cospicuo numero di riserve, confermate ed accresciute dalla 394 del 1991, si possa ancora usare la stessa espressione. Le ragioni culturali, istituzionali e politiche che hanno impedito in questi venti anni di realizzare a mare quello che in minore tempo si è riusciti a costruire a terra, emergono con estrema nitidezza da questo libro, che ha il merito di offrire al lettore, ma anche all'addetto ai lavori, un prezioso strumento di conoscenza e di riflessione.
LETTERA A RONCHI SULLO STATUS DEGLI AMMINISTRATORI DEI PARCHI
Nuova sollecitazione al Ministro dell'Ambiente perché si adoperi per trovare una soluzione al problema del riconoscimento del loro status agli amministratori degli Enti Parco Nazionali. La rivolge Enzo Valbonesi, in qualità di Presidente del Parco delle Foreste Casentinesi, in una lettera indirizzata anche, per conoscenza, al Coordinatore del Consiglio dei Parchi Nazionali perché sia oggetto di discussione anche nel nuovo organismo. E' un problema che già era stato evidenziato in passato e che diviene via via più rilevante con l'accrescersi dell'attività dei Parchi e dunque degli impegni dei loro amministratori. I quali, al contrario dei loro colleghi di Comuni, Province, Consorzi e Comunità Montane, non possono avvalersi della legge 816, cioè del diritto ad esercitare la loro funzione godendo di adeguate indennità di carica e di permessi lavorativi retribuiti. Valbonesi segnala una possibile soluzione: l'inserimento di un apposita previsione nel testo all'attenzione del Parlamento riguardante il nuovo ordinamento delle autonomie locali. L'invito che la Federazione rivolge a tutte le aree protette associate è quello di inviare lettere od ordini del giorno urgenti al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On. Antonio Maccanico, affinché la sua Commissione, in sede di revisione della Legge 142, tenga conto delle esigenze più volte sollecitate in tutte le sedi dalla Federazione ed anche, ultimamente, da numerosi parchi.
REAZIONE ALL'UCCISIONE DI LUPI NELL'APPENNINO TOSCO-ROMAGNOLO
Grande preoccupazione ma anche forte mobilitazione dell'Ente Parco delle Foreste Casentinesi di fronte alle notizie del ritrovamento, in questi ultimi mesi, di cinque lupi uccisi nelle zone limitrofe all'area protetta del crinale tra Toscana e Romagna. Il Consiglio dell'Ente ha infatti già deciso di sviluppare nel corso di quest'anno una vasta campagna di divulgazione, soprattutto nelle scuole, sull'importanza del lupo e sulla sua biologia. Tutto ciò con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica, oltre che di isolare e condannare il comportamento di quei pochi irresponsabili che con i loro gesti rischiano di screditare le popolazioni dell'intero crinale. L'area degli Appennini Forlivese, Cesenate ed Aretino, grazie soprattutto alla presenza del Parco Nazionale, è diventata uno dei più importanti areali italiani di presenza e di distribuzione del lupo che, rarefattosi fin quasi ad estinguersi in tutta la dorsale montuosa del nostro paese, negli anni '80 ha ripreso ad espandersi fino a ripopolare anche le stesse Alpi. Le Foreste Casentinesi funzionano come punto nevralgico di irradiazione verso l'Appennino Settentrionale e perciò rivestono un ruolo strategico per la sopravvivenza e l'espansione del lupo che oggi ha riguadagnato le aree più interne e spopolate di quasi tutta la penisola. Nel territorio del Parco Nazionale sono stati individuati cinque nuclei familiari stabili per un totale di circa trenta esemplari e dagli studi fatti emerge che essi si cibano solo per il 3% di equini ed ovini, dati del resto confermati dai limitati indennizzi che finora il Parco ha dovuto erogare, a favore degli allevatori, per la predazione del lupo o dei cani rinselvatichiti.
CONCORSI E PIANO DEL PARCO: O.K. PER DOLOMITI BELLUNESI
Nel panorama delle note difficoltà burocratiche della fase di avvio dei nuovi parchi nazionali, un segnale positivo che avvicina alla "fase due" viene dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Sono state espletate e completate le procedure concorsuali che l'Ente aveva bandito per dodici dei sedici posti previsti dalla pianta dell'organico. Con la fine di marzo le commissioni hanno completato il lavoro e i vincitori stanno assumendo servizio. Auguri! L'Ente era stato anche il primo (marzo 1997) ad approvare il Piano del Parco per il quale la Regione aveva richiesto delle integrazioni (soprattutto di carattere urbanistico) e, ultimamente, un ulteriore passaggio alla Comunità del Parco sulla base della nuova legge 426. Ora, a fine marzo, il Piano è stato discusso e sostanzialmente approvato dalla Commissione Tecnica Regionale. Il prossimo provvedimento, a lungo atteso, è la formale adozione da parte della Giunta regionale. Quello ancora successivo, cioè la pubblicazione agli albi dei quindici Comuni e delle cinque Comunità montane, non dovrebbe presentare ostacoli in quanto gli Enti hanno a disposizione il Piano fin dal luglio del '97. Il passaggio più delicato, che ha richiesto una soluzione a tempo, riguarda l'utilizzo delle acque: Enel ed Autorità di Bacino (sotto la spinta degli interessi dei Consorzi irrigui di pianura) non accolgono con favore il principio (garantito per legge) che un'area protetta debba garantire anzitutto la tutela delle componenti biologiche e degli ecosistemi.
WORKSHOP SUGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE DEI PARCHI
La Federazione Italiana dei Parchi organizza un workshop con l'obiettivo di fornire una base omogenea di conoscenze in riferimento ad alcuni strumenti chiave della comunicazione interna ed esterna alla rete dei parchi: il comunicato stampa, il periodico del parco, l'informazione on-line. Il workshop, dal titolo "I ferri del mestiere - gli strumenti di base per gli addetti all'informazione delle aree protette" si terrà venerdì 7 maggio 1999, dalle ore 10 alle 17,30, presso il Centro di documentazione e ricerca Le Vallere, in Corso Trieste, 98, a Moncalieri (TO). Il programma prevede quattro relazioni: "L'informazione: importanza, struttura, mezzi dei parchi" (Gianni Boscolo, Direttore di Piemonte Parchi), "Il comunicato stampa: finalità, impostazione" (Roberto Moisio, responsabile comunicazione Provincia di Torino); "Il giornale del parco: finalità, filosofia, realizzazione - L'esperienza de "Il martin pescatore" del Parco Lagoni di Mercurago"(Massimo Grisoli, Direttore del Parco); "L'informazione on-line: posta elettronica e siti internet" (Luigi Bertone, responsabile del Servizio informativo Parchi News e Massimo Piraccini, responsabile di Comunicazione, gestore tecnico del sito Parks in Italy) e una serie di esperienze ed esercitazioni. L'incontro sarà concluso da Mariano Guzzini, Direttore della Rivista "Parchi". Informazioni: tel. 335.5712410.
PARKS IN ITALY A MARZO: SUPERATE LE 300.000 CONSULTAZIONI
Un nuovo prestigioso traguardo per "Parks in Italy", il sito Internet delle aree protette italiane. Dopo avere alla fine del 1998 superato il numero delle tremila pagine consultabili, nel periodo primaverile ha fatto registrare un'impennata negli accessi da parte dei naviganti: nel solo mese di marzo le pagine consultate sono state oltre trecentomila ed il trend è quello di una crescita costante che si accompagna all'affermarsi della bella stagione. Ciò significa che il sito, oltre a rispondere efficacemente alla richiesta di documentazione da parte di esperti e addetti ai lavori, sta sempre più e meglio svolgendo il suo compito di illustrazione anche ad un pubblico curioso e in cerca di località pregevoli da visitare. Del resto in nessun altro luogo (e, ovviamente, in nessun altro sito) si possono trovare indicazioni di massima di tutte le aree protette del Paese e dettagliate di duecentoquindici tra esse. E le novità non sono finite.
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