10 dicembre 1999

 


 



EDITORIALE

Su questo notiziario si dà conto delle Conferenze regionali delle aree protette tenutesi nelle scorse settimane e si annunciano quelle già programmate per le settimane prossime. Appuntamenti che sono il segnale di un processo importante, segnato dall'iniziativa decentrata e "dal basso", da un nuovo protagonismo di Enti gestori cresciuti in quanto a numero, ad esperienza e soprattutto a maturità e consapevolezza politica. Essi sanno si poter essere, anzi di dover essere (pena l'isterilimento della propria azione, il ripiegamento in una, alla lunga, perdente attività di pura difesa), l'asse portante, la vera e propria intelaiatura, di una nuova politica nazionale che abbia alla base una più avanzata concezione della gestione e dell'uso delle risorse naturali. Da questa consapevolezza nasce la ricerca di alleanze, di collegamenti con le altre istituzioni e soprattutto con le Regioni, cui spetta tanta parte nella definizione dei programmi futuri, soprattutto di quelli legati all'uso dei Fondi Strutturali. E' giusto che i parchi compiano ogni sforzo per inserirsi con la loro funzione peculiare nei processi locali di crescita e di riassetto territoriale avviati, anche grazie al loro contributo, in molte aree del paese. La Federazione li sosterrà in questa azione, chiamando a soccorso l'intero mondo ambientalista e sollecitando le Regioni più attardate, e soprattutto il Ministero, al superamento di una situazione che registra cadute di tensione e ritardi nella definizione di strumenti (la Carta della Natura, gli accordi di programma per le azioni di sistema, i nuovi programmi d'investimento) fondamentali per la costruzione della "Rete ecologica nazionale" e per il governo dell'intero sistema fin qui meritoriamente costruito.
Enzo Valbonesi presidente della Federazione dei Parchi.

 

 

CONFERENZA TOSCANA: PRESENTATE ANCHE LE "LINEE GUIDA" PER I PIANI DI SVILUPPO

Per iniziativa della Regione Toscana e del Coordinamento regionale delle aree protette toscane, si è tenuta lo scorso 10 dicembre a Firenze, la Conferenza Regionale dei Parchi e delle Riserve naturali. Durante la prima parte dell'iniziativa sono state presentate le "Linee guida per la redazione dei Piani Pluriennali di Sviluppo economico-sociale", già approvate dalla Giunta Regionale. Tali Linee costituiranno quindi le direttive sulla base delle quali i Parchi e le Riserve della Toscana elaboreranno, in futuro, i propri piani di sviluppo. Il lavoro, primo nel suo genere in Italia, è stato commissionato dalla Regione alla Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve che si è avvalsa, a sua volta, della collaborazione del CAIRE di Reggio Emilia. Ad illustrare il complesso ed articolato lavoro svolto sono intervenuti, per conto del CAIRE, l'Arch. Ugo Baldini ed il Dott. GianPiero Lupatelli. L'Assessore all'Ambiente della Regione, Claudio Del Lungo, concludendo i lavori ha posto in risalto la novità assoluta del lavoro svolto che ha visto la Toscana misurarsi per prima con questa problematica ed ha annunciato che i futuri finanziamenti che la Regione attiverà a favore delle Aree Protette dovranno avere come quadro di riferimento i Piani di Sviluppo che i Parchi dovranno redigere sulla base delle Linee approvate dalla Regione. Nel pomeriggio la Conferenza è proseguita attraverso il confronto sulle esperienze condotte in Toscana dalle diverse tipologie di Aree Protette (Parchi Nazionali, Regionali, Provinciali, Riserve ecc.). Le relazioni dell'On. Renzo Moschini e dell'Arch. Antonello Nuzzo hanno aperto i lavori che sono stati conclusi, dopo un ampio dibattito, dal Presidente della Federazione Enzo Valbonesi.

 

 

CONFERENZA DELL'EMILIA-ROMAGNA: VERSO L'AGENZIA DEI PARCHI?

Giovedì 9 dicembre si è svolta a Bologna la Conferenza Regionale delle aree protette dell'Emilia Romagna indetta dalla Federazionedei Parchi. Di fronte ad una platea numerosa di amministratori, direttori dei Parchi e rappresentanti delle Associazioni ambientaliste, Pietro Pigozzi (Presidente del Parco del Delta del Po e del Coordinamento Regionale dei Parchi) ha tenuto la relazione introduttiva. Dopo aver offerto un quadro della situazione regionale (14 Parchi Regionali, 1 Parco Nazionale, 12 riserve naturali orientate che proteggono 160 mila h di territorio pari al 7,20% dell'intera superficie regionale) Pigozzi ha criticato l'impostazione ministeriale a proposito della individuazione dei nuovi parchi nazionali e l'idea che un parco nazionale possa diventare un volano di accumulo di risorse pubbliche per sostenere bassi livelli di sviluppo e nuova occupazione, a scapito della visione del parco come terreno di sperimentazione ecologica dove cercare di definire un modello di gestione territoriale da estendere al resto della Regione. Ha evidenziato pure la resistenza del Ministero dell'Ambiente al dispiegarsi di un vero federalismo anche nel settore delle aree protette. Non sono mancati, nella relazione, accenti critici nei confronti delle politiche regionali (mancato coordinamento fra assessorati, la non definizione del nuovo ruolo delle Province, l'inadeguatezza delle L.R 11/88, la mancata verifica delle forme di gestione e dei nuovi programmi di investimento dei parchi). Pigozzi ha proposto un modello di Agenzia Regionale per i parchi al posto del superato "Servizio"; il riconoscimento del ruolo dei parchi nel DOCUP 2000-2006; l'individuazione degli interlocutori (associazioni agricole, ambientaliste, imprenditori turistici) e un piano di lavoro per il medio periodo. Sono intervenuti Alberto Rebucci (Vice-Presidente del Parco del Delta del Po), Oscar Bandini (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi), Forte Clò (Assessore all'Ambiente e Presidente Parchi provincia di Bologna), Roberto Raffaelli (dirigente Assessorato regionale Ambiente) in sostituzione dell'Assessore Cocchi impegnato nella discussione sulla nuova disciplina urbanistica, Franca Zanichelli (Direttore Parco Regionale del Taro), Golinelli (Assessore Ambiente Provincia di Ferrara) e Giorgio Celli che ha ribadito il suo noto concetto di "Parco laboratorio", dove sperimentare essenzialmente i turismi sostenibili e l'agricoltura biologica restituendo dignità culturale all'agricoltore. Enzo Valbonesi, nelle conclusioni, ha puntualizzato che la conferenza è stata vista come un momento di riflessione e non di critica alla Regione, una Regione avanzata dove, però, si sente una caduta di tensione sul tema delle aree protette. Valbonesi ha invitato perciò la Regione a delineare il ruolo dei Parchi in questa nuova fase istituzionale e a sperimentare in queste aree, per esempio, le nuove politiche agricole ritornando ad avere un ruolo guida anche nel dibattito nazionale. La Conferenza ha infine votato, all'unanimità, un documento che impegnerà i sottoscrittori - i futuri candidati al Consiglio regionale - ad appoggiare la linea della Federparchi.

 

 

CONFERENZA LIGURE: SODDISFAZIONE E PROGRAMMI PER IL FUTURO

Soddisfazione diffusa tra i centocinquanta partecipanti alla prima Conferenza regionale della Liguria sulle aree protette. Amministratori, funzionari, operatori, ricercatori, rappresentanti delle associazioni riuniti a Borzonasca, nel Parco regionale dell'Aveto, su iniziativa del Coordinamento ligure, dalla Federparchi e dalla Regione per discutere di una situazione che annovera, ad oggi, sei parchi e numerose riserve regionali pienamente funzionanti, un parco nazionale in avanzata fase di costruzione, due riserve marine ed altre aree protette, provinciali e comunali. Un quadro ben diverso, secondo il presidente della Federazione dei Parchi, Enzo Valbonesi, da quello che si tende ad accreditare nazionalmente sulla base delle esperienze che hanno attirato l'attenzione dei media: quella di Portofino ("il Ministero ha mostrato i muscoli ma la montagna ha partorito il topolino") e quella delle Cinque Terre ("lo Stato avrebbe dovuto puntare ad una protezione maggiore invece che a sole questioni di competenza"). Massimo Caleo, presidente del Parco del Magra e coordinatore regionale, ha ricordato le difficoltà superate per raggiungere un successo che non era scontato e che consegna all'intera società "una considerevole ricchezza di esperienze che investono la montagna e il mare, i fiumi e le coste". Interventi, tra gli altri, degli Assessori regionali Alonzo (che ha parlato del mare come sistema integrato al quale devono guardare anche i parchi), e Banti (che ha rivendicato all'attuale amministrazione la rottura di uno "stop and go" durato vent'anni), di Moschini sui temi della comunicazione e di Fiechter in rappresentanza delle associazioni. Per l'immediato futuro la Conferenza ha rivendicato un ruolo centrale per i Parchi nella definizione dei nuovi programmi di sviluppo regionale per i quali sono state individuati gli obiettivi prioritari: ingresso nella utilizzazione dei fondi strutturali dell'Unione, nelle misure del piano per lo sviluppo rurale ed in quelle per il turismo verde e della formazione, organicità degli interventi di pianificazione territoriale e socio-economica, assoluta priorità nei progetti di riqualificazione e di educazione ambientale.

 

 

VICINE LE CONFERENZE LAZIALE E MARCHIGIANA

Con l'organizzazione della giovane Agenzia dei Parchi del Lazio la Conferenza si terrà dal pomeriggio del 26 gennaio al mattino del 28, presso il complesso di San Michele a Ripa, a Roma. Preceduta da un intenso lavoro di elaborazione cui stanno partecipando direttamente i parchi della regione, la conferenza si propone la definizione di programmi strategici condivisi, in grado di orientare le azioni dei prossimi anni e di porsi in relazione con gli obiettivi nazionali e internazionali. A questo scopo, dopo un inquadramento generale, le relazioni saranno dedicate alla presentazione dei documenti programmatici elaborati. Una sessione particolare sarà dedicata al rilancio dell'immagine coordinata dei parchi laziali. La Conferenza prevista dal Coordinamento marchigiano delle aree protette per la metà di dicembre è stata aggiornata a gennaio, sempre con sede a Fiastra, in provincia di Macerata. Il programma dettagliato sarà reso noto nei prossimi giorni.

 

 

24 MAGGIO: UNA GIORNATA PER CELEBRARE I PARCHI

Stanno giungendo le prime adesioni e le prime proposte operative a seguito dell'iniziativa, lanciata dalla Federazione dei Parchi nel corso di Parcoproduce, ad Ancona, di una manifestazione delle aree protette italiane che coincida, a partire dal 2000, con la giornata europea dei parchi, indetta da Europarc (con la quale associazione sono in corso contatti per una organizzazione comune) per la data del 24 maggio. Una festa non più concentrata in una sola località ma diffusa su tutto il territorio nazionale, alla quale partecipino tutti gli Enti gestori, le associazioni e gli operatori dell'ambiente. Come si legge in una lettera agli associati, nella quale si chiedono appunto adesioni e proposte, l'idea nasce dall'opportunità di poter contare su una più forte visibilità negli organi di stampa nazionali; dalla necessità di far vivere l'appuntamento in tutte le aree protette e quindi anche in quelle che non hanno potuto partecipare, in passato, alla Festa dei Parchi; dall'esigenza di "aprire" tutte le aree protette italiane alla partecipazione dei cittadini, organizzando nei Parchi e nelle Riserve naturali incontri, feste, manifestazioni diverse e quindi sviluppando, in occasione della "Giornata", quel sentimento di appartenenza da parte della gente nei confronti delle aree protette, indispensabile per fare crescere la consapevolezza della conservazione e della tutela ambientale; dalla possibilità di richiamare l'attenzione di tutte le istituzioni verso i Parchi e le Riserve naturali, facendole partecipare alle manifestazioni che saranno organizzate.

 

 

ALLA CONSULTA TECNICA SI DISCUTE ANCHE DI CONTENUTI

Alla sua terza seduta, anche se le discussioni sugli aspetti giuridici e istituzionali del suo ruolo sono tutt'altro che superate, la Consulta Tecnica per le Aree Protette è finalmente entrata nel vivo dei contenuti. Presente per la prima volta anche il Ministro, che nella sua breve apparizione ha assicurato ampia disponibilità a valorizzare il ruolo della Consulta al di là degli obblighi formali derivanti dalla vigente normativa, l'incontro è stato un'occasione per l'esame delle linee guida dell'attività del SCN. Il Direttore Generale Cosentino non ha nascosto serie preoccupazioni in ordine alle risorse disponibili. Per i parchi, specialmente per quelli del nord, non v'è oggi alcuna concreta prospettiva di poter attingere a risorse straordinarie per interventi in conto capitale. L'insensibilità del Ministero del Tesoro (politiche di sviluppo) da un lato e l'atteggiamento delle Regioni dall'altro, rischiano di vanificare le indicazioni dell'UE che sostiene invece con forza la priorità di dare concreta attuazione alle direttive "Habitat" e "Uccelli" e che ha in corso procedimenti di infrazione nei confronti di vari paesi (tra cui il nostro) per la mancata attivazione delle ZPS. In effetti, anche i parchi sono stati finora alquanto latitanti avendo privilegiato iniziative di sviluppo rispetto a quelle di conservazione. La sensazione espressa è che non si riesca a far comprendere nelle sedi in cui vengono definite le politiche di sviluppo (e quindi l'allocazione delle risorse) l'essenzialità strategica di avviare azioni di sviluppo ecosostenibili in una logica di sistema. Numerosi altri punti sono stati evidenziati: la necessità di una mirata operazione di marketing per dare visibilità a un sistema che ancora stenta ad essere riconoscibile; l'avvio di una collana di pubblicazioni (atlanti per mammiferi e uccelli); il poi attuato passaggio di competenze per quanto concerne la Carta della Natura; l'emanazione di direttive sul problema del cinghiale e sulla gestione di aree umide Ramsar; le iniziative per bloccare il commercio di animali e piante. Una panoramica ad ampio raggio per una visione globale che evidenzia le grosse difficoltà del momento a dar linfa a un sistema che dopo gli sforzi iniziali ha ora bisogno di ossigeno più che di direttive, anche se la solita e più volte deprecata giacenza di cassa continua a balenare quale spada di Damocle che impedisce di assumere nuovi impegni.

 

 

JOB A VERONA: MONDO DELLA FORMAZIONE AL COMPLETO. MANCANO SOLO I PARCHI

Le manifestazioni fieristiche sono probabilmente inflazionate ed è difficile orientarsi. La IX edizione di "Job", alla Fiera di Verona (25-27 novembre) è stata il top per quanto concerne il mondo della scuola, dell'orientamento, della formazione e dei servizi all'impiego. Il tema "Global generation glocal education" si sviluppa attraverso la consueta base espositiva (circa 250 espositori e 50.000 metri quadri), la successione dei convegni e i laboratori di animazione. Sponsorizzata a pieno titolo da tre Ministeri (Lavoro, Pubblica Istruzione, Università) ha visto anche la partecipazione, per la prima volta, del Ministero dell'Ambiente, oltre a quello dei Lavori Pubblici. Interessante la partecipazione di cooperative che già lavorano nell'educazione ambientale, anche nei parchi. Una vetrina di questo livello, visti i compiti istituzionali che la legge affida agli Enti gestori, ma soprattutto le iniziative già realizzate dal mondo delle aree protette in questo settore, meriterebbe di essere presa in considerazione da molti per la prossima occasione (sempre a fine di novembre).

 

 

LA CONVENZIONE DELLE ALPI DISCUSSA A BELLUNO

Il 27 novembre, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha organizzato, nel capoluogo "Città alpina dell'anno 1999", un convegno assai qualificato che ha proposto il punto della situazione a pochi giorni ("singolare tempestività" come l'ha definita il presidente Bonan) dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge 403 che ratifica la famosa "Convenzione per la protezione delle Alpi". Si tratta di un passo importantissimo anche se arrivato con ingiustificabile ritardo. Chiusa questa fase se ne deve aprire subito un'altra: quella della firma dei singoli protocolli su vari argomenti, tutti di grande interesse. Sono stati relatori Pastorelli (CIPRA) che ha ripercorso la storia complessa della Convenzione (8 anni per arrivare alla ratifica!); il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bressa, che ha dimostrato di avere idee chiare sui nodi ancora da sciogliere (soprattutto lo scarso riconoscimento che la montagna ha, come sistema, a livello europeo). Martinengo (agricoltura e foreste), Zingale (energia), Giuliano, che rappresentava anche la Federazione dei Parchi (protezione natura e tutela del paesaggio), Morello (pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile), Moroder (trasporti) e Tempesta (turismo) hanno poi illustrato le linee fondamentali dei famosi protocolli, di fatto fino ad oggi pochissimo conosciuti e dibattuti. Se per validissimi motivi l'attenzione del Ministero si è rivolta finora soprattutto alle aree protette del centro-sud, vista anche la legge 426/98 che parla di un sottosistema alpino, è ormai più che maturo il momento di avviare iniziative concrete per rilanciare l'iniziativa anche in questo delicato settore del territorio, cerniera ambientale e culturale con l'Europa. Se ne discuterà certamente alla prossima assemblea del 16 dicembre a Firenze. I protocolli sono disponibili all'indirizzo: http://italiano.cipra.org/texte_i/convenzione/convenzione_delle_alpi.htm

 

 

I DIRETTORI DI PARCO HANNO IL LORO ALBO

Ha finalmente avuto esecuzione la legge 426: il Ministro dell'Ambiente ha infatti emanato il decreto che istituisce l'albo degli idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco. Coloro che vorranno farne parte dovranno rispondere ad un bando di concorso a cadenza biennale e per titoli di studio, scientifici o di servizio. E' necessario il diploma di laurea che può essere sostituito da una attività di servizio di almeno quattro anni nella funzione di direttore di parco nazionale o regionale. Dell'elenco fanno già parte, di diritto, i direttori in carica alla data del 2 dicembre 1998 e altri soggetti dichiarati idonei con un provvedimento dell'aprile 1994.

 

 

ENTI PUBBLICI DA RIFORMARE: OCCASIONE PER I PARCHI NAZIONALI

Il "Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali", regolato dal decreto legislativo di recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, può vedere interessati e coinvolti gli Enti Parco nazionali. Torna quindi di attualità un tema che aveva registrato diversi interventi e numerose proposte in passato ma che poi, persa l'occasione della legge 426, che si limitò, per le note resistenze, a poche modifiche riguardanti la nomina dei direttori e le competenze delle Comunità del Parco, era stato accantonato quasi completamente. E' stato il Ministro Ronchi ora, a risollevare il problema, per la verità riferendosi esclusivamente alla possibilità di utilizzare l'occasione , ma comunque parlando di una occasione da non perdere ed invitando tutti gli interessati ad avanzare proposte per il futuro assetto degli enti. La Federazione dei Parchi, dal canto suo, ha ricordato le elaborazioni nel merito del problema presentate nel 1998 dall'Istituto di Studi sulle Regioni del CNR. Elaborazioni, allora molto condivise dai responsabili tecnici e amministrativi dei parchi, che riguardavano l'uscita degli Enti dal settore del parastato, con le conseguenti positive ricadute in termini di velocizzazione e semplificazione dei controlli; l'attribuzione di una maggiore autonomia decisionale, che li metta grado di rispondere con flessibilità alle specifiche necessità gestionali; la differenziazione nella struttura e nella composizione degli organismi direttivi, che sono oggi identici quale che sia la natura e la dimensione del parco nazionale.

 

 

UN REFERENDUM PER IL PARCO DELLA TOLFA

Si aveva notizia di parchi istituiti dopo la raccolta di firme, di parchi contro i quali erano state raccolte firme, e ancora di voti nei consigli comunali per l'ingresso in un parco o per l'uscita da esso. Ora c'è anche la notizia di un referendum popolare convocato per decidere sull'approvazione di un provvedimento istitutivo di un parco. Il referendum si è tenuto alla fine di novembre nel comune laziale di Tolfa, dove il sindaco ha proposto ai cittadini di bocciare la proposta regionale di istituzione del Parco naturale dei Monti della Tolfa. Risultato della consultazione non valida: sono infatti mancati 65 voti al raggiungimento del quorum necessario del 50% degli elettori. Ovviamente le interpretazioni dell'esito sono contrastanti, dal momento che la stragrande maggioranza di coloro che hanno votato ha sostenuto la posizione del sindaco. Resta il fatto che anche su di una materia simile si può rischiare il "buco".

 

 

IL DELTA DEL PO NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE

Il Parco del Delta del Po romagnolo è la nuova area protetta che entra a comporre la Lista del Patrimonio Mondiale stilata dall'Unesco. Il suo territorio è stato compreso, su decisione dell'apposito Comitato, nel sito della città di Ferrara, già presente nella lista dal 1995, a ragione del suo ecosistema naturale e degli interventi di sistemazione ed edificazione, operati in età storica dalla famiglia estense, che ne fanno un complesso ambientale unico e straordinario.

 

 

SEMINARIO A TORINO SUL RIPRISTINO DELLA VEGETAZIONE IN AREE DEGRADATE

Organizzato dalla Società Botanica Italiana, e in particolare dallo staff del prof. Montacchini, presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, si è svolto a Torino, il 10 dicembre, un seminario con una qualificata partecipazione di esperti che ha visto l'esposizione dei risultati conseguiti in attività sperimentali di ripristino vegetazionale sulle Alpi (piste da sci soprattutto) ma anche in zone umide, collinari e litorali. Per quanto riguarda le piste di sci sono stati segnalati risultati incoraggianti quando i movimenti di terra vengono effettuati sotto il limite del bosco, ma è emerso che non sono state ancora trovate idonee soluzioni per le zone di alta quota dove i processi di erosione innescati tendono a progredire nel tempo. Questo nonostante la sperimentazione di nuovi miscugli di sementi e di varie tecnologie per migliorare la riuscita degli interventi. In altri settori, dalle scarpate stradali alle discariche, alla ricostruzione di zone umide e di dune litoranee, sono stati compiuti notevoli progressi e un'adeguata preparazione progettuale, associata alla successiva corretta gestione, consente apprezzabili recuperi della vegetazione spontanea in tempi valutabili nell'ordine di circa 10- 15 anni. Il prof. Talamucci di Firenze, ha presentato le linee di un progetto vasto e articolato, del MiPA, già avviato su quasi tutto il territorio nazionale, e riguardante soprattutto gli inerbimenti. Si tratta di problematiche certamente non estranee alle aree protette, che sono state almeno a prima vista ignorate, specialmente se si considera il loro valore quale aree privilegiate per la sperimentazione di nuovi modelli di gestione sostenibile.

 

 

LOMBARDIA: ENNESIMA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA LEGGE SUI PARCHI

Nuovo appello dei parchi regionali della Lombardia, cui si sono associati Federparchi e associazioni ambientaliste, perchè aumenti la pressione nei confronti della Regione Lombardia, la cui maggioranza ha ripresentato un provvedimento, già bocciato dal Governo nazionale in quanto contrario allo Satuto, che prevede l'annullamento del valore di legge dei Piani Territoriali dei Parchi. La novità viene però dal fronte contrario alla proposta. Ad esso si è infatti unita la principale associazione agricola, la Coldiretti, che definisce "grave" la proposta perché volta "a smontare il sostegno legislativo assicurato agli strumenti di programmazione territoriale", facendo in questo modo venir meno la garanzia assicurata dalla attuale legge regionale, garanzia di cui l'agricoltura ha assoluta necessità.

 

 

BERNABEI PRESIDENTE DI PANGEA

E' Tullio Bernabei, ambientalista ed esploratore di fama internazionale, il nuovo Presidente dell'Istituto Pangea-onlus, la "scuola dei parchi italiani" con sede a Sabaudia, nel Parco Nazionale del Circeo. L'avvicendamento è avvenuto a seguito delle dimissioni di Maurilio Cipparone al quale è stato affidato l'incarico di Presidente dell'Agenzia Regionale dei Parchi del Lazio. Bernabei, 41 anni, oltre ad essere noto per le sue innumerevoli esplorazioni svolte in diversi continenti, che gli hanno consentito di scoprire in giro per il mondo tesori naturalistici e archeologici di assoluto valore, è anche giornalista e regista ed ha realizzato numerosi documentari, alcuni dei quali girati negli ambienti e nelle grotte più suggestive della Terra. Tra i primi impegni del nuovo Presidente quello di consolidare l'immagine dell'Istituto soprattutto nel settore della qualificazione degli operatori che si occupano di gestione del turismo naturalistico nelle aree protette nazionali e regionali.

 

 

NATALE AL NERA E CAPODANNO A CAPRERA: ANCHE I PARCHI PENSANO ALLE FESTE

Anche le festività possono costituire occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi ambientali e per fornire elementi di conoscenza degli ambienti naturali protetti. Due iniziative possono essere segnalate per motivare questa affermazione: il presepe originale che verrà realizzato nel Parco del Nera, con la partecipazione di tutte le istituzioni locali, e la tre giorni attorno al capodanno 2000 che Legambiente organizza a Caprera, con la collaborazione del Parco di La Maddalena, la Federparchi e la Provincia di Sassari. Lungo il fiume umbro verranno ripristinati sentieri e utilizzati vecchi borghi, cappelle votive e capanne per realizzare un presepe naturale che sfrutterà anche l'intervento di educazione ambientale nei confronti dei giovani del parco. Nell'isola cara a Garibaldi escursioni, iniziative culturali e festeggiamenti sono particolarmente rivolte a chi intende sostenere la crescita dei parchi. (Per adesioni 070.671003)

 

 

NUOVA LEGGE VIETA I TABELLONI PUBBLICITARI NEI PARCHI

Il Parlamento ha apportato una modifica al Codice della Strada che riguarda direttamente le aree protette, all'interno delle quali viene dichiarata illegittima l'installazione di tabelloni pubblicitari e insegne lungo le strade di attraversamento. Sono compresi nel divieto tutti i territori sottoposti a tutela dalle leggi 1089, 1497, 431 e 394 cioè i territori dei parchi (tanto nazionali che regionali) e quelli sottoposti al vincolo ambientale o della "Galasso". Lo stesso provvedimento concede alle Regioni dodici mesi di tempo per individuare altre strade, di interesse panoramico ed ambientale, nelle quali i cartelli e le insegne deturpano il paesaggio e stabilisce le sanzioni per chi contravviene al divieto e le procedure per l'intervento pubblico di ripristino dei luoghi.

 

 

GENNARGENTU: POLEMICHE PER UNA PROPOSTA DI LEGAMBIENTE

Il Congresso regionale di Legambiente della Sardegna ha approvato un ordine del giorno teso a smuovere la situazione del Parco nazionale del Gennargentu, il cui decreto istitutivo è senza effetti da oltre un anno per la scelta, a suo tempo effettuata, di avviare una discussione tra Ministero e istituzioni locali in vista di un accordo su tempi e metodi per la nascita concreta del parco. Di fronte al fatto che i colloqui non sono mai partiti, a causa della lunga crisi politica della Regione Sardegna, ma soprattutto per le difficoltà locali ad affrontare una discussione in presenza di un decreto non condiviso, Legambiente ha proposto la "ripartire da zero", in pratica il ritiro del decreto ministeriale e l'avvio delle discussioni sulla base dalla conoscenza delle reali intenzioni delle istituzioni sarde. Dura reazione del Ministro che ha affermato "di non pensarci nemmeno" e soprattutto radicale opposizione delle altre associazioni, secondo le quali Legambiente si sarebbe messa, con la proposta, a fianco dei nemici del parco ai quali occorre invece far sapere che "si fa sul serio". Precisazione immediata dei proponenti, che rivendicano alla loro posizione l'obiettivo dell'eliminazione di ogni pretesto formale a disposizione dei tanti e veri nemici del parco e l'apertura, finalmente, di una discussione concreta sulla natura, i contenuti e i programmi del futuro ente. Una discussione che ha, tra l'altro, un protagonista decisivo nella nuova Giunta regionale sarda di cui si attendono le decisioni in merito.

 

 

ELETTA LA NUOVA GIUNTA DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

E' stata nominata la nuova Giunta del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Accanto al presidente, Carlo Alberto Graziani, che ha dovuto gestire una lunga fase utilizzando lo strumento del decreto presidenziale, sederanno il vicepresidente Alberto Naticchioni, sindaco di Norcia, ed i consiglieri Mauro Blanchi, sindaco di Fiastra, Luciano Carosi, ambientalista, e Giorgio Lappa, sindaco di Montegallo. Il Parco si appresta così, con l'assetto pienamente ricostituito, ad affrontare un periodo di intenso lavoro che ha al centro gli strumenti di pianificazione e l'attuazione di importanti progetti.

 

 

CRESCONO I RAPPORTI ON LINE TRA MINISTERO DELL'AMBIENTE E FEDERPARCHI

Si sta completando la seconda fase del raccordo del sito Parks in Italy (www.parks.it) con il sito del Ministero dell'Ambiente, curato dal Servizio Conservazione Natura (www.scn.minamb.it). Nei mesi scorsi, durante la prima fase, su Parks in Italy sono state inserite notizie e descrizioni sintetiche su quasi 300 aree protette italiane, provenienti direttamente dallo stesso Servizio Conservazione Natura del Ministero dell'Ambiente e strutturate, così come le oltre 200 già presenti con un'informazione spesso molto approfondita, secondo la logica di navigazione del sito, cioè con la pagina home della singola area protetta raggiungibile attraverso i data base, le mappe e gli indici regionali, tematici e tipologici curati dalla Federparchi. In questo modo, dal 1 ottobre scorso chiunque, tra le centinaia di migliaia di visitatori del sito, può trovare, su ognuna delle oltre 500 aree protette iscritte nell'Elenco Ufficiale, almeno la localizzazione ed una breve descrizione online. Nella seconda fase, che si sta completando in queste settimane, il Servizio Conservazione Natura sta attivando le procedure per poter "linkare" dal proprio sito i tanti moduli informativi delle singole aree protette presenti su Parks in Italy, Allo stesso tempo il Servizio sta definendo i contenuti di un'area informativa specifica che gestirà in prima persona sullo stesso www.parks.it, in modo da integrare al meglio l'informazione sui parchi e le aree protette italiane con le politiche del Ministero e con tutta l'informazione istituzionale già presente, e futura, sul proprio sito.