15 gennaio 1999


 



EDITORIALE
L'ingresso sulla scena mondiale della nuova moneta unica europea ha reso evidente a tutti, finalmente, la distanza esistente tra l'omogeneità richiesta alle politiche dei Paesi membri dell'Unione per sostenere un evento di così straordinaria rilevanza e la realtà attuale di tali politiche. Poiché in molti campi si tratta di una grande distanza, c'è da pensare che inevitabilmente i processi di adeguamento saranno rapidi, se non addirittura, in alcuni casi, repentini e violenti. C'è il rischio che, come spesso è accaduto in passato, la necessità di percorrere velocemente tappe di trasformazione dell'economia e dei rapporti sociali faccia passare in secondo piano altre necessità, espresse da poteri "deboli" in sé e sostenute da organizzazioni deboli a livello comunitario. E' il caso delle necessità ambientali, che temiamo possano anche riuscire le maggiormente sofferenti dalla discussione del sistema dei conferimenti e dalla riforma dei fondi strutturali. Per scongiurare questo pericolo sono indispensabili una grande attenzione ed una forte mobilitazione. Noi, per parte nostra, cioè per la parte di rappresentanti delle aree protette, segmento fondamentale per una politica di protezione dell'ambiente, abbiamo iniziato un intenso lavoro di elaborazione, di informazione, di collegamento con gli altri Paesi europei. Chi ha seguito i nostri notiziari e vorrà scorrere questo potrà apprezzare tempi e contenuti di questo lavoro. Con la nuova Europa i nostri parchi sono anche parchi europei e dunque, insieme con quelli degli altri Stati membri ed insieme ad altre espressioni del mondo ambientalista e protezionista, devono divenire protagonisti della costruzione di una politica europea per l'ambiente ed il territorio, altrimenti abbandonata ai soliti poteri "forti", che già l'ambiente hanno purtroppo modellato sulle proprie esigenze e che continuano ad essere più attenti alle quantità che alle qualità del bilancio comunitario. I contributi alla nuova Politica Agricola Comune, alla Carta del Turismo sostenibile e allo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo; lo studio per uno Statuto europeo dei Parchi naturali transfrontalieri; la proposta di inclusione dei territori protetti nell'Obiettivo 2: queste sono alcune tra le prime azioni che muovono da un'intesa sovranazionale tra Parchi. Nelle nostre intenzioni esse devono contribuire alla formulazione di un vero e proprio "manifesto europeo per le aree protette" sul quale chiamare ad esprimersi, in vista delle imminenti elezioni, liste e candidati di tutta Europa.

Enzo Valbonesi presidente Federazione Parchi

 

 

 

FIRENZE 29 GENNAIO: UN'ASSEMBLEA DI CONFRONTO

L'obiettivo della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve naturali è quello di fare, della propria prossima Assemblea Generale, un'occasione di confronto che vada oltre la schiera, pur notevolmente allargatasi, dei propri aderenti. Per questo all'appuntamento, fissato per la mattinata del 29 gennaio a Firenze, presso il Centro Congressi, sono stati invitati rappresentanti del Ministero dell'Ambiente e delle Associazioni ambientaliste, delle Organizzazioni sindacali e di categoria, delle Regioni e delle Autonomie locali. La relazione del Presidente Enzo Valbonesi riguarderà le proposte che la Federazione avanza per sostenere la crescita del sistema nazionale delle aree protette, proposte sulle quali, appunto, la Federazione intende ascoltare le opinioni di tutti i protagonisti in campo. Naturalmente si terrà anche una sessione dell'Assemblea riservata ai soci, durante la quale saranno discussi documenti ed ordini del giorno, il bilancio di previsione ed il programma di attività per il 1999 ed alcune proposte di integrazione del Consiglio Direttivo dell'associazione.

 

 

DEFINITIVI I NUOVI INTERVENTI IN CAMPO AMBIENTALE . . .

Il 14 dicembre è stata pubblicata la Legge "Nuovi interventi in campo ambientale" (n.426 del 9/12/1998) che, tra le altre cose, all'articolo 2 (Interventi per la conservazione della natura) introduce importanti novità per le aree protette ed in particolare: a) rafforza il potere delle aree protette nazionali nella lotta all'abusivismo; b) istituisce, d'intesa con le Regioni, i Parchi Nazionali dell'Alta Murgia e della Val d'Agri e Lagonegrese; c) avvia l'iter istitutivo dell'area protetta marina "Alto Tirreno-Mar Ligure" Santuario dei cetacei; d) finanzia l'avviamento e la gestione delle aree protette marine previste dalle leggi n.979 e 394; e) istituisce la Segreteria Tecnica per le aree protette marine; f) aggiorna la composizione delle Commissioni di Riserva prevedendo che a presiederla sia un rappresentante del Ministero dell'Ambiente; g) prevede che la sorveglianza sulle aree protette marine possa essere svolta anche dalle polizie degli enti locali delegati alla gestione delle medesime aree; h) potenzia la dotazione organica dell'ICRAM e finanzia un programma nazionale di individuazione e valorizzazione della Posidonia oceanica; i) consente ai Parchi Nazionali di ottenere il trasferimento di personale proveniente anche da altri comparti del pubblico impiego (Regioni ed Enti Locali).

 

 

. . . E LE MODIFICHE ALLA 394/91 . . .

Lo stesso provvedimento legislativo ha anche apportato alcune modifiche ed integrazioni significative alla legge-quadro 394/91. Esse riguardano: 1) la possibilità, da parte dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e delle Comunità dei Parchi, di promuovere patti territoriali; 2) l'impegno, da parte del Ministero dell'Ambiente, di promuovere per i Parchi (nazionali e regionali) dell'arco alpino, dell'Appennino, delle isole, e delle aree protette marine, accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche sostenibili; 3) l'istituzione dei futuri parchi nazionali e delle riserve naturali statali, che saranno effettuate d'intesa con le Regioni; 4) la decadenza dai Consigli dei Parchi Nazionali dei rappresentanti delle Comunità dei Parchi che siano cessati dalla carica di Consigliere, Sindaco, Presidente o Assessore di uno degli Enti della Comunità stessa; 5) l'obbligo di prevedere la figura del Vice Presidente dell'Ente Parco e di sceglierlo fra i membri designati dalla Comunità del Parco; 6) lo snellimento dell'iter procedurale di approvazione dello statuto dei Parchi Nazionali; 7) le modalità di nomina del Direttore del Parco che sarà sempre deciso dal Ministro dell'Ambiente, ma sulla base di una terna di nomi proposti dal Consiglio del Parco interessato, tra soggetti iscritti all'apposito albo; 8) l'introduzione del parere della Comunità del Parco sullo Statuto dell'Ente; 9) il regolamento del Parco, che deve valorizzare gli usi, i costumi, le consuetudini e le attività tradizionali delle popolazioni residenti sul territorio; 10) il Piano del Parco ed il Piano Pluriennale economico-sociale, che devono essere elaborati contestualmente ed attraverso reciproche consultazioni tra Consiglio Direttivo e Comunità del Parco; 11) la partecipazione della Comunità del Parco alla definizione dei criteri per la predisposizione del Piano del Parco ed all'adozione dello stesso, con un proprio parere; 12) l'adozione del Piano del Parco da parte della Regione, che deve avvenire entro 90 giorni dal suo ricevimento; 13) l'affidamento agli Enti Parco di tutte le Riserve naturali, di qualunque tipologia, istituite su proprietà pubblica e ricadenti entro il perimetro del Parco (la legge 394 prevedeva il mantenimento al CFS delle Riserve biogenetiche e di quelle parziali destinate ad attività produttiva); 14) la parificazione delle funzioni svolte dalle guardie del Parco d'Abruzzo e del Parco del Gran Paradiso a quelle del CFS; 15) la possibilità di effettuare i prelievi selettivi nei Parchi Regionali e nelle Riserve naturali Regionali anche con il concorso di cacciatori residenti nel territorio del Parco, previo opportuni corsi di formazione; 16) l'affidamento, previa consultazione delle Regioni e degli Enti Locali interessati, della gestione delle aree protette marine ad Enti Pubblici, Istituzioni Scientifiche o Associazioni ambientalistiche riconosciute.

 

 

. . . COMPLESSIVAMENTE UN PASSO IN AVANTI

Come si può ben vedere dall'esame delle specifiche modifiche ed integrazioni apportate alla Legge 394 si tratta di un provvedimento che senza incidere sui principi generali e sull'impianto politico-istituzionale della Legge-quadro, ne aggiorna i contenuti tenendo conto innanzitutto dell'esperienza effettuata in questi anni da parte degli Enti Parco. Si può quindi affermare che la nuova legge "Nuovi interventi in campo ambientale" rappresenta un passo avanti ed un necessario adeguamento degli strumenti a disposizione delle aree protette per la propria attività gestionale. In particolare la legge sancisce positivamente e definitivamente la necessità di promuovere la politica dei Parchi in un'ottica di sistema, riconoscendo l'esigenza dei patti territoriali e degli accordi di programma, per azioni di sviluppo ecocompatibile, relativamente ai Parchi alpini, appenninici e delle isole minori.

 

 

 

COINVOLGERE I PARCHI NEI "TAVOLI" DEI FONDI STRUTTURALI 2000 - 2006

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (29-12-1998) la delibera CIPE relativa alla Programmazione dei fondi strutturali per gli anni 2000-2006. La delibera fa seguito al Seminario di Catania del (2-4 dicembre) in cui si discusse, alla presenza di molti Ministri e dello stesso Presidente del Consiglio, sui modi per organizzare un organico pacchetto di azioni in vista dell'attivazione dei nuovi fondi strutturali dell'Unione Europea. La delibera CIPE contiene un interessante allegato che chiarisce obiettivi, metodi e tempi di lavoro per potere giungere alla presentazione all'Unione, entro il 30 luglio '99, del piano globale di sviluppo per le aree dell'obiettivo 1, e dei programmi operativi e dei documenti di programmazione concernenti gli obiettivi 2 e 3. Il CIPE ha anche previsto la creazione dei cosiddetti "tavoli", nazionali e regionali, che dovranno essere organizzati sulla base di ben 17 settori di intervento. Uno dei 17 settori riguarda specificatamente il tema "rete ecologica nazionale" (aree protette , parchi naturali ecc.) e sarà "pilotato" dal Ministero dell'Ambiente. Ad ogni tavolo nazionale parteciperanno vari Ministeri ed anche, in rapporto di partenariato, autonomie locali, associazioni sindacali, imprenditoriali, associazioni ambientali ecc. In analogia con il livello nazionale, anche in ogni Regione si istituiranno tavoli per ognuno dei 17 settori di intervento. Ogni Amministrazione statale responsabile di un tavolo, così come ogni Regione, dovrà redigere entro il 15 marzo 1999 un rapporto settoriale relativo alle aree dell'obiettivo 1. Data la natura di questo lavoro, e la logica di partenariato che ne è alla base, la Federazione dei Parchi ritiene necessario che i rappresentanti delle aree protette siano chiamati ai "tavoli" rete ecologica sia a livello nazionale, con un rappresentante della nostra associazione, sia a livello regionale, con un rappresentante delle aree protette, nazionali e regionali, presenti nel territorio regionale.

 

 

ATTIVATO IL PROGRAMMA STRALCIO DI TUTELA AMBIENTALE . . .

Nei giorni scorsi sulla G.U. è stato pubblicato un avviso con il quale si porta a conoscenza che, ai fini dell'attivazione delle iniziative finanziate con il Programma Stralcio di tutela ambientale (di cui alle leggi 662/96 e 344/97) presso gli uffici degli Assessorati all'Ambiente delle Regioni e delle Provincie Autonome è disponibile il testo dei criteri e delle procedure da seguire per la presentazione delle richieste di ammissione ai finanziamenti da parte degli Enti locali, dei consorzi di Comuni, delle Aziende pubbliche e degli Enti gestori dei Parchi e delle aree naturali protette. Si tratta di iniziative che interessano direttamente le aree protette che fin da ora possono quindi presentare domanda di finanziamento attraverso apposite schede che dovrebbero essere anch'esse disponibili presso gli Assessorati delle Regioni. Le domande di finanziamento verranno poi esaminate dal Ministero dell'Ambiente, attraverso i vari Servizi responsabili di ognuna delle sei iniziative del Progetto "Conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e della biodiversità". Con il decreto (mai pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale) del Ministro dell'Ambiente che ha approvato il Programma Stralcio di tutela ambientale è stato anche istituito un apposito Comitato per la vigilanza sull'attuazione del Programma stesso, composto da 5 rappresentanti del Ministero dell'Ambiente e da 5 rappresentanti delle Regioni e delle Provincie Autonome. Il Comitato ha il compito di definire i criteri per l'attuazione dei progetti e delle iniziative previste dal Programma e di stabilire le condizioni per l'individuazione dei soggetti attuatori e per la localizzazione degli interventi.

 

 

. . . OCCASIONE DI SVILUPPO PER IL SISTEMA DEI PARCHI

 

Il Programma Stralcio di Tutela Ambientale si articola infatti in 6 progetti strategici di cui uno, il quinto, è specificamente rivolto alle aree protette nazionali e regionali. Il progetto in questione "Conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e della biodiversità " si sviluppa attraverso 6 iniziative e precisamente: 1) Promozione di attività economiche compatibili (progetto PAN, prodotti agricoli naturali, e progetto Parchi ricchezza Italiana, rivolto all'educazione ambientale) finanziata nel triennio '97-'99 con 2,8 miliardi; 2) Valorizzazione turistica delle aree interne (progetto Treno dei Parchi e progetto APE) finanziata nel biennio '98-'99 con 8,4 miliardi; 3) Gestione rifiuti nelle aree protette, finanziata nel biennio '98-'99 con 10 miliardi; 4) Bonifica e risanamento delle acque nelle aree protette, finanziata nel biennio '98-'99 con 24,89 miliardi; 5) Istituzione del Centro Nazionale di documentazione sulle aree naturali protette, finanziata nel biennio '98-'99 con 6 miliardi; 6) Biodiversità (analisi e studio ed educazione ambientale rivolta ai giovani) finanziata nel biennio '98-'99 con 3,9 miliardi.

Attenzione: il testo integrale del Decreto del Ministro dell'Ambiente è consultabile sul Sito PARKS IN ITALY (www.parks.it/federparchi/tutela.ambientale/index.html).

 

 

 

COOPERAZIONE TRA PARCHI EUROPEI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Si è riunito l'8 gennaio scorso, presso la sede della Regione Toscana a Roma, il Bureau dell'Associazione dei Parchi nazionali e regionali abitati dell'Unione Europea, l'Associazione nata nel 1997 con lo scopo di sostenere il rafforzamento e la qualificazione degli interventi comunitari nei confronti delle aree protette d'Europa. Nutrito l'ordine del giorno di questa prima volta in Italia dell'organismo dirigente, a cui hanno preso parte, ospiti della Federazione Italiana dei Parchi e sotto la presidenza del francese Jean Paul Fuchs, anche rappresentanti tedeschi, spagnoli, inglesi e portoghesi. Sono innanzitutto state messe a confronto le iniziative in corso nei diversi Paesi per la presentazione del documento contenente le proposte per la nuova Politica Agricola Comune, documento che costituisce la prima organica azione dell'Associazione, di cui questo notiziario ha esposto le linee fondamentali nello scorso numero e che a Roma è stato definitivamente approvato. Si è convenuto a questo proposito di sviluppare ora, oltre ad un'azione di sensibilizzazione nei rispettivi ambiti nazionali, una pressione sulle istituzioni comunitarie, per giungere presto ad un incontro con il Commissario all'Agricoltura Fischer. Un altro tema trattato è stato quello della sperimentazione della Carta del Turismo Sostenibile nei parchi di alcune nazioni europee. E' stato fissato l'obiettivo di estendere entro il 1999 l'attuale sperimentazione, che coinvolge dieci parchi (di cui due in Italia) a cinquanta aree protette, tra nazionali e regionali. Su questo punto in particolare, il sottosegretario all'Ambiente, Valerio Calzolaio, intervenuto alla riunione, ha portato il contributo e il sostegno del governo italiano. "E' sempre più evidente" ha detto l'onorevole Calzolaio "che lo sviluppo sostenibile rappresenta l'unica strada percorribile. In modo particolare l'industria del turismo dovrà rapidamente convertirsi ad utilizzare forme compatibili , rispettose dell'ambiente e capaci di sviluppare il benessere delle popolazioni locali. Per questo i Parchi rappresentano dei territori privilegiati per sperimentare e promuovere queste nuove e alternative forme di turismo".

 

 

 

APPREZZATE LE PROPOSTE DI RIFORMA DELLA PAC . . .

Il 9 gennaio, sempre a Roma, i membri del Bureau dell'Associazione europea dei parchi abitati hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno presentato scopi e finalità dell'Associazione stessa ma, soprattutto e ufficialmente, le proposte relative alla riforma della Politica Agricola Comune. All'incontro, cui hanno partecipato giornalisti di numerose testate nazionali, tanto quotidiane che periodiche o specializzate, hanno preso parte anche esponenti di associazioni ambientaliste e dei coltivatori. Tutti gli intervenuti, insieme a puntualizzazioni e suggerimenti diretti particolarmente ad interpretare la realtà italiana, hanno espresso un convinto apprezzamento per le caratteristiche di rigore, completezza e innovazione del documento.

Attenzione: ricordiamo che il testo integrale del documento di proposta si trova sul Sito PARKS IN ITALY (www.parks.it/federparchi/assoeuroparchiabitati/pac.html).

 

 

. . . CHE SARANNO OGGETTO DI UN INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI AGRICOLE

Un confronto ancor più ravvicinato sulle proposte di riforma della PAC sarà possibile nell'incontro che si terrà il 20 gennaio a Roma, presso la sede della Coldiretti, tra la Federazione Italiana dei Parchi e le principali associazioni di coltivatori e imprenditori agricoli. E' la prima volta che si incontrano appositamente ed esclusivamente per discutere di problemi di comune interesse i rappresentanti di due mondi che spesso, in passato, sono stati in condizione di frizione, quando non di vero e proprio contrasto. E' per questo che non solo la politica comunitaria costituirà l'agenda dell'incontro, ma si affronteranno sicuramente altre questioni relative al funzionamento dei Parchi e al loro rapporto con le aziende agricole e le attività agrituristiche. L'augurio è che si tratti di un atto destinato ad avere un seguito positivo per l'affermarsi di una pratica durevole e sostenibile tanto per gli spazi protetti che per le popolazioni che vi vivono e lavorano.

 

 

 

L'ASSOCIAZIONE DEI PARCHI PRESENTA RICHIESTA DI FINANZIAMENTO ALL'U.E.

L'Unione Europea ha emanato un bando teso a sostenere le Organizzazioni europee non governative e senza scopo di lucro che abbiano come scopo la protezione dell'ambiente. Si tratta di un provvedimento che, per quanto non molto dotato finanziariamente, promette comunque di contribuire con una somma massima di 150.000 euro all'attività di quanti sapranno proporre programmi di cooperazione multinazionale e sapranno dimostrare di impiegare propri fondi per una somma uguale. L'Associazione dei Parchi abitati dell'Unione ha deciso di concorrere al bando e sta predisponendo una proposta basata su 6 obiettivi che fanno parte integrante delle proprie finalità: contributo alla promozione di un'agricoltura sostenibile e alla sperimentazione di nuove misure agroambientali; promozione dell'applicazione della Carta europea per il Turismo sostenibile nelle aree protette; contributo all'elaborazione dello Schema di Sviluppo dello Spazio Comunitario (bozza di Noordwijk, 1997); sensibilizzazione delle popolazioni al valore della protezione della natura; studio per la redazione di uno statuto europeo per i Parchi transfrontalieri; comunicazione e diffusione delle conoscenze nel campo delle aree protette.

 

 

 

IN CORSO LE NOMINE DEI PRESIDENTI DEI PARCHI NAZIONALI

Dopo la nomina, di cui abbiamo dato notizia nel numero di dicembre, del Prof. Franco Montacchini a Presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nei giorni scorsi il Ministro Ronchi ha provveduto alla nomina del Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna riconfermando Enzo Valbonesi, attuale Presidente della Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali. La nomina di Valbonesi era stata preceduta dall'intesa con le Regioni Emilia-Romagna e Toscana e dal parere positivo delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato. Per i prossimi giorni è attesa la nomina del nuovo Presidente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La proposta sulla quale è stata siglata l'intesa tra la Regione Veneto ed il Ministero dell'Ambiente è quella di Walter Bonan, già Presidente della Comunità del Parco: Bonan andrà quindi a sostituire il Prof. Cesare Lasen, che aveva deciso di non ricandidarsi. Lasen ha raccolto in questi anni un convinto apprezzamento da parte di tutti, ed anche dalla Federazione dei Parchi, per il positivo lavoro svolto nella difficile fase di avvio del Parco dolomitico. Anche per lo "storico" Parco dello Stelvio si profila finalmente la conclusione del lungo iter per la nomina del Presidente, dopo le dimissioni di parecchi mesi fa da parte del Prof. Annibale Mottana. La proposta, che ha ricevuto dopo non poche discussioni il placet delle Province autonome di Trento e di Bolzano, è quella di Arturo Osio, ambientalista da lunga data e figura storica dell'associazionismo naturalistico italiano. Osio, che ricopre attualmente un importante incarico nel WWF Italia, è stato alla fine degli anni ottanta consigliere, e per un breve frangente Presidente, della Regione Lazio. A queste due nomine seguiranno nelle prossime settimane le scelte dei Presidenti della Val Grande (la proposta della Regione Piemonte e del Ministero è per la riconferma della Prof. Franca Olmi), dei Monti Sibillini, del Pollino e dell'Aspromonte.

 

 

 

L'ARCIPELAGO TOSCANO ADERISCE ALLA FEDERAZIONE

Ancora una volta ci troviamo a dare notizia dell'adesione alla Federazione di un importante Parco nazionale. Si tratta del Parco dell'Arcipelago Toscano, ormai avviato alla piena funzionalità, dopo il decreto istitutivo del 1996 e la nomina degli organismi e del Presidente (Giuseppe Tanelli) nel 1997. Il Parco copre quasi 74.000 ettari, di cui circa 18.000 costituiti dalla terra delle famose isole toscane, amministrate da 11 comuni.

 

 

 

CONVEGNO SU AREE PROTETTE E SVILUPPO DELLA MONTAGNA

Si è svolto il 15 gennaio, alla Fiera di Roma, su iniziativa dell'Assessorato ai Parchi della Regione Lazio, il convegno dal titolo "Le aree protette per lo sviluppo della Montagna" al quale hanno partecipato, oltre all'Assessore Regionale Giovanni Hermanin, il Dott. Caruso del Ministero delle politiche Agricole, il Dott. Cosentino del Ministero dell'Ambiente, Fabio Renzi di Legambiente, Enzo Valbonesi della Federazione dei Parchi, Avelio Marini Presidente della Comunità del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Vincenzo De Meo Presidente del Parco Regionale degli Aurunci e Giuseppe Rossi Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Il convegno è stata l'occasione per presentare, da parte della Regione, il sistema Regionale Laziale delle Aree Protette e i contenuti della L.R. n°29 del 6 ottobre 1997 (di recepimento della legge quadro nazionale). Il Lazio annovera oggi sul suo territorio il Parco Nazionale del Circeo, parte dei territori dei Parchi Nazionali D'Abruzzo e del Gran Sasso, oltre a due Riserve Statali (Saline di Tarquinia e Litorale Romano). Sono poi 17 le Riserve Regionali istituite, a cui vanno aggiunti 5 monumenti naturali, 3 Parchi suburbani, 1 Parco archeologico, 2 Parchi urbani, il Sistema delle Aree Protette del Comune di Roma (costituito da 9 Riserve e da 2 Parchi urbani), ed infine 7 Parchi Regionali.

 

 

 

CONVEGNO SULLA CLASSIFICAZIONE DELLE AREE NATURALI PROTETTE

E' stato annunciato per la seconda metà del mese di marzo, a Bologna, un Convegno sulla classificazione delle aree protette. L'iniziativa è promossa dal Centro studi "Valerio Giacomini", dall'Unione delle Provincie Italiane, dalla Federazione dei Parchi e dalla Provincia di Bologna. Lo scopo dell'incontro di Bologna è quello di compiere una riflessione, che manca da troppo tempo nel nostro paese, in merito ai criteri tecnico-scientifici che dovrebbero ispirare il lavoro di riclassificazione delle nostre aree protette. Aree che in quanto a numero sono cresciute tumultuosamente in questi anni, sia per iniziativa dello Stato che delle Regioni, senza un adeguato e rigoroso esame dei valori naturali in gioco e quindi del grado di tutela che agli stessi doveva essere garantito.

Parteciperanno al Convegno anche autorevoli esperti stranieri per esporre la situazione degli altri Paesi europei.

 

 

 

CONVEGNO SULLA GESTIONE DEGLI UNGULATI IN APPENNINO

Si terrà a Chianciano Terme (Siena) nei giorni 9 e 10 Aprile il Convegno nazionale, promosso dalla Federazione dei Parchi, sul tema: "Obiettivi e tecniche di gestione della fauna ungulata nelle aree protette dell'Appennino". Il convegno, che si avvarrà della collaborazione e del contributo della Provincia di Siena e dell'Assessorato all'Agricoltura ed all'attività venatoria della Regione Toscana, vedrà la partecipazione dell'UZI e dell' INFS, oltreché dei maggiori esperti italiani di fauna. L'incontro vuole innanzitutto verificare e discutere le principali e più significative esperienze di gestione della fauna attuate dai Parchi, dalle Province ed anche dagli ATC, allo scopo di ricavare indicazioni utili per impostare l'attività delle aree protette in questo campo. In particolare si discuterà delle aree contigue e delle ragioni per cui finora, salvo rarissime eccezioni, non sono state istituite. Nelle prossime settimane saranno resi noti programma e modalità di partecipazione.

 

 

 

NUOVO SERVIZIO DI "PARKS IN ITALY"

Con il nuovo anno il sito delle aree protette italiane (che ha superato nel corso del 1998 la mole delle 3.000 pagine) si arricchisce di altri contenuti innovativi. A richiesta dei Parchi interessati verranno infatti messe in linea le versioni integrali delle tesi di laurea sulle aree protette italiane che, nelle diverse Università e Corsi di Laurea della penisola, via via si renderanno disponibili. Un modo per attribuire un riconoscimento all'attività di studio e ricerca di neo-laureati, per segnalare le loro capacità al sempre più vasto ambiente degli "addetti" che frequentano Parks in Italy, per costruire con il tempo una biblioteca specializzata, interattiva grazie sia al motore di ricerca interno al sito che a quelli "istituzionali" ben più conosciuti che periodicamente lo scansionano.

La biblioteca sarà consultabile al seguente indirizzo: http://www.parks.it/tesi.laurea/index.html

 

 

 

LA FEDERAZIONE SULLA SITUAZIONE DEI PARCHI LOMBARDI

Promossa dalla Federazione Italiana dei Parchi si terrà il prossimo 26 gennaio, a Milano, una riunione per l'esame della situazione delle aree protette in Lombardia e delle eventuali iniziative da intraprendere per contrastare una tendenza allo smantellamento di quello che è stato il primo sistema regionale di Parchi costruito in Italia. Le manifestazioni di tale tendenza (ritardi di anni nell'approvazione dei Piani dei Parchi, azzeramento del Servizio parchi regionale, taglio dei fondi agli Enti gestori e, soprattutto, modifiche stravolgenti, attuate e proposte, della legislazione) sono già state molte e questo notiziario ne ha dato conto, così come ha dato notizia delle posizioni e delle manifestazioni dei Parchi lombardi e delle diverse Associazioni. Alla riunione di Milano sono appunto state chiamate le organizzazioni che hanno segnalato in questo periodo interesse ad una azione di difesa di un patrimonio che ha dato, tra l'altro, buona prova di sé.

 

 

INCONTRO DELLA FEDERAZIONE CON L'AIDAP

Il 26 prossimo si svolgerà anche, a Magenta, un incontro tra dirigenti della Federazione dei Parchi e dell'Associazione Direttori delle Aree Protette, con lo scopo di discutere dell'apporto che quest'ultima può dare per rendere più efficace e produttivo il ruolo della Federazione, soprattutto sul piano dell'elaborazione di politiche complessive e in tema di gestione tecnica ed amministrativa dei Parchi. In questo senso si era espressa l'Assemblea dell'Aidap a novembre ed in questo senso il Presidente Valbonesi aveva rivolto, con una lettera inviata in dicembre, una sollecitazione in vista della definizione del programma di attività per il 1999, programma che sarà discusso nell'Assemblea del 29 a Firenze.