25 luglio 1999

 

 


 



EDITORIALE

25 luglio 1999
E' stato definito nei giorni scorsi, e sarà presentato al pubblico ed agli operatori alla ripresa dell'attività dopo la pausa estiva, un importante accordo tra la Federazione dei Parchi e le Associazioni rappresentanti il mondo dell'agricoltura. Un lavoro di approccio, di discussione e di ricerca durato alcuni mesi è giunto così a una prima conclusione e si tratta di un approdo di altissimo valore in quanto, riferendosi a principi ed obiettivi generali riguardanti l'esercizio dell'attività agricola nelle aree protette, non potrà che portare a modificazioni profonde, in futuro, dell'insieme di relazioni e rapporti, anche "sul campo", tra il mondo dei parchi e quello di coloro che sono stati spesso considerati, e si sono a loro volta ritenuti, inconciliabili avversari. Se è indubbio che tale risultato è la conseguenza di una maturazione complessiva, cui non sono estranee le battaglie culturali, le pratiche positive nella gestione di molti parchi ed una produzione normativa molto evolutasi tanto a livello nazionale che comunitario, occorre sottolineare che esso è soprattutto il frutto di una volontà ferma e specifica delle organizzazioni che hanno elaborato il documento. E' la volontà di chi, partendo dal riconoscimento dell'importanza dell'agricoltura condotta in forme sostenibili come fattore di arricchimento e di diversità biologica (da una parte) e dei parchi come entità utili ad assicurare la conservazione dell'ambiente naturale (dall'altra), vuole fare la sua parte per garantire un futuro di benessere al paese senza pregiudicarne le risorse fondamentali. Per questo siamo soddisfatti dell'azione compiuta dalla Federazione, che persegue a tutto campo la politica delle alleanze quale strada maestra per una efficace rappresentanza degli interessi essenziali degli Enti parco. Lo abbiamo fatto costruendo rapporti con le Associazioni delle autonomie locali; lavorando per ottenere la "massa critica" del nostro associazionismo tanto in Italia che in Europa; rivolgendoci direttamente ai candidati al Parlamento europeo; aumentando la visibilità del movimento agli occhi dell'opinione pubblica. Lo abbiamo fatto, infine e a maggior ragione, e avendo davanti a noi la scadenza della Conferenza nazionale su agricoltura e ambiente, sottoscrivendo un'intesa con i rappresentanti della categoria economica più strettamente legata ai destini delle aree che tuteliamo.

Enzo Valbonesi presidente Federazione Parchi

 

 

LA FESTA A L'AQUILA: OTTIMO IL PUBBLICO, MENO IL TEMPO

Ventimila visitatori nella sola giornata di sabato 10 luglio, quando la pioggia di un'estate dispettosa ha dato tregua al capoluogo abruzzese, ed ai suoi ospiti protagonisti della quarta Festa nazionale dei Parchi, e ha consentito il rispetto puntuale del ricco programma di appuntamenti, anche spettacolari. Altri ventimila, complessivamente, nel corso degli altri tre giorni, purtroppo infastiditi dalla pioggia, compreso il giorno dell'inaugurazione, svoltasi alla presenza di un pubblico partecipe e di molte autorità (il Sottosegretario Calzolaio, il Sindaco , l'Assessore Pezzopane, i Presidenti Rossi e Saino tra gli altri). In conclusione una partecipazione fra le più ricche registrate nelle analoghe iniziative. Si può dire che l'evento abbia coinvolto l'intera città ed abbia costituito un elemento di attrazione per una zona ampia, oltre l'Abruzzo stesso. Soddisfatti anche i rappresentanti dei molti parchi presenti, che hanno potuto apprezzare il livello di informazione e di interesse dei visitatori. Dimostrazione, osserva l'Assessore Pezzopane, della Regione Abruzzo, "che una giusta politica ambientale non può prescindere da una crescita di cultura e sensibilità e che le politiche regionali hanno avuto una buona penetrazione". Del resto, come non attendersi una sensibilità particolare in un luogo, il Parco del Sole a Collemaggio, da cui si possono abbracciare con uno sguardo ben tre grandi parchi (i nazionali Majella e Gran Sasso ed il regionale Sirente-Velino)?

 

 

LA FESTA A L'AQUILA: CONVEGNI AFFOLLATI

Caratteristiche significative del programma di convegni realizzati nell'ambito della Festa sono state la partecipazione superiore ad ogni attesa e la qualità tecnica delle relazioni presentate, certamente elevata e degna di adeguata cornice. Molti i giovani, sintomo di una crescita effettiva del "sistema", che si contrappone a ritardi e vincoli di ordine burocratico, amministrativo e giuridico-istituzionale che ancora ostacolano un settore che è comunque al centro dell'attenzione, pur essendo ancora troppo giovane per poter assumere, se non aiutato, quel ruolo propulsore che dimostra già di meritare, per l'insieme delle energie, anche umane, che riesce a mobilitare.

 

Parchi per la vita: etica ed economia della conservazione

Finalmente qualcuno ha riportato la giusta attenzione sul ruolo che le aree protette sono chiamate a svolgere: senza conservazione non potrà esservi sviluppo e non avrebbe senso creare aree protette solo allo scopo di far numero e accontentare qualcuno: servono politiche serie e rigorose che non snaturino il significato originario di un ambiente di straordinario valore che può e deve essere fruito (cioè reso più accessibile senza alterarne le caratteristiche peculiari). Ovviamente sono emersi orientamenti e approcci tesi a spostare l'attenzione ora sulla tutela passiva (che per alcuni ambiti è un valore essenziale) oppure su quella attiva (altrettanto necessaria in differenti condizioni e situazioni). Si tratta di approcci complementari che possono e devono coesistere. I parchi, purché siano veri e ben gestiti, possono risolvere questo problema - che localmente assume connotazioni che non possono essere troppo generalizzate - con il piano del parco e la zonizzazione. Il programma nazionale sulla biodiversità, liberato dalla tentazione di voler inglobare tutto per accontentare le varie componenti, e focalizzato sul significato originario del termine, può rappresentare l'occasione e lo strumento propizio affinché nelle aree protette, superata la fase "uno", si ritorni a parlare di programmi di vera conservazione che, nei primi anni di vita dei nuovi parchi, per cercare comprensibilmente di acquisire maggiori consensi a livello locale, sono stati sottovalutati.

 

Fondi strutturali ed accordi di programma nelle e per le aree protette

Tutti d'accordo e in sintonia nel credere che dalla conservazione e dalle aree protette possano nascere importanti occasioni di sviluppo. Gli strumenti necessari esistono e passano attraverso l'accesso alle risorse comunitarie (si è parlato soprattutto della Regione Abruzzo, ospitante, e del mezzogiorno, ma il discorso può essere sicuramente esteso anche alle Alpi dove esistono ancora situazioni sociali di emarginazione e problemi di abbandono rurale che aumentano la vulnerabilità del territorio) e al perfezionamento degli accordi di programma. È necessario uno sforzo intenso e molto costruttivo in una logica della concertazione (qualcuno preferisce che si parli di partenariato) che si può realizzare solo se vi concorrono tutte le forze vive ed attive che condividono lo spirito di un'azione, non più rinviabile, di seria tutela dell'ambiente. È necessario investire sulla formazione, sulla qualificazione per ottenere finalmente progetti all'altezza della situazione ed evitare sprechi di risorse. La Federparchi, che ha promosso il convegno, concluso da Giorgio Macciotta, Sottosegretario al Tesoro, è in prima linea per contribuire ad un effettivo salto di qualità e aiutare le aree protette, associate e non, ad acquisire le necessarie competenze. Si è potuto constatare che i tempi sono ormai maturi per inserire stabilmente le tematiche relative alle questioni ambientali, e alle aree protette in particolare, nei programmi trasversali di livello interministeriale (si pensi solo al turismo o all'educazione ambientale), senza relegarli a nicchie di settore, selezionate solo perché non se ne potrebbe fare a meno e per giustificarne l'esistenza.

I documenti alla base del convegno si trovano all'indirizzo internet: www.parks.it/festa/convegni-10-documenti.html

 

 

LA FESTA A L'AQUILA: ANCHE UNA INSIPIDA POLEMICA

Non è mancato nemmeno a L'Aquila, come in tutte le iniziative che "contano", il tentativo di qualcuno di sfruttare l'occasione per una visibilità gratuita e possibilmente clamorosa. Una decina di aderenti al WWF ha catturato l'attenzione delle telecamere presenti all'inaugurazione della Festa grazie ad un travestimento dall'aspetto macabro con il quale intendeva dissociarsi dal clima festoso, con pretesto presunte colpe della Regione e dei suoi parchi in alcune scelte di pianificazione. Un po' di disappunto da parte degli amministratori regionali, qualche dissociazione dalla contestazione fra le stesse file dell'associazione: il risultato non è stato maggiore se si considera che alcuni di coloro che hanno manifestato dissenso nei confronti della Festa hanno poi (e non poteva essere diversamente, visto il rilievo delle iniziative di contenuto) partecipato attivamente a molte delle manifestazioni in programma.

 

 

LA FESTA A L'AQUILA: ASSEMBLEA SEMESTRALE DELLA FEDERAZIONE

Come è ormai consuetudine consolidata, in occasione della Festa si tiene la "sessione estiva" dell'Assemblea dei soci della Federazione dei Parchi, utile per alcuni adempimenti statutari, quali l'approvazione del bilancio consuntivo, per fare il punto sulle iniziative in corso ed elaborare il programma di attività per la ripresa autunnale. A L'Aquila la consuetudine è stata rispettata, registrando una partecipazione consistente e decisioni rilevanti.

 

Bilancio dell'attività ed obiettivi futuri

Particolarmente impegnato l'esame degli importanti risultati raggiunti, ricordati nella relazione dal presidente Valbonesi (le nuove prestigiose adesioni registrate, il funzionamento dei coordinamenti regionali, la costituzione della Segreteria tecnica, l'incremento dell'attività informativa, l'intensa attività convegnistica, la partecipazione ad Accordi di programma per APE ed ITACA, l'intesa con le Associazioni agricole) e nei numerosi interventi (Ostellino, Cipparone, Tagarelli, Fraissinet, Fiorini, Piacentini, Roncetti). Raccogliendo proposte ed idee della discussione, fra cui quella di lavorare per una "giornata nazionale dell'agricoltura nei Parchi", l'Assemblea ha approvato un documento di impegno "a perseguire nei prossimi mesi, tra gli altri, i seguenti obiettivi: qualificare e rafforzare il ruolo e l'attività della Federazione anche proponendo e promuovendo una campagna nazionale per l'immagine coordinata delle Aree Protette italiane; porre all'ordine del giorno della prossima Assemblea modifiche statutarie per istituire una Vicepresidenza in rappresentanza delle aree protette marine; sottoporre a discussione e verifica l'impostazione della Festa nazionale dei Parchi ed esaminare attentamente la proposta emersa di trasformarla in "giornata" da celebrarsi in tutti Parchi; preparare una qualificata partecipazione del sistema delle aree protette italiane al 5° Congresso mondiale dei Parchi, sviluppando più forti rapporti, oltre che con l'Associazione dei Parchi abitati dell'Unione Europea, con Europarc e IUCN; prendere in esame l'opportunità di definire un'intesa con l'Agenzia delle aree protette del Lazio, finalizzata a qualificare i servizi da fornire agli associati alla Federazione.

 

Nuove nomine nel Consiglio Direttivo

L'Assemblea ha infine provveduto a portare il Consiglio Direttivo della Federazione di nuovo al completo integrandolo, così come previsto dal nuovo statuto, e sostituendo i tre componenti che avevano recentemente lasciato l'organismo per scadenza del mandato. Sono stati nominati Valter Bonan, Presidente del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Maurizio Fraissinet, Presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Attilio Licciardi, Sindaco di Ustica e dunque responsabile di quella Riserva marina, Ivan Novelli, Presidente di Romanatura (Ente regionale che gestisce le aree protette del territorio del Comune di Roma), Luigi Rossi, Presidente del Parco regionale dei Monti Simbruini.

 

 

L'ASSOCIAZIONE AL FIANCO DEL PARCO DEL VESUVIO

La Federazione dei Parchi si è pronunciata per la seconda volta a sostegno delle ragioni del Parco nazionale del Vesuvio, che si sta battendo ormai da diverso tempo contro la decisione di realizzare sul suo territorio una discarica di rifiuti. Dopo la presa di posizione dei mesi scorsi, ora il sostegno sarà dato direttamente nella causa legale avviata per contrastare il provvedimento assunto dal Prefetto di Napoli. La Federazione si costituirà in giudizio ritenendo che vi siano superiori ragioni di merito e di competenza e non semplici questioni di opportunità riguardanti un territorio specifico. Oltre alla insostenibile motivazione (quella dell'esistenza di una "calamità naturale") che sta alla base dell'adozione del provvedimento adottato dal Prefetto, sono in ballo infatti, come si legge in un comunicato, "la stessa efficacia della legge quadro nazionale sulle aree protette nonché la credibilità e l'autorevolezza dei parchi nazionali e delle aree protette in generale", che non possono essere scavalcate da altri poteri ogni volta che questi ultimi ritengano di trincerarsi dietro presunte stringenti motivazioni d'emergenza.

 

 

ANCHE LE AREE PROTETTE OGGETTO DI CONCERTAZIONE FRA LE PARTI SOCIALI

Non può che compiacere tutti coloro che lavorano per l'affermarsi del sistema delle aree protette e per l'estendersi dei metodi di governo oculato e concertato del territorio il fatto che cresca la platea dei protagonisti su questa "nuova frontiera" dell'azione pubblica. In questo senso è da registrare una ulteriore novità assai significativa dei mutamenti intervenuti negli ultimi tempi. Si tratta di un'intesa sottoscritta fra le principali organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl, Uil- ed il Ministero dell'Ambiente, tesa ad "elaborare proposte in grado di inserire la sostenibilità fra i fattori di competitività del sistema produttivo". All'interno di tale intesa è prevista la costituzione di un gruppo di lavoro "aree protette", a segnalare la necessità di prestare l'attenzione necessaria a territori che coprono ormai quasi il 10% di quello nazionale. Ciò che è da auspicare è che nel gruppo di lavoro vengano coinvolti i responsabili della gestione di quella grande porzione di territorio.

 

 

ACCORDO PER LA COSTITUZIONE DEL COMITATO ITALIANO DELL'IUCN

Dopo alcune partenze false registratesi negli scorsi anni sembra che possa vedere finalmente la luce il Comitato italiano dell'Unione Mondiale per la natura (IUCN). L'importante ed autorevole Organismo internazionale, costituito su basi paritarie da organizzazioni e associazioni protezioniste - governative e no - di tutto il mondo, che da alcuni decenni lavora alla definizione di strategie, obiettivi e progetti di conservazione, non conta per la verità su molti associati nel nostro paese: una ventina in tutto, anche se assai qualificati e rappresentativi. Uno di questi, il Ministero dell'Ambiente (il quale in realtà sta attendendo una legge per essere associato a pieno titolo) si è fatto promotore di una riunione di sondaggio delle volontà di procedere. La risposta unanime è stata positiva, tanto da portare alla pratica definizione del testo di un accordo che verrà prossimamente sottoscritto. Oltre ad una rappresentanza ufficiale dell'IUCN in Italia, si potrà dunque presto contare su di una presenza ufficiale italiana in alcune delle sedi decisionali dell'Unione.

 

 

WWF PROPONE RISERVA MARINA AL CONERO

Secondo il Presidente del WWF, Fulco Pratesi, il Parco del Conero dovrebbe divenire anche parco marino e lo Stato dovrebbe compiere in questo senso un atto di coraggio. L'occasione per la proposta è stata la presenza ad una conferenza a Sirolo, uno dei comuni del parco in questione. L'istituzione della riserva, per Pratesi, costituirebbe la valorizzazione e il completamento di un Parco terrestre ormai decollato; un doveroso intervento in Adriatico, mare privo di riserve marine (ad esclusione di Miramare) e un punto di riferimento per l'intero bacino. Il turismo ne trarrebbe giovamento e la pesca tradizionale, con gli opportuni provvedimenti, non ne soffrirebbe. Dal canto suo Mariano Guzzini, presidente del Parco del Conero, ha sostenuto la proposta dichiarando di ritenere auspicabile un progetto ministeriale di istituzione, purché costantemente confrontato le autonomie locali e con il Parco stesso.

 

 

 

PARCOPRODUCE '99: NUOVI PROTAGONISTI E OBIETTIVI AMBIZIOSI

Fissata la data della quarta Esposizione "ParcoProduce", appuntamento fieristico di Ancona, dedicato ai Parchi ed alle riserve. Si terrà da giovedì 11 a domenica 14 novembre. Le novità principali della rassegna sono date dall'ingresso tra i promotori del Ministero dell'Ambiente (Servizio Conservazione della Natura) e della Regione Marche, che si affiancheranno ai tradizionali organizzatori - l'Ente Regionale per le Manifestazioni Fieristiche e la Federazione Italiana dei Parchi - con la consueta collaborazione di WWF e Legambiente. Un riconoscimento importante per la manifestazione, che dovrebbe avvalersene per farsi ancor più ricca e produttiva che in passato. A questo scopo si sta lavorando perché i diversi aspetti legati alle attività prodotte nelle e per le aree protette siano affrontate, soprattutto sul piano dei dibattiti, alla luce del complessivo programma strategico "Rete Ecologica Nazionale".

 

 

UNA CONVOCAZIONE INOPPORTUNA

Passo falso, o quantomeno ambiguo, quello che ha portato il WWF, con una lettera del proprio presidente, presidente del Parco nazionale d'Abruzzo e presidente di turno del neonato Consiglio nazionale dei Parchi, a convocare una riunione - "d'accordo con il Ministro Ronchi e il direttore generale Cosentino"- dei presidenti e dei direttori dei Parchi nazionali, per discutere di "argomenti inerenti la gestione e l'amministrazione dei parchi". Lo sostengono nelle loro prese di posizione tanto la Federazione dei Parchi, secondo la quale il Ministro deve intervenire perché "la convocazione sembra rivolta ad organi istituzionali " e il Consiglio "non deve essere espropriato della sua positiva funzione ma anzi deve essere messo in condizione di funzionare con puntualità e sollecitudine", quanto da Legambiente che, sempre rivolta al Ministro, chiede "che non si crei nessuna ambiguità e sovrapposizione".

 

 

LA CONTABILITA' AMBIENTALE STA DIVENENDO LEGGE

E' stato approvato dal Senato ed è ora all'esame della Camera il Progetto di Legge che introduce la "contabilità ambientale" - cioè l'obbligo di citare informazioni e obiettivi riguardanti la sostenibilità ambientale dello sviluppo - nei documenti di programmazione dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni superiori ai 100.000 abitanti. L'obbligo, se la Camera non modificherà la previsione, sarà attivo a partire dal 2004 ed una fase di sperimentazione è prevista già a partire dal 2000. Si tratta di una disposizione di grande interesse generale, che tra l'altro porrà l'Italia all'avanguardia nel rispetto di una raccomandazione europea, ma è anche ovviamente una misura di specifico interesse per le aree protette, le quali avranno così una tutela in più nei confronti di scelte ed azioni legislative o amministrative le cui conseguenze ambientali (e cioè il possibile depauperamento o addirittura la compromissione di risorse naturali, i costi di compensazione dei danni e così via) dovranno essere preventivamente calcolate secondo criteri definiti e tendenzialmente obiettivi.

 

 

TURISTI POPOLARI E TURISTI COLTI

Qual è il profilo del visitatore che frequenta i nostri parchi? Quali sono le sue motivazioni e modalità di visita e, soprattutto, quali sono le sue aspettative nei confronti del parco? A questi interrogativi ha cercato di dare una risposta il Centro Turistico Studentesco e Giovanile un'associazione sempre più impegnata sul fronte del turismo nelle aree protette che ha di recente concluso un'indagine sui flussi turistici nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. I risultati dell'indagine, durata 12 mesi, sono contenuti in un volume fresco di stampa curato da Giorgio Osti. Il volume dal titolo "Il turista popolare e il turista colto", evidenzia - già dal titolo - l'accentuata polarizzazione fra i visitatori in funzione del loro livello d'istruzione. Da un lato anziani, casalinghe e operai che fanno escursioni brevi e che cercano dal parco servizi di ristoro fisico; dall'altro studenti, insegnati e professionisti che vogliono invece un parco "leggero" fatto essenzialmente di servizi d'informazione.

Info: 06/441111 - e mail: sdimarco@cts.it