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25 settembre 1999
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La notizia degli emendamenti presentati al Senato ad un provvedimento del Governo di "Rifinanziamento degli interventi in campo ambientale", emendamenti tesi all'istituzione di alcuni nuovi parchi nazionali, si presta a qualche riflessione. C'è naturalmente da rallegrarsi di fronte alla volontà di accrescere ulteriormente le aree protette del paese, espressa dai nostri parlamentari: il fatto deve essere considerato un nuovo esempio dell'estendersi di una attenzione positiva nei confronti della tutela e della conservazione. Ma di fronte a questo fenomeno della continua accumulazione, "in corso d'opera", (la legge 426, di modifica alla legge 394 è di pochi mesi fa) di proposte istitutive di parchi, alcuni dei quali nemmeno compresi tra le aree di reperimento della legge quadro del 1991, viene innanzitutto da chiedersi se sia opportuno affidarsi agli emendamenti ad un provvedimento parlamentare che ha tutt'altro scopo ed ignorare i passaggi che la legislazione in atto prevede, appunto, per i fini istitutivi. L'esperienza dovrebbe infatti aver reso chiaro a tutti quanto sia delicata e importante la fase preliminare all'istituzione di un parco, che deve perciò essere condotta attraverso un processo democratico, condiviso e pienamente legittimato dalle comunità locali. C'è poi da considerare, pur senza scomodare le giuste e mai appieno valutate elaborazioni relative alla classificazione delle aree protette italiane, che stiamo di nuovo parlando di proposte che prescindono dal vero valore ambientale degli ambiti candidati a diventare parco nazionale. E infine non va sottovalutata la situazione dei finanziamenti, che stanno cominciando a scarseggiare per i parchi nazionali esistenti e che potrebbero essere messi a rischio per il futuro, se si procedesse solo a colpi di emendamenti a leggi spurie, senza avere un quadro consapevole e di prospettiva (quale potrebbe essere un collegato alla legge finanziaria, così come da più parti richiesto) entro il quale sostenere adeguatamente strumenti innovativi quali gli accordi di programma previsti nella legge 426 ed i grandi progetti di sistema per le Alpi, l'Appennino, le isole minori e le coste. Questa dei finanziamenti da acquisire in qualche modo sembra essere, del resto, una delle molle che muove alcuni dei proponenti le nuove iniziative. E se si può riconoscere come un segno del miglioramento dei tempi che l'ambiente divenga oggetto di una pratica in antico dedicata a cause non proprio buone, forse non può bastare la considerazione che sono meglio i parchi delle autostrade a far ritenere del tutto accettabile la procedura. Enzo Valbonesi presidente Federazione Parchi
AUDIZIONI ALLA CAMERA SULLA NORMATIVA URBANISTICA Nell'ambito della discussione relativa alla riforma della legislazione urbanistica la competente Commissione della Camera dei Deputati sta procedendo all'audizione di Enti istituzionali, organizzazioni e associazioni con lo scopo di raccogliere opinioni e contributi sulla base di un testo ricognitivo delle principali questioni da affrontare. Anche la Federazione dei Parchi ha predisposto un contributo in merito, sottoposto alla Commissione in occasione dell'audizione. Nel documento si sottolinea che "ignorare la rilevanza, per il governo del territorio, delle politiche dei parchi e della conservazione della natura significherebbe implicitamente accettare quella separazione tra politiche urbane-territoriali e politiche ambientali che ha potentemente concorso ad aggravare il degrado ambientale del paese ed a distorcerne i processi di sviluppo". Da questa considerazione vengono fatte discendere alcune proposte di arricchimento del documento base. Relativamente al ruolo dello Stato, la Federparchi segnala che, in coerenza con quanto stabilito dal DL 112/98 "le funzioni d'indirizzo e di coordinamento che gli competono devono riguardare anche le grandi scelte infrastrutturali e in particolare l'infrastrutturazione ecologica del territorio, per la conservazione della biodiversità e per la valorizzazione del patrimonio paesistico e culturale". Per quanto riguarda le competenze degli Enti territoriali viene ricordata la necessità di considerare "la concertazione e la co-pianificazione come la strada maestra per assicurare una efficace tutela delle aree protette e la loro valorizzazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei rispettivi contesti territoriali ed il coinvolgimento, con intese programmatiche ed accordi di pianificazione, delle autorità responsabili della loro gestione". Infine, per la parte relativa alle politiche di governo del territorio il contributo della Federazione mette in luce che esse "devono fondarsi su di una adeguata infrastrutturazione del territorio stesso, in grado di sostenerne nel tempo i processi vitali (naturali, economici e sociali) ed a conservarne la diversità biologica e paesistica". La rete ecologica nazionale ed un sistema articolato ed unitario di parchi ed aree protette costituiscono la base essenziale di tale infrastrutturazione. La pianificazione a tutti i livelli, in particolare quella di competenza di Comuni e Province, "deve far sì che la valorizzazione dei parchi e del paesaggio, collegata al recupero e alla manutenzione dei territori rurali, formino parte organica ed integrante di ogni strategia di sviluppo sostenibile".
OSSERVAZIONI AL TESTO UNICO IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI Anche le disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali sono attualmente oggetto di un lavoro di riscrittura volta al coordinamento ed alla semplificazione dei procedimenti. Ed anche sulla proposta di T.U. messa a punto dal Ministero competente si è sviluppato un lavoro di elaborazione e di critica da parte della Federazione dei Parchi, condensato in un documento già inviato al Ministro. Uno degli elementi principali della critica riguarda "la mancata risoluzione (anzi, il consolidamento) della sovrapposizione di competenze, nelle aree protette, tra piano del parco e piano paesistico". Sovrapposizione risolvibile, per la Federparchi, con il riferimento alla legge 394/91 là dove (art. 12 comma 7) stabilisce che il piano del parco "sostituisce ad ogni livello i piani paesistici". Ci si augura che appunto si colga l'occasione per dare una soluzione chiara al problema, dal momento che "i due piani sono volti in sostanza alla tutela degli stessi interessi e che, inoltre, la stessa autorità (la Regione) è chiamata ad approvarli entrambi". La norma, se non modificata, aprirebbe una contraddizione rispetto a molte leggi regionali che già oggi contemplano l'unitarietà tra piani paesistici e piani dei parchi. Conseguentemente ai principi enunciati, il documento della Federazione propone che il T.U. indichi anche i piani dei parchi tra i piani ai quali devono conformarsi i piani urbanistici e che venga ricondotto in seno al nulla osta (previsto dalla legge 394) l'autorizzazione ai progetti inerenti i beni ambientali.
LA MINISTRA MELANDRI NON SI SBILANCIA . . . In relazione alle osservazioni al Testo Unico di cui abbiamo parlato sopra sono da segnalare le risposte che Giovanna Melandri, titolare del Ministero per le Attività Culturali, fornisce in un'intervista raccolta da Giulio Ielardi per "Parchi", la rivista della Federazione, in corso di stampa. Alla precisa domanda "Non Le sembrano, quelle della Federazione, osservazioni legittime?" la risposta è stata laconica: "Il testo è ancora in corso di approvazione. Vedremo alla fine quali osservazioni sono state recepite", mentre sulle complesse questioni di principio la ministra si lascia molte porte aperte: "Sarebbe sbagliato vedere come cose diverse e lontane la tutela degli ambienti naturali e quella di territori su cui l'opera dell'uomo ha lasciato tracce leggibili e diffuse. Sarebbe un errore pensare che tutto si possa risolvere solo in una discussione tra competenze amministrative" e, più avanti: "Gestire un parco e salvaguardarne i valori ambientali è cosa diversa dall'esercitare la tutela paesaggistica. Sono, se vogliamo, mestieri diversi e diverse competenze che si devono integrare sulla base del fatto che tutela ambientale e tutela storico-artistica e paesaggistica sono due facce della stessa medaglia."
. . . E DA' APPUNTAMENTO ALLA CONFERENZA NAZIONALE Nei giorni 14, 15 e 16 ottobre prossimi si terrà infatti, a Roma, la prima Conferenza Nazionale per il Paesaggio, "occasione di riflessione dell'intero Paese" come viene annunciato nell'invito, "riflessione globale che porti ad individuare le problematiche presenti e a proporre nuovi strumenti atti a garantire una migliore qualità dei paesaggi italiani". Sarà sicuramente l'occasione, tra tanti contributi di studiosi, di personalità dello Stato, di rappresentanti della cultura e dell'associazionismo, per tornare anche sui problemi relativi al Testo Unico. Sono del resto programmate sessioni tematiche (Paesaggio e sviluppo sostenibile; Paesaggi italiani e qualità della progettazione; Archeologia e caratteri storici nel paesaggio italiano; Modelli culturali e politiche per il paesaggio in Europa; Paesaggio, comunicazione educazione e formazione; Legislazione di tutela e normative per il territorio) in cui l'esposizione del punto di vista delle aree protette sarà opportuno.
FISSATA ANCHE LA CONFERENZA AGRICOLTURA - AMBIENTE E' stato reso noto il programma preliminare della Conferenza Nazionale Agricoltura - Ambiente, prevista per i giorni 9, 10 e 11 dicembre prossimi. L'appuntamento, annunciato più volte e più volte procrastinato, è atteso con grande interesse perché sarà il primo del genere e cadrà alla vigilia dell'entrata in opera del nuovo programma comunitario Agenda 2000 che introduce nuovi meccanismi in agricoltura ed una nuova, anche se non ancora soddisfacente, integrazione delle valutazioni ambientali nelle politiche strutturali. Sono ben otto le sessioni previste: Qualificazione delle produzioni, competitività e sviluppo sostenibile; Agricoltura, risparmio energetico e fonti rinnovabili; Tutela e valorizzazione del sistema forestale ed idrogeologico; Conservazione e sviluppo sostenibile delle zone montane; Tutela e valorizzazione delle risorse agro-ambientali; Desertificazione, siccità e uso sostenibile del suolo; Tutela e valorizzazione della biodiversità; Gli attori del cambiamento. Mentre non è ancora possibile sapere come ciascun tema compreso nell'ambito delle singole sessioni verrà sottoposto a dibattito (sono enunciati in tutto quarantasette sottotitoli spesso di grande rilievo) si può già dire che sembra molto contratto lo spazio disponibile per i protagonisti (gli "attori", come vengono appunto definiti) delle vicende agricole nazionali. A questo proposito c'è da ricordare ciò che Parchinews ha annunciato nel numero scorso e cioè che Federazione dei Parchi e Associazioni agricole hanno sottoscritto un documento comune sulla pratica agricola nelle aree protette il cui contenuto sarà presentato nel corso di una iniziativa che precederà proprio la Conferenza nazionale.
NEL LAZIO DUE NUOVE RISERVE E, FORSE, UN NUOVO PARCO Intensa attività in campo ambientale del Consiglio Regionale del Lazio che ha nei giorni scorsi, tra l'altro, istituito due nuove riserve attese da tempo: la riserva di Villa Borghese nel comune di Anzio e la riserva di Monte Casoli in quello di Bomarzo. Deve invece attendere l'istituzione del nuovo Parco di Bracciano-Martignano a seguito di un rinvio deciso per dare spazio ad ulteriori consultazioni con amministratori locali e cittadini. Da segnalare, a proposito di questo parco, uno scontro motivato dal tetto del 30 per cento che la legge pone alla quantità di territorio tutelabile e in cui sia esclusa la caccia. Secondo le forze di opposizione la nuova superficie a parco sfonderebbe questo tetto. Secondo l'Assessore proponente ciò avverrebbe solo nell'inconcepibile caso in cui si volesse sommarla a tutte quelle (strade, zone urbanizzate e così via) in cui non si può cacciare per ragioni indipendenti dalla tutela ambientale.
VELINO E SIMBRUINI ERNICI: IN ABRUZZO SI STA DECIDENDO Due importanti appuntamenti si sono tenuti nei giorni scorsi in Abruzzo.
IN SENATO NUOVE NOMINE PER I PARCHI La Commissione Ambiente ha infatti espresso unanimemente parere favorevole alla proposta, avanzata dal Ministro Ronchi, di nominare Franco Bonanini presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, parco le cui procedure istitutive hanno avuto uno scatto per l'intesa recentemente raggiunta tra gli attori istituzionali coinvolti. Bonanini è consigliere dello stesso Parco regionale ed è stato in passato Sindaco di Riomaggiore. La stessa Commissione senatoriale ha anche espresso parere favorevole sulla proposta di nominare Antonio Perna presidente del Parco nazionale dell'Aspromonte in sostituzione di Bruno Dominianni, giunto al termine del mandato.
RIPRENDE L'ATTIVITA' LA COMUNITA' DEL PARCO D'ABRUZZO E la riprende, dopo alcuni mesi di paralisi seguiti allo scontro che aveva portato a sfiduciare il presidente Francesco Gizzi, con l'elezione del nuovo presidente, il vicesindaco di Pescasseroli Carmelo Giura. Una elezione contrastata, ottenuta prevalendo di qualche voto proprio sul vecchio presidente, nel corso di una assemblea presieduta dallo stesso Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi. Il contrasto e le diverse candidature si spiegano alla luce dei diversi giudizi riguardanti la rivendicazione, sostenuta da molti amministratori, di una gestione del Parco maggiormente aperta alla partecipazione degli Enti locali, dell'approvazione di uno statuto del Parco, oggi mancante e del trasferimento della sede dell'Ente da Roma ad una località interna al Parco.
IL GOVERNO SOSPENDE LA LEGGE LOMBARDA SUI PIANI DEI PARCHI Il Governo, dopo aver ricevuto esposti da parte di tutte le Associazioni ambientaliste, della Federazione dei Parchi e dell'Istituto Nazionale di Urbanistica ha sospeso una legge, approvata nel pieno dell'estate dalla Regione Lombardia, di modifica della precedente legge regionale in materia di parchi. La modifica era tesa a rendere i piani dei parchi lombardi né più né meno che dei piani regolatori, approvabili o modificabili con la sola delibera di Giunta, invece che con una apposita legge. Un tentativo analogo, condotto attraverso un ricorso alla Corte Costituzionale, era andato da poco a vuoto, in quanto la Corte aveva riconosciuto la validità della legge in vigore. Del resto, come si legge negli esposti inviati al Governo, tale legge risponde pienamente al dettato della legge-quadro nazionale e dello Statuto della Regione Lombardia.
GRUPPO OPERATIVO E SCADENZE PER APE Il Cipe, con la sua Commissione "sviluppo compatibile", ha provveduto a fissare i tempi di lavoro ed a costituire il gruppo operativo in vista della approvazione, entro il 31 dicembre, del programma per Appennino Parco d'Europa che concorrerà ai finanziamenti dei fondi strutturali.
IN DISTRIBUZIONE LA GUIDA TOURING DEI PARCHI L'attesa iniziativa editoriale del Touring Club Italiano dedicata ai parchi ed alle aree naturali protette d'Italia, realizzata con il contributo della Federazione dei Parchi, è finalmente realtà. Si tratta di una realizzazione di grande valore documentario in quanto costituisce l'elenco più aggiornato esistente di tutte le aree oggetto di provvedimenti di tutela nel nostro paese (ne sono comprese 1.160), di ciascuna di esse fornisce almeno i riferimenti essenziali (ubicazione e tipologia, superficie, provvedimento di istituzione, contatti) e della grande maggioranza presenta anche la descrizione, i servizi, la bibliografia ed i dati dell'ente gestore. Corposa (oltre 400 pagine) e ricchissima di illustrazioni (fotografie, disegni, diorami), la guida si presenta utile tanto ai lettori appassionati ed in cerca di nuove conoscenze, quanto agli addetti ai lavori bisognosi di uno strumento di consultazione; presenta una trattazione divisa in due parti rispettivamente dedicate ai parchi nazionali ed alle altre aree suddivise per regione. Il volume sarà per l'anno 2000 in distribuzione ai soli soci del sodalizio (cosa che ne garantisce una diffusione in oltre mezzo milione di copie) e verrà in seguito posto in vendita nelle librerie, con i necessari aggiornamenti.
IL CONVEGNO DI GARGNANO DEDICATO ALLO SVILUPPO ECONOMICO L'ormai tradizionale appuntamento annuale di Gargnano, promosso dal Centro Studi "Valerio Giacomini", avrà come oggetto "Aree protette e sviluppo economico" e si terrà nei giorni 21 e 22 ottobre prossimi. Il tema, già affrontato a livello tecnico nel corso di un seminario nazionale tenutosi in giugno a La Maddalena, avrà ora una trattazione volta all'esame degli strumenti normativi, giuridici e tecnici a disposizione di azioni tese allo sviluppo delle economie locali nelle politiche proprie dell'area protetta. Nella prima giornata, dedicata a "Strumenti, competenze e relazioni per la progettazione dello sviluppo" i lavori saranno aperti dall'introduzione di Enzo Valbonesi e, dopo la relazione di Fabrizio Barca e Anna Natali, proseguiranno nella mattinata con una tavola rotonda cui parteciperanno esponenti della Regione Lombardia, dei Ministeri economici e dell'ambiente, del Dipartimento del Turismo e della Commissione Europea. Nel pomeriggio sono programmati interventi di Antonio Calafati, Franco Mantino, Franco Sotte, Fabio Renzi. La seconda giornata, dedicata a "L'Europa come quadro di riferimento delle esperienze nazionali" sarà aperta dalla relazione di Vincenzo Barone cui seguiranno interventi di Paolo Seri, Roland Dellagiacoma, Roberto Gambino e alcuni esponenti di realtà europee (Francia, Germania, Svizzera). Nel pomeriggio la sessione "Esperienze nazionali" sarà animata da Gian Piera Usai, Giampiero Lupatelli, Beatrice Zambiasi e Antonella Songia.
MEETING DELL'IUCN SUI PARCHI DEL MEDITERRANEO L'IUCN, Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, attraverso la propria WPCA (Commissione mondiale sulle aree protette) in Europa promuove, presso il Parco nazionale del Cilento, nei giorni dal 4 al 7 novembre, un meeting internazionale su "Aree protette del Mediterraneo: situazione, gestione, necessità di sviluppo". I lavori, che saranno aperti dagli interventi del Ministro Ronchi e delle autorità regionali, si svilupperanno in quattro Workshops dedicati rispettivamente alle aree marine, alle aree montane, alla gestione del fenomeno turistico ed alle prospettive di crescita della tutela.
AGENDA XXI IN LIGURIA: CONVEGNO INTERNAZIONALE Il Palazzo Ducale di Genova sarà la sede, nei giorni 13, 14 e 15 ottobre, del Convegno internazionale "Agenda XXI della Regione Liguria: ambiente e sviluppo sostenibile" promosso dalla Regione, in collaborazione con il Comune capoluogo. I lavori, ai quali parteciperanno studiosi, amministratori, rappresentanti di associazioni di categoria e delle autonomie, esponenti dei Ministeri e della Direzione Generale XI dell'Unione Europea, saranno articolati in tre sessioni tematiche (Sostenibilità dello sviluppo, Aspetti socio-economici, Aspetti territoriali) ed una tavola rotonda dedicata a "Domanda e offerta di mobilità e sostenibilità ambientale".
AD USTICA DUE GIORNI DEDICATI ALLE AREE MARINE PROTETTE La Riserva Marina di Ustica ospita, l'1 e 2 ottobre, una "due giorni" tutta dedicata all'esame dei problemi di questo importante settore della attività di tutela. In particolare la prima giornata avrà come oggetto i progetti e i programmi dell'isola ospite, la più avanzata e consolidata fra le esperienze in corso. La seconda giornata poi, alla quale è prevista la partecipazione di Ministri, rappresentanti delle istituzioni, degli istituti di ricerca, delle associazioni, presenterà una tavola rotonda sul tema "Ruolo delle aree marine protette nella progettualità per la valorizzazione delle risorse ambientali". |