Newsletter di Federparchi
 Settembre 2013
Foto Primo Piano Editoriale

Modifica della legge 394, forse l’ultima chiamata per un percorso pienamente unitario

"Il senato ha votato  dunque  la procedura d'urgenza per l'esame del disegno di legge di modifica della legge sui parchi, la 394/91, presentato dal senatore D'Alí nella passata legislatura e già approvato all'unanimità  in Commissione Ambiente, a palazzo Madama.    La maggioranza è stata amplissima: xxxxx. Con questo voto, auspicato da Federparchi, si impedisce di disperdere il proficuo lavoro fatto negli ultimi 2 anni della passata legislatura; adesso il DDL torna in commissione ambiente, dove sarà esaminato congiuntamente agli altri due disegni di legge presentati sulla stessa materia rispettivamente dai senatori De Petris e Caleo.     Il giudizio di Federparchi sul DDL D'Alí è noto da tempo ed è largamente positivo. Per questa ragione salutiamo con favor...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

A Festambiente commemorazione e borsa di studio in nome del compianto Chiappini

Presente il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri e Jean Marie Dominici (Riserva di Scandola)

    A Festambiente, in Maremma, Federparchi – Europarc Italia e Legambiente hanno ricordato nei giorni scorsi Jean Luc Chiappini, il presidente del parco regionale corso, ucciso in un agguato, ad Ajaccio, il 25 aprile scorso.   Per coloro che operano nel campo della salvaguardia dell’ambiente e nel mondo delle aree protette in Europa la notizia del brutale assassinio di Jean Luc Chiappini rappresenta ancora oggi un pugno nello stomaco. Chiappini - che era anche sindaco di Letia - aveva collaborato negli ultimi dieci anni con alcuni parchi italiani ed era stato ospite di convegni ed eventi organizzati da Federparchi e Legambiente.  Nella circostanza è stata presentata una borsa di studio per la salvaguardia della biodiversità nel Mediterraneo. Alla commemorazione hanno preso parte Jean Marie Dominici, direttore della riserva di Scandola, in Corsica, amicoe cprimo collaboratore di Chiappini; Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente; Fabio Renzi, segretario generale di Symbola e Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi.

Chiappini con Sammuri, Gentili e Grimaldi
Chiappini con Sammuri, Gentili e Grimaldi
   

Dibattito e Olimpiadi dei Parchi a Festambiente

Il resoconto della serata. Tutti gli intervenuti hanno detto che la fase della valorizzazione delle tipicità è da ritenersi conclusa, "perchè ha avuto successo e ormai cammina sulle gambe dell’imprenditoria locale"

Festambiente, da poco conclusasi a Rispescia, ha ospitato il dibattito “Il contributo dei parchi alla green economy, l’occupazione e lo sviluppo locale”, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente), Renato Grimaldi  (direttore generale del Ministero dell’ambiente), Anna Rita Bramerini assessore all’ambiente della Regione Toscana, Fabio Renzi di Symbola e il professor Stefano Landi dell’Università Luiss di Roma. Il dibattito è stato l’occasione per affrontare le questioni sul nuovo ruolo che i Parchi devono svolgere in Italia. Tutti gli intervenuti hanno detto che la fase della valorizzazione delle tipicità è da ritenersi conclusa "perchè ha avuto successo e ormai cammina sulle gambe dell’imprenditoria locale". Ai Parchi invece spetta ancora il ruolo di promotori di quella green economy di cui tanto si parla e che va coniugata più strettamente alla difesa della biodiversità e del territorio. A conclusione della conferenza si sono svolte le Olimpiadi dei Parchi, organizzate da Legambiente in collaborazione con Federparchi, enti gestori e produttori delle aree protette. Nella circostanza i parchi sono stati giudicati oltre che per l’enorme ricchezza naturalistica per i prodotti tipici e per le ricette del territorio. La cena ‘olimpica’ è stata aperta dall’aperitivo del Parco dell’Arcipelago Toscano, mentre come primo piatto è stata servita una pasta con la melanzana rossa di Rotonda Dop (Parco del Pollino). Come secondo piatto, invece, gli ospiti della serata hanno potuto apprezzare lo stracotto di brada maremmana del Parco della Maremma. Tra i dolci i biscotti del Parco Corso integrali e con le castagne. Tra i vini grande successo hanno riscontrato l’Alcione rosato da uve Ciliegiolo della Fattoria Il Duchesco (Parco della Maremma) e il Lacryma Christi Gemma Romano vini (Parco del Vesuvio).

Uno dei tanti dibattiti di Festambiente che hanno visto protagonista Federparchi
Uno dei tanti dibattiti di Festambiente che hanno visto protagonista Federparchi
   

Cordoglio per la scomparsa di Attilia Peano

Aveva collaborato alle attività di Federparchi contribuendo alla crescita della federazione

Federparchi esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia per la scomparsa di Attilia Peano, docente al Politecnico di Torino e direttrice del Centro europeo di documentazione sulla pianificazione dei parchi naturali. Da sempre ha collaborato alle attività di Federparchi contribuendo alla crescita della federazione. "Abbiamo appreso della scomparsa della professoressa Attilia Peano – commenta il presidente Giampiero Sammuri - si tratta di una grave perdita per gli uomini e per la natura. La professoressa Peano aveva fatto della cultura e della ricerca sulle aree protette e sulla loro pianificazione e gestione il suo principale interesse professionale e la sua ragione di vita. La lucidità con la quale è sempre riuscita negli anni a cogliere gli aspetti positivi e le criticità dei sistemi di aree protette in Italia e nel mondo, la pongono fra le grandi figure da ringraziare e ricordare  per quanto sono state capaci di proporre e costruire in favore della conservazione della natura”.

    Recentemente aveva partecipato al convegno "Parchi, Bella impresa" organizzato da Federparchi e Cgil a Torino, la sua città; anche in quella occasione il suo contributo era stato prezioso e stimolante per tutto il sistema dei parchi italiani. Oggi ci rimangono i suoi tanti scritti e l'impegno a raccogliere l'eredità culturale e continuare per la strada che ha lasciato tracciata per chiunque voglia occuparsi professionalmente di gestione sostenibile della natura. Oggi si svolgeranno i funerali, a Torino. 

Attilia Peano, direttrice del Centro europeo di documentazione sulla pianificazione dei parchi naturali
Attilia Peano, direttrice del Centro europeo di documentazione sulla pianificazione dei parchi naturali
   

Servitù militari, Commissione Difesa del Senato accoglie mozione Federparchi-Parco Alta Murgia

Sammuri: "Esercitazioni in aree protette: l'Alta Murgia sia modello per il Paese". La soddisfazione del presidente Veronico

Federparchi esprime apprezzamento per la decisione della Commissione Difesa del Senato, il cui presidente, Nicola Latorre, ha annunciato l'annullamento delle esercitazioni militari a fuoco nel territorio del Parco nazionale dell'Alta Murgia, in programma a partire dal prossimo settembre e la ridefinizione delle attività militari in tutta l'area con la presenza, per la prima volta, dell'Ente Parco al tavolo delle decisioni. 

   L'Alta Murgia, interessata nella scorsa primavera da imponenti esercitazioni a fuoco, aveva sollecitato, attraverso numerose iniziative pubbliche, un intervento immediato per annullare le attività in programma, al fine di tutelare l'area protetta e sostenere il processo di valorizzazione del territorio sul piano turistico e naturalistico. 

   Accolte quindi le richieste avanzate dal direttivo di Federparchi che a metà luglio aveva approvato all'unanimità una mozione, presentata dal presidente del Parco nazionale dell'Alta Murgia Cesare Veronico,  che stabilisce l'incompatibilità tra aree naturali protette e servitù militari. 

   Per la prima volta, a seguito delle sollecitazioni provenute dall'Ente Parco, dalla Comunità, dai parlamentari del territorio e da una mobilitazione che ha coinvolto associazioni, cittadini e aziende, si vede riconosciuto il ruolo dei parchi in un processo di grande importanza per le aree naturali protette.

   Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, ha manifestato piena soddisfazione per la decisione: “Questo primo atto formale rappresenta un precedente significativo che ci fa ben sperare per il futuro delle aree protette italiane, molte delle quali interessate da servitù militari e poligoni di tiro. Chiederemo a breve un incontro con i ministeri della Difesa e dell'Ambiente, affinché questo metodo venga esteso a livello nazionale e gli enti parco siano coinvolti in tutte le regioni in questi processi decisionali."

    Cesare Veronico, presidente del Parco dell'Alta Murgia e promotore di questa 'battaglia', ha commentato: “Si dimostra l'efficacia della nostra azione, attuata sempre nel pieno rispetto delle forze armate e del loro lavoro. Sono certo che, con il decisivo supporto di Federparchi, il risultato ottenuto nell'Alta Murgia possa essere raggiunto anche nelle altre aree protette italiane. Abbiamo un'occasione importante per vedere riconosciuto il nostro ruolo di Enti di tutela e promozione della bellezza del Paese”.

Esercitazioni militari nei parchi. Si cerca una soluzione condivisa
Esercitazioni militari nei parchi. Si cerca una soluzione condivisa
   

Parchi siciliani, Sammuri e la Mazzaglia chiedono un'apertura al governatore Crocetta

Il presidente dell'Etna è entrato nel direttivo di Federparchi - Di stringente attualità la questione finanziaria degli enti parco

Dal gennaio scorso il Parco regionale dell’Etna ha un nuovo presidente. Si tratta di Marisa Mazzaglia, subentrata al commissario Giuseppe Calaciura. La Mazzaglia, prima donna al vertice di un parco siciliano, una settimana fa è entrata anche a far parte del direttivo di Federparchi. Ecco le parole del presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, che si è personalmente congratulato e ha formulato gli auguri di buon lavoro. “Di recente, su iniziativa dell’Ente Parco, l’Etna é stato dichiarato Sito Patrimonio dell'Umanità. Il riconoscimento - commenta Sammuri - è la degna conclusione dell’iter avviato, con la proposta di candidatura, dall’omonimo Parco regionale, con la raccomandazione di Iucn, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura e il sostegno di Federparchi-Europarc Italia. Con Marisa Mazzaglia, amministratore dotato di esperienza e competenze, scelto dal presidente Crocetta, Federparchi avrà un ulteriore importante contributo dalla Sicilia e potenzia ulteriormente la componente femminile nel consiglio. Intanto l’Etna si appresta a vivere la fase più delicata e anche la sfida più affascinante: far conoscere al mondo un sito unico, che racchiude in sé caratteristiche naturalistiche, ambientali, paesaggistiche e culturali senza eguali. Un biglietto da visita delle politiche nazionali di conservazione dell’ambiente, di valore assoluto,  che andrà speso in modo intelligente, tenendo conto del momento attuale e delle difficoltà dei parchi, in particolare quelli regionali”.

E a questo proposito Sammuri e la Mazzaglia hanno parlato a lungo della situazione economica dei parchi siciliani, infrastruttre necessarie alla crescita economica, culturale e sociale della regione siciliana, ma a corto di risorse, stilando insieme un documento, in cui si chiede una ulteriore apertura di dialogo al governatore Rosario Crocetta.

“Negli ultimi giorni – scrivono Sammuri e la Mazzaglia – si è parlato molto dei problemi finanziari dei parchi siciliani e dei fondi destinati agli Enti Parco della Regione Sicilia. Rosario Vilardo, commissario straordinario del Parco dei Nebrodi, ha addirittura  denunciato che se dovesse perdurare l’attuale situazione si determinerebbe la mancata corresponsione degli stipendi al personale di ruolo a partire dalla prossima mensilità, con la conseguente sospensione dell’attività dell’Ente. Un sos che non può lasciare indifferenti. Federparchi, infatti, non vuole sottrarsi al confronto, ma ragionare con il governatore Crocetta su dati reali e risparmi effettivi e possibili nei Parchi siciliani. In Sicilia ci sono indubbiamente, anche nei parchi, possibilità di razionalizzare, risparmiare ed essere più efficienti, ma  va aperto un ragionamento, come è stato fatto in Liguria, evitando che nella fase della ‘revisioni di spesa’ si facciano danni. Chiediamo quindi di sederci al tavolino con la regione siciliana e analizzare in modo pragmatico cosa si può migliorare e razionalizzare. Se ci sono spese che si possono ridurre, Federparchi non farà una difesa sindacale a prescindere, ma anzi sosterrà la regione su scelte che condividiamo. Allo stesso modo vi sarà l’opportunità di dimostrare come, quelle che vengono definite "spese" per i parchi, possono invece essere, se ben fatte, investimenti altamente produttivi. Lo straordinario patrimonio ambientale della Sicilia, che ha nel sistema delle aree protette la sua punta di diamante, può essere uno degli assi per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia del futuro, e siamo certi che il governo Crocetta sarà un interlocutore attento e sensibile a queste tematiche, chiediamo dunque di poterne parlare e decidere insieme un percorso di approfondimento”.

Marisa Mazzaglia entra nel direttivo di Federparchi
Marisa Mazzaglia entra nel direttivo di Federparchi
   

La conferenza 2013 di Europarc in programma in Ungheria dal 9 al 13 ottobre

"40 anni di lavoro per la Natura" il tema dell'evento - Federparchi sarà rappresentata all'evento dal vicepresidente Antonello Zulberti

Dal 9 al 13 ottobre è in programma in Ungheria, nella città di Debrecen, la conferenza 2013 di Europarc,  dal titolo "40 anni di lavoro per la Natura". L'evento sarà ospitato dal parco nazionale di Hortobagy, il primo istituito in Ungheria e anche il più esteso. Un comprensorio riserva della biosfera dal 1979 e inserito dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità nel 1999. Un’area protetta che tutela e gestisce 800 ettari di steppa con bestiame, pecore, buoi e cavalli, habitat ideale per oltre 340 specie specie di uccelli. Federparchi sarà rappresentata dal vicepresidente Antonello Zulberti.
     I lavori della Conferenza si concentreranno sulla governance  delle aree protette. Gli interventi dei relatori, le escursioni tematiche e gli workshop affronteranno numerosi aspetti del tema, come ad esempio la pianificazione della gestione, il ripristino di ambienti naturali, le specie protette, la lotta contro le specie invasive e il finanziamento di tutte queste attività.
   La Conferenza di Europarc  ha cadenza annuale. La cosiddetta assemblea generale si svolge in un paese europeo diverso ogni anno e riunisce centinaia di esperti e professionisti provenienti da aree protette dell’Ue, delegazioni di ministeri competenti per le aree protette ed esponenti delle principali organizzazioni ambientaliste continentali. La Conferenza ha sempre un tema diverso: solitamente legato all’attualità; quest’anno si parte dall’anniversario (40 anni) della nascita di Europarc per celebrare i suoi successi e le persone che hanno sostenuto questa Idea fin dal suo inizio, nel 1973.
   Nelle sessioni plenarie e negli workshop tematici, i partecipanti potranno approfondire  i temi in scaletta, sviluppare soluzioni e raccomandazioni per il lavoro futuro. Particolare attenzione sarà data alla gestione integrata delle aree protette. EUROPARC vuole inoltre incoraggiare i giovani a partecipare, esprimere la propria opinione e contribuire in modo attivo a un mondo sostenibile. Ci sarà uno spazio ad hoc per selezionare giovani ambasciatori delle aree protette nel corso della 1a Conferenza internazionale della Gioventù, una sessione dedicata ai ragazzi di età compresa tra 17 e 21 anni.
   Ecco il programma della manifestazione: http://www.europarc2013.eu/uploads/files/program_en.pdf
   Per partecipare è necessario iscriversi attraverso il sito www.europarc2013.eu.

Il parco di Hortobagy e il logo dell'evento
Il parco di Hortobagy e il logo dell'evento
   

Si è conclusa la 12a Conferenza mondiale dei geoparchi

Eccellente l'organizzazione del nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

   Si è svolto nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni la 12° Conferenza dei geoparchi europei. Oltre 400 fra delegati, autorità, scienziati, rappresentanti UNESCO e di molti governi, oltre a tutti i presidenti dei geoparchi del mondo, si sono ritrovati nei giorni scorsi per discutere di geoturismo, di come i geoparchi possono dare impulso alle ricerche scientifiche sui cambiamenti climatici e su come essi possano diventare uno stimolo per aumentare la conoscenza della popolazione sui temi dei rischi geologici, della sostenibilità e dell'uso razionale delle risorse.
   I geoparchi sono aree territoriali selezionate e protette per la loro particolare valenza geologica e geomorfologica. Vennero lanciati nel 1998 con un programma dell'UNESCO e nel 2000 le prime aree protette vennero istituite in tutta Europa. Esempi famosi sono la Foresta Pietrificata dell'Isola di Lesvos in Grecia, la Riserva Geologica di Alta Provenza in Francia, il Geoparco di Vulkaneifel in Germania ed il Parco Culturale di Maestrazgo in Spagna.
    Fino agli anni 2000 i parchi naturali venivano istituiti soprattutto per la protezione della fauna e della flora locale. Con l'istituzione dei geoparchi si è finalmente valorizzato anche l'aspetto geologico e geomorfologico dei territori, informando chi li visita sui processi geologici che portano alle diverse forme del paesaggio, sui rischi sismici, vulcanici e idrogeologici, sulla fragilità del territorio e sulla limitatezza delle risorse minerarie. Inoltre la protezione dei geositi permette agli scienziati di effettuare importanti ricerche, ad esempio su cause ed effetti dei cambiamenti climatici.
   In Italia sono presenti otto geoparchi. Il Parco Naturale Adamello Brenta (denominazione ufficiale Adamello Brenta Geopark), il Parco Naturale Regionale del Beigua (Beigua Geopark), il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna (Geological Mining Park of Sardinia), il Parco Naturale Regionale delle Madonie (Madonie Geopark), il Distretto Culturale Rocca di Cerere (dRocca di Cerere Geopark), il Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano (Cilento and Vallo di Diano Geopark), il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane (Tuscan Mining Geopark) ed il Parco Regionale delle Alpi Apuane (Apuan Alps Geopark).

Alcuni dei protagonisti della Conferenza mondiale dei geoparchi
Alcuni dei protagonisti della Conferenza mondiale dei geoparchi
   

Turismo sostenibile, in Germania le congratulazioni di Europarc al lavoro svolto da Federparchi con la Cets

Prossimo appuntamento il 6 novembre a Bruxelles, al Parlamento Europeo, dove avrà luogo la cerimonia di conferimento della Cets ai parchi certificati nel 2013

Federparchi - Europarc Italia ha partecipato nei giorni scorsi a un incontro in Germania sul turismo sostenibile, durante il quale la rappresentante italiana - la dottoressa Stefania Petrosillo - ha ricevuto i complimenti da parte del Sustainable Tourism Working Group di Europarc  e dai rappresentanti delle sezioni spagnola, francese e inglese per il lavoro svolto fino a oggi da Federparchi sulla Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette (Cets).
   In particolare ha suscitato molto interesse l'impegno dell'Italia nella promozione della parte I della CETS (certificazione delle aree protette) e la capacità di fornire preziosa assistenza tecnica ai parchi e trasformare questo progetto anche in una risorsa per Federparchi. Molto apprezzata è stata inoltre la collaborazione tra Federparchi e il Ministero dell’Ambiente e alcune regioni (Puglia, Marche), che ha permesso di mettere a punto ulteriori importanti azioni finalizzate a promuovere la CETS e la partecipazione pubblica e ad ampliare il numero dei parchi candidati alla certificazione. La Spagna ha presentato lo sviluppo del progetto sulla parte II della Carta (certificazione degli operatori locali), mentre la Francia ha intrapreso un lavoro sperimentale sulla parte III (certificazione dei tour operators e delle agenzie di viaggio).
 Nei prossimi mesi Stefania Petrosillo, insieme a Paulo Castro e agli altri membri del Working Group, lavorerà su un documento tecnico, dai molteplici contenuti, in cui ciascuna delle tre sezioni nazionali (Italia, Spagna e Francia) presenterà la propria esperienza a tutti gli altri membri aderenti a Europarc. L'obiettivo finale è che ogni sezione adatti poi questa metodologia di lavoro alla sua realtà nazionale. Per quanto riguarda Federparchi è già previsto un potenziamento delle cosiddette fasi II e III e “in questo – conclude Stefania Petrosillo - l'esperienza dei nostri colleghi europei potrà esserci molto utile”.
   Prossimo importantissimo appuntamento il 6 novembre a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, dove quest’anno avrà luogo la cerimonia di conferimento della Cets ai nuovi parchi certificati nel 2013, tra cui 7 italiani: Parco nazionale Val Grande, aree protette dell'Ossola, Parco regionale Monte San Bartolo, Parco regionale Sasso Simone e Simoncello, Parco regionale del Conero, Parco regionale Gola Rossa e Frasassi, Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri – Lagonegrese.

Stefania Petrosillo - Federparchi
Stefania Petrosillo - Federparchi
   

Costruire insieme la nuova governance dei Parchi, ovvero perché dobbiamo aggiornare la 394

Intervento del coordinatore Federparchi Marche Fabrizio Giuliani

Premessa. I prerequisiti di una buona governance sono: apertura, partecipazione, responsabilità, efficienza e coerenza. La governance pubblica costituisce lo “strumento”, la modalità, con cui un Parco deve risolvere i problemi; si deve coordinare e amministrare con ampia partecipazione e condivisione dei soggetti interessati, al fine di perseguire obiettivi e realizzare pratiche innovative di comune interesse. La governance locale dei Parchi assume così un ruolo centrale e strategico anche in considerazione del fatto che la contiguità con i cittadini o utenza finale, la pluralità di attori coinvolti nel processo decisionale, pone il problema della qualità dell’ambiente  e della soddisfazione degli utenti, cittadini e imprese.

    Nuova governance pubblica. Il nodo cruciale di un approccio sta proprio nell’attitudine dell’attore pubblico di mobilitare processi di cooperazione, intesa nel senso sia d’interazione pubblico-privato, sia d’interazione pubblico-pubblico. Il metodo da utilizzare deve essere rigoroso rispetto agli obiettivi perseguiti e alla verifica dei risultati, ma flessibile rispetto alle modalità di perseguimento di detti obbiettivi e risultati. Inoltre la qualità del processo è tanto importante quanto il suo risultato. La nuova governance pubblica intende proporre una visione che riporti l’attore pubblico al centro dell’arena locale. In tale visione si mantiene un ruolo di cabina di regia, vale a dire di pianificazione, programmazione e controllo. In particolare un Parco, come organo preposto alla mediazione e concertazione (tra l’uomo e l’ambiente), sviluppa un complesso processo di programmazione e deve articolare la governance in tre componenti sempre più mobili: interna, esterna, interistituzionale. In questa direzione il nostro ruolo è quello di soggetto mediatore e facilitatore della partecipazione delle comunità locali al processo di sviluppo sostenibie, integrando il PSSE con forme di negoziazione vere e proprie, come l’Intesa Istituzionale di Programma o Patti per lo sviluppo Locale o Piani d’Area (vedi esperienza CETS).La devoluzione di una serie di funzioni dai livelli superiori di governo in attuazione del decentramento amministrativo, impone oggi ad un Parco di riconfigurare il proprio ruolo come leader di comunità, quindi di leadership strategica che, nel perseguire i propri obiettivi nell’interesse della comunità stessa, ricerca la collaborazione di tutti i soggetti esterni, indirizzandoli e controllandone l’attività.   

   Ci si trova così in una posizione particolare in quanto la legittimazione democratica non è diretta ma indiretta per il tramite della nomina; tuttavia, nei casi in cui i rapporti con il territorio, tramite la Comunità del Parco, sia solida, ci si trova in una posizione ideale. Tale ruolo si esplica in tre tipologie di funzioni/attività: 1. regia strategica proiettata in una prospettiva allargata al sistema ambientale integrato - 2. rappresentanza e sviluppo interessi della comunità - 3. garanzia e sviluppo della democraticità partecipativa a livello locale   Il Parco, nella sua funzione di rappresentanza, deve promuovere attivamente verso l’alto (UE, Governo, Regione, Provincia, grandi gruppi economici), ma anche a livello locale (Comuni, imprese, banche, fondazioni), gli interessi del territorio (uomo e ambiente) e cogliere le opportunità positive e reagire difensivamente alle iniziative normative e alle pressioni economiche negative.   

   Il Parco, nella sua funzione di garanzia di una democrazia partecipativa, deve ascoltare e rispondere ai bisogni, favorire la partecipazione, assicurare il principio di responsabilità democratica rispetto a tutte le iniziative e attività di rilevanza pubblica e d’impatto sull'ambiente e quindi sulla vita dei cittadini e delle imprese.Per esercitare questo ruolo dobbiamo attrezzarci al nostro interno in termini di capacità strategiche, organizzative e gestionali.   

  Oggi la struttura organizzativa è in difficoltà, quando non d’ostacolo, in quanto non permette un approccio creativo e olistico, essendo strutturata attorno a funzioni e servizi e non attorno a questioni, si tende ad agire lungo linee verticali forti ma con legami orizzontali deboli. Le politiche e i programmi sono così organizzati attorno ad area di conoscenza e competenza specialistica, il che risulta inadeguato per problemi che sono trasversali.Questo tipo di problemi richiede invece un focus nuovo, sui problemi e sui risultati, piuttosto che sulle funzioni e le strutture, e maggiori capacità di avviare e gestire forme di cooperazione interistituzionale. In altre parole l’adozione di un approccio rigoroso sui risultati ma flessibile sui mezzi utilizzati.

    Il collante  della governance locale risiede nel ruolo strategico svolto dal vertice politico esecutivo (Presidente, Direttivo); questo tuttavia non significa ridurre la governance locale a governance interna, esiste infatti una governance strategica come distinta e sovrastante rispetto alle altre declinazioni di concetto rappresentata dalla Comunità del Parco.Infatti è evidente che il vertice dell’Ente deve pianificare strategicamente a tre livelli: 1. rispetto alla propria macchina interna - 2. rispetto alle attività e funzioni esternalizzate - 3. rispetto alla collaborazione alle attività congiunte e ai bisogni e interessi del sistema locale a rete   In sintesi tre sono gli elementi che devono essere presenti all’interno del nostro Ente per assicurare una buona governance locale: 1. la volontà e la capacità dei vertici di pianificare e controllare strategicamente rispetto a tutti e tre i livelli, dimostrando apertura e disponibilità alla collaborazione e negoziazione (rispetto all’esterno), coordinandosi efficacemente con i livelli dirigenziali e operando in modo responsabile e trasparente sia rispetto al consiglio sia direttamente rispetto alla cittadinanza; 2. l’esistenza e il funzionamento di quelle che sono  le fondamenta di qualsiasi sistema, ovvero dei sistemi di controllo interno (controllo di gestione, valutazione delle performance) e degli strumenti che li alimentano, che producono output fondamentali anche per il controllo strategico; 3. la presenza di quelle capacità organizzative e competenze necessarie ad attuare e/o monitorare le attività derivanti dalle decisioni strategiche di ambito esterno e interistituzionale.

  Il Piano strategico.  Lo strumento per una buona governance locale è la realizzazione di un piano strategico di comunità da noi coordinato definito attraverso la partecipazione attiva di tutti gli attori rilevanti a partire dai Comuni associati.   Esso rappresenta lo strumento migliore per creare e sviluppare  quella risorsa sistemica rappresentata dal capitale sociale, ovvero la fiducia reciproca e l’abitudine alla collaborazione scevra da comportamenti opportunistici tra tutti i portatori di interesse che operano nell’arena locale.   In sostanza siamo chiamati ad essere, oltre che ente di salvaguardia ambientale, anche polo di aggregazione per l’intero, o almeno per una larga parte, del territorio.Per i territori “protetti”, il nostro ruolo è essenziale e il nuovo quadro normativo può contribuire al rilancio di tali aree attraverso la statuizione dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Se sussidiarietà significa attribuire all’istituzione territoriale più vicina ai cittadini le funzioni che essa può svolgere in modo adeguato. Se differenziazione significa superare uniformismi amministrativi, duplicazioni e sovrapposizioni burocratiche. Se adeguatezza significa individuare il livello istituzionale capace di rispondere meglio ai bisogni delle popolazioni amministrative  Nell’attuale fase storica, l’ancora insufficiente attenzione italiana ai problemi dell’ambiente appare contraddittoria di fronte alla sempre crescente attenzione comunitaria.Infatti, mentre in Italia prevale ormai la logica dell’occupazione istituzionale degli spazi considerati un tempo dello Stato centrale, l’Unione Europea ripropone modelli di governo del territorio basati sulle vocazioni naturali che nessuna coercizione giuridica può cancellare.Ancora oggi l’ambiente necessita di un preciso soggetto pubblico, come un area protetta, che sia in grado di tutelarlo e promuovere il complesso “sistema” sociale ed economico che esso rappresenta. In quest’ottica, ed in ragione del reciproco giovamento che si può trarre dall’azione amministrativa rispetto a peculiari esigenze di sviluppo del territorio, è fondamentale un rapporto collaborativo e cooperativo tra i Comuni e noi.   Manca, invece, una impostazione sistemica delle iniziative, spesso lodevoli, che abbiamo posto in essere.  Dobbiamo dotarci di strumenti molto simili a quelli utilizzati dai Comuni; le differenze sostanziali risiedono nella diversa complessità gestionale che ci caratterizza, comunque impegnata in processi di monitoraggio e rendicontazione dei costi di gestione.Particolare attenzione va posta nei confronti degli strumenti di pianificazione e programmazione. E’ nell’area protetta che si rinviene la vera essenza strategica della governance. E’ in questo ambito, infatti, che è più opportuno definire un piano strategico di comunità: pianificazione territoriale che sia consapevole delle criticità locali. 

    E’ intuitivo che ogni singolo intervento di un organo preposto alla mediazione/concertazione è il frutto di un complesso processo di programmazione che deve impegnare attivamente gli uffici in attività quali:- valutazione ex ante delle politiche che indirizzeranno le scelte relative alla forma di gestione più idonea per i servizi internalizzati;- predisposizione di piani per lo sviluppo locale in campo ambientale ed  economico-culturale;- valorizzazione delle risorse umane e finanziarie;- sviluppo di nuovi modelli ambientali di business per il raggiungimento di autonomia finanziaria;- valorizzazione delle risorse umane e finanziarie;   L’area protetta, quindi, si presenta naturalmente come il ”terreno” più adatto nel quale sviluppare piani strategici che coinvolgano più attori, privati e pubblici. L’evoluzione della legislazione di alcune Regioni propende per il superamento o quanto meno l’integrazione del PSSE con forme di negoziazione più incisive, come l’intesa istituzionale di programma, i patti per lo sviluppo locale o i piani di area, ma tutte comunque assimilabili, in riferimento alla procedura adottata, all’intesa istituzionale di programma.  Il Piano Strategico, coerentemente al nuovo trend di concertazione, dovrà essere alimentato dal confronto costante con gli attori coinvolti ai tavoli di concertazione per lo sviluppo economico e sociale del territorio.  Le aree protette operano attraverso risorse provenienti da finanza derivata, per cui il Piano Strategico deve essere redatto solo per macro-obiettivi, mentre le risorse finanziarie saranno individuate in itinere attraverso modalità eterogenee.   

   Nel modello proposto gli obiettivi strategici devono essere implementati attraverso la definizione di una serie di azioni. L’esplicitazione delle operazioni in essere è un chiaro impegno che il Parco acquisisce nei confronti dei Comuni consociati e ciò si pone come ulteriore momento di apertura e trasparenza, consapevolezza del proprio ruolo istituzionale e interesse a migliorare la condizione del territorio di pertinenza.In tal senso è importante la valorizzazione di uno strumento fondamentale quale il Programma Annuale Operativo.  Il PAO viene adottato dal Consiglio Direttivo, in conformità al Piano Strategico, contestualmente al bilancio annuale di previsione e trasmesso all’organo deputato all’approvazione. Nel PAO quindi oltre la descrizione qualitativa degli obiettivi che si intendono raggiungere durante l’esercizio dovranno accostarsi gli obiettivi le azioni necessarie per il raggiungimento degli stessi.       

     Fabrizio Giuliani - Coordinatore Federparchi Marche 

Fabrizio Giuliani, coordinatore Federparchi Marche
Fabrizio Giuliani, coordinatore Federparchi Marche
   

Modifica della legge 394, forse l’ultima chiamata per un percorso pienamente unitario

Una mano tesa ai soggetti che fino a oggi hanno rifiutato ogni sintesi

"Il senato ha votato  dunque  la procedura d'urgenza per l'esame del disegno di legge di modifica della legge sui parchi, la 394/91, presentato dal senatore D'Alí nella passata legislatura e già approvato all'unanimità  in Commissione Ambiente, a palazzo Madama.
    La maggioranza è stata amplissima: xxxxx. Con questo voto, auspicato da Federparchi, si impedisce di disperdere il proficuo lavoro fatto negli ultimi 2 anni della passata legislatura; adesso il DDL torna in commissione ambiente, dove sarà esaminato congiuntamente agli altri due disegni di legge presentati sulla stessa materia rispettivamente dai senatori De Petris e Caleo.
    Il giudizio di Federparchi sul DDL D'Alí è noto da tempo ed è largamente positivo. Per questa ragione salutiamo con favore il voto del Senato. In più va sottolineato che, in un momento così difficile per il nostro paese, dal punto di vista economico e politico, il fatto che il parlamento si voglia occupare con determinazione del futuro dei parchi dimostra quali e quanti passi avanti siano stati compiuti nel veicolare certi messaggi.
   La nota di rammarico, invece, è che, ancora una volta, tra i soggetti che sicuramente hanno a cuore il bene delle aree protette italiane, si è consumata una divisione. Da una parte chi come noi ed altri ha sostenuto la votazione della procedura d'urgenza e dall'altra chi l'ha contrastata. Ora il problema non è chi ha vinto e chi ha perso; considero però negativo che su un tema così importante non riusciamo a sedersi a un tavolo, fare una discussione di merito e infine una sintesi.
  Si tratta molto semplicemente di esaminare articolo per articolo, senza dietrologie o secondi pensieri, ma valutando cosa cambia effettivamente una modifica rispetto alla stesura attuale. Ci sono norme nell'articolato che sono evidentemente, oggettivamente, un passo avanti epocale rispetto alla situazione attuale. E chiunque conosce i parchi - perché li amministra o ci lavora - lo capisce subito.
    Mi sono rafforzato in questa convinzione anche in virtù di un lungo colloquio che ho avuto con il presidente di Aidap Andrea Gennai. Andrea, come me, è persona che da una vita si occupa dei parchi e non in teoria, stando a sedere in un salotto, ma sul campo, confrontandosi con i problemi gestionali di un parco nazionale e recentemente, con il ruolo di direttore di un parco regionale.
   Nel nostro incontro, soli e senza rispettive tifoserie, abbiamo esaminato articolo per articolo entrando veramente nel merito. Bene, il risultato finale è stato una grande condivisione sulle cose che nel testo approvato vanno bene, su quelle che mancano e su quelle che vanno modificate. Non posso dire che eravamo d'accordo al 100%, ma se dovessi dare una percentuale direi all'85%. Naturalmente era una chiacchierata tra presidenti di due associazioni che sono articolate, che hanno organi e che quindi necessitano anche dei passaggi appropriati per marcare o modificare posizioni. Però mi sento di dire che per Federparchi è senz'altro un percorso possibile, che mi auguro si possa fare anche con altri.
   Ho visto anche, in questi giorni, che qualcuno legava gli approfondimenti sulla modifica alla legge 394/91 all'iniziativa presa dal Ministero dell’Ambiente di organizzare entro la fine dell'anno una conferenza sulle aree protette, la biodiversità e la green economy.   Sicuramente, chi ha pensato una cosa del genere non conosce quali sono gli obiettivi e gli ambiti dell'iniziativa. Noi di Federparchi, invece, essendo stati incaricati dal Ministero di larga parte dell'organizzazione degli eventi, con dei paletti ben precisi, li conosciamo benissimo.
    In primo luogo è bene chiarire che non si tratta della terza conferenza sulle aree protette  (che pure noi avremo richiesto) "mascherata", ma l'obbiettivo principale è quello di mostrare al paese e che la gestione delle aree protette e della biodiversità può essere un elemento per favorire la ripresa economica, passando dalla green economy collegata. Inoltre il ministero ci ha espressamente indicato di non trattare nei vari appuntamenti argomenti legati alla modifica della legge 394/91, che di conseguenza non saranno affrontati. Quindi mi sembra ovvio che dalla conferenza non scaturirà alcun elemento utile per ragionare della modifica della legge.
   Il percorso parlamentare (ancora lungo), invece, consentirà tutti gli approfondimenti possibili ed io mi auguro che il germoglio scaturito dall'incontro con il presidente di AIDAP, possa sbocciare anche con altri soggetti. Noi siamo disponibili se si discute di merito, altrimenti continueremo a dialogare con i soggetti con i quali l'abbiamo fatto in questi anni, ma sarebbe una cosa negativa. Purtroppo questa è quasi l'ultima chiamata..."

 Il presidente di Federparchi - Europarc Italia Giampiero Sammuri 

Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri
Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri
   
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