Newsletter di Federparchi
 Gennaio 2014
Foto Primo Piano Editoriale

Quando parchi e agricoltura convivono e collaborano

   Il rapporto tra parchi e agricoltura è da sempre un tema caro alla federazione. In passato siamo stati protagonisti di accordi di collaborazione con le organizzazioni professionali agricole, progetti Ue finalizzati a dare ulteriori strumenti a queste attività nelle aree protette. E ancora promotori di forme sostenibili di agricoltura come fattore di arricchimento e di diversità biologica. Oggi questa ‘semina’ trova i suoi frutti – a cascata – in una miriade di iniziative che fanno notizia e rappresentano la conferma di quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni. Rammento in premessa – e poi veniamo all’attualità – quanti contrasti e opposizioni hanno contrassegnato in passato i rapporti tra parchi e agricoltori, per le difficoltà di coniugare e integrare le at...Leggi tutto

Indice

   
   

Federparchi e Regione Lombardia promuovono strategie e azioni di turismo sostenibile

In fase di organizzazione un incontro sulla Cets - Le aree protette si coordinano con enti pubblici e soggetti privati

  Si terrà a Milano - giovedì 30 gennaio - un incontro organizzato da Federparchi - Europarc Italia in collaborazione con la Regione Lombardia (Direzione generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile - U.O. Parchi, tutela della biodiversità e paesaggio - Struttura valorizzazione delle aree protette e  biodiversità). Tema: la Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette - CETS.

  In pratica verranno approfondite le metodologie operativa per la gestione partecipata del turismo sostenibile nelle aree naturali protette, per ottenere la relativa certificazione. La Cets è promossa da Europarc Federation e attiva in più di cento parchi europei, di cui 20 in Italia.

  L’obiettivo è quello di fornire indicazioni e presentare esperienze pratiche per sviluppare strategie e azioni di turismo sostenibile e conservazione delle risorse naturali e culturali nelle aree protette in maniera coordinata e partecipata tra enti pubblici e soggetti privati.

   L'incontro, come detto, si terrà a Milano giovedì 30 gennaio nel Palazzo Lombardia, in via Gioia, ingresso N4, sala n° 34 arancio - quinto piano.

ECCO IL PROGRAMMA

http://www.parks.it/federparchi/PDF/Programma_CETS_Lombardia.pdf  

 ...E LA SCHEDA DI REGISTRAZIONE:

http://www.parks.it/registrazioni/index.php?id_evento=20

Save the date dell'evento
Save the date dell'evento
   

Ecco il Rapporto Aaster su 'Parchi come luogo di intreccio tra green economy e green society

Presentato in occasione della Conferenza nazionale 'La Natura dell’Italia'. Federparchi ne ripropone - scaricabile - la versione integrale

   Su incarico di Federparchi - Europarc Italia, il consorzio Aaster - Agenti di sviluppo del territorio ha realizzato, in occasione della Conferenza nazionale 'La Natura dell’Italia', un Rapporto di ricerca avente come tema i parchi e l’intreccio tra green economy e green society. In pratica è stato condotto un percorso di ricerca-azione territoriale sul tema della valorizzazione e della promozione dei parchi come possibili motori di sviluppo locale. Il progetto di ricerca si è articolato in una serie di 45 interviste in profondità a presidenti e direttori di aree protette su tutto il territorio nazionale. Sono stati così ascoltati i rappresentanti di 24 realtà: 8 parchi nazionali, 13 parchi regionali e 3 aree marine protette.  Obiettivo della ricognizione era indagare, da un lato, lo spazio di posizione dei parchi italiani, inteso come l’insieme dei vincoli e delle opportunità percepite; dall’altro, lo spazio di rappresentazione, inteso come insieme delle istanze evolutive sulle quali puntare per la riconoscibilità e l’espansione del ruolo del parco come attore dello sviluppo locale, grazie alla sua intrinseca capacità di coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e tutela dei beni comuni.
   Ad integrazione del percorso di ricerca qualitativo è stata effettuata una rilevazione di taglio quantitativo tramite questionario strutturato inviato ai presidenti e ai direttori di tutti i parchi nazionali, regionali e AMP attivi sul territorio nazionale. Sono stati così raccolti 85 questionari: 21 provenienti da rappresentanti di parchi nazionali, 54 da parchi regionali, 10 da AMP.  Il lavoro è stato realizzato da un’apposita equipe diretta da Aldo Bonomi e composta da Simone Bertolino, Francesco Cancellato, Cristiana Colli, Salvatore Cominu, Gianmario Folini, Albino Gusmeroli, Domenico Letterio, Paola Piazzi, Patrizia Pampaloni, Stefania Paxhia, Mario Podda, Rosa Rossini e Carla Sannicola.
   La ricerca - di grande interesse per chi opera nei parchi - è stata presentata a Roma l’11 e 12 dicembre.

ECCO LA VERSIONE INTEGRALE:

http://www.parks.it/federparchi/PDF/rapporto.Federparchi_06122013.pdf 

La copertina del Rapporto
La copertina del Rapporto
   

Il primo bilancio sociale di Federparchi

Attivato un percorso di trasparenza e rendicontazione per offrire ai soci la possibilità di valutare efficacia ed efficienza della nostra azione

  Federparchi promuove da anni presso i propri soci la cultura della responsabilità sociale e la rendicontazione di sostenibilità, occasioni per misurare e comunicare il valore prodotto dai Parchi a beneficio delle proprie comunità e del sistema Paese, nelle tre dimensioni naturalistica e ambientale, sociale e culturale, di sviluppo economico responsabile e sostenibile. 

  Federparchi si è evoluta in anni recenti da coordinamento dei parchi in vera e propria Associazione di categoria dei gestori delle aree protette, che rappresenta i soggetti che gestiscono le aree protette nei rapporti con le istituzioni e con gli altri enti pubblici e privati interessati e si impegna quotidianamente a conservare, valorizzare e promuovere il patrimonio naturalistico e culturale nazionale e internazionale. 

  Da quest’anno anche Federparchi ha perciò attivato il proprio percorso di trasparenza e rendicontazione, per offrire ai soci la possibilità di una valutazione partecipata e consapevole del’efficacia e dell’efficienza della propria azione, per far crescere la qualità di tutta l’organizzazione e per aprire nuovi spazi di fiducia e di relazione per tutti colori che si riferiscono alla Federazione: Enti Parco, istituzioni, associazioni e cittadini.

  Il primo Bilancio sociale di Federparchi, si articola in 4 sezioni.

  1. Identità. La prima sezione presenta le finalità, gli ambiti di attività e le tipologie di servizi offerti ai soci e dopo aver richiamato in breve la storia della Federazione, presenta le aree protette in Italia e i soci di Federparchi. Il capitolo conclusivo di questa sezione, Federparchi in Italia e nel mondo, posiziona la Federazione nel quadro delle istituzioni e dei suoi interlocutori e dedica spazio a rendere conto delle attività svolte nell’ambito dell’Accordo Quadro Triennale 2011-2013 stipulato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.   
     
  2. Risorse. Illustra la governance dell’associazione, il quadro delle persone impegnate ogni giorno nella tutela e rappresentanza delle aree protette e riporta i principali indicatori del Bilancio 2012.

  3. Risultati. Rappresenta il cuore del bilancio sociale e descrive le iniziative, i progetti e i servizi promossi e sviluppati in ciascuno dei quattro ambiti di attività della Federazione: rapporti con le istituzioni; studi, progetti e servizi ai soci; educazione ambientale, comunicazione e promozione; cooperazione internazionale.
     
  4. Prospettive. Le conclusioni di Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi, presentano le sfide che da domani attendono Federparchi e il sistema delle aree protette in Italia.

ECCO IL DOCUMENTO INTEGRALE:

http://www.parks.it/federparchi/PDF/BS_Federparchi.pdf

Il primo bilancio sociale di Federparchi
Il primo bilancio sociale di Federparchi
   

A metà dicembre si è svolta la conferenza nazionale su biodiversità e green economy

Un grazie a tutti i partecipanti - Le proposte uscite dai lavori andranno a costituire le fondamenta delle prossime azioni di sviluppo delle aree protette

   L'11 e 12 dicembre si è svolta nell’aula magna dell’Università La Sapienza, a  Roma, la Conferenza nazionale su biodiversità e aree protette, intitolata: “La natura dell’Italia”.
  Organizzata dal Ministero dell’ambiente, la conferenza ha rappresentato un punto di incontro e di confronto tra i diversi portatori d’interessi, allo scopo di rilanciare il ruolo delle aree protette del nostro Paese. Non più considerate solamente degli scrigni destinati alla protezione di angoli di natura, ma anche propulsori fondamentali per il lancio della green economy.
  Se fino a qualche tempo fa la protezione dell’ambiente veniva vissuta in antitesi allo sviluppo economico delle aree interessate dall’istituzione dei parchi, oggi vi è piena consapevolezza che un sistema di zone protette può dare un concreto contributo al rilancio dell’occupazione, nel pieno rispetto dell’ambiente.
   Le molteplici proposte uscite dalla conferenza andranno a costituire le fondamenta sulle quali verrano costruite le prossime azioni di sviluppo delle aree protette, volute dal Ministero dell’ambiente. Federparchi ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione e nella conduzione dei lavori.

   Si ringraziano tutti coloro che vi hanno partecipato portando la propria esperienza.  

Un  momento della conferenza
Un momento della conferenza
   

Servitù militari ed economie verdi - Un bel libro di Cesare Veronico

Presentato a Roma il 10 dicembre

Alla vigilia della conferenza nazionale "La natura dell'Italia", è stato presentato, a Roma, il libro “La bellezza disarmante – Dalle servitù militari all’economia verde” di Cesare Veronico, presidente del parco nazionale dell’Alta Murgia. Il libro racconta la ‘battaglia’ contro le esercitazioni a fuoco nei parchi, che diventa lo sfondo per presentare un’Alta Murgia a molti sconosciuta: un territorio ricco di beni ambientali e culturali  divenuto un laboratorio di economia verde che trova nel turismo, nella ruralità e nella storia le proprie risorse.

La copertina del libro di Veronico
La copertina del libro di Veronico
   

Tre milioni dallo Stato per far valere il diritto di prelazione su Budelli e renderla patrimonio pubblico

La posizione di Federparchi: Sammuri e Sanna spiegano le perplessità intorno all’operazione

  Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri e il vicepresidente Salvatore Sanna intervengono sullo stanziamento per far valere il diritto di prelazione dell’isola-simbolo dell’arcipelago della Maddalena.

   "Nel maxiemendamento alla Legge di stabilità è contenuta una norma che prevede lo stanziamento di 3 milioni di euro da utilizzare per far valere il diritto di prelazione nell’acquisto dell’isola di Budelli. È chiaro che in un momento molto difficile come questo ogni dimostrazione di attenzione del parlamento italiano verso le aree protette va salutata con favore, ma  bisogna interrogarsi su quali sono le priorità.
   Com’è noto l’isola di Budelli è di proprietà privata sin dalla metà del 1800, come molti altri luoghi di pregio del nostro territorio. Nel corso degli anni si è riusciti a difendere dalla speculazione quell’isola grazie ai vincoli che progressivamente le sono stati apposti, fino all’istituzione del Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena. Più recentemente l’isola ha cambiato proprietario, passando da un privato a un altro privato in seguito al fallimento della società “La Nuova Gallura”.     Il nuovo proprietario è il magnate neozelandese Michael Harte, un finanziere che i vertici stessi dell’Ente Parco hanno ritenuto “un interlocutore sensibile alle problematiche ambientali, una persona perfettamente consapevole dei vincoli che gravano sull'isola e non interessato ad interventi speculativi, […] interessato alla conservazione dei luoghi, allo studio e alla conservazione della posidonia e delle problematiche ecologiche dell'Isola […], alla creazione di percorsi di approfondimento e osservazione delle biodiversità”.
   Non si riscontrano quindi rischi di abbassamento dei livelli di tutela e, di conseguenza, la necessità di esercitare un diritto di prelazione non sembra essere una priorità del sistema delle aree protette italiane. Il pericolo per l‘isola non risiede nella sua natura, pubblica o privata, ma piuttosto nell’esiguità di mezzi e di azioni di controllo che i parchi italiani - compreso quello della Maddalena  - sono  in grado di dispiegare. Ci sono parchi italiani che tutelano valori straordinari e sono al 90% di proprietà privata come per esempio il Parco nazionale del Gran Paradiso, anche perché ha uno storico ed organizzato corpo di guardaparco
   Federparchi esprime quindi le proprie perplessità per l’acquisto dell’isola di Budelli. Infatti, se in un momento molto difficile come questo per la finanza pubblica si riescono a trovare 3 milioni di euro per il sistema delle aree protette sarebbe meglio destinarli, ad esempio, per ripristinare una parte del fondo per la gestione delle 27 aree marine protette che ormai possono  contare su un bilancio complessivo di solo 4,5 milioni di euro”.


Giampiero Sammuri – presidente di Federparchi – Europarc Italia
Salvatore Sanna – vice-presidente di Federparchi – Europarc Italia

Scorcio dell'isola di Budelli
Scorcio dell'isola di Budelli
   

Asta chiude i battenti e apre le porte all'edizione primaverile

L'Alta scuola di turismo ambientale ha 'titolato' 25 neolaureati

   Si è conclusa la prima edizione dell'Alta Scuola di Turismo Ambientale, organizzata da Parco nazionale delle Cinque Terre, Legambiente, Federparchi, Vivilitalia e altri partner del progetto: Legacoop, l’Università Luiss Guido Carli di Roma, AITR, Albasole e Coopfond. Oltre 25 studenti, 5 docenti d’aula e oltre 20 testimonianze su turismo ambientale, tutela e rilancio dei territori. ASTA è nata per creare una leva di operatori sensibili alle regole del turismo responsabile, attento cioè alle aspettative ed esigenze delle comunità locali, che possano essere protagonisti di questo settore nel panorama nazionale. Governance di sistema, creazione del prodotto turistico e comunicazione, i tre grandi filoni con cui si sono misurati i partecipanti, al fine di comprendere il percorso di costruzione di un turismo durevole in territori complessi, sintesi di relazioni nevralgiche quali: tutela del paesaggio, agricoltura e prodotto tipico; sviluppo turistico e qualità di vita dei residenti; responsabilità condivise e interessi di parte; dissesto idrogeologico e pressione turistica; identificazione fra Enti Parco e comunità locali. L'esperienza sarà riproposta nella primavera del 2014.

La cartolina digitale di Asta
La cartolina digitale di Asta
   

La Sardegna dei parchi e delle economie - Resoconto del workshop regionale del 1 dicembre

rganizzato da Federparchi-Europarc Italia e dall'associazione Ecoturismo Italia nell’ambito del Festival di Scirarindi - Il report integrale dei lavori

  Domenica 1 dicembre si è svolto a Cagliari il workshop regionale “Aree protette e valorizzazione economica. Conservazione e sviluppo locale: un matrimonio di interesse”, organizzato da Federparchi-Europarc Italia e dall’associazione Ecoturismo Italia nell’ambito del Festival di Scirarindi. Un appuntamento che ha visto riuniti alcuni tra i più noti protagonisti i responsabili delle principali aree protette della regione, rappresentanti delle istituzioni pubbliche e di Federparchi, esponenti del mondo imprenditoriale, esperti e studiosi. E’ stato fatto il punto della situazione alla luce della crisi economica, della recente alluvione, del dibattito in corso sulla Piano Paesaggistico Regionale, cercando di individuare la “giusta strada” a partire dalle esperienze positive, da politiche efficaci di governo del territorio.  
   Insomma una sorta di “Stati generali” della politica ambientale per la Sardegna - in anticipazione dell’appuntamento nazionale che si svolgerà a Roma l’11 e 12 dicembre alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Per la cronaca si è registrato un buon successo di pubblico (oltre un centinaio i presenti) e un grande interesse verso le tematiche affrontate.

L'appuntamento in Sardegna preparatorio alla conferenza nazionale
L'appuntamento in Sardegna preparatorio alla conferenza nazionale
   

Il matrimonio tra scienza e natura fa il bene dei Parchi

Un sintetico resoconto del convegno di martedì 3 dicembre. Le parole di Sammuri e Orlando

   Si è parlato del rapporto tra scienza e parchi, i primi di dicembre, a Roma, nell’ultimo convegno preparatorio alla prima conferenza su biodiversità ed economia. Un evento organizzato da Legambiente e Federparchi, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente.
  Si è parlato – dicevamo - del rapporto tra scienza e parchi partendo da grifoni, falchi pescatori, orsi, camosci e foche monache, cioè dagli animali-simbolo dello sforzo di amministratori e ricercatori che lavorano per reintrodurli in aree protette italiane. Succede, ad esempio, in Sicilia, nel Parco dei Nebrodi, dove il Grifone, con la sua apertura alare di tre metri, è tornato a volteggiare nei cieli.“Era scomparso dagli anni sessanta – racconta il presidente del Parco, Giuseppe Antoci – quando questa specie di avvoltoi si è estinta a causa delle carcasse letali delle volpi, morte per bocconi avvelenati, all’epoca legali”.  Oggi, una colonia importante si è insediata nel massiccio delle Rocche del Crasto. “Il dato più significativo e che ha fatto del nostro progetto uno dei migliori in Europa – afferma Antoci – è che, a seguito della prima reintroduzione dalla Spagna, avvenuta nel 1999, dieci individui si sono fermati sul territorio e, dal 2005, hanno iniziato a nidificare, raggiungendo attualmente il numero di settanta esemplari”.  
   Qualcosa di simile a ciò che è accaduto in Maremma, location di un’altra importante reintroduzione, quella del falco pescatore, un raro rapace anch’esso assente dall’Italia dagli anni sessanta e oggi, dopo oltre 40 anni, tornato a nidificare nell’omonimo parco regionale. A dire il vero, in Toscana, l’ultima nidificazione risale addirittura al 1929. Si tratta di un uccello migratore, lungo oltre un metro e mezzo, molto vulnerabile sotto il profilo conservazionistico, tant’è che la popolazione mediterranea conta meno di un centinaio di coppie riproduttive distribuite tra la Corsica, le isole Baleari, l’Algeria e il Marocco.
Grazie all’impegno e alla passione del Parco e grazie anche a un progetto europeo e al sostegno della Regione Toscana e di Legambiente, a partire dal 2006 è iniziato il lavoro di reintroduzione. Ogni anno, fino al 2010, circa 6/7 pulli sono stati portati in elicottero dalla Corsica, per un totale di 33 esemplari.
   Di recente è stata avviata una collaborazione con il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano per la costruzione e il posizionamento di quattro nidi artificiali sull’Isola di Montecristo.
    Durante il convegno sono stati anche fortunati numeri impressionanti riguardo, appunto, al rapporto parchi-scienza: oltre 1.700 le ricerche selezionate, 4.000 gli studi scientifici realizzati nel grande laboratorio open air offerto dal sistema delle aree protette italiane, 6.000 chilometri percorsi, 54 esperti e tecnici coinvolti e 23 persone di riferimento sul territorio.  Un’eccellenza scientifica italiana che ha a cuore l’ambiente e la natura e che dimostra quanto sia importante ed efficace fare rete per salvaguardare l’Italia.
   I lavori erano stati programmati in modo capillare: otto sessioni di ricerca. mare, geologia, foreste, specie aliene, ambienti acquatici, anfibi e rettili, uccelli, mammiferi. Oltre ai già citati rapaci, si è parlato di camosci appenninici, orsi bruni (che di nuovo abitano le montagne del gruppo Adamello Brenta) e foca monaca. In conclusione una tavola rotonda con Renato Grimaldi, direttore del Servizio Conservazione Natura del ministero dell’Ambiente, Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, Stefano Landi, economista dell’Università LUISS e Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente.
   "La protezione della natura – sono state le parole inviate per scritto dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando - è in primo luogo un valore in sé perché serve a tutelare gli ecosistemi da cui dipendiamo e rappresenta un asset economico di prima grandezza. E la ricerca scientifica assume un ruolo fondamentale nell'elaborare certi strumenti di salvaguardia, è il motore degli importanti successi ottenuti sul fronte della tutela della biodiversità”.
    “I parchi non sono conservazione statica, ma anche ricerca scientifica applicata al ritorno della massima biodiversità possibile nella penisola" – ha detto il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri. "La ricerca è parte essenziale dell'innovazione legata al territorio che è a suo volta il 'marchio di fabbrica' della green economy. E la ricerca italiana in campo ambientale ed ecologico è tra le più interessanti, dal punto di vista dei risultati gestionali delle aree protette e in generale della  biodiversità. Non dimentichiamo che il nostro è il Paese europeo più ricco di specie animali e vegetali: se c'è un patrimonio di cui dobbiamo andar fieri è proprio que

Un momento del convegno
Un momento del convegno
   

Quando parchi e agricoltura convivono e collaborano

Al congresso mondiale dei parchi, in Australia a novembre, Federparchi al fianco della Fao

   Il rapporto tra parchi e agricoltura è da sempre un tema caro alla federazione. In passato siamo stati protagonisti di accordi di collaborazione con le organizzazioni professionali agricole, progetti Ue finalizzati a dare ulteriori strumenti a queste attività nelle aree protette. E ancora promotori di forme sostenibili di agricoltura come fattore di arricchimento e di diversità biologica. Oggi questa ‘semina’ trova i suoi frutti – a cascata – in una miriade di iniziative che fanno notizia e rappresentano la conferma di quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni. Rammento in premessa – e poi veniamo all’attualità – quanti contrasti e opposizioni hanno contrassegnato in passato i rapporti tra parchi e agricoltori, per le difficoltà di coniugare e integrare le attività agricole con le azioni di conservazione e di valorizzazione dell'ambiente naturale. Adesso, però, qualcosa è  cambiato.
   Apprendiamo, per esempio, che la viticoltura riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico e della valenza paesaggistica del territorio terrazzato del parco della Cinque Terre e costituisce elemento essenziale per la conservazione delle peculiarità del Parco, del sito UNESCO e delle tradizioni locali. Per questa ragione il Parco stesso ha deciso di assegnare le barbatelle ai contadini che ne fanno richiesta, contribuendo alla conservazione e alla creazione di nuovi vigneti. Un’azione di tutela importante - l'assegnazione delle barbatelle - al pari della consegna delle pietre per il rifacimento dei muri a secco.
   In Sicilia, invece, da quando è stato inaugurata la Banca del Germoplasma vegetale ogni anno il parco dell’Etna mette a disposizione degli imprenditori agricoli piante autoctone, per impedire la riduzione e la perdita di diversità biologica. Un’esperienza analoga si registra al parco dei Nebrodi, finalizzata alla caratterizzazione e conservazione del patrimonio genetico vegetale locale; campi-collezioni che ospitano specie di interesse naturalistico e agrario (vigneto, frutteto, ginestreto, piante di interesse forestale), ma anche specie aromatiche e officinali presenti nel comprensorio. Insomma, esempi di collaborazione dove a monte troviamo la caparbia passione di agricoltori, esperienze filtrate da parchi e mondo scientifico e infine riversate di nuovo nel settore agricolo.  
   Altro esempio arriva dal Parco nazionale Adamello Brenta, dove negli ultimi anni le aziende agricole hanno fatto a gara per fregiarsi del marchio “Qualità Parco”, pensato per il settore agroalimentare, in particolare per il miele. Si tratta di un progetto di marketing territoriale nato per condividere con il territorio il percorso della qualità intrapreso dal Parco a partire dal 2001. Dopo il settore ricettivo e il mondo della scuola il coinvolgimento è stato allargato anche alle aziende agricole. L’obiettivo, per la cronaca, è quello di stimolare sul territorio servizi e prodotti di qualità. I controlli effettuati dal parco sono infatti garanzia che i protocolli vengono rispettati e siamo quindi in presenza di un prodotto di qualità certa. Il marchio, per le aziende, rappresenta un valore aggiunto.
   L’ultimo spunto di riflessione, strettamente collegato, riguarda il congresso mondiale dei parchi, che si svolgerà a novembre in Australia. IUCN, infatti, apre alla FAO, che insieme a Federparchi – Europarc Italia organizzerà una sessione dedicata ad alimentazione e aree protette. L'intento è quello approfondire il tema degli agrosistemi sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione umana, sensibilizzando i leader del pianeta e il pubblico sull'importanza di tutelare la biodiversità ambientale e alimentare, recuperando, salvaguardando e valorizzando il legame esistente tra i sapori e i saperi, le produzioni locali, le tradizioni, le antiche coltivazioni, il patrimonio materiale e immateriale dei luoghi.

Le barbatelle messe a disposizione degli agricoltori dal Parco delle Cinque Terre
Le barbatelle messe a disposizione degli agricoltori dal Parco delle Cinque Terre
   
Federparchi - Europarc Italia
Via Nazionale 230 - 00184 Roma
Tel. +39 06 51604940
Fax +39 06 5138400
www.federparchi.it
segreteria.federparchi@parks.it
Archivio Newsletter - Iscrizioni e cancellazioni