Newsletter di Federparchi
 Ottobre 2015
Foto Primo Piano Editoriale

"Il parco della Vanoise perde pezzi, ecco cosa ne penso..."

di Giampiero Sammuri *                                                                                                                          Leggevo su Repubblica, qualche giorno fa, una corrispondenza dalla Francia sul Parco nazionale della Vanoise e sul suo futuro. La più antica area protetta d’oltralpe, situata nella Savoia, al confine con il Piemonte e la Valle d'Aosta (e con lo stesso Parco del Gran Paradiso), vedrà infatti il suo territorio ridursi a un terzo dell’estensione attuale - che è di circa 2 mila chilometri quadrati. “Tutta colpa - si legge nell’articolo - di una legge, promulgata nel 2006 ma diventata operativa in questi mesi, che vincola i comuni nel cui territorio è ospitata l’area protetta a ...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

EXPO 2015 - "L'Educazione ambientale, un buon lavoro di squadra che ha già fruttato oltre 100mila presenze

Così Barbara Degani, sottosegretario all'Ambiente in visita al Biodiversity Park

Nei giorni scorsi Barbara Degani, sottosegretario all’Ambiente, ha visitato il Biodiversity Park, all'Expo. Ecco sa ha detto. “Quando abbiamo deciso di puntare sull’educazione ambientale ad Expo facendo conoscere ai ragazzi, e non solo, quanto di più prezioso abbiamo in Italia in tema di biodiversità, ovvero i Parchi, non ci aspettavamo certo un risultato così eclatante. Abbiamo registrato al Biodiversity Park  ben 100.000 presenze, un segnale importante che ci fa capire che siamo sulla giusta strada e che abbiamo operato una scelta corretta. In questo lavoro ovviamente un plauso va al Corpo Forestale dello Stato che quotidianamente è impegnato nella tutela e conservazione della biodiversità e a Federparchi che opera sempre in questa direzione, entrambi impegnati sia sul territorio che all’interno dell’Esposizione Universale. Il nostro obiettivo è formare e sensibilizzare il maggior numero di persone al rispetto dell’ambiente e della natura. Pensare che in 100.000, sollecitati dai tanti eventi che ogni giorno popolano Expo, siano entrati nel nostro padiglione per approfondire queste tematiche ci riempie di orgoglio. La strada è ancora lunga ma questi risultati danno la misura di come l’esperienza di Expo abbia impresso una forte accelerazione alle tematiche ambientali veicolandole efficacemente”.

Foto ricordo con il 100milesimo visitatore
Foto ricordo con il 100milesimo visitatore
   

"L'Abruzzo dei Parchi - Tipicità e benessere" tema di un convegno svoltosi a Torino a metà settembre

L'evento è stato organizzato e finanziato nel quadro della convenzione 'APE - Appennino Parco d'Europa 1994-2014' tra Regione Abruzzo e Federparchi

Un incontro per parlare de “L’Abruzzo dei Parchi - Tipicità e benessere” si è svolto il 19 settembre, a  Torino. L’evento era organizzato e finanziato nel quadro della convenzione tra Regione Abruzzo e Federparchi  avente come oggetto "APE -  Appennino Parco d'Europa 1994-2014: dal progetto strategico al progetto pilota per la valorizzazione dei prodotti tipici dei parchi verso l'Expo 2015". L’incontro è stato curato in collaborazione con “La famiglia abruzzese e molisana in Piemonte e Valle d’Aosta”. Vi hanno partecipato Donato Di Matteo, assessore della Regione Abruzzo, Mauro Laus, presidente del consiglio regionale del Piemonte, Italo Cerise, vicepresidente vicario di Federparchi, Paolo Leggero della cooperativa agricola ‘Naturalmente’ e Carlo Di Giambattista, presidente de ‘La famiglia abruzzese e molisana in Piemonte e Valle d’Aosta’.

Save the date dell'evento
Save the date dell'evento
   

EXPO 2015 - Convegno su buone pratiche e prodotti delle aree marine protette

Si è svolto il 28 settembre al Teatro della Terra, nel padiglione del Biodiversity Park

“Un mare Dop - Storie di alici e altri prodotti dalle buone pratiche delle aree marine protette”. E’ il titolo di un convegno che si è svolto il 28 settembre, al Teatro della Terra, nel padiglione del Biodiversity Park, all’Expo di Milano. Legambiente, nell’ambito della convenzione per la gestione degli eventi di EXPO15 stipulata tra Federparchi e Ministero dell’Ambiente, ha organizzato questo incontro per proporre una selezione di buone pratiche di gestione della pesca in aree protette e di prodotti ittici d’eccellenza. L’evento è stato anche l’occasione per siglare una carta di intenti tra gli operatori interessati (enti gestori di AMP, amministrazioni locali, cooperative della pesca, aziende della filiera della conservazione di prodotti ittici, associazioni ambientaliste, ministeri competenti) per la promozione di un percorso condiviso verso la ricerca della qualità dei prodotti ittici.

Locandina del convegno
Locandina del convegno
   

A lavoro per organizzare la Conference 2015 di Europarc Federation in programma il 26 e 27 ottobre a Regensburg

Informazioni su programma, temi, workshop, registrazione all'evento, costi e soggiorno

 Europarc Federation sta lavorando all’organizzazione del più grande evento dell'anno per quanto concerne i parchi: la conferenza annuale 2015. Si svolgerà il 26 e 27 ottobre a Regensburg (Bayern), in Germania, nella città che ha visto nascere Europarc. Titolo: “Aree protette in un mondo che cambia”. La conferenza e l’assemblea generale si svolgono ogni anno in un paese europeo diverso e riuniscono oltre 500 professionisti provenienti da aree protette, ministeri competenti, il mondo dell’università, organizzazioni e associazioni che operano nel settore dell’ambiente. Federparchi invita fin da adesso amministratori/gestori dei parchi italiani a programmare questa due giorni in Germania. Ecco informazioni

Il cambiamento si può contrastare, accettare o infine promuovere
Il mondo naturale è in uno stato costante di cambiamento e i gestori delle aree protette che hanno la percezione del cambiamento, devono comprenderlo, studiarlo, spiegarlo agli altri. Eppure, il cambiamento apparentemente costante, nelle organizzazioni, nella politica, negli aspetti sociali ed economici, provoca una reazione fondamentalmente di contrasto, in quanto gestori di aree protette,. È possibile, invece promuovere un cambiamento positivo nelle istituzioni e nelle persone Possiamo creare un cambiamento positivo in noi stessi, nelle nostre organizzazioni in modo da modificare la direzione del cambiamento anche nel mondo naturale? "Aree Protette in un mondo che cambia", l’ambiziosa conferenza di Europarc, prenderà in considerazione alcuni fattori ambientali, politici, economici, sociali e tecnici in grado di influenzare le aree protette e il loro funzionamento. Saranno proposte risposte concrete attraverso le testimonianze dei relatori ma sarà possibile fare esperienze dirette attraverso i laboratori di scambio esperienze e formazione fra pari. La condivisione di idee, esperienze teoriche e pratiche consentirà ai gestori delle aree protette di trovare soluzioni alle sfide che essi devono affrontare, attraverso l’essere in rete con i colleghi di tutta Europa.

Il programma della Conferenza
Il primo giorno (26/10) sarà dedicata ai relatori durante la sessione plenaria, ai workshop specifici ed allo scambio di informazioni ed esperienze fra i partecipanti. Il secondo giorno (27/10) sarà dedicato all’assemblea generale di Europarc ed alla prosecuzione di attività di scambio e condivisione. Nel corso della Conferenza saranno anche organizzate una cena sociale ed una visita alla Città di Ratisbona.

I workshop della conferenza
I workshop della conferenza Europarc saranno un'ottima occasione per avere nuove idee e imparare dai propri colleghi che lavorano, su temi simili, in Aree Protette in tutta l'Europa . Saranno organizzati workshop gestiti e  dedicati ai membri e alle sezioni che hanno particolari competenze e conoscenze. I workshop dureranno 2 ore e saranno in inglese e saranno focalizzati su argomenti specifici e soluzioni pratiche . Anche se saranno presentati “casi studio” specifici, i laboratori sono pensati per essere vivaci discussioni interattive relativamente ad esempi ed esperienze reali da parte delle aree protette e su come queste si confrontano con il mondo che cambia.

I temi dei workshop
1 - Young people in Protected Areas: Taking the lead for Nature
Giovani nelle Aree Protette, Prendere iniziativa per la Natura
2 - Professional development for Protected Area management
Lo sviluppo professionale per la gestione delle Aree Protette
3 - Seeds of Growth: Multi-functionality of agriculture in Protected
Semi per lo sviluppo : Multi - funzionalità in agricoltura nelle Aree Protette
4 - The Nature of cooperation: Managing Protected Areas in partnership
La Natura della cooperazione : Partenariato per la gestione delle aree protette

Attività per i Soci e le sezioni di Europarc
Nel corso della conferenza sarà allestito uno spazio espositivo e dimostrativo dedicatola presentazione e scambio di esperienze buone pratiche progetti fra i partecipanti: un'occasione per i parchi ed eventualmente per le sezioni per dare visibilità a progetti ed iniziative che caratterizzano le diverse realtà e che potrebbero proficuamente essere esportate in altri contesti.

Il programma completo della Conferenza
http://www.europarc.org/get-involved/events/2015-2/conference-programme/

La registrazione alla conferenza
https://docs.google.com/forms/d/1JtYnt-PsMl5KJ_YT8OcuXDjp2A7BNBwVqppZpHYvaWM/viewform

Costi di partecipazione
Il costo per la partecipazione è di 120 euro per i membri i Europarc e 160 euro per i non soci, non comprende il pernottamento e le attività di supporto alla Conferenza (cena e visita alla città).

Aggiornamenti sulla Conferenza
http://www.europarc.org/get-involved/events/2015-2/

Conference 2015 di Europarc
Conference 2015 di Europarc
   

EXPO 2015 - Incontro al teatro della Terra sulla fase 2 della Carta europea del turismo sostenibile

Si è svolto il 9 settembre, organizzato da Federparchi e Ministero dell'Ambiente - Il resoconto

Si è svolto mercoledì 9 settembre, a Milano, al teatro della Terra, un incontro di approfondimento - organizzato da Federparchi e Ministero dell’Ambiente - sulla fase 2 della Carta europea del turismo sostenibile, strumento e certificazione per la tutela della natura, lo sviluppo del territorio e il dialogo tra parchi, imprese locali e tour operator.

    Un evento molto partecipato, ricco di contributi, a cui hanno presenziato presidenti e direttori delle aree protette e molti operatori economici che vivono e lavorano all’interno di parchi e riserve. Nel corso della conferenza, infatti, hanno portato il loro contribuito di idee quelle aziende che entreranno presto ufficialmente nella Rete europea delle aziende attestate CETS, cogliendo così l'opportunità di intessere nuovi rapporti di collaborazione con altre realtà virtuose.

   Per la Rete Italiana della CETS, coordinata da Federparchi, è stata anche l'occasione – l’incontro all'Expo -  per approfondire le relazioni con Europarc Federation, delineando il supporto che le due Federazioni potranno offrire ai parchi certificati.

    Si è ripartiti dalle conclusioni emerse da due recenti incontri sul tema della Rete Europea CETS, quello di Fasano (a marzo) e quello in Portogallo (a maggio), dove Federparchi aveva partecipato a un confronto con le esperienze spagnole e francesi sul coinvolgimento del settore privato (imprese locali, agenzie di viaggio e tour operator) nel sistema della Carta.

    Il presidente di Federparchi ha aperto l’incontro evidenziando come l’adozione della Carta europea del turismo sostenibile stia procedendo al meglio nelle diverse aree protette italiane. Poi Giampiero Sammuri ha ricordato gli obiettivi strategici della Carta: “migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione di un turismo nelle aree protette, tenendo conto delle necessità dell’ambiente, delle comunità locali, delle attività imprenditoriali locali e dei flussi di visitatori”. Sammuri ha ricordato come la CETS non è solo passaggi formali per raggiungere una certificazione ma azioni concrete per costruire un sistema di relazioni con il territorio che dovrà durare oltre la durata quinquennale della Carta”.

   Molto apprezzato, tra gli addetti ai lavori, l’intervento di Marco Katzemberg, presidente del Club “Qualità parco” del Parco Naturale Adamello Brenta, che ha sottolineatoi benefici per le imprese derivanti dalla CETS. Il Parco naturale Adamello Brenta, in effetti, ha portato a Milano, al convegno, la propria esperienza (molto positiva) di adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile - Fase II: 21 delle circa 40 Aziende attestate Qualità Parco hanno infatti deciso di intraprendere questa nuova sfida, prime in Italia. “Il percorso di verifica, che è cominciato in primavera – ha detto Katzemberg - è terminato proprio di recente si concluderà con la cerimonia ufficiale di conferimento del riconoscimento europeo, indicativamente a fine settembre alla presenza della PAT e di Federparchi”.

   Il dibattito, invece, si è sviluppato sullo stato dell’arte della CETS in Italia anche alla luce delle prime esperienze pilota di Fase II (Parco Adamello Brenta e Parco Dune Costiere) e i possibili sviluppi della cooperazione a livello europeo. Infine le conclusioni di Maria Carmela Giarratano, direttore generale del Ministero dell’Ambiente, che ha sottolineato la partecipazione vivace e attenta dei rappresentanti dei parchi e delle categorie economiche.

  A questo link gli atti del convegno: http://www.parks.it/federparchi/pagina.php?id=36

I partecipanti al convegno sulla Carta europea del turismo sostenibile
I partecipanti al convegno sulla Carta europea del turismo sostenibile
   

Interrogazione Realacci-Borghi su proliferazione cinghiali, il commento del presidente Sammuri

Sugli attacchi del mondo animalista "necessario distinguere tra caccia e controllo faunistico"

Prendendo spunto da un incontro tenutosi a Milano nei giorni scorsi, a cui ha partecipato anche Federparchi, i deputati Ermete Realacci ed Enrico Borghi hanno presentato il 7 settembre un’interrogazione al ministro dell’Ambiente sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali, lanciando una serie di proposte che riguardano da vicino anche le aree protette. Sulla questione interviene il presidente Giampiero Sammuri.

   “Capisco che l'interrogazione degli onorevoli Realacci e Borghi potrebbe creare preoccupazione nei gestori dei parchi italiani. I due deputati, nella loro disamina, affermano che i parchi non sono il problema ma semmai una componente importante della soluzione. A patto che in tutte le aree protette il problema venga gestito con la necessaria efficacia, con forza e determinazione, co l’assistenza degli altri enti e istituzioni.  Io credo che dobbiamo essere sinceri con noi stessi: in molti parchi - troppi – la questione del controllo dei cinghiali non viene affrontata con la necessaria efficacia e quindi la richiesta di un commissario ad acta va interpretata come uno stimolo ad una migliore e più efficace azione da parte dei parchi. Come Federparchi abbiamo cercato, fin dal workshop di Fabriano dello scorso dicembre, di aiutare quei parchi che mostravano maggiore difficoltà nella gestione del problema, lamentando risultati modesti. È ovvio che il cinghiale va gestito in tutto il territorio nazionale ma noi, come parchi, preoccupiamoci di fare bene il nostro mestiere e fare una buona gestione all'interno. Come sta scritto nell'interrogazione bisogna utilizzare bene le linee guida dell'Ispra, che al riguardo sono molto precise e ampiamente condivisibili. Così facendo si potranno ottenere risultati significativi. Gli esempi ci sono.

   Trovo opportuna inoltre anche l'iniziativa dei senatori Caleo e Vaccari, cioè la convocazione di un incontro specifico sull'argomento, a cui sono stati invitati parchi, Ispra e Governo. Speriamo che questo faciliti la ripresa di un percorso per l'adeguamento normativo che da tempo attendiamo”.

    Nel frattempo, però, dal mondo animalista sono partite bordate contro la Federparchi e quegli esponenti politici che hanno partecipato al dibattito di domenica scorsa. L’accusa è quella di voler creare un’alleanza per la distruzione dell’ambiente con l’obiettivo di far entrare i cacciatori nei parchi. Anche qui Sammuri ribadisce il pensiero di Federparchi.

   “Riguardo alle considerazioni di alcuni esponenti del mondo animalista   – sono ancora parole di Sammuri – invito chi parla a sproposito a informarsi sulla differenza che passa tra caccia e controllo faunistico. Affermare che Federparchi vuole portare la caccia nelle aree protette è una bestemmia, un insulto all’intelligenza e mi è insopportabile leggere certe affermazioni. Una regola fondamentale per tutte le operazioni di controllo faunistico nelle aree protette è quella di intervenire solo sulla specie target arrecando il disturbo minimo possibile a tutte le altre specie presenti. Per ottenere riduzioni consistenti delle popolazioni di cinghiale, lo strumento più efficace è sicuramente quello delle catture. A esso va poi affiancato l'abbattimento condotto da personale specializzato ed appositamente addestrato, una valida attività di supporto alle catture, perché, anche se non garantisce grandi numeri, consente di intervenire in modo più mirato. Purtroppo poi ci sono le tifoserie, che pensano solo alle catture o, all'opposto, ad aprire la caccia nei parchi. Noi dobbiamo scegliere la strada della razionalità e della scientificità”.

Un branco di cinghiali
Un branco di cinghiali
   

Il 21 e 22 settembre si sono svolti giunta esecutiva e consiglio direttivo di Federparchi

Si è parlato di gestione faunistica nei parchi, aree marine protette, sostituzione di alcuni consiglieri decaduti e coordinamenti regionali (in particolare Emilia Romagna, Campania e Piemonte)

Il 21 settembre, a Roma, nella sede di via Nazionale, il presidente della Federazione Giampiero Sammuri ha presieduto  la riunione della giunta esecutiva. Il giorno successivo si è svolto invece il consiglio direttivo nel centro convegni delle Carte Geografiche, sempre a Roma. Si è discusso della gestione faunistica nei parchi,  di una iniziativa da organizzare avente come oggetto le aree marine protette e della sostituzione di alcuni consiglieri decaduti e lo stato dei coordinamenti regionali (in particolare Emilia Romagna, Campania e Piemonte).

   

EXPO 2015 - Successo del workshop 'Life 2015'. Si è parlato di conservazione e valorizzazione degli alberi monumentali censiti da Rete Natura 2000.

"Salvaguardia delle radici d'Europa e del Mediterraneo" era il titolo dell'evento

Lo scorso 5 settembre si è svolta, in ambito Expo, una iniziativa sostenuta da Parco dei Nebrodi, Regione Sicilia e Federparchi. L’obiettivo era quello di sensibilizzare il grande pubblico, nonchè gli stakeholder, sulle azioni previste per la tutela e la valorizzazione degli alberi monumentali presenti nell'ambito degli ecosistemi ed agrosistemi sia dell'Europa che del Mediterraneo. L'evento è stato introdotto da Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi. A seguire diversi interven, tra cui quelli di Maria Carmela Giarratano (direttore generale del Ministero dell’Ambiente) e del presidente di Federparchi Giampiero Sammuri.

Presentazione del workshop
Presentazione del workshop
   

Eleonora Frigerio confermata alla guida di Federparchi Lombardia

Congresso del coordinamento regionale nel corso della 'Settimana dei Parchi lombardi' a Expo - Le parole del coordinatore

 A conclusione della 'Settimana dei Parchi' svoltasi a Pianeta Lombardia, lo spazio di Regione Lombardia in Expo, si è svolto il congresso del coordinamento regionale di  Federparchi. Eleonora Frigerio è stata confermata nel ruolo di coordinatore. L’assemblea dei rappresentanti dei parchi lombardi, a cui ha partecipato anche il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, ne ha riconosciuto il buon lavoro svolto negli ultimi tre anni.

   Avvocato, 38 anni brianzola, di Carate, la sua prima nomina come coordinatrice dei Parchi della Lombardia risale al maggio del 2012, a poche settimane dalla sua investitura alla guida del Parco della Valle del Lambro, ruolo che tutt’ora ricopre, quando aveva sostituito la coordinatrice uscente, Milena Bertani. A supportare il lavoro del presidente Frigerio hanno collaborato nei primi tre anni di mandato, i due vicepresidenti, Agostino Agostinelli (alla guida del Parco Adda Nord) e Giuseppe Barra (responsabile del Parco Campo dei Fiori).

   “Sono stati tre anni importanti durante i quali il tema fondamentale è stato la prossima riforma del Sistema regionale dei Parchi. Una riforma che, volente o nolente, deve fare i conti con la scarsità di risorse – ha sottolineato il presidente di Federparchi Lombardia Eleonora Frigerio nel corso del suo intervento – da tre anni è infatti partita un’importante collaborazione con l’assessorato regionale: a quattro mani stiamo provando a riformare il sistema. Altro importante tema, di stretta attualità, che ha caratterizzato il mio mandato, è la proposta di Legge regionale della Città Metropolitana. Si tratta di una prova generale di un percorso partecipato che Regione e Federparchi Lombardia stanno cercando di mettere in pratica attraverso una Pdl che vede la Federparchi Lombardia concorde sul principio di fusione, ma ancora distante per quanto riguarda il metodo di attuazione”.

  LA PRESENZA A EXPO - Federparchi Lombardia ha organizzato a Expo - dal 21 al 27 settembre - la prima settimana, delle due in programma, dedicata alla promozione dei parchi e delle riserve naturali lombarde. Ad aprire i sette giorni a Pianeta Lombardia l’interessante convegno «Biodiversità necessaria come il pane» organizzato dal Parco Regionale Campo dei Fiori che ha visto il coinvolgimento anche di altre realtà regionali come il Parco del Ticino, del Monte Barro, dell’Adamello e del Plis Valle Albano. Mercoledì 23 settembre, i parchi lombardi hanno invece scoperto le molteplici applicazioni delle moderne tecnologie grazie al Convegno «Di Natura Digitale» organizzato dal Parco Regionale Adda Nord. Un innovativo dibattito nel quale si è parlato di come la rapidità dell’evoluzione tecnologica offre ogni giorno nuove soluzioni hardware e software, spesso semplici e a basso costo, che possono rispondere a nuove e complicate esigenze: come ad esempio quella di monitorare diffusamente le condizioni dell’ambiente, elaborare grandi moli di dati e metterli a disposizione dei cittadini in una logica di trasparenza e tutela dei beni comuni. Di stretta attualità per le sorti regionali, la tavola rotonda che ha caratterizzato il pomeriggio di giovedì 24 settembre ad Expo’ grazie alla «Tavola Rotonda: i parchi della Città Metropolitana verso una riforma delle aree protette lombarde», organizzato dal Parco Agricolo Sud. Proprio per la delicatezza dell’argomento, soprattutto perché proprio in queste settimane si sta decidendo sulla Proposta di Legge Regionale per la Valorizzazione della Città Metropolitana, alla Tavola Rotonda non sono voluti mancare, coordinati dal presidente di Federparchi Lombardia, Eleonora Frigerio, l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, il sottosegretario ai Rapporti con la Città Metropolitana e al coordinamento dei progetti speciali, Giulio Gallera, il vicesindaco della Città Metropolitana Eugenio Comencini, oltre ai due presidenti dei Parchi interessati, Giuseppe Manni, del Parco Nord Milano e Michela Palestra del Parco Agricolo Sud Milano. Penultima giornata dedicata al sempre attuale problema del Dissesto idrogeologico con un convegno dedicato a «Il ruolo dei parchi fluviali, l’esempio del Parco Valle Lambro» dove oltre ai tecnici del Drf (Dipartimento di Riqualificazione Fluviale) del Parco Valle Lambro, sono intervenuti Gaetano La Montagna, di Aipo, sui pericoli del rischio idrogeologico e Dario Fossati, della Direzione Generale Territorio di Regione Lombardia che ha invece parlato de «La missione possibile dei parchi».

     Federparchi Lombardia sarà di nuovo presente a Expo, ospite di Pianeta Lombardia, nella settimana conclusiva dell’esposizione universale di Milano, dal 26 al 31 ottobre.

Il presidente Sammuri con Eleonora Frigerio
Il presidente Sammuri con Eleonora Frigerio
   

"Il parco della Vanoise perde pezzi, ecco cosa ne penso..."

di Giampiero Sammuri *                                                                                                                      

   Leggevo su Repubblica, qualche giorno fa, una corrispondenza dalla Francia sul Parco nazionale della Vanoise e sul suo futuro. La più antica area protetta d’oltralpe, situata nella Savoia, al confine con il Piemonte e la Valle d'Aosta (e con lo stesso Parco del Gran Paradiso), vedrà infatti il suo territorio ridursi a un terzo dell’estensione attuale - che è di circa 2 mila chilometri quadrati. “Tutta colpa - si legge nell’articolo - di una legge, promulgata nel 2006 ma diventata operativa in questi mesi, che vincola i comuni nel cui territorio è ospitata l’area protetta a decidere se aderirvi oppure no, con la possibilità di cessazione dello status”.

   E così mi è venuto voglia di avventurarmi in un commento, dopo aver raccolto qualche altra informazione e aver immaginato una trasposizione italiana di questa normativa.

   Sulle Alpi francesi questo rifiuto non è del tutto una sorpresa. Siamo infatti in un comprensorio sciistico molto famoso (Val Thorens, Courchevel, Tignes, La Plagne) e alcuni amministratori locali - ma soprattutto molti cittadini e imprese - vedono nel Parco il freno a un’ulteriore sviluppo delle stazioni turistiche. Insomma si teme che stare dentro al Parco sia una condizione foriera di problemi, un’ingessatura che innesca miseria.

   Ma riavvolgiamo il nastro: la Vanoise, uno dei gioielli delle Alpi Occidentali, creato nel 1963, vedrà il suo territorio ridursi dagli attuali 2mila chilometri quadrati, a poco più di 500 chilometri quadrati, cioè solo il cuore del Parco verrà salvaguardato, solo quello avrà tutele forti.

    Ma siamo sicuri che questa notizia debba suscitare allarme? Siamo certi che non sia giusto così? Possiamo affermare con convinzione che i 1500 km quadrati sottratti al parco di Vanoise, già segnati da un’evidente antropizzazione, da impianti di risalita griffati Leitner, siano davvero territorio indispensabile al parco nella tutela, faccio un esempio, dello stambecco, del camoscio o dell’aquila reale? Io ho qualche dubbio.

   Credo che un buon parco per essere tale non debba essere per forza un grande parco, cioè un’area protetta di estensione enorme, al punto da comprendere centri abitati e aree già fortemente modificate dall’uomo. Se invece che nel 1963 il parco oggetto del dibattito dovessimo istituirlo oggi, probabilmente individueremmo come ecosistema meritevole di salvaguardia (in cui i grandi carnivori possono vivere) solo i 500 km quadrati che rappresentano il cuore della Vanoise. Faccio notare che è cambiata la concezione di area protetta negli ultimi 50 anni. Un tempo perimetrare in modo ampio, estendere tutele e vincoli anche laddove - forse - bisogno non c’era, rappresentava una sorta di patente di buona gestione del territorio. Oggi è il contrario. I parchi non devono più essere foglie di fico. Si fanno dove c’è bisogno, dove ha senso che si mettano delle regole speciali finalizzate alla tutela della biodiversità. Penso all’Italia e mi vengono in mente parchi che hanno al loro interno perfino delle aree industriali. Parchi risalenti a un momento in cui era importante "fare ettari" a prescindere, per raggiungere e superare il famoso 10%. Sarebbe in alcuni casi stato meglio scegliere aree più piccole, in modo più mirato, partendo dalle effettive presenze di habitat e specie.

    Allora meglio la scelta compiuta nella Savoia. Almeno ha un senso, una motivazione. Non solo. Mi sembra giusto che le comunità locali decidano se - al parco – vogliono starci dentro oppure no. Io credo che, 9 volte su 10, stare in un parco sia un valore aggiunto, anche economico; e mi vengono in mente molti esempi. Ma questa è un’altra storia…  

*Presidente di Federparchi – Europarc Italia

 



 

Un'immagine del parco nazionale francese della Vanoise
Un'immagine del parco nazionale francese della Vanoise
   
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