Newsletter di Federparchi
 Febbraio 2016
Foto Primo Piano Editoriale

Il Piano d'azione sul lupo, io la penso così..

di Giampiero Sammuri *                                             Il piano d’azione sul Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente sta facendo discutere. Si registrano prese di posizione, polemiche tra associazioni, interventi che dipingono scenari non esatti. La cosa che più cattura l'attenzione dei media è l’eventualità  che i lupi possano essere abbattuti legalmente in Italia dopo quasi 50 anni. Su questo si sono concentrate, oltre a giornali e tv, le opposte “tifoserie”, quelle pro e quelle contro al lupo. Un classico.  Io credo, contrariamente a ciò che emerge dal dibattito attuale, che gli abbattimenti siano un punto quasi irrilevante, nel bene e nel male, a differenza di tanti altri aspetti trattati dal piano. Qu...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

"A Taste of Nature" (Un assaggio di natura) è il tema della Giornata europea dei parchi 2016

Federparchi invita tutte le aree protette che volessero organizzare eventi nella settimana dei parchi, a fine maggio, a proporsi e calendarizzare iniziative

Il 24 maggio si festeggia la Giornata europea dei parchi e si rinnova l'iniziativa di Europarc Federation per ricordare il giorno in cui, nell'anno 1909, venne istituito in Svezia il primo parco europeo. In Italia la data del 24 maggio si dilata su più giorni, con un ricco programma di incontri, escursioni, mostre ed attività ambientali. La Giornata europeadei parchi quest'anno avrà come tema "A Taste of Nature", un assaggio di natura, inteso come assaggio di prodotti locali, ma anche assaggio come fruizione, cioè attività nei parchi. Federparchi invita tutte le aree protette che volessero organizzare eventi nella settimana dei parchi, a fine maggio, a proporsi e calendarizzare iniziative in cui è centrale il momento dell’assaggio. Tutti insieme possiamo moltiplicare il messaggio e – con una sola voce - aumentare l'importanza delle aree protette europee. Maggiori dettagli li avremo nelle prossime settimane.

La locandina
La locandina
   

Fissata la data della conferenza annuale di Europarc Federation

Si svolgerà in Svizzera, nel parco Jura Vaudois, tra il 19 e il 23 ottobre 2016

Siamo Parchi” è il tema della conferenza 2016 di Europarc Federation, che si terrà nel parco regionale Jura Vaudois, in Svizzera, nel periodo 19-23 ottobre. Per ora è possibile avere solo questo piccolo antipasto di quella che sarà la conferenza e salvare la data sul calendario. Presto maggiori informazioni.

Save the date
Save the date
   

I risultati del progetto MEET: così si fa ecoturismo nelle aree protette italiane

Mercoledì 24 febbraio un incontro a Roma, presso la sede della Regione Lazio, a partire dalle 9

  Favorire la diffusione dell’ecoturismo nelle aree protette italiane alla luce dei positivi risultati conseguiti in materia dal progetto Mediterranean Experience of Eco-Tourism (MEET). E’ l’obiettivo dell’incontro che si terrà il prossimo 24 febbraio a Roma, presso la sede della Regione Lazio,a partire dalle 9. A dimostrazione  del grande impulso che l’ecoturismo può dare allo sviluppo socio-economico dei territori, aprirà i lavori, a nome della Regione Lazio, il Direttore della Direzione regionale Sviluppo economico e attività produttive, Rosanna Bellotti.

Sempre per la Regione Lazio interverranno il Direttore della Direzione regionale Ambiente e sistemi naturali, Vito Consoli, e il Direttore dell’Agenzia regionale per il Turismo, Giovanni Bastianelli, che illustreranno le politiche regionali a sostegno delle aree protette e le iniziative di cooperazione tra Stato e Regioni in favore del settore ecoturistico. Sulle strategie adottate a livello nazionale per promuovere il turismo sostenibile e salvaguardare la biodiversità sarà invece incentrato l’intervento di  Francesco Tapinassi, Dirigente del Servizio per le politiche del turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

  Il coordinatore di Federparchi Lazio, Maurizio Gubbiotti, descriverà poi il contenuto della Carta europea del turismo sostenibile (CETS) nelle aree arotette, uno strumento che ha dimostrato come sia possibile conciliare conservazione e sviluppo attraverso il diretto coinvolgimento di tutti gli attori locali e la stretta cooperazione tra questi e le Aree Protette. A nome del partenariato di Meet, parteciperà Luca Santarossa, coordinatore del progetto per Federparchi, che illustrerà i significativi risultati raggiunti nel corso di tre anni di attività. Il progetto, infatti, partendo dal metodo partecipativo proposto dalla Cets, ha costituito una rete composta da 25 aree protette del Mediterraneo e 15 tour operator locali che hanno lavorato insieme per la messa a punto di 19 pacchetti ecoturistici. Questi ultimi, accomunati da principi e criteri analoghi, sono stati inclusi in un catalogo per essere commercializzati nei mercati di USA, Australia, Regno Unito e Canada. Uno dei risultati più importanti del progetto è stata la definizione del brand Meet con l’obiettivo di diffondere un modello innovativo di ecoturismo in grado di trasmettere, attraverso un messaggio condiviso da tutti i membri della rete, la ricchezza e, allo stesso tempo, l’unicità della biodiversità e della cultura del Mediterraneo.

  Una Destination Management Organization (DMO), in via di costituzione, sarà lo strumento attraverso il quale i partner della rete Meet rafforzeranno e svilupperanno ulteriormente quanto prodotto finora (scambio di buone pratiche, attività di capacity building, coinvolgimento di altre aree protette, svolgimento dei controlli di qualità sui pacchetti). Infine, Filippo Belisario, esperto tematico del progetto Meet per conto della Regione Lazio,  presenterà l’esperienza concreta della Riserva Naturale di Monte Rufeno, Area Protetta aderente alla rete Meet ed esempio di eccellenza sotto il profilo della gestione e del rapporto con gli attori locali. In particolare, Belisario descriverà cosa hanno rappresentato per la Riserva, in termini di impatto e ricadute positive sul territorio, l’adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile e la  partecipazione alle attività di Meet.

   

Mid-term review della Strategia Ue per la biodiversità 2020

Sammuri: "Le aree protette italiane dovranno essere protagoniste di questo percorso”

   Il 2 febbraio il Parlamento europeo ha approvato - con una maggioranza molto ampia - la relazione sulla revisione intermedia (Mid-term review) della Strategia Ue per la biodiversità 2020. Il Parlamento chiede una più efficace applicazione delle direttive “Uccelli” e “Habitat” ed esprime la sua opposizione alla proposta di revisione delle direttive. Al fine di contrastare la perdita di biodiversità, il Parlamento esprime anche la necessità di poter disporre in futuro di risorse finanziarie più adeguate, di una integrazione con le legislazioni nazionali e di misure di conservazione e di gestione più stringenti. Federparchi Europarc Italia prende atto del risultato della votazione, che mostra un'ambizione concreta nel rafforzare la protezione della natura in Europa. "Questo passaggio rappresenta un grande risultato anche strategico per il futuro della  biodiversità – commenta il presidente di Federparchi – Europarc Italia Giampiero Sammuri - ma impone a noi, all'Italia, membro Ue con  il livello di biodiversità più elevato, un impegno adeguato e ambizioso in termini di azioni, risorse e programmi. Questo affinché i risultati attesi possano essere raggiunti. E le aree protette italiane dovranno necessariamente essere i principali protagonisti di questo percorso”.

   

ETIS e CETS, una conferenza su gestione e promozione del turismo sostenibile e accessibile

Si è svolta a Bruxelles con i maggiori esperti europei nel settore del turismo sostenibile. Organizzata da Europarc Federation

  Giovedì 28 gennaio, a Bruxelles, i maggiori esperti europei nel settore del turismo sostenibile si sono incontrati per la conferenza su “Gestione e promozione del turismo sostenibile e accessibile”, organizzata dalla Commissione europea. Il presidente di Europarc Federation Ignace Schops è intervenuto in apertura per presentare la Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette; a seguiere gli altri relatori, tra cui alcuni membri dell’Organizzazione mondiale del turismo e della Rete europea per il turismo accessibile.
   Dal 1993, la Carta  (CETS) accompagna le aree protette nella definizione e attuazione di una strategia di turismo sostenibile. Oltre 140 tra parchi e riserve in 17 diversi paesi stanno seguendo i principi della Carta, portando benefici per la natura, la società e l'economia locale.
   Venti anni dopo la Commissione europea ha lanciato Etis con il fine ultimo di mantenere per il Vecchio Continente la posizione di principale destina¬zione turistica mondiale. Il numero di arrivi turistici internazionali nell’UE è più che raddoppiato dal 1990. Ciononostante, per riuscire a mantenere la sua quota di mercato, il settore turistico dell’UE deve migliorare in modo significativo la sua competitività e sostenibilità, tenendo in considerazione aspetti quali la qualità dei prodotti e dei servizi, la responsabilità sociale e ambientale, le risorse naturali e la diversità del patrimonio culturale e delle identità locali.
    Le azioni da mettere in campo sono molteplici. Tra queste c’è  lo sviluppo di un Sistema europeo di indicatori per il turismo e la gestione sostenibile a livello di destinazione. Il Sistema euro¬peo di indicatori è inteso a migliorare la gestione sostenibile delle destinazioni fornendo alle parti interessate del settore un utile pacchetto di strumenti, di facile utilizzo, che consente di misurare e monitorare i processi di gestione della sostenibilità nonché di condividere e mettere a confronto i progressi e i risultati in futuro.
  Oltre 200 destinazioni sono state individuate (su base volontaria) per i test ETIS tra il 2013 e il 2014. Esempi di buone pratiche che riguardano anche l’Italia. La conferenza è stata anche l'occasione per ascoltare le valutazioni ETIS sulle destinazioni coinvolte, tra cui diversi rappresentanti italiani.

   

Nuovo direttore al Parco nazionale del Circeo, congratulazioni a Paolo Cassola

La nomina è stata fatta alla fine del 2015

  A fine 2015 il dottor Paolo Cassola, esperto di gestione e management degli enti locali e delle aree protette, è stato nominato dal Ministero dell’Ambiente direttore del Parco nazionale del Circeo. Cassola, 54 anni, con oltre 15 anni d’esperienza da funzionario e dirigente della pubblica amministrazione, è stato scelto all’interno di una terna predisposta dal consiglio direttivo del Parco secondo i termini di legge.

   Già membro della Consulta tecnica della Regione Toscana per le aree protette e la biodiversità, membro della Commissione tecnica per il “Piano regionale per la Conservazione della Biodiversità in Toscana”, membro per 12 anni del consiglio direttivo dell’Ente Parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e coordinatore del Polo ambientale del Monte Pisano (che comprende 9 aree protette della Regione Toscana), Cassola ha maturato significative esperienze come project manager per quanto concerne sviluppo sostenibile, gestione ambientale e cooperazione.

   E’ stato anche consulente per valutazioni ambientali e d’incidenza in aree protette e siti di Rete Natura 2000. E’ un esperto di turismo sostenibile e valorizzazione dei parchi e insegna all’Università di Camerino, dopo essere stato docente all’Università di Pisa per i corsi di laurea magistrale “Gestione e tutela dell’ambiente Agro-Forestale” e “Scienze e Tecnologie per l’Ambiente”. Sempre all’Università di Pisa è stato docente dei master post laurea in “Comunicazione pubblica e politica” e “Comunicazione ambientale”. Giornalista, è stato anche tra i promotori delle Università Verdi negli anni ’80 e ha collaborato con Slow Food, Wwf, Legambiente e il Corpo Forestale dello Stato.

   Federparchi Europarc Italia si congratula con il neodirettore Cassola, con il presidente Gaetano Benedetto e con il consiglio direttivo dell’Ente Parco. Ringraziamenti al dottor Danilo Bucini del Corpo Forestale dello Stato, che negli ultimi due anni ha svolto le funzioni di direttore.

Sammuri con Cassola
Sammuri con Cassola
   

Manifestazione a Manfredonia contro il decreto sulle ricerche petrolifere off shore - L'adesione di Federparchi Europarc Italia

Il presidente Sammuri firma una dichiarazione con Lavarra (Federparchi Puglia) e Pecorella (Parco del Gargano)

Federparchi Europarc Italia, il coordinamento Federparchi Puglia e l’ente parco nazionale del Gargano esprimono piena solidarietà alla mobilitazione delle comunità locali delle isole tremiti contro l’autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico alle ricerche petrolifere off shore. “Per l’ampiezza dell’area interessata dal decreto, per la distanza di pochi chilometri dai siti marini di interesse comunitario e dall’area marina protetta – commentano Giampiero Sammuri (presidente di Federparchi), Stefano Pecorella (presidente del Parco nazionale del Gargano) ed Enzo Lavarra (presidente  di Federparchi Puglia) - l’esecuzione di indagini geofisiche avrebbe effetti gravemente impattanti sull’ecosistema marino  e costiero. Non solo. Si rischia di compromettere quel progetto di sviluppo sostenibile che è in corso con il rilancio e la valorizzazione delle vocazioni storiche legate alle attività di pesca e all’offerta di turismo naturalistico. Per questo - e richiamando l’annullamento ad opera del Tar Lazio dei decreti autorizzativi  delle precedenti ricerche petrolifere - aderiamo con piena convinzione alla manifestazione di Manfredonia di lunedì 18 gennaio".

Trivellazioni petrolifere in Puglia
Trivellazioni petrolifere in Puglia
   

Da Federparchi Emilia - Romagna - Incontro del coordinamento per parlare della proposta di legge sull'ordinamento turistico regionale

Si è svolto lunedì 15 febbraio a Bologna alla presenza dei vertici nazionali della federazione

A Bologna, nei giorni scorsi, in un incontro promosso dal Coordinamento Emilia Romagna, si è parlato della bozza della proposta di legge sull'ordinamento turistico regionale, introducendo la relazione presentata dal presidente dell'Ente Parchi Emilia Orientale alla conferenza sulla montagna. Erano presenti gli amministratori degli enti di gestione dei parchi e biodiversità Emilia Centrale, Emilia Occidentale, Parco della Vena del Gesso Romagnola, Parco del Delta Po, Parco nazionale Tosco Emiliano, Parco nazionale Foreste Casentinesi, riserva delle Salse di Nirano e parco Interregionale Sasso Simone Simoncello. Al tavolo anche il responsabile del servizio “Parchi” della Regione Emilia e Romagna Enzo Valbonesi, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, il vicepresidente di Federparchi Agostino Agostinelli, i presidenti di Legambiente Emilia Romagna e Wwf Emilia Romagna. La discussione è stata incentrata sul progetto di legge sull’ordinamento turistico regionale, del sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promozione della commercializzazione turistica. Al tavolo dei direttori verrà poi individuato il coordinatore. Infine discussione su azioni e progetti da sviluppare in comune.

   

Da Federparchi Basilicata - Bilancio 2015 e prospettive per i parchi lucani

   Bilanci e prospettive 2016 per i quattro parchi della Basilicata. Se ne è discusso nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa organizzata da Federparchi Basilicata. Domenico Totaro, coordinatore di Federparchi Basilicata e presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, ha sottolineato l'importanza delle sinergie attivate per le aree protette e la necessità di una maggiore attenzione ai Parchi nella programmazione europea.
  “E’ stato un anno positivo per il Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese – ha evidenziato Totaro - non solo per la vetrina dell’Expo di Milano ma anche per i diversi progetti realizzati con il Ministero ‘Da Expo ai Territori’, fino a quelli che hanno visto protagonisti i Gal nelle diverse iniziative fuori Expo. Tra le novità quelle per la governance dei Parchi. Finalmente è stata istituita la Consulta per lo Sviluppo economico sociale dei Parchi della regione Basilicata, organo di consulenza e supporto tecnico – scientifico della Giunta regionale. La Basilicata è tra le regioni più virtuose nel progetto Rete Natura 2000 per la messa in rete delle aeree Sic, anche in questo la Consulta potrà rappresentare uno strumento fondamentale per far sentire la nostra voce”.
  Su Matera 2019 Federparchi Basilicata sta intervenendo per mettere in campo nuovi pacchetti turistici. “Stiamo formando guide sul territorio per dare strumenti di accompagnamento ai turisti sempre piu esigenti”. Sulle tematiche ambientali Totaro ha espresso la sua preoccupazione  per l’ articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’.
  Anche il Parco del Pollino, chiude l’anno in maniera positiva. Il presidente Domenico Pappaterra ha sottolineato come sul fronte della prevenzione, sono stati raggiunti risultati soddisfacenti. “Con circa 27mila controlli molto si è fatto contro atti vandalismo e di disturbo a fauna e foreste”. Il 2015 per il Parco del Pollino sarà ricordato per il riconoscimento dell’Unesco e l’ingresso nella rete internazionale dei geoparchi. “Siamo adesso in un contesto internazionale – ha detto Pappaterra e abbiamo già avanzato la candidatura per ospitare il Forum nazionale dei parchi italiani l’estate prossima. Lo sviluppo sostenibile delle aree interne che è alla base della programmazione dei fondi europei, deve mettere al centro i Parchi e spero che attraverso la Consulta si possa ancor di più fare sistema e progettazione di area vasta”. Da sottolineare anche il finanziamento ottenuto dal Parco del Pollino sugli itinerari mariani, mentre preoccupazione è stata espessa per l’accorpamento del Corpo forestale all’Arma dei Carabinieri. “Rischiamo che i nostri boschi restino senza controllo. Non vorremmo che con questa riforma ci possa essere una caduta di presenza sul territorio”.
   Il presidente del Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, Mario Atlante, si è detto soddisfatto per l’andamento del 2015. “Utilizzerò lo slogan del Psr – ‘Seminiamo il futuro’ - perché è esattamente quello che facciamo. Non si può più pensare più di andare avanti solo con i trasferimenti di risorse regionale; ecco perché la programmazione deve coinvolgere gli attori del territorio”.

Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa
   

Da Federparchi Calabria - Giuseppe Bombino è il nuovo coordinatore

Giuseppe Bombino, 44 anni, è stato eletto all’unanimità coordinatore di Federparchi Calabria. Lo ha fatto l’assemblea composta degli enti gestori delle aree protette della Calabria (Parco Nazionale dell’Aspromonte, Parco Nazionale del Pollino, Parco Nazionale della Sila, Parco Regionale delle Serre, Aree Marine Protette) e dalle associazioni ambientaliste (Cai, Legambiente, Marevivo, WWF Oasi), alla presenza del presidente nazionale di Federparchi Giampiero Sammuri. Docente del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dal maggio 2013 Bombino è presidente dell’Ente Parco  dell’Aspromonte. L’assemblea ha ringraziato il coordinatore uscente, la profesoressa Sonia Ferrari. Tra le priorità affidate al neo coordinatore la necessità di avviare un’interlocuzione con la Regione Calabria per includere il sistema dei Parchi nella più ampia programmazione comunitaria.

Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ha espresso soddisfazione per l’elezione di Bombino che “nonostante sia da poco tempo alla guida del Parco dell’Aspromonte, si è fatto notare per la capacità di ragionare in termini innovativi e positivi in un territorio difficile come quello che presiede”. “La centralità del ruolo dei Parchi nella programmazione della Regione – ha spiegato Domenico Pappaterra, presidente del Parco del Pollino – deve essere fortemente rivendicata. Sono certo che con l’apporto di Giuseppe Bombino, il coordinamento di Federparchi Calabria possa riprendere il suo cammino con slancio e vigore”. Sulla stessa linea si sono espressi anche Antonio Nicoletti, Alfonso Picone Chiodo e Beatrice Barillaro delegati di Legambiente, Cai e WWF.

“Siamo qui – ha commentato il neo eletto coordinatore di Federparchi Calabria – per conservare e valorizzare l’enorme patrimonio naturalistico della Calabria. Continueremo a ragionare con un approccio di sistema, perché questa è la strada obbligata da percorrere se vogliamo costruire processi di sviluppo per i nostri territori”.

Giuseppe Bombino
Giuseppe Bombino
   

Il Piano d'azione sul lupo, io la penso così..

"Stralciamo gli abbattimenti e parliamo di tutto il resto"

di Giampiero Sammuri *                                          

  Il piano d’azione sul Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente sta facendo discutere. Si registrano prese di posizione, polemiche tra associazioni, interventi che dipingono scenari non esatti. La cosa che più cattura l'attenzione dei media è l’eventualità  che i lupi possano essere abbattuti legalmente in Italia dopo quasi 50 anni. Su questo si sono concentrate, oltre a giornali e tv, le opposte “tifoserie”, quelle pro e quelle contro al lupo. Un classico.
  Io credo, contrariamente a ciò che emerge dal dibattito attuale, che gli abbattimenti siano un punto quasi irrilevante, nel bene e nel male, a differenza di tanti altri aspetti trattati dal piano. Qualche lupo abbattuto legalmente (che si aggiunge alle uccisioni fuori legge) non risolverà il problema dei danni agli allevamenti. A onor del vero non cambia nemmeno lo stato di conservazione della specie, ma proprio perché è un’azione poco significativa in entrambi i sensi, a mio avviso andrebbe stralciata dal piano, per indirizzare il confronto su tutto il resto, che invece ha una valenza notevole.
   Il piano è un documento corposo e articolato, che tocca tutte le tematiche, partendo dall'obiettivo dichiarato (sin dal titolo e da quanto scritto nel primo paragrafo) di garantire la conservazione della specie. Ciò è in linea con le normative italiane ed europee. Ma nel piano vengono anche spiegate le motivazioni che spingono a lavorare per la conservazione della specie, sviluppandone ben sei (ecologiche, economiche, estetiche, etiche, culturali e spirituali). Penso che siano motivazioni non banali, e che dovrebbero far riflettere, non solo noi che lavoriamo dei parchi e ci occupiamo di conservazione quotidianamente, ma qualunque interlocutore serio. Purtroppo invece l'attenzione e il conseguente dibattito sulle motivazioni del piano risulta inesistente.
  Passa pressoché  inosservata anche un’altra tematica affrontata dal piano: quella della minaccia per la conservazione del lupo prodotta dalla presenza  di cani vaganti e dalla conseguente ibridazione. Ecco, a mio avviso, questo rappresenta il maggior pericolo per la conservazione della specie, almeno in alcune regioni del nostro paese. È affrontato con molta attenzione anche il rapporto tra la conservazione del lupo e l’impatto sulle attività economiche e in particolare sull’allevamento. La salvaguardia dei redditi e delle produzioni di qualità del nostro paese è in primo piano, al pari della conservazione del lupo. Una questione su cui occorre discutere insieme e trovare un punto di equilibrio. Il piano indica inoltre tutta una serie di misure per raggiungere gli obiettivi a prescindere dagli abbattimenti.
   Ecco perché stralciare il tema degli abbattimenti costringerebbe tutti gli interlocutori a confrontarsi sul resto, che è molto più importante per la conservazione e la gestione del lupo.

* Presidente di Federparchi Europarc Italia

Lupi nel comprensorio appenninico
Lupi nel comprensorio appenninico
   
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