Newsletter di Federparchi
 Giugno 2016
Foto Primo Piano Editoriale

Giuseppe Antoci candidato alla medaglia Alfred Toepfer per meriti nel campo dell'ambiente

di Giampiero Sammuri                                                             "A conclusione della tre giorni siciliana, organizzata da Federparchi, in cui si è parlato di legalità e parchi regionali, ho presentato la candidatura di Giuseppe Antoci per l’assegnazione del premio Alfred Toepfer per l’ambiente. Il prestigioso riconoscimento della Medaglia Alfred Toepfer viene assegnato ogni anno da Europarc a coloro i quali si sono distinti per azioni in favore della natura e della conservazione della biodiversità. Il premio viene assegnato in occasione della Conferenza annuale di Europarc, che quest'anno si svolgerà a ottobre nel Parco del Jura Vaudois, in Svizzera. Il premio ricorda la figura di Alfred Toepfer (1894-1993), fondatore della Federazion...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

APRILE - Enzo Lavarra "ambasciatore" di Federparchi a Bruxelles

Porterà le istanze dei parchi italiani nella sede dell'Unione Europea

L'onorevole Enzo Lavarra, presidente del Consorzio di gestione del parco regionale “Dune Costiere”, coordinatore di Federparchi Puglia, è stato nominato responsabile dei rapporti con l'Unione Europea di Federparchi. La proposta, avanzata dal presidente nazionale Giampiero Sammuri, è stata recepita dal  consiglio direttivo della federazione.  A ufficializzare la notizia è stato lo stesso presidente Sammuri  nel  corso di un seminario promosso da Federparchi Puglia a Torre Guaceto, sul tema della programmazione regionale 2014-2020.

   Ad aprile una delegazione di Federparchi, composta da Sammuri, Lavarda e dal direttore Franceco Carlucci, aveva portato le istanze dei parchi italiani nella sede dell'Unione Europea, con l’obiettivo di acquisire una sempre maggiore centralità nella legislazione europea, per accrescere nelle istituzioni continentali l’attenzione nei confronti della biodiversità,dell’agricoltura sostenibile, dei prodotti locali, del turismo e della mobilità dolce.

  Tra i primi impegni  del nuovo responsabile l’incontro con il Commissario UE all'Ambiente, il maltese Karmenu Vella. Non solo. A Bruxelles, in collaborazione con Europarc Federation, Lavarra parteciperà a una giornata di promozione dei parchi  nelle aule del Parlamento Europeo, un’iniziativa cogestita insieme alle Commissioni Ambiente e Agricoltura.

   Anche Europarc, l’associazione che riunisce le federazioni nazionali dei parchi,  ha salutato come assai importante questa svolta nelle relazioni con l’Ue, riconoscendo a Federparchi e all’Italia un ruolo di apripista. Ecco le prime parole del professor Enzo Lavarra:  “Mi fa davvero piacere aver ricevuto questo compito. Spero di essere all’altezza. La prima missione a Bruxelles è stata molto positiva. Abbiamo registrato interesse e sensibilità da parte di tutti. Si è aperta così una prospettiva di collaborazione diretta con le federazioni europee, gradita a Europarc. Nell’occasione avevamo anche programmato per maggio la promozione a Bruxelles di alcune tematiche care a Federparchi alla presenza di rappresentanti del Parlamento europeo e della Commissione”.

   “I parchi – ha spiegato il presidente nazionale di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri – sono una parte dell’Italia vissuta. Si pensi che l’anno scorso sono state più di 10 milioni le presenze turistiche nei parchi italiani. L’integrazione tra conservazione della natura e istituzioni europee sarà decisiva in futuro; e passerà dalle indubbie competenze e capacità di relazione di Enzo Lavarra, che  da questo momento è  l’ambasciatore di Federparchi a Bruxelles. Dobbiamo dare, infatti, specifico rilievo al ruolo dei parchi come enti di gestione sostenibile del territorio nell'ambito della legislazione ambientale e agroambientale europea”.

Enzo Lavarra
Enzo Lavarra
   

APRILE - In Abruzzo una nuova norma consente le attività di addestramento e allenamento di cani all'interno delle aree protette

Il coordinamento regionale di Federparchi, guidato da Antonio Carrara, esprime la sua netta contrarietà

 Nel corso del consiglio regionale dell’Abruzzo del 5 aprile scorso è stata approvata la legge  n° 11, pubblicata poi sul Bollettino Ufficiale il successivo 14 aprile. Si tratta della modifica della legge regionale 38/1996 inerente le aree protette regionali, che consente in futuro attività cinofile e cinotecniche all’interno del Parco Sirente Velino e di altre riserve naturali.

  “Si tratta di una modifica, inserita in un testo nato originariamente per la modifica di un’altra norma, di cui non si capisce l’origine e la logica – spiega il coordinatore di Federparchi Abruzzo Antonio Carrara – un provvedimento approvato alla chetichella, in fretta e furia, dal consiglio regionale, attraverso un emendamento votato all’unanimità, con un modo di fare che stride fortemente con la lentezza con la quale procedono altre proposte di legge, come quella per l’approvazione dei Piani di gestione dei SIC (Siti di importanza comunitaria), che ben altra urgenza avrebbero, vista la procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea sulla mancata trasformazione dei SIC in ZSC (Zone speciali di conservazione)”.

  In pratica con la nuova norma approvata sarà possibile svolgere attività di addestramento e allenamento di cani, nonché lo svolgimento di gare cinofile, sul tutto il territorio del Parco regionale Velino Sirente  e delle riserve regionali durante tutto l’anno.

 “Si tratta di un provvedimento grave – prosegue Carrara - che non ha precedenti in alcuna regione italiana, che di fatto annulla la possibilità di una conservazione attenta delle specie faunistiche, alcune di importanza prioritaria, presenti nelle aree protette abruzzesi. Stiamo parlando di animali protetti da norme internazionali che vanno dal camoscio, all’orso al lupo solo per parlare di quelle più rappresentative. La norma è in palese contrasto con la legge quadro sulle aree protette (legge 394/91), con la legge n. 157/92 sull’attività venatoria e con la stessa legge regionale 38 che è stata modificata. Nel caso del Parco regionale, che è classificato come Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della direttiva uccelli dell’Unione Europea, è in contrasto anche con la delibera 451/2009 della giunta regionale che ha approvato le misure minime di conservazione delle ZPS. Insomma una norma priva di qualsiasi logica. Voglio sperare che la Regione Abruzzo non voglia celebrare I 20 anni delle legge quadro sulle aree protette, che si proponeva di realizzare sull’Appennino il Parco d’Europa, decretandone la sua fine e la fine delle sue aree protette”.

  Il coordinamento regionale di Federparchi, attraverso Antonio Carrara, chiede che la Regione Abruzzo e il consiglio regionale tornino sui propri passi abrogando al più presto una  norma che rischia di fare più danni dello stesso prelievo venatorio.

Per la cronaca il Governo ha di recente bocciato questa Legge della Regione Abruzzo perchè viola norme nazionali, europee e internazionali sulla protezione della fauna.

Un cartello in un'area in cui è consentito l'addestramento dei cani
Un cartello in un'area in cui è consentito l'addestramento dei cani
   

APRILE - Successo del seminario sulle politiche attive di gestione delle aree protette e il collegato ambientale

Durante la conferenza sono state illustrate anche le iniziative della Federazione per fornire agli associati servizi aggiuntivi

  Successo di pubblico per il primo seminario organizzato da Federparchi su prospettive e opportunità per le aree protette offerte dagli strumenti introdotti con il collegato ambientale. L’incontro si è svolto a fine aprile a Roma. Durante la conferenza sono state illustrate anche le iniziative della Federazione per fornire agli associati servizi aggiuntivi a supporto della gestione delle aree protette.

   La Camera dei deputati ha approvato a fine dicembre 2015 il cosiddetto Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2016, che contiene misure per la green economy e il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. Il provvedimento, dopo due anni di discussioni, è diventato quindi definitivo ed efficace. Il Collegato Ambientale è un pacchetto di misure che incidono in diversi settori dell'economia verde, un disegno organico di norme che vanno nella direzione della semplificazione e della promozione delle aree protette e di molto altro,  premiando i comportamenti virtuosi di consumatori, produttori e istituzioni in campo ambientale. 

  Tra le molteplici disposizioni che contiene il Collegato Ambientale, l’introduzione di una serie di incentivi per le imprese verdi e novità normative, per fare un esempio, sulle Green Community (cioè finanziamenti specifici per comunità rurali e montane che si votano alla sostenibilità), oltre al nuovo marchio volontario “Made Green in Italy”, per indicare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti. E ancora norme sui crediti d’imposta sulle spese sostenute per gli ecoinvestimenti, fondi per promuovere la realizzazione di interventi di bonifica sugli edifici pubblici, etc.  

    Da sottolineare, nel Collegato Ambientale, anche un finanziamento di 1,8 milioni di euro per le aree marine protette. Insomma tante buone notizie per il Paese, che Federparchi ha deciso di veicolare ai propri associati.  

  L’incoraggiante successo di partecipazione conferma l’importanza di momenti di confronto e conoscenza per chi si occupa di parchi. “Le ultime novità sia a livello nazionale con il collegato ambientale e con le altre leggi in discussione in Parlamento, che a livello Internazionale con i nuovi standard per l’efficacia di gestione Green List della IUCN e il rinnovato protagonismo dei parchi in sede Unesco con le MaB – commenta il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri– confermano l’importanza del ruolo dei parchi in ambiti che vanno oltre gli abituali confini e che ci impongono un continuo aggiornamento sulle dinamiche in atto”. Federparchi sarà sempre più attenta ai temi della sostenibilità e alle opportunità che si presentano per tutto il sistema delle aree protette anche per intercettare le risorse della programmazione 2014 – 2020.

   Per chi non ha potuto partecipare, a questo link è possibile scaricare le presentazioni del seminario.

   

MAGGIO - Federparchi incontra i nuovi presidenti del Cilento e del Vesuvio

Sammuri: "Pellegrino e Casillo sono giovani, motivati e competenti. Faranno bene"

Il Ministro dell’Ambiente, nei giorni scorsi, ha nominato il giovane Agostino Casillo nuovo presidente dell’Ente parco nazionale del Vesuvio. Succede al professor Ugo Leone, per tre anni commissario del Parco istituito nel 1995. Nuovo presidente anche al parco nazionale del Cilento, dove Tommaso Pellegrino prende il posto di Amilcare Troiano, prima presidente e poi commissario. Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ha fatto visita ai due amministratori; incontri e conversazioni definiti da Sammuri “molto proficui”. “Sono entrambi giovani, motivati e competenti - ha detto il presidente - le giornate trascorse in Campania mi rendono ottimista sul futuro dei due parchi. Ringrazio Casillo e Pellegrino per l’accoglienza, la disponibilità e gli auguro buon lavoro. Faranno bene”. Sammuri ha anche sottolineato lo sforzo del Ministero per dotare i parchi dei presidenti che ancora mancano.

Sammuri con Casillo
Sammuri con Casillo
   

MAGGIO - Agguato nella notte al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci

La vicinanza di Federparchi. Giampiero Sammuri:"Si paga la forte svolta legalitaria nei parchi siciliani"

Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, già da tempo sotto scorta a seguito di una serie di provvedimenti messi in atto per fronteggiare la malavita organizzata,  stanotte è sfuggito a un agguato avvenuto nel comprensorio dei Nebrodi. La macchina di Antoci è stata bloccata lungo i tornanti di montagna da alcune grosse pietre poste deliberatamente sulla carreggiata per fermare il corteo. Quando la macchina si è fermata il commando ha aperto il fuoco sulla vettura a bordo della quale viaggiava il presidente del Parco. A salvare la vita ad Antoci la blindatura del telaio della vettura. Contro i sicari hanno sparato i poliziotti della macchina di scorta che seguiva Antoci. Nel conflitto a fuoco nessuno è rimasto ferito.

  “Non è la prima volta che ci troviamo a commentare questi fatti – sono parole del presidente di Federparchi Giampiero Sammuri – come Federazione esprimiamo al presidente del Parco dei Nebrodi, nonché presidente regionale di Federparchi Giuseppe Antoci, la nostra profonda solidarietà per questa ennesima violenta intimidazione subita. Lo vogliamo incoraggiare a proseguire nell'azione per la legalità e lo sviluppo messa in atto nello svolgimento della sua attività. Nella gestione dei Parchi siciliani negli ultimi anni c’è stata una forte svolta legalitaria, che emargina mafia, collusioni e malaffare. Questa azione la porteremo ancora avanti, tutti insieme, con grande coesione e determinazione. Siamo vicini a Giuseppe, per il quale vanno rafforzate le misure di sicurezza personali. Infine un elogio agli uomini della scorta, di cui ho avuto modo di conoscerne e apprezzarne direttamente la professionalità”.  

L'auto blindata crivellata di colpi su cui viaggiava Antoci
L'auto blindata crivellata di colpi su cui viaggiava Antoci
   

MAGGIO - Un successo la terza edizione dell’International Parks Festival

Si è parlato del mondo dei Parchi con spunti e idee su tutela del territorio, educazione, comunicazione, cambiamenti climatici

Alla centrale Taccani di Enel Green Power, a Trezzo sull’Adda, si è svolta dal 19 al 24 maggio la terza edizione dell’International Parks Festival. A tagliare il nastro è stato il sottosegretario all’ambiente Barbara Degani. Qui sono stati presenti decine di ospiti di primo piano per discutere, parlare, condividere e comprendere il mondo dei Parchi con spunti e idee su tematiche importanti come la tutela del territorio, l’educazione, la comunicazione e il giornalismo ambientale, i cambiamenti climatici. La manifestazione, organizzata con il patrocinio e la collaborazione di Federparchi – Europarc Italia e Ministero dell’Ambiente, ha come obiettivo di essere il ritrovo annuale di confronto sulle tematiche relative a natura, territorio, paesaggio e comunicazione ambientale. Una sorta di punto d’incontro della geocomunità italiana, quella fatta di esperti, addetti ai lavori e amministratori ma anche di cittadini attenti all’ambiente e interessati a costruire insieme lo sviluppo sostenibile.

   

GIUGNO - Ecco il laboratorio di progettazione "Life Lab"

Nasce dalla collaborazione tra Legambiente, Federparchi e Green Factor - E' rivolto agli associati. Il programma nel dettaglio

Il Programma LIFE è il principale strumento finanziario europeo per l’ambiente. Con un budget di quasi 3 miliardi e mezzo di euro fino al 2020, il LIFE finanzia progetti per la protezione e la sensibilizzazione ambientale, la conservazione della natura e la lotta al cambiamento climatico. Chi lavora in una pubblica amministrazione, in un’azienda privata o in una associazione no profit, ma anche un libero professionista non può non averne sentito parlare.

  Federparchi, attraverso lifelabitalia, propone ai suoi associati, un laboratorio pratico di ideazione, scrittura, presentazione e gestione di un progetto LIFE (si chiama Life Lab). Il laboratorio è condotto da un panel di professionisti con una lunga e comprovata esperienza nella stesura di progetti LIFE di successo, nella loro gestione e coordinamento e nella rendicontazione che insegneranno le tecniche e i “trucchi” del mestiere.

  Il laboratorio Life Lab si articola in due moduli da 2 giornate ciascuno, nelle quali verranno integrati gli aspetti legati al design progettuale con quelli relativi alla gestione e alla rendicontazione di un progetto.  Durante il laboratorio verranno presentate le peculiarità del nuovo bando per il 2016 (http://ec.europa.eu/environment/life/funding/life2016/index.htm) con una panoramica aggiornata sui nuovi topics e sulle criticità emerse nelle precedenti annualità.

  Life Lab nasce dalla collaborazione di Legambiente, Federparchi e Green Factor tre soggetti operanti in campo ambientale con un notevole know how di questo programma di finanziamento.

  Life Lab è pensato per chi già si occupa di progetti comunitari e vuole accrescere le proprie competenze, ma anche a chi ha voglia di inserirsi in questo fertile campo ed è interessato ad approfondire la teoria e le tecniche di progettazione europea nel settore ambientale. L’europrogettista è una figura professionale emergente con crescenti prospettive occupazionali ed è sempre più richiesta dalle amministrazioni pubbliche, dalle aziende e dalle organizzazioni no profit come consulente o profilo specializzato in progettazione comunitaria da inserire nel proprio staff, per la realizzazione delle attività di fund raising.

   Per partecipare non servono requisiti di accesso o titoli, né esistono limitazioni di età.

   Il programma si articola in due moduli dedicati rispettivamente al design del progetto e alla gestione e alla rendicontazione. Ogni modulo a sua volta è articolato in due giornate di 8 ore ciascuna durante le quali i docenti svolgeranno attività didattiche, presentazioni di casi di studio, esercitazioni pratiche e simulazioni. I laboratori sono tenuti da professionisti con esperienza pluriennale nella stesura, nella gestione e coordinamento, nella rendicontazione e nella valutazione di progetti LIFE.

   La prossima edizioni dei Life Lab si terrà a Roma l’1-2 luglio 2016 e l’8-9 luglio 2016. Costo unitario: 790 € IVA compresa (690 € per il personale e i collaboratori degli enti associati a Federparchi). La quota include il materiale didattico online scaricabile dall’area riservata. Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per saperne si può visitare il sito www.lifelabitalia.it

   

GIUGNO - Doppio evento nelle Marche: Symbola propone il Festival della soft economy e il tradizionale Seminario estivo

Dal 5 al 9 luglio in provincia di Macerata. Per chi governa le aree protette si tratta di un'occasione da non perdere per confrontarsi e conoscere nuove ‘qualità' ed economie a misura d'uomo.

 La Fondazione Symbola propone anche quest’anno un doppio appuntamento nelle Marche: il festival della soft economy (5, 6 e 7 luglio) e il tradizionale seminario estivo (8 e 9 luglio). Per chi governa le aree protette si tratta di due occasioni da non perdere per confrontarsi e conoscere nuove ‘qualità’ ed economie a misura d’uomo. Si parlerà di Appennino, ma non solo. “Accadde domani – Dai talenti dell’Italia le sfide del futuro” è il titolo degli eventi di approfondimento calendarizzati l’8 e 9 luglio. Federparchi-Europarc Italia, come ogni anno, parteciperà agli eventi in programma prima a Macerata e poi a Treia. Si tratta di appuntamenti di primo piano a livello nazionale con decine di ospiti e relatori del mondo imprenditoriale, del Governo, delle istituzioni locali. Insomma, dalle Marche arriverà qualche risposta ai nuovi bisogni globali e agli stili di vita che cambiano.

  Oltre al momento di discussione informale, a carattere seminariale, in vista del rilancio istituzionale dell'iniziativa sull'Appennino, l'obiettivo del festival della soft economy è quello di mettere a confronto le varie iniziative - associative, istituzionali, imprenditoriali, sociali e territoriali - che pur rimanendo autonome nella loro visibilità e titolarità possono concorrere a sottolineare l'urgenza e la necessità di definire una politica per le montagne italiane, e più in generale mediterranee, in grado di misurarsi con i cambiamenti in corso.

  “Per questo – spiegano gli organizzatori - abbiamo pensato utile partire dai quattro cambiamenti - climatico, demografico, digitale e culturale/economico/politico - che disegnano uno scenario molto diverso da quello che, più di 20 anni fa, fece da cornice al lancio di Ape - Appennino Parco d'Europa. Successivamente 7 tavoli tematici saranno chiamati ad interpretare il cambiamento in atto e a ragionare sulle strategie e gli strumenti con il quale l'Appennino dovrà affrontare le sfide che lo attendono. I lavori dei tavoli saranno guidati da un coordinatore che imposterà e guiderà il dibattito al quale parteciperanno almeno 10 tra esperti invitati tra ricercatori, docenti, amministratori, ambientalisti, agricoltori, operatori turistici, funzionari pubblici e imprenditori. Al termine dei lavori il rapporteur esporrà in plenaria i principali temi emersi dai lavori del tavolo”,

 Chi tra gli aderenti a Federparchi intendesse partecipare può comunicarlo indicando eventualmente uno dei 7 tavoli ai quali intende partecipare (programma allegato).La conferma della sua partecipazione va possibilmente comunicata entro il 30 giugno a segreteria.federparchi@parks.it.

Ecco il programma (3,8Mb)

Save the date
Save the date
   

DAL COORDINAMENTO CALABRIA - Un documento che declina le problematiche e le aspettative delle aree protette calabresi

Inviato al governatore Mario Oliverio

Il coordinatore di Federparchi Calabria e presidente dell’Ente parco nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino, ha inviato al governatore, onorevole Mario Oliverio, un documento strategico approvato dall’assemblea di Federparchi Calabria.

  Il documento ha l’obiettivo di avviare un’interlocuzione istituzionale per “includere il sistema delle aree protette nei processi e nelle politiche di sviluppo regionale. Nell’ottica di adottare una visione unitaria e coordinata che coniughi la conservazione della natura con lo sviluppo socio-economico della regione, il coordinamento ha auspicato, come passaggio fondamentale l’adesione della Regione Calabria alla rete nazionale di Federparchi, valorizzando l’enorme patrimonio delle aree protette calabresi.

   “Con la Legge Regionale n. 10 del 14 luglio 2003 ‘Norme in materia di aree protette’, la Nostra Regione – si legge nella nota - ha intuito come intorno ai temi della conservazione e della valorizzazione del patrimonio naturalistico sia possibile promuovere politiche di governo del territorio volte ad uno sviluppo economico sostenibile e desiderabile. Il sistema delle aree protette calabresi, infatti, interessa più del 25 % della superficie regionale e colloca la Calabria ai primi posti nel panorama nazionale. Ciò suggerisce l’opportunità di finanziare e applicare adeguatamente la citata Legge regionale e di aggiornare il portato normativo, anche alla luce del dibattito in corso nel Paese, per cogliere alcune importanti direttive comunitarie nel frattempo intervenute”.

  Secondo Federparchi Calabria “occorre riservare la più alta attenzione verso le aree interne calabresi, in particolare quelle che ricadono all’interno dei parchi nell’ambito della programmazione 2014-2020; a tal fine si auspica l’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale volto alla individuazione e concertazione di possibili interventi e misure da attuare a supporto dei territori montani calabresi”.

  Tra le proposte che Federparchi Calabria offre, nell’insieme di una visione strategica e condivisa con il governo regionale, vi sono: “la creazione di una rete degli osservatori della biodiversità a livello regionale con la quale si potrebbe implementare il monitoraggio e il controllo del capitale naturale favorendo la creazione di apposite reti telematiche il cui utilizzo, peraltro, consentirebbe di monitorare anche i rischi ambientali, quali, ad esempio gli incendi boschivi; la valorizzazione della rete dei caselli forestali, importante patrimonio immobiliare della regione Calabria, che rafforzerebbe il presidio dei territori montani protetti.

  I numerosi caselli forestali diffusi all’interno delle aree protette, dovrebbero divenire punto di riferimento per l’ospitalità nell’ambito dei numerosi investimenti che i parchi calabresi hanno destinato al ripristino e alla valorizzazione “dell’infrastruttura primaria delle aree protette. L’opera intrapresa, le cui ricadute hanno un effetto multifunzionale, è finalizzata, tra l’altro, a “cucire” la trama di un territorio in cui l’agricoltura biologica e l’enogastronomia, il turismo verde, le emergenze e le testimonianze naturalistiche, paesaggistiche e ambientali, gli attestati storici, archeologici, culturali e antropologici costituiscono un patrimonio di risorse non ancora del tutto esplorato, che può fornire alla Calabria la vera soluzione per superare la crisi dell’economia e dell’occupazione.

   Da ciò scaturisce l’ulteriore necessità di definire la legge regionale sulla sentieristica e sulla valorizzazione delle attività escursionistiche, che riteniamo di rilevante interesse sia per affrontare con un approccio organico e sistematico la materia, sia per esaltare un settore strategico per la regione Calabria.

   Particolare attenzione, secondo Federparchi Calabria, dovrà essere prestata al Parco Regionale delle Serre.

   Un’ulteriore e ambiziosa idea è quella della “costituzione di aree contigue non solo per meglio connettere i parchi nazionali dell’Aspromonte e della Sila con il parco regionale delle Serre, ma anche per valorizzare ampie porzioni di territorio prossime alla singola area protetta. Questo Istituto unirebbe gli elementi di contiguità, relazione funzionale e diversità tra le aree protette determinando un nuovo ambito di notevole interesse applicativo”.

  “È questa la sostenibilità che ricerchiamo e attendiamo – conclude il documento che Federparchi ha inviato al presidente Oliverio - ed essa risiede nella capacità di fare sistema e di elevare la dignità descrittiva di un territorio e di una intera comunità, nel convincimento che la valorizzazione della nostra montagna e l’esaltazione della sua unicità possano generare sinergie ed economie sane per la Calabria e incoraggiare i giovani di questa terra a crederci ancora. Siamo certi che la sensibilità e l’attenzione del presidente Oliverio costituiranno la componente in grado di rafforzare gli intenti annunciati e rendere più vicini gli obiettivi prefissati”.

Giuseppe Bombino
Giuseppe Bombino
   

DAL RICOSTITUITO COORDINAMENTO CAMPANIA - Al vertice Agostino Casillo, neopresidente del Parco nazionale del Vesuvio

Anche in Campania è stato ricostituito il coordinamento di Federparchi. Dopo che nei mesi scorsi si erano concretizzate le nomine di Tommaso Pellegrino (Parco nazionale del Cilento) e Agostino Casillo (parco nazionale del Vesuvio), adesso quest’ultimo è stato eletto alla guida di Federparchi Campania. Casillo era stato scelto nel marzo scorso per succedere al professor Ugo Leone, per tre anni commissario del Parco del Vesuvio, istituito nel 1995. Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri di recente aveva fatto visita agli amministratori delle aree protette campane; incontri e conversazioni definiti da Sammuri “molto proficui” e finalizzati a radicare Federparchi nella regione. 

  Martedì 14 giugno si è svolta la riunione decisiva per la ricostituzione del coordinamento, a Napoli, nel palazzo della Regione Campania, alla presenza degli amministratori di parchi e riserve della Campania e delle sezioni locali delle associazioni Wwf Oasi, Legambiente e Cai. Era presente anche il presidente di Federeparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri. Ad Agostino Casillo congratulazioni e buon lavoro. 

La riunione di ricostituzione del coordinamento svoltasi a Napoli
La riunione di ricostituzione del coordinamento svoltasi a Napoli
   

Giuseppe Antoci candidato alla medaglia Alfred Toepfer per meriti nel campo dell'ambiente

E' il massimo riconoscimento a livello continentale. Sarà assegnato a ottobre da Europarc

di Giampiero Sammuri                                                            

"A conclusione della tre giorni siciliana, organizzata da Federparchi, in cui si è parlato di legalità e parchi regionali, ho presentato la candidatura di Giuseppe Antoci per l’assegnazione del premio Alfred Toepfer per l’ambiente. Il prestigioso riconoscimento della Medaglia Alfred Toepfer viene assegnato ogni anno da Europarc a coloro i quali si sono distinti per azioni in favore della natura e della conservazione della biodiversità. Il premio viene assegnato in occasione della Conferenza annuale di Europarc, che quest'anno si svolgerà a ottobre nel Parco del Jura Vaudois, in Svizzera. Il premio ricorda la figura di Alfred Toepfer (1894-1993), fondatore della Federazione Europarc.

  A mio avviso, infatti, l’impegno coraggioso di Giuseppe  Antoci coniuga la difesa del territorio con la difesa della legalità, e tale fronte della protezione, soprattutto nelle aree in cui sono insediati potentati locali che usano la terra per illeciti interessi privati, costituisce una importante testimonianza del ruolo delle aree protette.

  L’esperienza del Parco dei Nebrodi sotto la guida del presidente Antoci è una testimonianza del ruolo decisivo che i parchi svolgono a presidio della legge nei territori più esposti alla criminalità organizzata, spesso quelli dove la maggiore povertà sociale rischia di disperdere importanti eccellenze ambientali e paesaggistiche o comunque di innescare pratiche illegali sull’uso del territorio.

 Il riconoscimento a Giuseppe Antoci rafforzerebbe e renderebbe nota al contesto europeo la sua difficile testimonianza di coraggio e di amore per il territorio e per le aree protette e farebbe conoscere a tutto il contesto europeo la sua difficile testimonianza quotidiana di coraggio e di amore per la Sicilia.

 Il Parco regionale dei Nebrodi è stato fondato nel 1993. E’ la più vasta area protetta della Sicilia (circa 88.000 ettari) e comprende le più grandi aree boschive della Sicilia. Il parco, per quasi 10 anni, non ha avuto un vero presidente. Nel 2013 è stato nominato Giuseppe Antoci. Fin dall'inizio Antoci ha avviato un piano per combattere un sistema mafioso locale, diffuso negli ultimi anni, che permetteva di sfruttare illegalmente i fondi europei per il sostegno a contadini e pastori del territorio.

  Per contrastare questa pratica Giuseppe Antoci ha introdotto un protocollo di lavoro che ha incluso la certificazione antimafia (vale a dire un controllo che non ci siano infiltrazioni mafiose nella gestione delle aziende agricole) per tutti i pascoli dell’area parco. Con questo nuovo sistema di controlli, 4.200 ettari di terreno sono stati revocati, con un risparmio di 2,5 milioni di euro l'anno dei fondi europei. Il protocollo è stato poi replicato ed esteso dal governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta e da altre istituzioni siciliane.

   L’iniziativa è molto importante per il rispetto della legalità, ma è fondamentale per la conservazione della biodiversità locale. Nel parco dei Nebrodi, per esempio, si trova la più grande popolazione di Grifone (Gyps fulvus) dell’Italia meridionale, una specie che si alimenta proprio negli habitat aperti. Nel corso degli ultimi mesi, Giuseppe Antoci, a causa della sua volontà di proteggere la natura e lottare contro la mafia, sta rischiando la vita. Di recente – il 19 maggio 2016 -  è scampato a un attentato mafioso, un tentativo di assassinio da parte della criminalità locale.

   Nonostante le difficoltà e il livello di pericolo che derivano dal suo lavoro, sia per lui che per la sua famiglia, Giuseppe Antoci, sostenuto anche dalla giovane figlia, ha deciso di persistere e continuare a lavorare e lottare ogni giorno per la biodiversità e per il futuro della terra che ama così tanto. La medaglia Alfred Toepfer, ripeto, rappresenterebbe quindi uno strumento attraverso il quale la sua attività verrebbe riconosciuta ed apprezzata a livello europeo, in tutti i contesti nei quali la conservazione della natura rappresenta un valore civile e sociale”. 

  Due parole anche sugli incendi che nelle ultime settimane hanno devastato Pantelleria e altre zone della Sicilia. Spenti i fuochi, resta la cenere delle responsabilità. Si parla di mancanze istituzionali, dei ritardi nella realizzazione dei “viali parafuoco”, utili a isolare le fiamme, e anche di mancata attività di pulizia del sottobosco. Noi, come Federparchi vorremmo andare oltre. Buona parte degli incendi degli ultimi 15 giorni è di origine dolosa, opera di piromani. Quello nell'Isola di Pantelleria era evidentemente un preavviso.  Negli ultimi tempi è stata un’autentica escalation. Atti intimidatori che hanno interessato cose e persone e che hanno sempre a che fare con l’ambiente. La criminalità che non tollera la stretta legalitaria finalizzata alla tutela dell’ambiente e che mette nel mirino territori e persone. Quando si ha a che fare con l’ambiente, si sa, si toccano molti interessi..

 Siamo veramente dispiaciuti che la Sicilia stia subendo questa nuova grave e detestabile forma di minaccia: il fuoco.  La nostra forza di fronte ad atti di tale portata va trovata sempre nell’unità, in quella fitta reti di connessioni che deve proteggere i boschi e renderli difficili da aggredire. Difendere l’ambiente vuol dire difendere la legalità e, purtroppo, a finire nel mirino, vedi il caso Nebrodi, è chi sceglie di stare con la legalità”. 

Il riconoscimento per il quale è stato proposto Antoci
Il riconoscimento per il quale è stato proposto Antoci
   
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