Newsletter di Federparchi
 Dicembre 2016
Foto Primo Piano Editoriale

COP 22 - Ecco cosa è emerso dalla Conferenza Onu di Marrakech dello scorso novembre

di Francesco Ferrante *                                                    "L'esito della COP22 - la Conferenza ONU di Marrakech dello scorso novembre - é da considerarsi un fatto positivo, un passo avanti per l'ambiente, la difesa della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici? È questa la domanda cui dare una risposta. La mia é sostanzialmente affermativa. Per due motivi principali. Il primo é che la Conferenza si é aperta praticamente lo stesso giorno dell'elezione di Trump, che é diventato quindi il vero 'convitato di pietra'. Ma i timori per cui quel risultato elettorale avrebbe dato il via a una fuga generalizzata dagli accordi di Parigi sono stati ampiamente smentiti nei 15 giorni marocchini dalla unanime conferma di tutti i Paesi degli impeg...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

Nuove destinazioni sostenibili, la premiazione al Parlamento europeo

La rete delle aree protette CETS cresce ancora. Assegnato l'accreditamento al transfrontaliero Alpi Giulie - Triglav

Per celebrare il lavoro delle aree protette e il loro impegno nella gestione del turismo sostenibile, si è svolta mercoledì 7 dicembre, al Parlamento europeo, la cerimonia di assegnazione della Carta europea del turismo sostenibile a 19 nuove destinazioni. L’evento, organizzato da Europarc Federation, ha visto protagonista l’Italia, che ha incrementato gli accreditamenti CETS grazie all'impegno strategico ed economico del Ministero per l'Ambiente e il supporto tecnico di Federparchi.

 Le aree protette premiate a Bruxelles sono il parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Alburni, il parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, l'area marina protetta di Torre Guaceto, il parco del Monviso, in Piemonte e la riserva naturale delle Gole del Furlo, nelle Marche. Con Cilento e Arcipelago toscano i parchi nazionali italiani in possesso della carta europea CETS diventano 13 su 23, confermando l’Italia primo paese in Europa per numero di aree protette coinvolte nei processi finalizzati a ottenere e mantenere questo riconoscimento legato al turismo sostenibile. Complessivamente in Italia ci sono 34 aree protette certificate CETS, mentre cresce a 157 il numero complessivo delle destinazioni sostenibili in Europa.

Inoltre, per la prima volta, è stato premiato anche un programma di Carta europea del turismo sostenibile transfrontaliera. Il parco regionale delle Prealpi Giulie, in Friuli, e il Parco del Triglav, in Slovenia, che negli ultimi anni hanno sviluppato un programma comune per la gestione del turismo sostenibile.

Stefano Santi, direttore del Parco delle Prealpi Giulie, è stato molto chiaro: “La Carta è un fiore all'occhiello per l'intera regione transfrontaliera. Rappresenta infatti l’autentico spirito europeo e una straordinaria occasione per promuovere il mondo mozzafiato delle Alpi e la sua biodiversità unica”.

Ulteriori informazioni sul portale di Europarc: 

 http://www.europarc.org/news/2016/12/19-sustainable-destinations-awarded-brussels/

Un momento della premiazione a Bruxelles
Un momento della premiazione a Bruxelles
   

Conservazione della biodiversità e gestione della pesca, le aree marine protette fanno squadra

Federparchi capofila di un ambizioso progetto di cooperazione e trasferimento di buone pratiche

Undici aree marine protette di sei diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo saranno il teatro naturale di un progetto europeo guidato da Federparchi che punta a creare un modello “mediterraneo” di gestione partecipata della pesca rispettosa della natura. Italia, Francia, Spagna, Croazia, Slovenia e Grecia sono le nazioni coinvolte.

   Il progetto si chiama “Fishing governance in MPAs: potentialities for Blue Economy 2” (FishMPABlue2) ed è stato selezionato (risultando il progetto col punteggio più alto tra tutti) tra 225 proposte ricevute dall’Interreg MED, un programma di finanziamenti europei rivolto ai paesi mediterranei dell’Unione europea.

   L’obiettivo primario è quello di implementare i risultati del progetto FishMPABlue1 (sempre guidato da Federparchi), ovvero testare nelle 11 aree marine protette pilota (3 in Italia: Torre Guaceto, Portofino e Isole Egadi) un sistema di governance partecipata della pesca che permetta un rafforzamento dell’efficacia della conservazione e un miglioramento delle condizioni socio-economiche della piccola pesca che vive delle risorse alieutiche che trovano rifugio nelle Aree marine protette.

   Partito ufficialmente il 1 novembre scorso, il progetto durerà fino al 31 ottobre 2019. Dai risultati di questo test verranno elaborate linee guida nazionali e regionali (per il Mediterraneo) e proposte nuove aree marine da istituire per la conservazione dell’ambiente e la sostenibilità della pesca.

  Federparchi coordinerà i 3,5 milioni di euro di fondi europei, finanziamento che  sarà gestito insieme ai sette partner istituzionali, tra cui Medpan (network di aree protette del Mediterraneo), il Consorzio Inter-Universitario di Scienze Marine Conisma, il Wwf International con i suoi uffici “Mediterranean” e “Adria”, l’Università di Nizza, l’Unione internazionale per la Conservazione della Natura con il suo ufficio dedicato al Mediterraneo, e la rete dei piccoli pescatori del Mediterraneo “MedArtNet”.

    Gli obiettivi e le attività del progetto sono state approfondite nella riunione di “kick off” organizzata a Roma il 7 dicembre scorso.

   

Ecco il testo integrale del Ddl Parchi uscito lo scorso 10 novembre dall'aula del Senato

Ecco - in allegato - il testo del Ddl Parchi (legge di riforma della 394/1991) uscito lo scorso 10 novembre dall'aula del Senato:

  • IN NERO - il testo della vigente 394 che resta invariato
  • IN ARANCIO i commi che restano uguali all’attuale 394, ma che hanno cambiato collocazione
  • IN BLU il testo nuovo e aggiuntivo della 394 rispetto a quello vigente, oggetto di modifica legislativa in Senato
  • CANCELLATO il testo delle disposizioni che viene sostituito

In alcuni casi sono aggiunte alcune note agli articoli che ne chiariscono i contenuti o l’uso.


 

   

La medaglia Alfred Toepfer assegnata al presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci

Ecco come è stata presentata e proposta la sua candidatura dal presidente di Federparchi (il testo integrale in inglese)

Così, con queste parole, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri - venerdì 21 ottobre - nel corso della Conferenza 2016 di Europarc, ha presentato e proposto la candidatura di Giuseppe Antoci per la medaglia Alfred Toepfer.

   “Do you know Nebrodi regional park? The park with its 86.000 hectares is the largest Regional Park in Italy, only 5 National Parks are larger than it. The Park is in Sicily.

   I am from Tuscany. Many foreigners maybe think that my region is the most beautiful in Italy, in fact it is wonderful but my Italian colleagues have often heard me saying that for me Sicily is the most beautiful Italian Region. I think, in fact, that no other Italian Region has the historical evidences that the Sicily has. In the middle of the Mediterranean sea, Sicily was inhabited by people and civilizations: Phoenicians, Carthaginians, Greeks, Romans, Arabs, French, Spanish, Normans and each of them left a mark of their presence: temples, churches, castles, gardens.

   Along with the historical evidences, in Sicily there is also an extraordinary natural heritage.  Everyone knows its marvelous sea as well as the Mount Etna, the highest volcano in Europe. But in Sicily there are also stunning mountains peaks higher than 2.000 meters, endemic plants and animals.

   All this Sicilian heritage is protected by the newborn Pantelleria National Park, 5 Regional Parks (among them Nebrodi), 5 Marine Protected Areas and 70 Nature Reserves.

We don’t have to forget the gastronomy of this region. You all know how much Italy is famous in the world for the richness and the quality of its food and wine. Sicily, with its variety of wines, fish, fruits, vegetables and special desserts, gives a high contribution to this richness. Well, Giuseppe Antoci is son of this earth! Mr Giuseppe Antoci leads the Nebrodi Regional Park since October 2013.

   He is graduated in Economics. Since he was appointed as President of the Nebrodi Regional Park its commitment has been addressed to guarantee the utmost administrative regularity of the Park Authority fighting the local mafia system that has spread in recent years and that allowed to receive European funds for the support of fake farmers and shepherds pretending to manage large areas of agricultural land.

   The March 18th 2015 he has adopted a specific legality protocol with the Messina Prefecture which includes the anti-mafia certification (i.e. a check that there are no mafia infiltration in the farms management) for all the pastures in the park territory. 

   The “Antoci’s protocol”, recognized as a successful model, has been then signed by all Prefects and the President of the Region and extended to all the island.

   Because of his daily commitment against the mafia, he received many threats and for this reason he is under protection since December 2014. The May 18th 2016 he was victim of an attack by the local mafia but thanks to the State Police he miraculously survived.

   The results he is achieving demonstrate how protected areas can play a crucial role not only for the conservation of  biodiversity but also for ensuring a legal defence especially in those territories in which the local communities are victims along with the environment and landscape values. 

   That’s why we have proposed Giuseppe Antoci for the Alfred Toepfer medal”.

 Il belga Ignace Schops, Giuseppe Antoci e Giampiero Sammuri.
Il belga Ignace Schops, Giuseppe Antoci e Giampiero Sammuri.
   

Al siciliano Giuseppe Antoci, proposto da Federparchi, il riconoscimento alla memoria di Alfred Toepfer

La medaglia più prestigiosa in campo ambientale è stata assegnata venerdì 21 ottobre, dai vertici di Europarc, al presidente del parco dei Nebrodi, recentemente scampato a un attentato mafioso

Giuseppe Antoci, 48 anni, presidente del Parco dei Nebrodi dal 2013, è stato premiato con la medaglia Alfred Toepfer. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni anno da Europarc a coloro i quali si sono distinti per azioni in favore della natura e della conservazione della biodiversità. Il premio ricorda la figura di Toepfer, fondatore della Federazione Europarc. La cerimonia di consegna si è svolta venerdì 21 ottobre, in Svizzera. Giuseppe Antoci è il primo italiano ad aggiudicarsi l’ambito premio per l’ambiente.

   Antoci era stato candidato nei mesi scorsi dal Presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri, durante una tre giorni in Sicilia sul tema aree protette e legalità.

   “Il riconoscimento a Giuseppe Antoci - ha dichiarato Sammuri –  ci entusiasma. E’ un premio di enorme prestigio. Ne sono davvero felice perché rende nota al contesto europeo la testimonianza di impegno a favore del territorio dei Nebrodi, facendo conoscere il difficile, quotidiano sacrificio di quest’uomo, che è un atto di amore e coraggio di un siciliano per la Sicilia”.

   Nel 2015 ha introdotto nel Parco un nuovo protocollo per l'assegnazione degli affitti dei terreni, che prevede la presentazione del certificato antimafia anche per quelli di valore a basa d'asta inferiore a 150.000 euro, sottraendo così il controllo di quei terreni alle cosche mafiose della zona. Oggi il Protocollo di legalità, inizialmente sottoscritto di concerto con la Prefettura di Messina, è stato allargato a tutta la Sicilia e sottoscritto da tutti i Prefetti dell'isola. 

  Antoci, a più riprese, è stato oggetto di minacce e attentati. L’ultimo la notte tra il 17 e il 18 maggio di quest’anno, quando è stato vittima di un agguato mafioso, avvenuto mentre era di ritorno Santo Stefano di Camastra , dal quale è uscito illeso grazie all'auto blindata e all'intervento degli uomini della scorta.

Giuseppe Antoci
Giuseppe Antoci
   

Un ordine del giorno che impegna il Governo a riconoscere la rappresentanza istituzionale del sistema delle aree protette compiuta da Federparchi

Lo ha approvato oggi il Senato. Le prime parole di Sammuri: "Atto che ci rafforza, ma ancor più importante il testo di riforma che emerge dopo la votazione degli articoli di modifica della 394/91"

E’ stato approvato dal Senato - il 9 novembre - tra le nuove disposizioni in materia di aree protette, un ordine del giorno che impegna il Governo italiano a riconoscere la rappresentanza istituzionale del sistema delle aree protette compiuta dalla Federparchi, così come indicato da una prassi consolidata di rapporti e relazioni intercorse negli anni con gli altri soggetti istituzionali e con il Governo stesso.

Ecco le prime parole del presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri: “Sono soddisfatto di questo atto, che rafforza e certifica ulteriormente il nostro ruolo di interlocutori del Governo. La parte che ci gratifica di più è la premessa, che rende merito della storia e della modalità di lavoro che ha sempre caratterizzato Federparchi. Ma ancora più importante è il fatto che il Senato oggi ha votato tutti gli articoli di modifica della Legge di riforma della 394/91 con un testo finale che emerge largamente positivo”. 


http://db.parks.it/news/allegati/YYFEDERPnov38503-all1.pdf

   

In Svizzera si è svolta la Conferenza annuale di Europarc

Presenti oltre 400 delegati provenienti da 36 Paesi

  Si è svolta, tra il 18 e il 22 ottobre, la Conferenza di Europarc, il più importante evento annuale delle aree protette europee. La Conferenza era organizzata dal Parc Jura Vaudois. Tema: "We are Parks - Noi Siamo Parchi". Nel comune svizzero di Vallée de Joux si sono riuniti oltre 400 delegati provenienti da 36 Paesi.

  La rappresentanza italiana era  nutrita, a cominciare dal presidente di Federparchi Giampiero Sammuri: “Ancora una volta il mondo delle aree protette si dimostra pronto a rispondere alle necessità del nostro tempo. I parchi rappresentano beni comuni per eccellenza e per questo ognuno di noi deve sentirsi proprietario e responsabile del valore che essi custodiscono. A livello europeo le aree protette rappresentano anche l'esempio più efficace per la gestione dei siti Natura 2000 e gran parte dei successi e delle buone pratiche di conservazione e gestione riguardano proprio attività svolte nei parchi e in favore di specie e tipi di habitat di interesse europeo".

Il promo della Conferenza
Il promo della Conferenza
   

“La gestione del capitale naturale tra terra e mare” - Successo di partecipazione per il seminario a Ischia

Organizzava il Ministero dell'Ambiente e l'area marina protetta Regno di Nettuno

"La gestione del capitale naturale tra terra e mare”. Era il titolo del seminario pubblico in programma il 28,29 e 30 ottobre all’isola d’Ischia, organizzato dal Ministero dell’Ambiente e dall'area marina protetta Regno di Nettuno, in collaborazione con la Regione Campania, la Federparchi Europarc Italia, i Comuni dell’isola, l’Università Parthenope, le associazioni Aidap, Aigae, il network delle aree marine protette Adriapan e la Stazione zoologica Anton Dohrn.

Durante la tre giorni si è parlato di contabilità ambientale nelle aree marine protette e di Piano strategico del Turismo 2017/2022 (il primo giorno) e di educazione ambientale e coinvolgimento dei cittadini (il secondo giorno). Mentre il 30 ottobre si è svolta l’assemblea di Aidap, l’associazione italiana direttori e funzionari di aree protette.

La platea al seminario di Ischia
La platea al seminario di Ischia
   

MaB UNESCO, si delineano i contenuti della candidatura del Gargano

La soddisfazione del presidente dell'Ente Parco Stefano Pecorella

Il programma MaB (Man and the Biosphere)  è stato avviato dall’UNESCO negli anni Settanta allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità. Il programma ha portato al riconoscimento, da parte dell’UNESCO, delle cosiddette Riserve della Biosfera, parchi e aree marine e/o terrestri che gli Stati membri si impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l'educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. Non solo. L’UNESCO ha promosso la creazione di un network mondiale delle Riserve della Biosfera al fine di promuovere su scala internazionale lo scambio di studi, ricerche, strumenti di monitoraggio, percorsi educativi, formativi e partecipativi realizzati all’interno delle Riserve stesse.

   Nella scorsa primavera, a Foggia, in Puglia, è stata lanciata la candidatura al programma Mab da parte del Parco nazionale del Gargano, che ha convocato e condotto un confronto pubblico coinvolgendo diversi attori strategici del territorio. La risposta è stata entusiasmante. Al primo appello del presidente del Parco Stefano Pecorella hanno aderito, infatti, rappresentanti dell’Università e della Scuola, l’Ente Provincia, i sindaci di diversi Comuni del Gargano, la Camera di Commercio, l’Istituto Zooprofilattico, il Consorzio di Bonifica, Confagricoltura, Copagri, Cia, Confcooperative, Confcommercio, Federalberghi, Agenzia del Turismo di Manfredonia, Gal e associazioni culturali. Tutti hanno mostrato interesse per questa importante iniziativa che intende valorizzare non soltanto gli aspetti naturali del territorio, ma anche i saperi e le tradizioni delle comunità dell’intero Gargano. La vetrina internazionale offerta dal riconoscimento MaB potrebbe essere un’importante occasione di marketing territoriale, integrando e valorizzando la proposta turistica e le produzioni agroalimentari ed artigianali tipiche.

  “Il MaB UNESCO – spiega il presidente Stefano Pecorella - è un riconoscimento che, senza apportare ulteriori vincoli, consentirebbe al Gargano di essere l’unica area MaB della Puglia e al tempo stesso di entrare in una rete mondiale di territori in cui lo sviluppo economico sostenibile è in equilibrio con la tutela dell’ambiente. Il Ministero dell’Ambiente  italiano, negli ultimi anni, ha scelto di puntare sul programma MaB UNESCO per dare ai parchi una nuova opportunità di agire sui temi dello sviluppo compatibile coinvolgendo un territorio che va oltre i propri perimetri. Trascorsi sei mesi dalla presentazione della candidatura siamo davvero soddisfatti delle risposte ottenute e dell’attenzione prestata da tutti verso questo riconoscimento (a partire dal supporto di Federparchi). Internazionalizzarsi, nelle relazioni, nell’economia  e nella cultura, è oggi il modo migliore per esprimere e rafforzare una personalità e una identità territoriale come quella del Gargano”. 

   Nel mese di ottobre si sono delineati i contenuti che permetteranno al Gargano di entrare nella prestigiosa rete internazionale MaB UNESCO. Se ne è discusso, nel corso di una due giorni di incontri, nella sede del parco nazionale del Gargano, con il gruppo di lavoro di Federparchi che sta affiancando lo staff del Parco nella stesura del dossier di candidatura, i cui contenuti saranno oggetto di condivisione con i Comuni coinvolti e con tutti attori del territorio. Il presidente Stefano Pecorella ha spiegato come questo passaggio sarà un'importante occasione di marketing territoriale, integrando e valorizzando la proposta turistica alle produzioni agroalimentari e artigianali tipiche. Per la cronaca nell'area MaB UNESCO ipotizzatata per il Gargano rientrerebbero anche alcuni Comuni extra Parco.

   I primi contenuti della candidatura (proposte di zonizzazione, di Governance, e delle strategie di sviluppo e conservazione) verranno presentate alla comunità  nel corso di un evento pubblico (in programma a metà dicembre) durante il quale non mancheranno le testimonianze di chi questa certificazione l'ha già ottenuta e le manifestazioni di interesse di chi, nel brand UNESCO, vede un'opportunità di qualificazione e internazionalizzazione.

Stefano Pecorella
Stefano Pecorella
   

"Conferenza sulla diversità biologica di Cancùn". A Bologna si è svolto il convegno preparatorio

L'evento era organizzato da Regione Emilia Romagna e Ministero dell'Ambiente. Il ministro Gianluca Galletti ha partecipato all'inaugurazione della mostra “A passi di Biodiversità”

Si è svolto a Bologna, martedì 11 ottobre, un convegno nazionale dal titolo “Verso la conferenza sulla diversità biologica di Cancùn: il contributo dell’Italia e le buone pratiche attuate in Emilia-Romagna”. Presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri, che ha parlato del ruolo dei parchi per la conservazione della biodiversità.

  La bellezza e l’importanza della natura sono oggi un valore condiviso. Le sfide che attendono i governi del pianeta sono molteplici, perché la Terra avrebbe bisogno di un anno e cinque mesi per rigenerare le risorse consumate in un anno. Nel frattempo l’erosione di biodiversità progredisce e il consumo di risorse naturali è la prima minaccia alla perdita di specie ed habitat. Si aprono, quindi, nuove sfide. Ma la biodiversità troppo spesso è vista come una questione solo per specialisti e appassionati. Come se non riguardasse la nostra vita quotidiana e le scelte politiche sul futuro del paese. In questo senso la 13a Conferenza delle parti sulla diversità biologica che si terrà a Cancun rappresenta un appuntamento importante per il mondo intero. E Federparchi sarà presente e protagonista, proprio come a Bologna.   

  Il convegno è stato preceduto dall’inaugurazione di una mostra dal titolo “A passi di Biodiversità”, allestita presso la sede dell’assemblea legislativadella Regione Emilia-Romagna a cui ha partecipato anche il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti.

Il pubblico presente al convegno di Bologna
Il pubblico presente al convegno di Bologna
   

Premio Vassallo a due sindaci del sud: Venezia e Di Maio

Il riconoscimento è intitolato alla memoria di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso in un attentato nel 2010, a Pollica

Federparchi Europarc Italia, insieme ad Anci, Comune di Pollica, Legambiente, Slow Food e Libera co-organizza ogni anno il premio Vassallo. Si è svolta ieri, martedì 13 dicembre, nella sala stampa di Montecitorio, la cerimonia di assegnazione del riconoscimento intitolato alla memoria di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso in un attentato nel 2010, a Pollica. Il premio Vassallo, giunto alla sua quinta edizione, è rivolto ad amministratori di comuni italiani impegnati in politiche lungimiranti e innovative con al centro l’ambiente e la valorizzazione del territorio. Quest’anno sono due i vincitori del premio. La giuria della sesta edizione ha infatti decretato un ex aequo tra il giovane sindaco di Troina (Enna) Sebastiano Venezia e il sindaco di Calitri (Avellino) Michele Di Maio.

   

DAL COORDINAMENTO PUGLIA - "Cooperazione transfrontaliera Italia-Albania". Se ne è parlato a Bari a fine ottobre

Incontro istituzionale e assemblea dei parchi pugliesi nella sede della Regione Puglia

Un incontro per parlare delle opportunità di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Albania. Si è svolto il 27 ottobre, a Bari, organizzato da Federparchi Europarc Italia e dal coordinamento pugliese. Presenti il direttore generale dell’Akzm Zamir Dedej e Vasili Trajan, della direzione generale del Ministero dell'Ambiente d'Albania. Il programma della visita in Italia prevedeva anche un incontro della delegazione albanese con l’assessore della Regione Puglia Anna Maria Curcuruto, con Domenico De Santis (consigliere del presidente della Regione Puglia per i rapporti con il Parlamento e gli enti locali) e con la rappresentanza Federparchi (il presidente Giampiero Sammuri e il coordinatore pugliese Enzo Lavarra). A seguire si è svolta l'assemblea del sistema dei parchi pugliesi per discutere sul tema della cooperazione transfrontaliera Italia-Albania. 

   

ABRUZZO - Saranno minimamente invasivi gli interventi sulla cosiddetta "Strada dei parchi"

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risponde a un’interrogazione dell’onorevole Ermete Realacci e rassicura

Il 5 ottobre scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rispondendo a un’interrogazione dell’onorevole Ermete Realacci (presidente della commissione Ambiente della Camera), ha confermato che il progetto autostradale di rettifica di due tratti della A24 e della A25, in territorio abruzzese (per complessivi 30 chilometri, 55 gallerie e un investimento di quasi 2,5 miliardi di euro, con allungamento della concessione di 45 anni per la società Toto) poco ha a che vedere con la messa in sicurezza antisismica.

  Il progetto, presentato dalla Toto Holding spa, interessa la cosiddetta “Strada dei Parchi”. Il Ministero ha stabilito che gli interventi vengano eseguiti sul tracciato esistente.

  Realacci si era rivolto al ministro Del Rio per approfondire se le soluzioni proposte fossero coerenti e adeguate alle finalità dichiarate, oppure sovradimensionate e controproducenti. Per tagliare in modo marginale la lunghezza dei due tracciati si sarebbero andati a toccare almeno dieci corpi idrici sotterranei, interessando diversi parchi: il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il parco regionale del Sirente-Velino, la riserva del Monte Genzana e la riserva delle Gole di San Venanzio.

  Un progetto che rischiava dunque di compromettere la vocazione di quelle aree legata anche alle produzioni agroalimentari di qualità e a un turismo attento ai valori paesaggistici, ambientali e culturali. Senza contare che il progetto della Toto Holding spa sarebbe stato sostanzialmente a carico dello Stato e dei cittadini. Secondo il governo sono invece necessari interventi per garantire l'adeguamento e la messa in sicurezza dell’attuale tracciato, compresi i viadotti, per un importo di un miliardo e 200milioni. L’esecutivo si impegna, inoltre, ad attivarsi per evitare l’incremento delle tariffe autostradali.

  Federparchi, attraverso il presidente Giampiero Sammuri, esprime soddisfazione per questa decisione. “Conoscevamo il problema e, come federazione che difende gli interessi dei propri associati, speravamo in una soluzione di questo tipo. Decisiva è stata l’interrogazione dell’onorevole Realacci, che ringraziamo”.  

   

DAL COORDINAMENTO LIGURIA: Ddl Parchi, tanti gli aspetti migliorativi nel confronto con il passato

Costa e Franchello: "Stupisce l'ennesimo comunicato delle associazioni ambientaliste, che evidenziano solo ombre e difetti del testo"

Da Roberto Costa (coordinatore Federparchi Liguria) e Dario Franchello (consigliere nazionale di Federparchi) riceviamo e pubblichiamo.

  "Il 10 novembre 2016 il Senato della Repubblica ha discusso e approvato a larghissima maggioranza la tanto attesa riforma della legge 394/1991 sui parchi. Si tratta di un grande passo avanti per le aree protette italiane, tuttavia il percorso per “chiudere”  la legge deve ancora concludersi con l’approvazione della Camera.

   Come ha già sottolineato il presidente Giampiero Sammuri facciamo notare che la Federparchi, negli ultimi anni, ha seguito con attenzione e costante presenza l'iter di modifica della 394, da quando se ne è cominciato a parlare nella Commissione Ambiente del Senato. Era il 2011. Da allora i rappresentanti della Federazione dei Parchi  hanno  partecipato a numerose audizioni presso la Commissione, lasciando documenti che sono ancora depositati e consultabili. Alla riforma sono stati dedicati almeno una decina di consigli direttivi in cui si è discusso, condiviso, deliberato; se ne è parlato nei congressi del 2012 e del 2015. Inoltre il presidente Sammuri e altri dirigenti della Federparchi hanno partecipato a molti incontri pubblici, rilasciato interviste e scritto articoli.

  Nel manifestare grande soddisfazione, stupisce comunque leggere un comunicato stampa di 17 associazioni ambientaliste che, nella riforma approvata dal Senato, hanno visto solo ombre e errori, non cogliendo nemmeno uno di tutti quei numerosi aspetti positivi che rafforzano l’azione dei parchi nella tutela della biodiversità, nel doveroso impegno a coniugare tutela e sviluppo nei piani di gestione, nel coinvolgimento partecipato delle comunità locali. Che le associazioni non abbiano visto questi aspetti decisamente migliorativi, ma si siano limitate alla ricerca di difetti ed errori in un documento frutto peraltro di ampie discussioni e larghissime condivisioni, dipende forse dalla loro mancanza di esperienza in quella azione pratica e quotidiana che i parchi italiani, nazionali e regionali, stanno svolgendo e che la riforma della legge è destinata a favorire e rafforzare.

  C’è comunque soddisfazione in Federparchi per il fatto che molte proposte emerse dal tessuto nazionale dei parchi e portate avanti dall’associazione, siano state recepite e inserite nel testo del Ddl. Ci auguriamo ora che la Camera esamini velocemente il provvedimento e, completando il grande lavoro svolto in Commissione al Senato e votato in Aula, porti a rapida conclusione l’iter legislativo".

 

   

DA VITTORIO ALESSANDRO (EUROPARC FEDERATION) - "La riforma della 394 non è affatto peggiorativa. Ecco perchè"

di Vittorio Alessandro

"Non risponde al vero che la riforma della legge 394/1991 sia "peggiorativa" rispetto al testo vigente, come sostiene un articolo di Paolo Rumiz apparso sul Venerdì di Repubblica della scorsa settimana.
Per esempio, la riforma introduce, per i presidenti e i direttori, il possesso di requisiti che la legge in vigore, invece, non richiede.
Il presidente del parco, per le cui competenze nulla finora è stato previsto, dovrà infatti avere, secondo il testo riformato, "comprovata esperienza nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private ".
I direttori - oggi tratti da un "albo di idonei" da anni, ormai, divenuto una barriera corporativa di professionisti di svariatissima estrazione - secondo il testo approvato dal Senato, saranno scelti con selezione pubblica fra "dirigenti pubblici con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, persone di comprovata esperienza professionale di tipo gestionale, soggetti che abbiano già svolto funzioni di direttore di parchi nazionali o regionali per almeno tre anni nonché persone che abbiano esperienza di gestione di aree protette marine per il medesimo periodo".
Non si capisce quale sia, in questo, il denunciato peggioramento normativo. Si potrà argomentare che - a fronte dell'assenza di requisiti nel testo vigente - sia meglio prescrivere, per i dirigenti dei parchi, il possesso di competenze di carattere naturalistico, ma l'esperienza sembra insegnare cose diverse.
Sì pensi, per esempio, al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, dottore in economia e commercio e dirigente bancario, insignito da Europarc Federation del più ambito riconoscimento europeo nel campo della conservazione della natura.
Non sono un naturalista, ma un ammiraglio delle Capitanerie di porto e ho potuto, in emergenza, scegliere il direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre attraverso una selezione pubblica, con risultati eccellenti.
L'articolo di Rumiz associa, poi, gli agricoltori - già dalla legge ammessi a far parte dei consigli direttivi - ai cavatori e ai tagliaboschi. Ciò sembra irrispettoso nei confronti non soltanto dei lavoratori, ma anche e soprattutto degli eccellenti percorsi intrapresi dai parchi verso una economia agricola rispettosa dei luoghi e dei consumatori, creatrice di paesaggi riconosciuti patrimonio dell'umanità e di percorsi enogastronomici apprezzati in tutto il mondo.
Sulle royalty (già previste dalle norme vigenti, ma solo a favore di enti pubblici diversi dai parchi), sull'organico all'osso, ma anche su altri argomenti non toccati dall'articolo - quali le aree marine protette, la componente scientifica nei parchi, la loro sorveglianza - il percorso del testo di riforma dovrà restare aperto al confronto e alla partecipazione.
È importante, però, che non prevalgano toni malinconici o da conflitto referendario (che tutti denunciano, ma pochi sanno nei fatti evitare), ma anche quell'allarmismo, talvolta emergente nel mondo ambientalista che, quando infondato, si rivela infine controproducente".

Vittorio Alessandro
Vittorio Alessandro
   

COP 22 - Ecco cosa è emerso dalla Conferenza Onu di Marrakech dello scorso novembre

La parola a Francesco Ferrante

di Francesco Ferrante *                                                 

  "L'esito della COP22 - la Conferenza ONU di Marrakech dello scorso novembre - é da considerarsi un fatto positivo, un passo avanti per l'ambiente, la difesa della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici? È questa la domanda cui dare una risposta. La mia é sostanzialmente affermativa. Per due motivi principali. Il primo é che la Conferenza si é aperta praticamente lo stesso giorno dell'elezione di Trump, che é diventato quindi il vero 'convitato di pietra'. Ma i timori per cui quel risultato elettorale avrebbe dato il via a una fuga generalizzata dagli accordi di Parigi sono stati ampiamente smentiti nei 15 giorni marocchini dalla unanime conferma di tutti i Paesi degli impegni presi un anno prima.

  Impegni, intendiamoci e ricordiamolo, non ancora sufficienti a fermare l'aumento della temperatura media del Pianeta entro quel limite dei 2 gradi - meglio sarebbe di 1,5 - che gli scienziati dell'IPCC ritengono invalicabile se non si voglio innescare fenomeni irreversibili nei mutamenti climatici che sono già comunque un drammatica situazione del presente - anche alle nostre latitudini - e non più una minaccia per il futuro. Ma impegni, quelli di Parigi, che hanno rappresentato una svolta e che hanno messo i "fossili dalla parte sbagliata della storia". E molto significativo é stato l'approccio dei cinesi - una volta i più fieri oppositori di ogni accordo - che di fronte alla dichiarazioni 'negazioniste' di Trump lo hanno richiamato bruscamente al rispetto degli accordi internazionali e hanno paventato l'idea nuova ma concretissima di usare l'arma dei finanziamenti per combattere il climatechange per "colonizzare" paesi emergenti al posto degli USA. Insomma una nuova geopolitica. L'altro motivo per cui Marrakech va considerata una tappa positiva é il protagonismo dell'economia reale nello sforzo sulle nuove tecnologie in grado di promuovere sviluppo e difendere l'ambiente. Dai 360 top manager americani che hanno scritto Trump alle più grandi corporation impegnate in '100% renewables', un fronte amplissimo ha isolato i fossili e gli interessati rappresentati da big oil.

  In questo quadro i risultati concreti delle trattative passano paradossalmente in secondo piano: si sapeva che quello marocchino sarebbe stato un appuntamento di transizione. Ma il fatto che si sia molto parlato in quei giorni di agricoltura non più solo come fonte di emissioni ma anche per le buone pratiche che possono contribuire a ridurre le emissioni e ad assorbire CO2 , di difesa della biodiversità quale azione centrale in questa strategia, possono far guardare il mondo dei parchi con fiducia a uno sviluppo dove concretamente la loro fondamentale funzione di conservazione della natura si possa inserire ancora meglio nel progredire di una Green Economy che fa dell'ambiente - come diciamo da anni - non solo un vincolo ma anche una straordinaria occasione di lavoro e sviluppo".

* Componente del direttivo nazionale di Legambiente, già senatore della Repubblica, vicepresidente del Kioto club e cofondatore di Green Italia 

   
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