Newsletter di Federparchi
 Dicembre 2011
Foto Primo Piano Editoriale

Buon compleanno, 394!

Il 6 dicembre è ricorso il ventesimo anniversario dalla nascita della legge quadro sulle aree protette, la 394 del 1991. Federparchi – Europarc Italia ha organizzato un convegno dal titolo “Buon Compleanno 394: i 20 anni della legge quadro sulle aree protette” a cui hanno partecipato numerose personalità che hanno fatto il passato e il presente dei parchi italiani. Un ringraziamento va a Giuseppe Rossi, che ha introdotto il convegno in qualità di presidente di uno dei parchi più antichi d'Italia, il parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, e che ha portato la sua esperienza diretta della nascita e della crescita della 394. Un altro ringraziamento va ai ministri Spini e Ronchi per la loro fondamentale testimonianza del lavoro fatto negli anni '90, periodo chiave per l'attu...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

La Federazione augura a tutti Buone Feste

   

Nasce il Fondo Italiano per la Biodiversità, un’iniziativa di Federparchi - Europarc Italia

Uliveto, Rocchetta, Brio Blu e gli Elisir di Rocchetta: i primi sostenitori

È stato presentato giovedì 17 dicembre, a Roma, il Fondo Italiano per la Biodiversità, un importante punto di incontro a favore dell’ambiente tra imprese e aree protette, nato su iniziativa di Federparchi - Europarc Italia. L’obiettivo del Fondo è collaborare con il mondo delle aziende e raccogliere fondi da destinare a piccoli e grandi progetti nelle aree protette e nei parchi italiani per la salvaguardia della biodiversità.

L’istituzione del Fondo è molto importante per il nostro Bel Paese che, per caratteristiche fisiche e geografiche, detiene il primato europeo di biodiversità. Circa la metà delle specie vegetali ed un terzo di quelle animali attualmente presenti nel territorio europeo appartengono, infatti, all’Italia. Secondo l’Annuario 2007 dei Dati Ambientali (APAT), sul nostro territorio sono presenti oltre 57.000 specie faunistiche, 6.711 specie della flora vascolare, ripartite in 196 famiglie e 1.267 generi. L’Italia, inoltre, risulta ai primi posti in Europa per quanto attiene al numero di specie di Vertebrati endemici appartenenti alle classi degli Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi.

Attraverso contributi, anche di piccola entità, si possono realizzare progetti importanti per ridurre le minacce di estinzione che gravano oggi su numerose specie, vegetali e soprattutto animali. Allarmanti, infatti, i dati relativi alle percentuali di specie minacciate: il 45% di animali vertebrati, il 15% delle piante superiori, il 40% delle piante inferiori, il 30% dei principali ambienti naturali e l’86% degli habitat più vulnerabili e degradati, legati agli ambienti umidi (paludosi, costieri, riparali).

“Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi - Europarc Italia - di presentarvi oggi il Fondo Italiano per la Biodiversità, nato per salvaguardare il patrimonio naturalistico italiano, una risorsa fondamentale per il nostro Bel Paese. Ringrazio anzitutto il Gruppo Co.Ge.Di. International che fa da apripista per questo progetto e mi auguro che numerose altre imprese contribuiscano alla tutela dei nostri Parchi e delle nostre Aree protette. Considerando le continue minacce alla biodiversità, invito le aziende ad essere protagoniste attive nella salvaguardia dell’ambiente, perché anche attraverso piccoli contributi possiamo insieme realizzare importanti iniziative ed aiutare la natura”.

Il Gruppo Co.Ge.Di. International, la società di distribuzione proprietaria dei brand Uliveto e Rocchetta, le acque della salute, Brio Blu ed Elisir di Rocchetta, sarà il primo sostenitore di questo importante progetto. Oltre a contribuire alla realizzazione di azioni concrete esporrà sulle etichette dei prodotti il logo del Fondo Italiano per la Biodiversità.

Il Fondo Italiano per la Biodiversità si ispira ai principi della “Carta di Siracusa”, un documento politico e programmatico, adottato dal Summit G8 dell’Aquila nel 2009, per definire le priorità mondiali in materia di biodiversità. Il documento contiene, inoltre, fondamentali riferimenti inerenti lo stretto legame tra biodiversità ed economia.

I principi della “Carta di Siracusa” hanno, quindi, portato all’istituzione del Fondo Italiano per la Biodiversità sulla base di due punti fondamentali: il Greenmarketing, promuovere cioè l’uso sostenibile della biodiversità come possibile volano di sviluppo e il Greening the market, la possibilità di creare partenariati con imprese sensibili alle tematiche ambientali (green minded) che comportino ricadute positive, dirette o indirette, sulla biodiversità.

Per informazioni, è possibile visitare il sito www.fondoitalianoperlabiodiversità.it

   

Gli appuntamenti di dicembre di Federparchi

Lunedì 5 dicembre 2011, alle ore 14.30 a Roma presso il Palazzetto delle Carte Geografiche di via Napoli 36, si è tenuto il Consiglio Direttivo di Federparchi- Europarc Italia, per discutere l’approvazione del verbale della seduta precedente, il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012, l’approvazione graduatoria del bando per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile nei Parchi (secondo il decreto ministeriale del 28 ottobre 2010) e l’esame delle richieste di adesione.

Il 6 dicembre si è tenuto il convegno celebrativo dal titolo “Buon compleanno 394: i vent’anni della legge quadro sui parchi”. Sono intervenute numerosissime personalità, tra cui, Giuseppe Rossi, il presidente del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Fabio Renzi, Segretario Nazionale di Symbola, l’onorevole Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Valdo Spini, già Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Davide Marino, dell’Università del Molise. Il convegno è stato coordinato da Giovanni Valentini, giornalista de La Repubblica; sono intervenuti Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente, il senatore Antonio D'Alì, Presidente della XIII Commissione permanente Senato della Repubblica - Territorio, Ambiente, Beni ambientali, il senatore Roberto Della Seta, il senatore Francesco Ferrante, Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia, Fulvio Mamone Capria, Presidente della Lipu, l’onorevole Ermete Realacci e Maria Carmela Giarratano, della Divisione IV Programmazione e sviluppo delle aree naturali protette del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Sempre il 6 dicembre, ha avuto luogo la riunione dei rappresentanti delle aree marine protette, convocata da Maria Carmela Giarratano della Divisione IV Programmazione e sviluppo delle aree naturali protette del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in prosecuzione del convegno di Federparchi – Europarc Italia, nella sala Cristallo dell’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio 131. All’ordine del giorno è stata la presentazione dei risultati del progetto Cursa “Definizione buone pratiche per l’autofinanziamento delle AMP e lo sviluppo di progettualità da parte delle AMP”, la presentazione dei risultati del progetto WWF “Progetto ISEA miglioramento e completamento applicativo e realizzazione applicativo semplificato per le AMP “non- ASPIM”, la presentazione dei risultati del progetto  Longo & Longo “Individuazione dei criteri di riparto AMP e per la definizione di indicatori di performance e conseguente attività di monitoraggio”; è poi seguita la discussione sulla situazione generale delle Aree Marine Protette.

Venerdì 16 dicembre, ha avuto luogo la conferenza stampa per la nascita del Fondo Italiano per la Biodiversità, al Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50/A a Roma. Le acque della salute Uliveto e Rocchetta, del gruppo Co.Ge.Di, International S.p.A., sono le prime sostenitrici del Fondo Italiano destinato alla salvaguardia della biodiversità, che nasce da un’iniziativa di Federparchi - Europarc Italia e vuole rappresentare un importante punto di incontro tra il mondo delle imprese e le aree protette, a favore dell’ambiente. Il suo scopo è realizzare una raccolta fondi che consentirà, con la massima trasparenza, di attuare progetti, piccoli e grandi, che aiuteranno le aree protette a tutelare la biodiversità.

Il 16 e il 17 dicembre 2011 si è svolta invece l’Assemblea Generale di Federparchi – Europarc Italia a Roma, presso il Palazzetto delle Carte Geografiche in Via Napoli 36, seguita dalla firma del protocollo d’intesa con Il Movimento Lento (associazione per la divulgazione della cultura del viaggio, a piedi e in bicicletta), con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili le informazioni inerenti i sentieri e i punti di interesse delle aree protette, attraverso politiche di formazione volte a valorizzare informazioni e a trasmettere a tutti l’immenso patrimonio che le aree protette custodiscono.

   

Pubblicato il manuale didattico di Vividaria

Anche nella quinta edizione del concorso di educazione ambientale con tema "Energia e stili di vita", i partecipanti a “Vividaria. Piante amiche” saranno guidati nel loro percorso da un dettagliato manuale didattico. Il manuale sarà di supporto agli insegnanti che potranno contare su una valida guida durante tutto il progetto, che terminerà a maggio con la proclamazione dei dieci vincitori.

Per scaricare il manuale visitate il sito www.vividaria.it nella sezione materiali.

   

Grande Orchestra Fantasma

Di Gianfranco Miroglio, Coordinatore del Piemonte

Qualche mese fa, sollecitato a raccontare lo stato delle cose nei Parchi piemontesi, dopo aver tentato di auscultare il ribollire delle fantasie e delle viscere governative di turno, dopo averne pateticamente segnalato nubi e nebbie, mi ero visto costretto a limarmi il compito: possibile e credibile solo una rilettura critica del passato “mitico”, integrata da qualche osservazione - per forza estemporanea - su un ambiguo presente.

Stop.

Per il futuro m’ero concesso un azzardo carico di delusione o di peggio; l’alternativa di progetto semplificata così: accanimento terapeutico o eutanasia?

Da allora, al capezzale della tutela ambientale regionale, sulle sponde contrapposte di un pallore sempre più tragico, ho notato le facce, i cori e i capoversi  di nuovi dotti, di nuovi maghi, di nuovi padroni, di nuove ricette (nuova legge, nuovi contenuti , nuovi stimoli - quali?!- nuove prospettive – quali?!); … oppure il pianto preoccupato di vecchi amici sinceramente colpiti dall’aspetto del moribondo; … oppure ancora le litanie meccaniche di improbabili prefiche, scodinzolanti tra gli spigoli delle attese, pronte ad impennare i decibel del proprio dolore, ma altrettanto disposte a spegnere l’urlo in una smorfia di accondiscendenza strategica.

Normale, dato che si era appena cambiato il bue davanti al carro a cui, per altro, si stavano svitando le ruote; … un rito – quello del bue nuovo - che non pochi sono bravi a celebrare con mormorii ossequiosi, spesso accompagnandoli con spennellate di Mentadent sul proprio sconcerto e sulle proprie coscienze.

Tra gli addetti ai lavori è prevalso lo scoramento, la dispersione, perfino l’opportunismo.

Per settimane ho assistito allo sventolare di dita, di biro, di fogli, addirittura di qualche mozzicone di gouloises ( … ancora richiami proustiani, … ancora bel tempo andato!), insistito nell’aria quasi a dirigere alla cieca una sempre più disintegrata e virtuale “grande orchestra” composta di fantasmi e di incubi: bei gesti di finta disinvoltura personale e/o di reale impotenza collettiva.

Allibito il finale.

In un decrescendo diffuso, s’è sventagliato l’aspersorio del silenzio e delle complicità. Una polvere d’affetti e di rammarico, appiccicosa e ineluttabile, sulle paure e sulle prime macerie.

Soppressioni, cancellazioni, razionalizzazioni, accorpamenti.

Colpi di mano, giochi di corridoio e di sottoscala, tradimenti di famiglia.

…Oppure, per settimane, ho controllato i baffi di mega-dirigenti dell’ambiente incaponirsi in volute gotiche fino a incastrarsi tra le labbra e le sillabe. Bassorilievi medioevali di dinieghi, ghigni di pietra e di buonsenso (?).

Traduzione per il volgo: non c’è più trippa per gatti, manco più un pezzettino!

E’ così che anche i luoghi nati per essere deputati al confronto hanno conosciuto una deriva pesante, fatta di individualismo, di scarsa solidarietà, di regressione nel piccolo e fosco cabotaggio.

Dall’universale al particolare, per capirci, dal pubblico al privato, dal bene comune al bene anche troppo locale.

Perfino in mezzo a noi, perfino nel nostro coordinamento che - a dirla tutta -  non ha mai brillato per partecipazione e per coscienza di gruppo.

In un teatrino del genere si è passata l’estate. E poi l’autunno.

Il governo regionale ha concimato le proprie ambizioni, ha reiterato le proprie bulle pontificali (“adesso comandiamo noi che paghiamo, anzi - con pardon - che pagheremmo!; … non lasciamo feriti!; … segniamo discontinuità assoluta con il passato!” e giù così, democraticamente concertando con il territorio).

Tali le imposizione di maggioranza, prevedibili, addirittura comprensibili e legittime in uno Stato come il nostro e in un’era politica come quella (futurista nelle ambizioni e nelle erezioni ma crepuscolare nei contenuti e nelle norme; … non mi stupisce affatto il dettato del Governatore Cota, non mi turba più di tanto che a guidare alcuni  parchi ci saranno – tra breve - tessere di partito appiccicate sul bavero di falegnami o di dongiovanni; è norma consolidata, storica, anche abbastanza trasversale…  semmai m’ha colpito di più che a ispirarlo negli strumenti siano state, più o meno consciamente, la Governatrice Bresso e la sua troupe; del resto, se le parole hanno un senso, il titolo di Governatore evoca un po’ il Commonwealth e il Commonwealth - come noto - la nostalgia di una forte centralità dell’impero. O no?).

A fronte degli editti, prevalentemente assenze: di indirizzi alternativi, di progetti, di opposizione politica; in parte anche di opinione pubblica, frastornata o depistata su altri temi… Fatta qualche doverosa eccezione, latitanza anche degli amministratori di minoranza e di noi stessi, presidenti in agonia o in fibrillazione da riconferma o da questua.

Adesso cosa capita.

Adesso ci si aspetta che per Natale il Governatore e la sua Giunta disseminino nella notte santa i bambinelli laici di propria competenza; … fino a completare il pool di statuette nel presepio nella rinnovata gestione dei parchi piemontesi.

Poi da gennaio si tornerà a guardarci in faccia, belli non so, poverissimi di sicuro.

Bilanci preventivi campati nell’ignoto, fondi di gestione azzerati, fondi di investimento cancellati.

Prospettive di “fantasia al dovere”.

Di necessità virtù, quindi. Significa ripartire dal basso, davvero e per forza; significa allearsi col territorio, con le sue intuizioni e le sue voci.

Se sono stati slogan o insegne di latta, devono diventare una quasi novità

Altre novità non da poco sono il cambio di governo nazionale e la drammatica urgenza di modificare rotta; di riflesso, l’obbligo a considerare l’ambiente e i parchi non più come un cammeo o una spesa parassitaria ma un’enorme opportunità di salvezza e di rilancio.

Cancellate le sboccate priorità da drive-in di chi c’era prima, può darsi che nuove attenzioni e nuove aperture siano possibili e credibili.

Federparchi può diventarne portavoce o interlocutrice, certo non limitandosi a registrare - nel rinnovo del 394 – la certificazione burocratica del proprio ruolo politico in materia.

Non ci servono medagliette, servono riattizzati stimoli per ricollegare la rete (cervelli e passioni)  che, in questi decenni d’azione, ha consentito alla tutela dell’ambiente di attraversare qualsiasi “oscillazione di potere” .

C’è la competenza e c’è la forza per insistere in quella direzione. Spero.

Gianfranco Miroglio
Gianfranco Miroglio
   

Buon compleanno, 394!

di Giampiero Sammuri

Il 6 dicembre è ricorso il ventesimo anniversario dalla nascita della legge quadro sulle aree protette, la 394 del 1991. Federparchi – Europarc Italia ha organizzato un convegno dal titolo “Buon Compleanno 394: i 20 anni della legge quadro sulle aree protette” a cui hanno partecipato numerose personalità che hanno fatto il passato e il presente dei parchi italiani.

Un ringraziamento va a Giuseppe Rossi, che ha introdotto il convegno in qualità di presidente di uno dei parchi più antichi d'Italia, il parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, e che ha portato la sua esperienza diretta della nascita e della crescita della 394. Un altro ringraziamento va ai ministri Spini e Ronchi per la loro fondamentale testimonianza del lavoro fatto negli anni '90, periodo chiave per l'attuazione di questa importantissima legge nel nostro paese, e a Fabio Renzi, che oltre a spunti per il futuro, ci ha regalato una ricostruzione delle motivazioni che hanno portato alla nascita della 394. Ringrazio tutti i relatori, Davide Marino, Maria Carmela Giarratano, i senatori Antonio D'Alì e Francesco Ferrante, Stefano Leoni, Fulvio Mamone Capria, Vittorio Cogliati Dezza, insieme a Giovanni Valentini, che ha egregiamente coordinato la tavola rotonda, l'onorevole Ermete Realacci e il senatore Roberto Della Seta per essere stati presenti, e il Vice presidente di Italia Nostra, Urbano Barelli, il Vicepresidente del Cai, Goffredo Sottile, e il Presidente di Mare Vivo, Rosalba Giugni, per i loro interventi.

La giornata del 6 dicembre doveva necessariamente essere, ed è stata, una celebrazione, non nostalgica del bel tempo antico, ma giusta e meritata, di una grande legge, pensata, concepita e limata in maniera pregevole dal Parlamento: in un momento di sfiducia verso la politica, è doveroso dare atto al valore del Parlamento che ha approvato la 394 nel 1991. È da sottolineare come la legge quadro passò praticamente all'unanimità: questo è sintomo di come i parchi non siano né di destra né di sinistra, ma siano un patrimonio del nostro paese, un patrimonio che travalica le divisioni politiche.

In questi vent'anni, i parchi hanno dato tantissimo all'Italia: per esempio, nessuno può sapere se, senza il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, esisterebbe ancora l'orso marsicano. Con grande probabilità sarebbe estinto. E lo stesso discorso si può fare con il pino loricato, l'abete dei Nebrodi, lo stambecco, il camoscio appenninico, le praterie di posidonia, i bei coralli delle nostre aree marine protette. Con tutti i limiti e i problemi che possono esserci nella gestione dei parchi, il sistema delle aree protette italiane ha comunque garantito la salvaguardia della biodiversità italiana. Questo è stato possibile grazie alle persone, donne e uomini, che in questi vent'anni si sono impegnati, nei ruoli più disparati, dall'amministratore al direttore, dal dipendente al guardia parco, dalla guida al centralinista, nel loro lavoro, con energia e passione, per salvaguardare il tesoro naturalistico del nostro paese.

Nel 150esimo anniversario dell'unità d'Italia, è doveroso riconoscere che una parte importante del patrimonio italiano, quello rappresentato dalla biodiversità del nostro paese, è stato salvaguardato e custodito fedelmente dai parchi anche per le future generazioni.

   
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