Newsletter di Federparchi
 Luglio 2012
Foto Primo Piano Editoriale

Federparchi - Europarc Italia per un turismo ecosostenibile

Esiste un turismo da riscoprire. Ecologico. Sì, perché sempre più italiani - giovani e famiglie - decidono di passare il proprio tempo libero e le proprie vacanze nei parchi naturali, nelle aree protette e nei siti archeologici che solo il nostro Paese, un laboratorio di green economy in continua evoluzione, è in grado di offrire in così grande quantità. Una realtà confermata dai risultati dal secondo rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” recentemente pubblicato dalla fondazione UniVerde e da Ipr Marketing. Numeri e percentuali che descrivono una rivoluzione nel modo di concepire il turismo. Qualità prima di tutto: la maggioranza degli intervistati dichiara di essere attratto dalle bellezze storico-artistiche che la meta prescel...Leggi tutto

Indice

   
   

Liste Rosse IUCN, Federpachi – Europarc Italia al lavoro sui vertebrati terrestri e gli elasmobranchi

Entro i primi mesi del 2013 saranno pubblicati i risultati

Sono in via di definizione le liste rosse dei vertebrati terrestri e degli elasmobranchi (squali e razze simili) che vivono nel territorio italiano. Un’operazione in cui Federparchi è coinvolta direttamente, in quanto responsabile della gestione del segretariaro del Comitato italiano IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura). Comitato che tra le attività da intraprendere più urgentemente ha inserito proprio la definizione delle liste delle specie a rischio di estinzione in Italia, coordinando direttamente il processo con il supporto dell’Uzi (Unione zoologica italiana). I primi risultati di questo importante lavoro saranno presentati entro i primi mesi del 2013.

Ma cosa sono le liste rosse?

Create nel 1963 dalla IUCN, sono gli inventari più completi sullo stato di conservazione a livello globale per specie di piante e animali. Elenchi che permettono di individuare le specie a rischio di estinzione e promuovere azioni in favore della loro tutela. Inizialmente le liste rosse raccoglievano le valutazioni soggettive dei principali esperti delle diverse specie. Poi, dai primi anni Novanta, divenne evidente la necessità di utilizzare criteri formali. Dal 1994 furono adottati criteri scientificamente rigorosi, poi raffinati nel 2001 e diventati uno standard internazionale anche al di fuori della IUCN.

Le categorie di stato di conservazione delle specie sono nove. Si parte dalla sigla “LC – minor preoccupazione” per le specie che non rischiano l’estinzione nel breve o medio termine e si chiude con “EX – estinto” per quelle di cui si ha la definitiva certezza che anche l’ultimo individuo sia deceduto. Un’etichetta che, con l’opera di Federparchi e IUCN, si vuole cercare di eliminare dalle prossime Liste Rosse.

   

Partiti gli inviti per il forum of Marine protected areas in the Mediterranean

L'incontro si terrà dal 24 al 29 novembre 2012 ad Antalya, in Turchia

 Il network delle aree marine protette del Mediterraneo e i suoi partner (Rac/Spa, Undp e il direttorato generale turco per la protezione dei beni naturali, presentano il forum MedPAN 2012, che si terrà dal 24 al 29 novembre ad Antalya, in Turchia.

L’obiettivo dell’incontro internazionale è quello di porre le basi per il lavoro che si dovrà svolgere fino al 2020 per avere un sistema nazionale e regionale delle aree protette ben gestito e in grado di coprire almeno il 10% delle acque degli oceani. Si traccerà la roadmap da seguire per i prossimi anni per rispondere alle nuove sfide che la conservazione della biodiversità marina propone di giorno in giorno.

Il forum sarà anche l’occasione per far incontrare i rappresentanti delle agenzie nazionali per l’ambiente, la pesca, il turismo e l’economia dei paesei mediterranei, i presidenti delle aree marine protette, gli scienziati e gli attori economici locali, chiamati a condividere le proprie esperienze e le proprie conoscenze con gli altri soggetti presenti ad Antalya e arrivare a una visione comune. Quella che in futuro potrà garantire benefici alle comunità della zona del Mediterraneo, soprattutto quelle che vivono in ecosistemi fragili e vulnerabili.

Il programma del forum

   

IUCN, un congresso internazionale per riflettere sulla conservazione della biodiversità

Appuntamento a Jeju, in Corea del Sud, dal 6 al 15 settembre 2012

Un'occasione unica. Quella di influenzare il discorso sulla conservazione globale. È la possibilità che il congresso internazionale della IUCN, che si terrà a Jeju (Corea del Sud) dal 6 al 15 settembre 2012, offrirà a tutti i suoi partecipanti. Come? Attraverso il sistema delle mozioni. Una metodologia di lavoro che punta a unire i membri del comitato internazionale. Si tratta di soggetti indipendenti, ma che possono cooperare per un impatto maggiore sull'agenda globale per quanto riguarda la salvaguardia della biodiversità.

Insomma, il congresso darà l'occasione a tutti i membri della IUCN di preparare il piano dei lavori dei prossimi quattro anni. Democrazia in azione: i voti dei partecipanti tramuteranno le mozioni in risoluzioni in grado di impattare sull'azione politica globale riguardante lo sviluppo sostenibile. I temi sul tavolo sono 175, un incremento del 30% rispetto al numero di mozioni presentato nel 2008. Per discuterne online, si può visitare il blog delle mozioni, uno strumento che permette di ottimizzare i tempi in attesa del meeting di Jeju.

Il programma del congresso

   

Fotobook anche per il Parco nazionale dell'Appennino lucano e il Parco regionale dei Castelli Romani

Per ogni fotobook "verde" una quota dei proventi al Fondo italiano per la Biodiversità

Anche il parco nazionale dell’Appennino lucano e il Parco regionale dei Castelli Romani hanno aderito all’iniziativa di Drogheria Digitale e Federparchi – Europarc Italia. I visitatori delle due aree protette, tornando a casa potranno stampare il fotobook ufficiale del parco con le proprie foto. Un nuovo servizio per "portare" il nome del Parco nelle case degli italiani a cui hanno già aderito:

Parco nazionale Gran Paradiso

Parco nazionale del Pollino

Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Parco nazionale Della Majella

Parco naturale Sirente Velino

Parco naturale Adamello Brenta

Parco Orobie Valtellinesi

Parco regionale delle Alpi Apuane

Parco regionale di Veio

Per tutti i parchi e le aree protette interessate all’iniziativa, si ricorda che lo sviluppo del sito web dedicato e personalizzato è gratuito. Per ulteriori informazioni e per avere una preview di un fotobook, si può consultare il sito di Drogheria Digitale.

   

Federparchi - Europarc Italia per un turismo ecosostenibile

Esiste un turismo da riscoprire. Ecologico. Sì, perché sempre più italiani - giovani e famiglie - decidono di passare il proprio tempo libero e le proprie vacanze nei parchi naturali, nelle aree protette e nei siti archeologici che solo il nostro Paese, un laboratorio di green economy in continua evoluzione, è in grado di offrire in così grande quantità.

Una realtà confermata dai risultati dal secondo rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” recentemente pubblicato dalla fondazione UniVerde e da Ipr Marketing. Numeri e percentuali che descrivono una rivoluzione nel modo di concepire il turismo. Qualità prima di tutto: la maggioranza degli intervistati dichiara di essere attratto dalle bellezze storico-artistiche che la meta prescelta può offrire. A patto che se ne preservi anche l’aspetto paesaggistico: per il 75 per cento degli intervistati, infatti, la costruzione selvaggia e la speculazione edilizia vengono percepiti come fattori negativi, da evitare ad ogni costo.

Tra le attrazioni che i parchi possono offrire, quelle che interessano di più chi ha risposto al questionario sono i percorsi di conoscenza del mare, quelli enogastronomici e le escursioni (trekking, in bici, in canoa o a cavallo). L’agriturismo, invece, è la sistemazione preferita per gli ecoturisti, con il 50 per cento delle preferenze. La ricerca si chiude lanciando un messaggio di ottimismo: la grande maggioranza degli intervistati ha dichiarato di essere sicuro che la sensibilità e l’interesse per il turismo sostenibile nei prossimi dieci anni è destinato a crescere ancora.

Negli ultimi anni, i parchi si sono fatti portatori di un messaggio di rottura rispetto alle politiche di promozione del turismo “classico” in Italia. Si sono impegnati nello sviluppo di un’offerta parallela al circuito mainstream. Una proposta che si basa sulla valorizzazione dell’ambiente, dei siti archeologici presenti nelle riserve protette e delle particolari risorse che storicamente ognuna delle Regioni italiane è stata in grado di mettere a disposizione dei turisti. Sempre tenendo presente che alla fruizione si deve accompagnare la contemporanea salvaguardia della biodiversità locale.

Non di minore importanza è l’aspetto economico dell’ecoturismo. Per il visitatore conta la disponibilità di guide per le escursioni, la possibilità di affittare facilmente attrezzature sportive come canoe o biciclette. Si tratta di un settore ancora da scoprire, in cui si registra meno concorrenza rispetto alla più tradizionale controparte da agenzia turistica. Le vacanze nelle aree protette, che hanno toccato picchi di 35 milioni di visitatori annui, infatti, mettono a disposizione dell’intero sistema-Paese un modello ricettivo nuovo, ad oggi uno dei pochi a sfuggire alla morsa della crisi e far registrare numeri in continua crescita.

Se va scoperto il nuovo modo di vivere le proprie vacanze, altrettanto si può dire dell’ecoturista. Dalla ricerca emerge un ritratto molto interessante: a differenza di quella del “balneare”, che tende a fare la spesa al supermercato e portarsi il pranzo al sacco in spiaggia, dove passa mediamente più di mezza giornata, l’esperienza del “turista natura” è totale. Tendenzialmente, spende la quota vacanza all’interno del parco, usufruendo di tutti i servizi che la struttura offre. Non vuole sprecare neanche un minuto del suo tempo libero, accetta i costi e pretende in cambio servizi ottimali.

Sì, perché l'offerta dei parchi e delle aree verdi italiane è ampia e variegata. Ed è capace di attrarre gli amanti dell'arte. Secondo un'indagine del Cts (Centro turistico studentesco), i parchi più visitati sono quelli costieri. Il più visitato è quello del Cilento, seguito dal Gargano, dall'arcipelago toscano, dal Circeo e dalle Cinque Terre. Tra le aree protette interne più frequentate, ci sono quelle “storiche”: Abruzzo, Gran Paradiso e Stelvio. In totale, i soli parchi nazionali mettono a disposizione degli ecoturisti oltre 9 mila strutture ricettive per 350 mila posti letto, circa il 9 per cento dell'offerta italiana. Inoltre, solo all'interno dei parchi nazionali ci sono oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, più di 200 siti archeologici e 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali.

Un patrimonio straordinario, un tesoro che Federparchi e Europarc cercano di salvaguardare con la Cets, la Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette. Uno strumento che la federazione propone già da diversi anni alle aree protette che decidono di promuovere attività turistiche responsabili ed ecocompatibili, con il coinvolgimento delle strutture ricettive, delle pro loco, dei residenti e delle imprese locali comprese nel territorio del parco.

E, in prospettiva futura, Federparchi punta sulla sensibilizzazione dei più giovani tra gli ecoturisti, impegnandosi a diffondere il valore dell'ecososteniblità in 500 scuole di tutta Italia con progetti-laboratorio come “Vividaria”, realizzato in collaborazione con l’Institut Klorane. Ai 10 mila bambini coinvolti nel concorso è stato chiesto di fornire la propria lettura creativa del valore della biodiversità. E i risultati sono stati straordinari: video, rap, cartelloni, documentari e libri. Le classi vincitrici hanno ricevuto in premio una visita guidata in uno dei parchi della regione di provenienza. Uno stimolo in più per tanti giovani cittadini: se è vero che alle nuove generazioni spetterà la gestione e la tutela del nostro verde, la federazione dei parchi italiani è partita con il piede giusto. Per cambiare il futuro, bisogna rendere consapevoli i cittadini di domani, affinché siano responsabili e coscienti di avere tra le mani una risorsa importante.

 

   
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