Newsletter di Federparchi
 Ottobre 2012
Foto Primo Piano Editoriale

I Parchi sono green economy? Risposta affermativa

I nostri Parchi e le nostre riserve possono diventare gli elementi centrali della green economy, aiutare la nostra società ad uscire dalla crisi e creare le condizioni necessarie a progettare un futuro più solido? È con questa domanda che la Federparchi si avvicina all’importante appuntamento in programma il 16 ottobre al Centro convegni carte geografiche di via Napoli a Roma. Non è un caso, infatti, che il titolo del convegno organizzato dalla federazione si chiuda con un punto interrogativo: “I Parchi sono green economy?”. Una domanda a cui tutta la Federparchi crede possa esistere una sola risposta, affermativa. Perché? Perché le aree protette sono fonte e palestra di ricerca applicata e di sperimentazione. Fanno da supporto non solo all’approfondimento della conoscenza ...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

L’accordo tra Federparchi e APC presentato al pubblico del Salone del Camper di Parma

Un sistema di geolocalizzazione per favorire il turismo en plein air nelle aree protette italiane e una nuova sezione tutta dedicata ai Parchi nel bando “I Comuni del Turismo all’Aria Aperta”

È stato presentato lo scorso 14 settembre, al Salone del Camper di Parma, il progetto di collaborazione che vede coinvolti Federparchi – Europarc Italia e APC – Associazione Produttori Caravan e Camper. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i diversi punti che compongono l’accordo, un progetto che favorirà il turismo ecosostenibile in camper nei Parchi nazionali, regionali e nelle aree marine protette.

Federparchi si è occupata, grazie a un moderno sistema di geolocalizzazione, di mappare e monitorare tutte le strutture ricettive e i parcheggi dedicati al turismo en plein air già presenti nel sistema delle aree protette italiane. Per visitare la mappa interattiva e le schede informative delle singole aree per camperisti, basta collegarsi ai siti delle due associazioni: federparchi.it e sceglilcamper.it. APC ha invece aggiunto una nuova sezione, tutta dedicata ai Parchi, nella prossima edizione bando “I Comuni del Turismo all’Aria Aperta”. Gli enti parchi sono quindi invitate a proporre i propri progetti riguardanti l’allestimento di un’area di sosta multifunzionale e integrata con il territorio. A selezionare il progetto migliore, che riceverà 20.000 euro per essere realizzato, sarà una giuria composta da membri di APC, ANFIA-Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Associazione Città del Vino, Federterme, FEE Italia (Foundation for Environmental Education) e Federparchi – Europarc Italia.

 «Siamo molto soddisfatti – ha affermato Paolo Bicci, Presidente di APC-Associazione Produttori Caravan e Camper – di confermare oggi la collaborazione con Federparchi, una sinergia che rappresenta anche una straordinaria opportunità: valorizzare l’affinità tra il circuito turistico delle aree protette italiane e il camperismo come forma di turismo ecosostenibile. Abbiamo quindi deciso di inaugurare la sezione Parchi all’interno dell’edizione 2012 del Bando ‘I Comuni del Turismo all’Aria Aperta’ perché intendiamo orientare ancora di più i nostri sforzi verso il potenziamento della ricettività e microricettività dedicata ai turisti en plein air in Italia». 

«In una situazione di crisi generale, le presenze turistiche nei territori dei parchi sono andate gradualmente crescendo e il cosiddetto ‘ecoturismo’, da fenomeno di nicchia si è ormai trasformato in una scelta consapevole che porta ogni anno milioni di visitatori a soggiornare nelle aree protette», ha spiegato Massimo Medri, membro del Consiglio Direttivo di Federparchi-Europarc Italia e Presidente Ente di Gestione per i parchi e la biodiversità del Delta de Po dell’Emilia Romagna. «È per questo che ci impegniamo a monitorare le strutture ricettive dedicate ai camperisti attraverso questo innovativo sistema di geolocalizzazione. Grazie alla collaborazione con APC, il nostro immenso patrimonio naturalistico nazionale potrà essere ulteriormente valorizzato attraverso la promozione del camperismo ecosostenibile».

   

Al via la sesta edizione di Vividaria: “Scopri la biodiversità in città!”

L’edizione 2012/2013 del progetto di educazione ambientale ideato da Institut Klorane e Federparchi condurrà i bambini in cinque tour di altrettante città italiane

Tutti alla scoperta della biodiversità urbana con l’edizione 2012/2013 di Vividaria, il progetto di educazione ambientale ideato e organizzato da Institut Klorane, fondazione d'impresa senza fini di lucro fortemente impegnata nella protezione e il corretto utilizzo del patrimonio vegetale, in collaborazione con Federparchi – Europarc Italia. Per il sesto anno consecutivo, Vividaria prenderà per mano i bambini delle scuole elementari di tutta Italia (oltre 10.000 i piccoli ambientalisti e più di 500 le classi che hanno partecipato alla quinta edizione del progetto) e li condurrà in un tour molto particolare. “Scopri la biodiversità in città!”: cinque giornate per esplorare altrettante città italiane, alla ricerca di piante e animali.   

Già, perché anche la città è un luogo che si può accostare ai concetti di natura e biodiversità. Anche nei centri più urbanizzati, infatti, flora e fauna sanno trovare il loro spazio. Grandi o piccole, le amiche verdi non si trovano solo nei parchi urbani, nelle aiuole spartitraffico o nei giardini privati. Sanno anche sorprendere con inaspettati ciuffi di fiori, che spuntano dal cemento crepato.

Le specie più frequenti saranno quelle tipiche anche della campagna e dei ruderi, con poche esigenze, ma grandi proprietà terapeutiche. Unite ad alberi, cespugli e fiori provenienti da giardini pubblici e privati, formano la popolazione delle piante di città con una biodiversità tutta da scoprire insieme a Vividaria. Come potranno scoprire i bambini che parteciperanno al progetto, la strada che ogni giorno viene percorsa a piedi nasconde una sorprendente varietà di vita, mentre il luogo insospettatamente più ricco di biodiversità in città sta solo aspettando di essere scoperto e tutelato.

   

Iucn: Zhang Xinsheng eletto nuovo presidente al termine del World Conservation Congress 2012

Tra gli accordi stretti con soggetti privati c’è anche quello con Microsoft, che metterà a disposizione le sue tecnologie per migliorare le Red List

Si è chiuso lo scorso 15 settembre il World Conservation Congress 2012 della Iucn (Unione mondiale per la conservazione della natura) organizzato a Jeju, in Corea del Sud. Al termine dei dieci giorni di incontri e seminari, l’organismo internazionale per la salvaguardia della biodiversità ha eletto il suo nuovo vertice. Il cinese Zhang Xinsheng, co-fondatore e direttore dell’Eco-Forum Global, un’organizzazione indipendente per lo sviluppo sostenibile fondata nel 2009, è il nuovo presidente Iucn.

Nel corso della prima parte del congresso, i membri e i partner della Iucn hanno discusso e messo a confronto le proprie idee nei forum tematici. Tra i tanti interventi, anche quello di Piero Genovesi, ricercatore Ispra e membro del comitato italiano Iucn. Nella propria relazione, Genovesi ha evidenziato come la biodiversità mondiale sia in crisi a causa di una serie di fattori: la distruzione degli habitat, la proliferazione delle specie invasive e gli effetti dei cambiamenti climatici.

In seconda battuta, il parlamento “verde” ha messo a punto una serie di provvedimenti mirati a raggiungere un’efficiente governance dell’ambiente, coinvolgendo soggetti pubblici e privati nell’incaricarsi di responsabilità e benefici di un’azione coordinata. Tra i tanti accordi, spicca quello con la Microsoft, che ha messo a disposizione nuove tecnologie per mappare le minacce che colpiscono le specie più a rischio e migliorare le Red List della Iucn.

Il tutto nel segno di “Nature+”, uno slogan semplice, facile da memorizzare. Un termine forte seguito dal segno dell’addizione, pronto ad accogliere i temi caldi di questo congresso: clima, cibo, sviluppo, governance, vita. Perché la natura non è un elemento a sé stante, ma deve essere amministrata in stretto collegamento con altre fondamentali pressioni e sfide per un futuro sostenibile. Iucn, infatti, ritiene che la conservazione della biodiversità, e quindi del welfare umano, è possibile solo affrontando 4 temi pressanti: mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, gestione degli ecosistemi per il benessere umano, programmazione di un futuro energetico sostenibile e promozione della green economy per la sostenibilità.

   

Il presidente Sammuri chiuderà il convegno "Ingegneria naturalistica per la difesa del suolo e il recupero del territorio"

Appuntamento al palazzo Gallego di Sant’Agata di Militello (ME) nel Parco dei Nebrodi dal 5 al 6 ottobre

Un'occasione per confrontarsi sui rischi idrogeologici nell’area del Mediterraneo e sulle migliori soluzioni per contrastare e prevenire le emergenze. Il convegno internazionale "Ingegneria naturalistica per la difesa del suolo e il recupero del territorio" si terrà dal 5 al 6 ottobre nel palazzo Gallego di Sant’Agata di Militello (ME) nel Parco dei Nebrodi. Si tratta della più vasta area protetta della Sicilia, una zona che negli ultimi due anni ha subito gravi disastri idrogeologici dovuti ad una insufficiente pianificazione e manutenzione del territorio. Organizzata dal Parco ospitante, dall’Università di Palermo e dall’AIPIN, in collaborazione con i Comuni di Sant’Agata di Militello e di Floresta e con il sostegno di Snam Rete Gas, la due giorni siciliana sarà chiusa dall’intervento del presidente di Federparchi - Europarc Italia Giampiero Sammuri. Il 7 ottobre sarà possibile visitare gli interventi interventi realizzati nel territorio del Parco dei Nebrodi da Snam Rete Gas in occasione del potenziamento del metanodotto nell’area nebroidea.

Per iscriversi al convegno: www.parcodeinebrodi.it

Per consultare il programma: BROCHURE

   

Il presidente Sammuri parteciperà al convegno "La ricchezza dei Parchi"

L'evento si terrà venerdì 5 ottobre a Pescasseroli (Aq) nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il presidente di Federparchi - Europarc Italia Giampiero Sammuri parteciperà al convegno "La ricchezza dei Parchi: beni comuni e green economy", che si terrà venerdì 5 ottobre a Pescasseroli (Aq) nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. L'evento si terrà in occasione dei 90 anni del Parco e a distanza di 20 anni dall'approvazione della legge quadro sulle aree protette e dalla Conferenza di Rio. Con questo convegno, il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Fondazione Symbola, Regione Abruzzo, Unioncamere, Federparchi e Camera di Commercio de L’Aquila intendono promuovere un momento di riflessione e di confronto sul valore delle aree protette per la protezione della biodiversità e la promozione della green economy, attesa nel prossimo futuro dal fondamentale compito di produrre risorse e servizi per la nostra società nel rispetto dell'ambiente. 

Scarica il PROGRAMMA del convegno

   

Federparchi e UNIMAR a convegno: “Aree marine protette e pesca: sostenibilità economica ed ambientale nel sistema Italia”

L’evento si terrà giovedì 4 ottobre a Roma nel centro congressi Cavour

La tutela delle Aree Marine Protette e il loro rapporto con il settore della pesca. Federparchi – Europarc Italia e il consorzio UNIMAR, nel quadro di una più ampia collaborazione sui temi della conservazione della biodiversità marina e delle risorse ittiche, organizzano il 4 ottobre a Roma, nel centro congressi Cavour di via Cavour 50, il convegno “Aree Marine Protette e Pesca: sostenibilità economica ed ambientale nel sistema Italia”. Un’occasione per partecipare alla discussione sulla tutela e la salvaguardia dell’ecosistema marino, confrontandosi anche con chi opera in prima persona nelle aree marine protette associate a Federparchi.

L’evento si aprirà con gli interventi di Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – Europarc Italia, e Giampaolo Buonfiglio, presidente del consorzio UNIMAR. Spazio, quindi, agli interventi tecnici di Enrico Casola, presidente di Icr Mare e consigliere di amministrazione di UNIMAR, e Alessandro Ciccolella, direttore dell’AMP Torre Guaceto. In chiusura di convegno, si esploreranno i punti di vista di chi opera direttamente sul territorio, con gli interventi dei presidenti delle cooperative di pescatori delle AMP del Plemmirio e di Punta Campanella, e saranno esposti i risultati dei progetti di collaborazione tra Ente Parco e cooperative, con gli interventi di Augusto Navone, direttore dell’AMP di Tavolara, e Vincenzo Incontro, direttore dell’AMP del Plemmirio.

«Le Aree Marine Protette sono straordinari strumenti di gestione della biodiversità ittica – spiega Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – Europarc Italia – che permettono, oltretutto, la collaborazione e il rispetto delle realtà economiche al proprio interno. Ma, pur essendo realtà importanti per lo sviluppo economico del Paese, anche le AMP sono state aggredite dalla spending review: per 27 aree, che complessivamente generano ogni anno ben 36 milioni di euro, sono stati stanziati finanziamenti per soli 3,5 milioni di euro. Ben venga, quindi, nella prospettiva di una rivalutazione e tutela delle AMP, del loro ruolo strategico sia sul piano ambientale che economico e delle attività che le interessano, l’incontro e la collaborazione tra Federparchi e il consorzio UNIMAR».

«Il tema delle Aree Marine Protette e del rapporto tra queste e il mondo della pesca – ricorda Giampaolo Buonfiglio, presidente di UNIMAR – sta rapidamente assumendo centralità nel quadro delle nuove programmazioni nazionali e comunitarie, finalizzate al raggiungimento di più ambiziosi obiettivi di sostenibilità e di conservazione delle risorse ittiche e dell'ambiente marino. Dopo aver perso il ruolo di Paese avanzato in questo senso, guadagnato nello scorso decennio per l'elaborazione di politiche e l’attivazione di realtà virtuose, l'Italia deve ora recuperare terreno uscendo da un’empasse dovuta alla contrazione dell'intervento pubblico e alla connessa perdita di priorità di iniziative in questo campo, partendo da una rinnovata consapevolezza del loro valore strategico sul piano ambientale, economico e sociale».

   

Partiti i primi finanziamenti del Fondo italiano per la Biodiversità

A beneficiarne saranno il Parco nazionale dell'Appennino Lucano, l’AMP delle Isole Egadi, il Parco regionale del Gran bosco di Salbertrand e il Parco regionale della Maremma

Arrivano i primi finanziamenti dal Fondo italiano per la Biodiversità. Le aree protette che per prime beneficeranno degli aiuti di Co.ge.di International, da sempre vicina al mondo della salute e della sostenibilità ambientale, sono il Parco nazionale dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese, l'Area marina protetta delle Isole Egadi, il Parco regionale del Gran bosco di Salbertrand e il Parco regionale della Maremma. Nato su iniziativa di Federparchi - Europarc Italia nel dicembre del 2011, il Fondo raccoglie contributi, anche di piccola entità, per realizzare progetti mirati a ridurre le minacce di estinzione per le specie animali e vegetali più a rischio. Il tutto seguendo i principi della "Carta di Siracusa": greenmarketing, ovvero promozione dell'uso sostenibile della biodiversità come leva per lo sviluppo, e greening the marketing, che consiste nella creazione di partenariati con imprese sensibili alle tematiche ambientali.

   

Trivellazioni, proposte per un approvvigionamento energetico compatibile con la tutela del territorio

di Stefano Pecorella

Presidente del Parco nazionale del Gargano e coordinatore Federparchi Puglia

Sviluppo vs tutela? Quello dell’autorizzazione alle prospezioni geosismiche al largo della Riserva Marina delle Isole Tremiti e nel mare Adriatico non pone al centro il solito dubbio amletico, ma la necessità di una discussione tra l’opportunità di percorrere scelte di approvvigionamento energetico compatibili con le peculiarità del territorio o, invece, cedere alla prepotenza degli interessi economico-finanziari di solito incompatibili con tutela e conservazione dell’habitat. Ed è su questo fronte che il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, ha scritto una lettera a tutte le istituzioni locali, regionali ed associative ambientali e non per proporre al governo nazionale ed europeo una serie di azioni per valorizzare e difendere il patrimonio di biodiversità rappresentato dall’Adriatico.

Alla luce di ciò, anche Federparchi ha aderito al ComitatoLaboratorio delle Istituzioni dell’Adriatico per opporsi alle prospezioni geosismiche e all’estrazione di idrocarburi in mare. Lo hanno deciso all’unanimità i componenti del Consiglio direttivo riunitisi a Roma che, su proposta del consigliere Stefano Pecorella, Coordinatore Federparchi Puglia, ha ritenuto fondamentale sostenere questa battaglia ambientale e sociale. 

Dunque, Federparchi si schiera al fianco del Comitato delle Istituzioni dell’Adriatico coordinato dal suo consigliere Pecorella, ritenendo che la strategia d’azione messa in campo che passa da una modifica normativa che preveda l’abrogazione della normativa in vigore ma anche dal necessario coinvolgimento dell’Unione europea (sarebbe assurdo, infatti, restringere le azioni solo all’Italia, trascurando che una piattaforma potrebbe essere realizzata a poche miglia dal confine territoriale con nazioni che si affacciano sull’Adriatico quali ad esempio la Croazia).

Accanto all’azione istituzionale (che tra le proposte annovera anche il riconoscimento del Mar Adriatico come patrimonio Unesco per mettere questa risorsa al riparo da qualsiasi altra speculazione) si sta evolvendo la protesta della società civile che il prossimo  6 ottobre vedrà a Manfredonia, la città costiera più grande del Gargano, migliaia di partecipanti sfilare per ribadire il secco e deciso “no alle trivellazioni”.

   

I Parchi sono green economy? Risposta affermativa

di Giampiero Sammuri

I nostri Parchi e le nostre riserve possono diventare gli elementi centrali della green economy, aiutare la nostra società ad uscire dalla crisi e creare le condizioni necessarie a progettare un futuro più solido? È con questa domanda che la Federparchi si avvicina all’importante appuntamento in programma il 16 ottobre al Centro convegni carte geografiche di via Napoli a Roma. Non è un caso, infatti, che il titolo del convegno organizzato dalla federazione si chiuda con un punto interrogativo: “I Parchi sono green economy?”. 

Una domanda a cui tutta la Federparchi crede possa esistere una sola risposta, affermativa. Perché? Perché le aree protette sono fonte e palestra di ricerca applicata e di sperimentazione. Fanno da supporto non solo all’approfondimento della conoscenza del nostro patrimonio naturale, ma forniscono la materia prima per l’applicazione di metodi di utilizzo sempre più razionale delle risorse rinnovabili. Si può dire che la salvaguardia della natura attraverso le aree protette, quali strumenti di tutela e di valorizzazione delle risorse naturali, è stata in questi ultimi anni uno dei pochi campi nei quali il nostro Paese ha veramente innovato. Oggi l’Italia si colloca, in tema di politiche di conservazione della natura, ai primi posti nel panorama mondiale. Un campo di attività fatto di investimenti, che hanno creato posti di lavoro duraturi, hanno migliorato il rapporto di rispetto verso l’ambiente da parte di una larga fetta della cittadinanza e hanno prodotto attrattività turistica e culturale.

I dati parlano chiaro. Basta esplorare quelli che negli ultimi anni hanno riguardato il settore farmaceutico, per capire che dalla salvaguardia e dalla tutela della biodiversità nelle aree protette possono derivare benefici concreti per l’economia e lo sviluppo. Circa la metà di tutti i farmaci di sintesi ha origine naturale, tra cui 10 dei 25 medicinali più venduti negli Stati Uniti. Dei farmaci antitumorali esistenti il 42% è di origine naturale e il 34% seminaturale. Nei soli Stati Uniti il giro d’affari dei medicinali di derivazione naturale era compreso tra i 75 e i 150 miliardi di dollari già nel 1997. Una pianta di origine molto antica, la Ginko, è alla base di farmaci per la cura delle malattie cardiovascolari per un giro d’affari pari a 360 milioni di dollari l’anno. E la serie di esempi che fanno intuire quale sia il potenziale delle aree verdi non si ferma qui: solo da una pianta, la Pervinca rosa del Madagascar, una ditta americana ha messo a punto un farmaco antitumorale, guadagnando 160 milioni di dollari nel solo 1993.

E in Italia? Negli ultimi anni, i Parchi hanno generato un’importante crescita del senso civico nelle nostre comunità e fornito occasioni di sviluppo e di lavoro qualitativamente nuovo. Sul versante economico, le aree protette sono riuscite a catalizzare crescenti flussi di turisti italiani e stranieri, come testimoniano i dati in incremento che vedono il turismo naturalistico in positiva e netta controtendenza rispetto alla flessione progressiva del turismo più tradizionale e all’appannamento del prodotto turistico italiano più classico. Esse hanno promosso iniziative per favorire la loro fruizione a disabili, bambini e anziani, realizzando strutture adeguate e promuovendo e sostenendo il turismo sociale e quello scolastico.

Inoltre, nei Parchi italiani si possono trovare 150 prodotti tra DOP, IGP, DOC e DOCG, 180 prodotti agroalimentari censiti da Slow Food e oltre 250 prodotti tradizionali, così come riconosciuti dal decreto ministeriale 8/9 del 1999. Lavorare per il miglioramento dei Parchi diventa quindi immediatamente garanzia di uno sviluppo di qualità, anche enogastronomica. Nelle aree protette, infatti, la difesa e la valorizzazione delle produzioni agricole locali è un tutt’uno con la tutela della biodiversità, del paesaggio, dei sapori antichi, delle identità territoriali più vere. I Parchi diventano, quindi, luoghi di eccellenza, laboratori dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro-ambientale. Soprattutto nelle aree protette collocate in zone montuose o comunque svantaggiate, l'attività agricola, condotta con metodi tradizionali, rappresenta un elemento indispensabile per mantenere vivo il tessuto sociale, economico e storico-culturale delle stesse comunità umane insediate. Così, nel rispetto della tradizione e delle tipicità locali, i Parchi nazionali e regionali, le riserve e le Aree marine protette si sono conquistati il ruolo di colonne portanti della green economy. Quella serie di pratiche che, vigilando sempre sulla tutela della biodiversità, possono portare a uno sviluppo pulito su cui costruire il futuro delle prossime generazioni. 

   
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