Newsletter di Federparchi
 Novembre 2012
Foto Primo Piano Editoriale

Quale futuro per le aree protette europee e italiane?

Come possono i governi e le imprese private collaborare con le aree protette e proteggere la biodiversità? Che tipo di supporto economico serve ai parchi per continuare nella loro missione? Con queste domande si è aperta la conferenza 2012 di Europarc. Un evento durante cui si è fissato uno standard europeo. Al ribasso: i budget messi a disposizione dagli esecutivi e i sussidi per preservare intatta la biodiversità si stanno riducendo in tutta la Comunità. Questo sta avvenendo in una fase storica nella quale, paradossalmente, è massima nell’opinione pubblica e nel sentire popolare l’attenzione alle tematica ambientali, soprattutto nei paesi maggiormente sviluppati. Durante i workshop della conferenza Europarc, si è discusso proprio delle modalità con cui la...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

Federparchi - Europarc Italia e Iccrea Banca: accordo per la salvaguardia e la riscoperta delle aree protette

Il protocollo d'intesa è stato firmato il 4 novembre a Roma

Promuovere il turismo nelle aree protette italiane con particolari vantaggi destinati ai membri del Club CartaBCC. È stato firmato il 4 novembre a Roma il protocollo d’intesa tra Federparchi - Europarc Italia e Iccrea Banca, l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo controllato da Iccrea Holding. Alla firma erano presenti il Presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri e il Presidente di Iccrea Banca, Francesco Carri. I clienti dell'Istituto avranno a disposizione una serie di sconti nelle strutture ricettive e di ristorazione selezionate da Federparchi sulla base di una serie di indicatori di qualità, tra cui il possesso della Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette.

Per la federazione, questo accordo fornisce l’opportunità di far conoscere le bellezze dei Parchi italiani a un pubblico selezionato e sensibilizzarlo sul tema della salvaguardia della biodiversità. Per Iccrea Banca, invece, la firma del protocollo d'intesa segna la prosecuzione di un impegno a sostegno della tutela dell’ambiente che l’Istituto ha intrapreso e sta portando avanti con coerenza.

   

Federparchi - Europarc Italia al forum delle Aree marine protette di Antalya

Presentato il lavoro svolto dalla federazione sulla pesca artigianale nelle AMP

Un incontro per condividere esperienze, discutere e programmare un lavoro comune. Obiettivo: migliorare, entro il 2020, la protezione del Mare Mediterraneo. Protagonisti al forum di Antalya (Turchia), dal 25 al 28 novembre, saranno 300 gestori di aree marine protette provenienti da 21 Stati che si affacciano sul Mediterraneo. Anche Federparchi - Europarc Italia sarà presente in rappresentanza delle AMP italiane, contribuendo alla discussione tramite la presentazione delle buone pratiche già sviluppate a livello nazionale.

Di più: durante l'evento sarà presentata agli addetti ai lavori anche la sintesi del lavoro svolto dalla federazione sulla pesca artigianale nelle AMP. Inoltre, saranno presenti i rappresentanti nazionali delle agenzie per l'ambiente, della pesca e del turismo, i gestori e gli amministratori delle aree marine protette, le organizzazioni non governative locali, gli attori economici e le istituzioni europee, mediterranee e internazionali. Insieme si confronteranno per trovare soluzioni sostenibili alle sfide poste dalla conservazione della biodiversità marina nel bacino. Il forum, quindi, mira a sviluppare una visione e un programma che miri a un obiettivo: arrivare a proteggere il 10% della superficie del Mediterraneo attraverso un efficace rete di Aree Marine Protette.

   

Un regalo sostenibile per Natale: fotobook e calendari "verdi" sotto l'albero

Continua l'accordo tra Federparchi - Europarc Italia e Drogheria Digitale

Natale si avvicina e un regalo è più bello se "sostenibile". I Parchi aderenti all'iniziativa nata dall'accordo tra Federparchi - Europarc Italia e Drogheria Digitale possono ricordare ai propri fan su Facebook, agli amanti della natura o nelle proprie newsletter, che gli scatti più belli delle aree protette italiane si possono ricevere comodamente a casa. Inoltre, per ogni fotobook o calendario "verde" che finirà sotto l'albero, una quota delle entrate è destinata al Fondo italiano per la biodiversità. Per rilanciare sul web l'iniziativa, si può utilizzare questo testo e l'immagine di questa notizia.

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Oltre al testo, è utile aggiungere il link che fa riferimento al proprio parco:
Esempio:http://federparchi.drogheriadigitale.com/NOMEPARCO.html

   

Una maxi-riserva marina da record per l'Iucn

Il gioiello si troverà nelle isole Cook, nel mezzo dell'Oceano Pacifico

L'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) e' al lavoro per la creazione dell'area marina protetta piu' grande al mondo. Il gioiello degli oceani si troverà nelle isole Cook, nel mezzo dell'Oceano Pacifico, tra la Polinesia francese e le isole Samoa.

L'Iucn ha appena firmato un'intesa con il governo delle isole Cook per  definire la nuova maxi-area marina protetta, per contribuire alla conservazione della biodiversita' marina della regione e rilanciare la crescita economica locale, senza dimenticare la tutela della salute degli oceani.
Il parco marino delle isole Cook copre 1.065 milioni di km quadrati, un'area grande due volte le dimensioni di Papua Nuova Guinea e la piu' grande riserva mai definita da un singolo Stato negli oceani del Pianeta. La zona include atolli remoti, isole vulcaniche circondate da barriere coralline e una fauna incontaminata con montagne sottomarine. Ospita, inoltre, uccelli, balene, mante e diverse specie di squali, tra cui alcune specie a rischio diestinzione.

"Questa e' una decisione storica e dovrebbe essere adottata come esempio da seguire per gli altri Paesi nel mondo", ha spiegato Carl Gustaf Linden, direttore del programma globale marino dell'Iucn. "Proteggere il Pacifico - ha poi ricordato Henry Puna, primo ministro delle isole Cook - uno degli ultimi ecosistemi marini incontaminati, è il principale contributo del Paese al benessere non solo del nostro popolo ma di tutta l'umanità". "Il parco marino - ha aggiunto il primo ministro - fornirà il quadro necessario a promuovere lo sviluppo sostenibile, portando ad un equilibrio fra interessi della crescita economica come quelli di turismo, pesca e attività estrattive, e la conservazione della biodiversità nell'oceano. Il maxi-parco marino conterrà diverse zone con differenti livelli di tutela, incluse aree di pesca vietata insieme ad aree cuscinetto dove invece saranno consentite attività limitate di pesca da parte dei turisti".

   

I ranger di tutto il mondo a congresso in Tanzania: "Salvateci dai tagli"

L'evento organizzato dall'International Ranger Federation si è svolto dal 5 al 9 novembre ad Arusha

Un congresso per discutere del futuro dei ranger. È quello che si è svolto ad Arusha, in Tanzania, dal 5 al 9 novembre. Una scelta non casuale: si tratta di una nazione in prima linea per salvare elefanti e rinoceronti dall'estinzione a causa del bracconaggio. Il settimo World Ranger Congress ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le associazioni dei guardiaparco che sorvegliano parchi nazionali, parchi naturali e riserva naturali sia statali che regionali in tutto il mondo. A livello internazionale sono rappresentati dall'International Ranger Federation (IRF), un'organizzazione no-profit fondata nel 1992 finalizzata a far conoscere, tutelare e valorizzare l'attività dei ranger sparsi in 46 paesi in tutto il mondo e riuniti in 60 associazioni locali.

Nel corso del Congresso in Tanzania si è affrontato il delicato fenomeno del bracconaggio, ora sostenuto anche dalle ecomafie. Tra i temi trattati, anche quello della crisi economica: in tutto il mondo i ranger rischiano la vita per garantire la salvaguardia di ambienti, piante e animali per le generazioni che verranno. Ma il loro ruolo è a rischio, anche in Italia, per i tagli imposti dalla depressione economica globale. Un problema non di poco conto, se si considera che il ruolo dei ranger potrebbe e dovrebbe essere considerato di pari importanza rispetto a quello degli operatori di pace dell’Onu. I Ranger, durante il congresso, hanno infatti discusso sull’opportunità di chiedere un riconoscimento maggiore a livello istituzionale e hanno chiesto la creazione di corpi di intervento in grado di coadiuvare il loro lavoro nelle zone di crisi e conflittualità.

   

Dieci anni di Parco nazionale della Sila: festeggiamenti e novità

di Sonia Ferrari (coordinatore Federparchi Calabria)

In occasione del decennale dell’istituzione del Parco Nazionale della Sila, avvenuta il 14 novembre 2002, abbiamo promosso due eventi che ne hanno ricordato la nascita e abbiamo presentato un’analisi di quanto realizzato, in previsione di nuove iniziative mirate a consolidare il bene del Parco della Sila in termini di difesa ambientale e di promozione culturale e sociale.

Il 23 novembre presso la Camera di Commercio di Cosenza abbiamo presentato il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, realizzato in collaborazione con Federparchi. Con un intervento introduttivo del Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti, il Bilancio di sostenibilità, realizzato in forma cartacea e video, è stato illustrato alla stampa e al pubblico grazie agli interventi del presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, del nostro direttore, Michele Laudati, e di Cristiana Rogate, rappresentante legale della Refe S.r.l., che ha curato l’elaborazione del bilancio con la collaborazione della dirigenza e del personale dell’Ente Parco.

Il Bilancio di sostenibilità del Parco della Sila non è altro che una rendicontazione innovativa dei risultati conseguiti, uno strumento che dà conto del disegno strategico dell’Ente silano e misura gli effetti delle attività svolte nell’arco degli ultimi tre anni  nei principali tre ambiti di intervento: tutela attiva e riqualificazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico culturale; valorizzazione, fruizione sostenibile e diffusione della consapevolezza ambientale; promozione dello sviluppo sociale ed economico delle comunità locali.

Il Bilancio rappresenta una scelta di apertura nei confronti dei residenti e delle comunità del territorio del Parco, delle istituzioni nazionali e locali, degli operatori economici e sociali, dei turisti, dei media e della collettività. E’, infatti, strumento di dialogo e relazione per conoscere il Parco, riconoscerne il suo ruolo di  motore dello sviluppo economico, civile e sociale e attivare la partecipazione consapevole e informata dei soggetti del territorio e la loro collaborazione per perseguire insieme all’Ente gli obiettivi di interesse comune.

Questo importante lavoro di sintesi non è altro che un valido strumento di comunicazione utile ad attrarre una maggiore presenza di turisti nel Parco Nazionale della Sila, è la presentazione delle attività svolte nel quadriennio 2009/2012, una fotografia di questo Parco candidato a divenire Patrimonio Mondiale dell’Unesco e dell’attività svolta sin dal mio insediamento in qualità di presidente.

Nella giornata di sabato 24 novembre, presso il Centro Visite “Cupone” di Camigliatello Silano, abbiamo invece realizzato un convegno intitolato “I parchi, risorse turistico – culturali per lo sviluppo del territorio”, con la partecipazione di vari rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali, provinciali e comunali, nonché dell’associazionismo e della società civile.
E’ stata una giornata di profonda riflessione sulle grandi risorse del Parco Nazionale della Sila, ma anche un’opportunità per discutere dei Parchi in generale e di green economy con esperti provenienti dall’Italia e dall’estero.
Al convegno ha preso parte anche Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi, che ha tenuto a precisare che “investire sui Parchi, salvaguardando le biodiversità tutelandone l’ecosistema, può comportare un ricavato economico non indifferente, certamente superiore alle quote di finanziamento pubblico investite, come dimostrano alcune esperienze di gestione dei Parchi finlandesi e quelli del trentino”.

Abbiamo chiuso i festeggiamenti dell’anniversario del Parco della Sila con la firma di un accordo di collaborazione con il Presidente del Parco Norvegese Hardangervidda National Park, Per Lykke, che consentirà  lo scambio di studenti per ragioni di studio.

Ora, tanto più dopo aver presentato il nostro primo Bilancio di sostenibilità, che sintetizza l’impegno e le numerose attività svolte nell’arco del mio mandato, a partire dal 2009, e con il sostegno nell’ultimo anno del Consiglio direttivo, è tempo di pensare a come creare sempre maggiore attenzione nei confronti del Parco, allo scopo di conseguire l’inserimento  di questa splendida area protetta nell’Unesco.

   

Quale futuro per le aree protette europee e italiane?

di Giampiero Sammuri

Come possono i governi e le imprese private collaborare con le aree protette e proteggere la biodiversità? Che tipo di supporto economico serve ai parchi per continuare nella loro missione? Con queste domande si è aperta la conferenza 2012 di Europarc. Un evento durante cui si è fissato uno standard europeo. Al ribasso: i budget messi a disposizione dagli esecutivi e i sussidi per preservare intatta la biodiversità si stanno riducendo in tutta la Comunità. Questo sta avvenendo in una fase storica nella quale, paradossalmente, è massima nell’opinione pubblica e nel sentire popolare l’attenzione alle tematica ambientali, soprattutto nei paesi maggiormente sviluppati.

Durante i workshop della conferenza Europarc, si è discusso proprio delle modalità con cui la società può essere spinta a riconoscere finalmente il valore ecologico, socio-culturale ed economico dei Parchi a livello locale, regionale e nazionale. Chi visita le aree protette spende in trasporti, cibo, ospitalità e in tanti altri servizi. È questo il primo elemento da cui partire per spiegare l’impatto economico dei Parchi nel sistema economico, il loro grande potenziale nella creazione di posti di lavoro. In tutta Europa, il contributo delle aree protette in questo senso, come riporta la EEA (European Environment Agency), vale 15 miliardi di euro l’anno di forza lavoro.

Purtroppo, però, molte delle politiche mondiali sono ancorate a un parametro ormai conosciutissimo: il PIL. Un indicatore che non misura di certo il benessere di una società, perché non rileva le condizioni di salute o il grado d’istruzione di una popolazione, il tasso di criminalità o gli eventi culturali. A me, però, piace criticare il PIL dal punto di vista dello sviluppo sostenibile. Infatti, è una rilevazione che presuppone un arco di tempo molto limitato. Per esempio, se vengono deforestati 300 chilometri quadrati di foresta amazzonica con la vendita del legname, il PIL ha un’impennata rilevante in quell’anno. Ma cosa succede in un tempo abbastanza breve? Come questo incide negativamente sempre dal punto di vista economico attraverso il cambiamento climatico? L’aumento di eventi climatici estremi, le esondazioni quanto costano? Sicuramente molto di più di quanto ricavato dalla vendita del legname. Ecco perché i servizi ecosistemici e la biodiversità sono economicamente importanti, come testimoniano le società finanziarie che cominciano ad acquistarne i diritti.

In Francia, il ministro dell’Ambiente ha recentemente affermato che, a causa della situazione economica il governo nel 2013 opererà un riduzione media della spese delle pubbliche amministrazioni del 10%. Media, per l’appunto, ma anche comunicato che due settori invece avranno un aumento degli stanziamenti: l’istruzione e l’ambiente, parchi compresi. In Finlandia, è successo qualcosa di ancora più interessante, alla fine del 2010 la società che gestisce il patrimonio pubblico forestale e rurale, compresi i parchi su suolo pubblico, voleva tagliare i fondi a questo settore. Dopo aver esaminato i dati che dimostravano che l’investimento nei parchi era un moltiplicatore dei redditi e dell’occupazione ci ha ripensato.

E in Italia cosa succede? Purtroppo siamo lontani anni luce da queste lungimiranti realtà, gli stanziamenti per i parchi vengono visti più come un costo che come un investimento. Anzi sono inseriti da molti nella cosiddetta “spesa pubblica non produttiva”. Lo Stato, ma soprattutto le Regioni, stanno effettuando in alcuni casi tagli consistenti e in alcuni casi privi di ogni logica. Eppure ci sono dati buoni e interessanti anche in Italia che dimostrano come i parchi siano investimenti produttivi e non “costi”. Basterebbero gli oltre 30 milioni di turisti che ogni anno visitano i parchi italiani, per un’analisi grossolana, oppure gli studi più raffinati fatti in varie regioni d’Italia.

Ma, se da una parte c’è la certezza dei tagli che hanno già colpito e rischiano di colpire ulteriormente la gestione dei nostri Parchi, dall’altra si spera nella recente apertura della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali al Senato. Nella seduta dello scorso 3 ottobre, è ripreso l'esame della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza del 2012 e degli allegati a questo connessi. Un provvedimento che interessa molto da vicino le aree protette. Il senatore Bruno Alicata ha illustrato una proposta contenente un'importante osservazione sull'opportunità e la necessità di incrementare gli stanziamenti previsti per il sistema delle aree protette italiane. Ed è con grande speranza per il prossimo futuro che si attendono notizie dalla Commissione. Perché il futuro è la green economy e tagliare i fondi destinati ai Parchi e alle Aree Marine Protette, pronti ad assumere il ruolo di motore di questo nuovo sviluppo, sarebbe completamente insensato.

   
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