Newsletter di Federparchi
 Gennaio 2013
Foto Primo Piano Editoriale

Il 2012 di Federparchi: un anno tra luci e ombre

Quello che è appena terminato è stato un anno ricco di avvenimenti che hanno interessato le aree protette italiane, alcuni notevolmente positivi, altri molto meno. Per prima cosa voglio ricordare l’evento più importante per la nostra associazione il VII congresso, tenutosi a cavallo tra maggio e giugno nel contesto del Parco regionale della Maremma. È stato un avvenimento non banale o di routine, perché accanto alla parte anche rituale e di “passerella” si è parlato di cose concrete e si è tracciata la linea di attività per il prossimo triennio. Sono state sancite in maniera unanime decisioni importanti come quella sulla natura della federazione, tornata ad essere, come alle origini, associazione di categoria. Di fatto avevamo sempre agito come se lo foss...Leggi tutto

Indice

   
   

Parchi, proposte e alleanze: il convegno di Federparchi in vista degli Stati Generali delle aree protette italiane

Appuntamento il 29 gennaio a Roma, nel Centro convegni carte geografiche di via Napoli 36

Un incontro per preparare il rilancio del ruolo dei Parchi per superare insieme la crisi del Paese .Si terrà il 29 gennaio a Roma, nel Centro convegni carte geografiche di via Napoli 36, il convegno "Parchi, proposte e alleanze", organizzato da Federparchi - Europarc Italia in vista dei prossimi Stati Generali delle aree protette italiane.

Stati Generali (PDF)

   

Viaggio nel Veneto delle qualità con Federparchi e Fondazione Symbola

In Veneto, la seconda Regione verde in Italia, 34mila imprese puntano sulla green economy per uscire dalla crisi

Dove è nato il brevetto che sfrutta la tecnica della riflessione totale per l’illuminazione pubblica a LED, consentendo di risparmiare fino al 70% di energia rispetto ai tradizionali lampioni al sodio e il 30% rispetto a quelli a LED attualmente sul mercato? O la prima pasta italiana di grano duro a chilometro zero? In qualeregione ha sede l’azienda leader nell’estrusione del legno composito ed ecologico, tanto da aver fabbricato i materiali di cui si compongono i pontili di Venezia su cui passano ogni anno 20 milioni di turisti? Dove si trova un centro per il riciclo capace di trattare 80 tonnellate al giorno di rifiuti secchi industriali e urbani con unaquota di recupero del 99%? E dove sono nati i pannelli isolanti ecocompatibili realizzati con fibre di abete mineralizzate rivestite da un legante minerale che resistono senza colpo ferire agli agenti atmosferici? O ancora, dove si costruiscono ceramiche moderne che coniugano il riciclo di scarti e rifiuti all’alta qualità perrealizzare pavimenti di lusso ecosostenibili ed apprezzati nel mondo? C’è una risposta che risponde a tutte queste domande: in Veneto.

I casi citati sono solo alcune delle eccellenze di questa regione, locomotiva del nostro Nord Est, che Fondazione Symbola e Federparchi raccontano in Viaggio nel Veneto delle Qualità, studio realizzato in collaborazione con eAmbiente e con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Alla presentazione della ricerca Viaggio nel Veneto delle Qualità, oggi a Padova presso Banca Antonveneta,sono intervenuti insieme al Presidente e al Segretario generale della Fondazione Symbola Ermete Realacci e Fabio Renzi: Giuseppe Menzi, Direttore generale di Banca Antonveneta; Gabriella Chiellino, Presidente eAmbiente; Aldo Bonomi, Direttore Consorzio AASTER; Innocenzo Cipolletta, Presidente Comitato Promotoridi Venezia Nordest Capitale europea della Cultura per il 2019; Antonio Maconi, Nordesteuropa Editore Direttore Festival Città Impresa; Giorgio Piazza, Presidente Coldiretti Veneto; Giampiero Sammuri, Presidente Federparchi; Michele Vianello Direttore Generale Vega Park.

Il Viaggio nel Veneto delle Qualità guarda a questa regione come un vero e proprio laboratorio all’avanguardia nel Paese in fatto di green economy e qualità e raccoglie 20 casi di imprese di successo che si sono distinte nel segno della green economy, della qualità, dell'innovazione, della gestione responsabile dellerisorse, dell'ambiente e del patrimonio sociale. 20 casi paradigmatici per creatività, ricerca, propensione a fare sistema, radicamento territoriale, centralità del capitale umano che emergono dall’insieme del panorama imprenditoriale, associativo e culturale veneto. E che confermano la green economy come leva strategicaper affrontare la recessione e aumentare la propria competitività sul mercato globale. Non a caso proprio il Veneto, come emerso dal rapporto GreenItaly 2012 di Symbola e Unioncamere, è la seconda regione ‘verde’ italiana e conta su quasi 34 mila imprese green.

“Il Veneto è uno dei cuori manifatturieri dell’Italia – commenta Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola -. Un sistema produttivo variegato e di grande vitalità che, anche nella crisi, coniugando qualità, innovazione e territorio con la green economy sta rinnovando con successo il proprio tessuto imprenditoriale. La nostra indagine mostra infatti che nell’Italia che c’è si possono trovare le energie e i talenti per affrontare le sfide che abbiamo di fronte e guardare con più fiducia al futuro. A partire dalle esperienze che raccontiamo inquesto rapporto e dalle 34 mila imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti verdi”.

“L’attuale crisi, che tocca ampi settori economici e sociali – dichiara Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi -, ha avuto il merito di evidenziare la fragilità di modelli di sviluppo lontani dalle dinamiche e dalle vocazioni dei territori. Questa ricerca, frutto della preziosa collaborazione tra Fondazione Symbola e Federparchi, dimostra con esempi concreti che per molte realtà del nostro Paese come il Veneto, esistono reali spazi di impresa se si opera puntando sulla qualità, sulle caratteristiche locali e sulla sostenibilità ambientale, ovvero sui presupposti principali dell’esistenza di un’area naturale protetta. Questa totale coincidenza tra finalità istitutive di un parco e “green economy” rappresenta una responsabilità e una sfida per i parchi che, forti dell’esperienza e delle buone pratiche testimoniate anche in questo lavoro, sono pronti a cogliere insieme a chi vorrà investire insieme a noi sul nostro futuro”.

“Siamo felici di ospitare questa iniziativa – spiega Giuseppe Menzi, direttore generale Banca Antonveneta (Gruppo Montepaschi) - perché crediamo fortemente nel valore, anche strategico, di un approccio sostenibile. Da anni Gruppo Montepaschi e Banca Antonveneta stanno attuando una politica di sensibilizzazione a questi temi sia rivolta ai colleghi, per esempio adottando politiche di mobility management, che nei confronti dei nostri clienti, sostenendo la produzione di energia pulita con finanziamenti specifici come Welcome Energy. Il tema di oggi dimostra ancora una volta che il nostro territorio è capace di mettersi in gioco e rinnovarsi, anche nella crisi, e come Banca abbiamo il compito di accompagnare le imprese in questa nuova sfida”.

“Iniziare il nuovo anno con la presentazione del rapporto sulle aziende di qualità venete e' di ottimo auspicio in questo momento storico di timore e rallentamento negli investimenti – commenta Gabriella Chiellino, Presidente eAmbiente -. Ora e' il tempo per innovare i nostri processi e prodotti veneti, con attenzione alrisparmio nell'utilizzo delle risorse sia per questioni ambientali che meramente economiche. Innovare e risparmiare penso siano le parole d'ordine del 2013”.

“Il Viaggio nel Veneto delle Qualità infonde ottimismo, fiducia e visione di futuro – chiosa Antonio Maconi - Direttore Festival Città Impresa, Nordesteuropa Editore - . Dimostra che il Veneto e il Nordest sono tra le aree in Italia in cui si promuove e produce maggiormente qualità, ma anche che innovazione, produttivitàe cultura sono intrinsecamente correlati. Innovare, fare sistema e valorizzare imprese e territori è la strada giusta per la crescita. Tuttavia i dati relativi all’imprenditoria giovanile risultano essere il nostro tallone d’Achille. Ed è in questa direzione che Nordesteuropa proseguirà, nel 2013, la propria azione di scoperta evalorizzazione della “qualità a km 0”

In Veneto, nell’ultimo quadriennio, quasi un’impresa industriale e terziaria (con almeno un dipendente) su quattro ha investito in tecnologie green a maggior risparmio energetico e/o a minor impatto ambientale: si tratta per la precisione di circa 33.900 imprese, che rappresentano quasi il 10% di tutte le aziende che hannoinvestito nel green in Italia (solo la Lombardia con il 19,3% ha contribuito di più), nonché il 24% del totale regionale (contro il 23,6% della media nazionale). Gli investimenti in tecnologia green sono finalizzati per il 20% al processo produttivo, per il 14% a al prodotto e per il 66% per la riduzione dei consumi.Per quanto riguarda le province venete Padova si colloca al primo posto con 6.966 imprese green, equivalenti al 25,1% del totale delle imprese della provincia. Seguono da vicino Treviso con 6.570 imprese verdi (26,4%), Vicenza 6.082 imprese (24,3%), Verona 5.781 imprese green (22,1%) e Venezia con 5.658 impreseverdi (22,8%); quindi Belluno con 1.493 imprese green (26,5%) e Rovigo 1.346 imprese (20,1%). La buona performance del Veneto si conferma anche per quanto riguarda le provincie: ben cinque figurano nelle prime venti posizioni (Padova, Treviso, Vicenza, Verona e Venezia tra l’ottava e la sedicesima posizione) nella graduatoria nazionale delle provinciale per numero di imprese green.

Protagonisti di questo processo di riqualificazione in chiave sostenibile sono, tra gli altri, i settori del made in Italy in cui la Regione è più specializzata: dal legno-arredo alla concia, dall’agricoltura alla meccanica.Da questo punto di vista, il Veneto ben rappresenta la trasversalità della green economy italiana: anche qui, infatti, a trainare la “rivoluzione verde” troviamo non solo i nuovi settori legati alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico e alla gestione dei rifiuti, ma anche migliaia di piccole e medie imprese manifatturiere.

   

Vividaria 2013: al via le iscrizioni per la sesta edizione del progetto di educazione ambientale

La manifestazione è organizzata da Institut Klorane, fondazione d'impresa senza fini di lucro, e Federparchi - Europarc Italia

Al via l’edizione 2013 del progetto di educazione ambientale ideato e organizzato da Institut Klorane, fondazione d'impresa senza fini di lucro fortemente impegnata nella protezione e il corretto utilizzo del patrimonio vegetale, e Federparchi - Europarc Italia. “Vividaria: scopri la biodiversità in città!”, il sesto appuntamento consecutivo con l’evento per i bambini di tutta Italia, prenderà per mano i bambini delle scuole elementari (oltre 10 mila i piccoli ambientalisti e più di 500 le classi che hanno partecipato alla quinta edizione del progetto) e li condurrà in un tour molto particolare.

Quest’anno, infatti, le giornate conclusive del progetto coincideranno con la visita di cinque grandi città. Già, perché anche la città è un luogo che si può accostare ai concetti di natura e biodiversità. Anche nei centri più urbanizzati, infatti, flora e fauna sanno trovare il loro spazio. Grandi o piccole, le amiche verdi non si trovano solo nei parchi urbani, nelle aiuole spartitraffico o nei giardini privati. Sanno anche sorprendere con inaspettati ciuffi di fiori, che spuntano dal cemento crepato.

Le classi interessate a partecipare al progetto potranno iscriversi on line su www.vividaria.it entro e non oltre il 1 marzo 2013. Seguite dal farmacista di fiducia e con il supporto delle schede scaricabili dal sito ufficiale della manifestazione, saranno chiamate a presentare un elaborato in formato video: poster, filastrocche, filmati, poesie e quanto altro possa nascere dall’immaginazione dei piccoli esploratori urbani.

"Siamo orgogliosi di contribuire anche quest'anno - spiega Nicoletta Togni, responsabile del progetto per Institut Klorane Italia - all'educazione al rispetto e alla salvaguardia del patrimonio vegetale dei bambini delle scuole elementari. Il tema del concorso è particolarmente attuale e vuole sensibilizzare i bambini a guardare con occhi nuovi la città che li circonda, scovando e scoprendo le forme di vita vegetali presenti anche nei posti più impensati. Alla sua sesta edizione, Vividaria vuole uscire dalle "mura" della scuola per incontrare altri bambini e altre famiglie nelle piazze cittadine per condividere le esperienze passate e diffondere le proprie conoscenze in ambito di educazione ambientale attraverso laboratori pratici"

“Anche la città può essere uno scrigno di biodiversità - aggiunge il presidente di Federparchi - Europarc Italia Giampiero Sammuri - E con la sesta edizione del progetto Vividaria vogliamo cercare di aprirlo e far scoprire alle nuove generazioni, quelle a cui spetterà la gestione delle aree verdi in futuro, quanta ricchezza c’è anche nella più piccola dele piante. Il progetto simboleggia ancora una volta a pieno gli obiettivi che la federazione si propone da sempre di raggiungere. Tra questi, naturalmente, anche la sensibilizzazione dei più piccoli nei confronti di temi importanti come la salvaguardia della biodiversità”.

   

La festa dei Parchi a Eataly

Il presidente Sammuri: «Festeggiamo con tre Parchi che testimoniano quanto di buono è stato fatto e quanto può essere ancora fatto in futuro per la tutela della biodiversità»

Si è svolta venerdì 21 dicembre, nel centro congressi di Eataly in piazzale XII Ottobre 1492, la “Festa dei Parchi, dai novant’anni dei Parchi Nazionali Gran Paradiso e Abruzzo, Lazio e Molise ai dieci anni del Parco Nazionale della Sila. Racconti di biodiversità!”. L’evento organizzato da Federparchi – Europarc Italia e dalle tre aree protette (PN Gran Paradiso, PN della Sila e PN di Abruzzo, Lazio e Molise) si è aperto con i saluti del presidente Giampiero Sammuri: «Oggi è una bellissima giornata per tutto il sistema delle aree protette italiane. Festeggiamo con tre Parchi storici per la federazione, che testimoniano quanto di buono è stato fatto da 90 anni a questa parte e quanto può essere ancora fatto in futuro per la tutela della biodiversità e la promozione delle economie locali, partendo da innovazioni come quelle introdotte dal Parco nazionale della Sila».

La giornata, infatti, si è aperta con la presentazione del Bilancio di Sostenibilità del Parco nazionale della Sila, uno strumento di rendicontazione sociale pensato per uno sviluppo sostenibile del territorio. Il bilancio, infatti, consente al parco di misurare e valutare la capacità di perseguire le proprie finalità istituzionali, dalle esigenze di conservazione della natura a quelle di fruizione sociale, da quelle di diffusione alla consapevolezza ambientale e di promozione e valorizzazione delle filiere produttive locali. «Per noi – ha spiegato il presidente del Parco nazionale della Sila Sonia Ferrari – questa innovazione è uno strumento efficace per comunicare con il territorio e, di ritorno, capire che ruolo assume la nostra area protetta per chi opera a livello locale. Perché i parchi oggi non vanno considerati solo aree a tutela della biodiversità, ma anche un motore di sviluppo economico e valorizzazione delle tradizioni e delle produzioni a livello territoriale»

Spazio, quindi, alla “Festa dei Parchi”, per celebrare il costante impegno delle aree protette italiane nella salvaguardia della biodiversità e dei territori. I Parchi si sono raccontati attraverso storie, filmati e aneddoti, per poi presentare ai partecipanti i prodotti e le ricette tipiche dei territori di provenienza.  «Questa è una vetrina importantissima – ha ricordato il presidente del Parco nazionale Gran Paradiso Italo Cerise – per la nostra area protetta perché ci offre un’occasione unica di far conoscere la nostra attività a 360 gradi: dai prodotti alla salvaguardia della biodiversità, nel prossimo futuro ai parchi spetta un grande ruolo nello sviluppo socioeconomico del Paese». «Per noi – aggiunge Dario Febbo, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – questa è una giornata di festa: da 90 anni siamo un volano per l’economia del territorio. Lo dimostrano i prodotti esposti oggi e i numeri del turismo. Nell’ultimo anno abbiamo registrato 500 mila accessi. Se un parco costa 10 alle casse dello Stato, produce 100».

A reinterpretare le preparazioni locali, seguito da racconti dei produttori delle eccellenze italiane, è stato lo chef Massimo Sola di Eataly, il più grande centro enogastronomico del mondo.

   

Europarc compie 40 anni

La federazione europea dei Parchi e delle aree protette lancia la conferenza 2013: si terrà a Debrecen, in Ungheria

Buon compleanno Europarc! La federazione europea dei Parchi e delle aree protette festeggia i suoi primi 40 anni dedicati al lavoro per la natura e per una gestione sostenibile delle aree verdi. Per celebrare questo importante anniversario, Europarch ha deciso di fissare la conferenza 2013 a Debrecen, in Ungheria. L'evento sarà ospitato dall'Hortobágy National Park (Hortobágyi Nemzeti Park Igazgatóság) che, coincidenza, festeggerà a sua volta 40 anni.

Ecco un VIDEO per un breve "dietro le quinte" sulla location che ospiterà l'incontro.

   

Il 2012 di Federparchi: un anno tra luci e ombre

di Giampiero Sammuri

Quello che è appena terminato è stato un anno ricco di avvenimenti che hanno interessato le aree protette italiane, alcuni notevolmente positivi, altri molto meno.

Per prima cosa voglio ricordare l’evento più importante per la nostra associazione il VII congresso, tenutosi a cavallo tra maggio e giugno nel contesto del Parco regionale della Maremma. È stato un avvenimento non banale o di routine, perché accanto alla parte anche rituale e di “passerella” si è parlato di cose concrete e si è tracciata la linea di attività per il prossimo triennio. Sono state sancite in maniera unanime decisioni importanti come quella sulla natura della federazione, tornata ad essere, come alle origini, associazione di categoria. Di fatto avevamo sempre agito come se lo fossimo, ma la decisione presa non è un atto solo formale.

Il 2012 sul piano generale ci lascia un sistema nazionale delle aree protette che si muove a tre velocità diverse dal punto di vista finanziario e dell’attenzione delle istituzioni. I Parchi nazionali, le aree protette marine e quelle regionali di fatto sembrano veramente essere in paesi diversi invece che nella stessa nazione. Per i parchi nazionali è stato un anno da ricordare in senso sicuramente positivo. Grazie ad un egregio lavoro della Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’Ambiente, iniziato nel 2011, condiviso e sostenuto dagli ultimi due ministri, i finanziamenti per i parchi nazionali sono aumentati. Nel contesto attuale di taglio generalizzato che sta avendo la pubblica amministrazione è un risultato che ha dell’incredibile. In pratica il ministero dell’Ambiente si è dissociato dalla logica dei tagli lineari ed ha fatto delle scelte, pur nel contesto di una riduzione di fondi complessiva molto importante.

Diciamo che nel quadro definito è da considerare un successo anche il risultato ottenuto sulla definizione delle piante organiche, Infatti non è stato messo in mobilità nemmeno un dipendente di parco nazionale, anzi sono stati “salvati” 53 posti scoperti, alcuni in corso di copertura per procedure concorsuali concluse. Nello stesso comparto, all’INPS sono stati dichiarati eccedenti 3314 dipendenti pari a oltre il 14% degli occupati e all’ENAC (che ha più o meno gli stessi dipendenti del totale dei parchi nazionali) 76 pari al 10% del totale. Questo risultato è frutto di una proposta ideata  dal Ministero dell’Ambiente, condivisa dai ministeri della Funzione pubblica e dell’Economia e sostenuta con convinzione da Federparchi sin dal primo momento. Probabilmente nell’eventuale rifinitura e distribuzione dei 53 posti scoperti, passata questa bufera sarà possibile anche qualche riequilibratura ulteriore tra parchi.

Altro risultato importante è stato quello di mettere la parola fine alla querelle sull’indennità dei presidenti dei parchi nazionali. Noi siamo stati sempre convinti che l’interpretazione secondo la quale non si dovesse corrispondere era sbagliata e che non necessitassero modifiche normative, ma ci scontravamo con prese di posizioni diverse. Così alla fine, in virtù dell’iniziativa parlamentare promossa dai senatori Ferrante e Della Seta,  alla quale si sono associati i senatori xxxx e condivisa dal relatore sen Legnini, il problema è stato definitivamente risolto. A tutti loro va il nostro ringraziamento, anche perché in questo momento è difficile prendere simili provvedimenti con razionalità, con un’opinione pubblica che spesso quando sente la parola “indennità” la associa ad una prebenda elevata per  ricoprire un posto di nessuna responsabilità. Intendiamoci, spesso le cose stanno veramente cosi e di casi eclatanti in Italia recentemente ne abbiamo visti tanti, ma questo non c’entra nulla con i presidenti dei parchi. Infatti in primo luogo l’indennità è molto modesta (poco più di 1000 € netti mensili) e, al contrario, le responsabilità sono molto elevate. Infatti il presidente, oltre a presiedere il consiglio, a indirizzare la politica dell’ente  ne è anche il rappresentante legale con tutto quello che questo comporta. È spiacevole ricordare che solo nell’ultimo anno un presidente è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo ed un altro è indagato per lesioni colpose. Nel primo caso perché un ricercatore che svolgeva attività nell’area protetta si è arrampicato su una scarpata, è scivolato ed è morto. Una persona poca avvezza alla pubblica amministrazione potrebbe domandare: ma cosa c’entra il presidente? La risposta è semplice: è il rappresentante legale dell’ente… Indagato per lesioni colpose è il presidente del parco Nazionale delle cinque terre a seguito della caduta massi che ha ferito alcuni turisti la scorsa estate. Vittorio Alessandro (lo cito  perché lui stesso mi ha autorizzato a farlo) dopo 40 anni di onorata carriera nella marina militare, ricoprendo incarichi di altissima responsabilità non sapeva cosa fosse un avviso di garanzia e lo ha imparato dopo pochi mesi di presidenza di un parco nazionale. Potrei andare avanti, ma a chi ritiene che la carica di  presidente  debba quasi essere considerata onorifica e quindi gratuita, vorrei sottolineare, come al di là delle responsabilità, il ruolo decisivo che questa figura riveste nell’ente.

A fronte di queste cose molto positive per i parchi nazionali, non si può dire la stessa cosa per le aree marine protette. Dal punto di vista finanziario c’è stato un iniziale taglio molto rilevante rispetto alle risorse 2011, già pesantemente ridotte  rispetto agli anni precedenti. Solo negli ultimi mesi si è riusciti a ripristinare lo stanziamento sui livelli del 2012, peraltro chiaramente insufficiente. Positiva è stata l’introduzione di criteri nuovi per il riparto dei finanziamenti, dopo un percorso di condivisione con i gestori e Federparchi. La prima applicazione ha evidenziato alcune cose da rivedere, parametri da modificare, ma l’avvio di questo processo è comunque da incoraggiare.

Veramente disastroso è stato invece l’anno concluso per i parchi regionali. Anche se esistono situazioni molto variegate, il  2012 è stato caratterizzato prevalentemente da tagli rilevanti, in alcuni casi pesantissimi, ai bilanci dei parchi regionali, anche da parte di regioni  che fino a pochi anni fa si erano distinte per l’attenzione al settore. Altro elemento preoccupante è rappresentato dai processi di modifica normativa che hanno trovato attuazione nel 2012. Purtroppo eravamo stati facili profeti: la riduzione degli enti parco fatta in Piemonte e la cancellazione degli stessi operata in Emilia-Romagna, fatte senza tenere conto delle accorate richieste di ascoltare chi quei parchi li gestiva quotidianamente, sta affossando sistemi di aree protette di due regioni storicamente leader in questo settore. Purtroppo anche la regione Liguria si sta muovendo in questo senso, anche se in questo caso, grazie anche all’incisiva azione del coordinamento regionale di Federparchi e degli enti locali interessati siamo ancora in tempo a fermare il disastro. Purtroppo sta prendendo corpo una teoria per cui la riduzione degli enti in generale porta benefici sul risparmio pubblico, il che di per se può anche avere un fondamento di verità. Noi siamo i primi a ritenere che la gestione di un parco regionale di 200 ettari non giustifica la presenza di un ente, di un presidente, di un consiglio di amministrazione. Cosa diversa e pensare di accorpare in un'unica gestione parchi di decine di migliaia di ettari e distanti tra loro centinaia di chilometri. Ecco perché siamo disponibili a sederci al tavolino con qualunque regione che voglia ragionare seriamente di un riordino del sistema, esaminando con attenzione costi e benefici di un eventuale riordino, liberi però da slogan e da annunci di facile diffusione giornalistica.

L’ultimo evento, che ha interessato il sistema dei parchi è stata l’approvazione all’unanimità, in sede deliberante, da parte della commissione ambiente del Senato, del disegno di legge 1820 D’Alì. È sicuramente un fatto molto importante, ed anche se il termine della legislatura ha impedito l’esame del testo da parte della camera è comunque una base fondamentale da cui ripartire dopo il rinnovo del parlamento. Siamo consapevoli che il disegno di legge ha registrato opinioni diverse, alcune molto critiche. Una discussione di merito era complicata anche dalla presenza di un testo base e di numerosi emendamenti e subemendamenti proposti. Oggi la situazione è diversa, un confronto di merito  è molto più facile perché, con l’approvazione del disegno di legge, ci si può concentrare sul testo vigente e le singole modifiche introdotte. Il giudizio complessivo è comunque estremamente positivo, infatti ci sono innovazioni molto importanti:

1.Estensione del potere regolamentare del parco alle aree contigue

2.Snellimento delle procedure per l’approvazione degli atti di pianificazione

3.Eliminazione del piano di sviluppo economico e sociale con accorpamento dei contenuti nel piano del parco

4.Un modo più chiaro e moderno di gestione della fauna selvatica con un ruolo potenziato dell’ISPRA, la conferma rafforzata del divieto di attività venatoria nei parchi.

5.L’inserimento dei parchi tra i beneficiari di royalties per attività che si svolgono all’interno dei parchi

6.La possibilità dell’introduzione di un corrispettivo al parco per i servizi offerti ai visitatori

7.La concessione gratuita agli enti parco dei beni demaniali con la possibilità di concederli a terzi e riscuotere il relativo canone

8.Una nuova organizzazione generale delle aree protette marine

9.Riduzione del numero dei consiglieri, variabile in base al numero dei comuni su cui insiste il parco, introduzione di un rappresentante delle associazioni degli agricoltori, mantenimento dei rappresentanti del mondo scientifico ed ambientalista

10.Eliminazione della giunta

11.Definizione più puntuale dello status e dei poteri del Presidente

12.Una nuova definizione del ruolo di vigilanza esercitato dal ministero dell’ambiente

13.La nuova istituzione del comitato nazionale delle aree protette

Da queste basi può ripartire un confronto per migliorare ulteriormente questo testo già buono, Federparchi è più che disponibile a discutere con tutti i soggetti interessati per concordare eventuali modifiche o integrazioni da sostenere insieme. Mi sento di rivolgere questo invito in modo particolare a quelle associazioni ambientaliste che hanno sempre avuto un atteggiamento critico verso questo disegno di legge. Non posso infatti pensare che molte delle  innovazioni introdotte non trovino il favore unanime di chi a cuore il destino delle arre protette italiane, per quelle invece dove le opinioni possono essere diverse un confronto franco non può che fare bene a tutti.

Per il momento io ringrazio i componenti della commissione ambiente del Senato ed in Particolare il Presidente D’Alì, i senatori Della Seta, Ferrante, Molinari ed Orsi che hanno mostrato interesse ed attenzione per il nostro settore in un momento dove sull’interesse della politica per i parchi c’è poco da stare allegri.

   
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