Newsletter di Federparchi
 Aprile 2013
Foto Primo Piano Editoriale

Parchi regionali, Federparchi disponibile al confronto con i governatori

   Il 28 maggio, a Milano, è in programma un focus sui parchi regionali, un'altra tappa di avvicinamento agli stati generali delle aree protette. I parchi regionali sono i soggetti gestori che in Italia, più di ogni altro in questo momento, vivono una situazione di grande difficoltà, tra accorpamenti, tagli alle risorse, disconoscimento del ruolo dei direttivi e dei presidenti. Nel corso della conferenza sarà data la parola ai coordinatori territoriali di Federparchi per illustrare la situazione e le cifre di ogni regione: numero di parchi, finanziamenti, modalità di gestione. Alla fine cercheremo di fare sintesi con una proposta da sottoporre ai governatori. Federparchi, infatti, non vuole sottrarsi al confronto, ma ragionare su dati reali e non su risparmi presunti, rifiutando man...Leggi tutto

Indice

dai Coordinamenti Regionali

   
   

'Parchibellaimpresa', Sammuri: "Non esistono al mondo parchi autosufficienti"

Per il governatore della Regione Piemonte Cota invece devono mantenersi da soli. Cgil sta con Federparchi

  TORINO. Molti parchi italiani sono degli ‘splendidi incompiuti’ che oggi – con un Paese schiacciato da una crisi economica senza precedenti – rischiano di sparire o di essere ridimensionati. Ma non per questo si rassegnano al declino, anzi..  In estremi sintesi sono le conclusioni a cui si è giunti a Torino, al convegno dal titolo ‘Parchibellaimpresa’, organizzato alla vigilia di Pasqua da Federparchi e Cgil Piemonte. Una trentina gli interventi, tutti molto qualificati. A monte due domande che hanno rappresentato il big bang della discussione: servono ancora i parchi in tempo di crisi? Le aree protette continuano a essere una risorsa per i territori? A seguire un’intera giornata di dibattito durante la quale sono state affrontate le mille questioni che legano le aree protette all’economia, con approfondimenti sul credito, l’agricoltura, la biodiversità, il turismo. E ancora gli effetti della Spending Review, l'organizzazione e l'efficienza degli enti gestori. Con l’auspicio finale che a questo periodo di forte crisi non corrisponda un deficit ecologico, con la riduzione di buone pratiche ambientali
   Il convegno ha avuto come location il museo regionale di Scienze naturali e si è sviluppato intorno ad un intenso programma introdotto da Gianni Esposito, segretario generale della CGIL FP Piemonte e da Italo Cerise, vicepresidente di Federparchi.
   Il presidente della Regione Piemonte, in controtendenza con quanto richiesto da Federparchi e Cgil, ha detto di non scartare l’ipotesi di nuovi accorpamenti per i parchi piemontesi: “si potrebbe arrivare alla creazione di un solo grande ente gestore per tutte le aree protette”. Intanto in Piemonte il 2012 si è chiuso con un taglio di 7 milioni di euro alle aree protette. La Regione ha infatti erogato solamente 18 dei 25 milioni necessari al loro funzionamento. Giovanni Esposito, segretario generale di Fp Cgil Piemonte, ha lanciato l’idea dei consigli di amministrazione senza compensi, che parallelamente alla riduzione degli enti parco, permetterebbe di risparmiare almeno 560mila euro. Altra ipotesi è quella di “separare i finanziamenti regionali considerando spese obbligatorie i salari dei lavoratori, e lasciare invece nelle altre voci di spesa quelle relative alla gestione degli enti”. Sarebbe poi necessario, sempre nei piani della Cgil, valorizzare le esperienze positive sui finanziamenti europei, creando un gruppo di lavoro che cooperi sul tema. “Un gruppo di lavoro multidisciplinare – spiega Esposito – che nasca dal coinvolgimento di tutti gli enti parco”.
   Il governatore Cota, però, ha idee diverse: “Bisogna costruire un sistema che stia in piedi da solo, che abbia un’autonomia economica; bisogna mantenere le strutture che sono veramente necessarie. E un sistema sta in piedi se crea delle entrate, se non è soltanto una spesa, un pozzo senza fondo”. Cota prende poi come esempio il Parco della Mandria: “per non sprecare tutti gli investimenti fatti bisogna tirare su qualcosa, bisogna che diventi autosufficiente. Questo parco deve dare al limite qualcosa alla Regione, non può essere un costo”. I soldi così guadagnati, ad esempio facendo pagare le entrate o i servizi offerti, andrebbero poi reinvestiti sui parchi stessi, garantendo tra le altre cose gli stipendi del personale.
    Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi ha subito replicato: “I parchi autosufficienti non esistono da nessuna parte nel mondo. Esistono parchi che possono avere degli introiti interessanti e che possono quindi alleggerire il finanziamento pubblico. Questo è possibile e si può migliorare”. Sulla proposta della Cgil di ridurre gli organi amministrativi Sammuri spiega che: “È una cosa che va valutata con equilibrio. Noi dovremmo ragionare, come si dovrebbe fare per tutta la pubblica amministrazione, per budget.  Secondo me un presidente che fa bene il suo lavoro, a proposito di introiti, si ripaga lo stipendio. Ma l’importante è discutere con i numeri e non per slogan”.
   Gli interventi dei big sono stati intervallati da testimonianze delle professioni che si incontrano nei parchi. Nel pomeriggio una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Claudia Apostolo. Infine l’annuncio che
il prossimo 18 aprile uno sciopero unitario contrasterà le politiche della Giunta Cota a proposito di parchi.

Un momento del convegno del 28 marzo scorso a Torino
Un momento del convegno del 28 marzo scorso a Torino
   

Federparchi e Cai presentano "In cammino nei parchi"

Un invito a percorrere e a concorrere alla manutenzione dei sentieri - il 26 maggio in tutte le aree protette che aderiranno all’iniziativa

   ROMA. Federparchi-Europarc Italia e Cai organizzano insieme il prossimo 26 maggio una giornata all’aria aperta, per conoscere, percorrere e migliorare i sentieri delle aree protette italiane. Nell’iniziativa c’è un duplice obiettivo: da un lato promuovere l’escursionismo in occasione del 150° anniversario della nascita del Cai, dall’altro celebrare la 13a Giornata nazionale dei sentieri coinvolgendo parchi e riserve, incrementando visite e buone pratiche.   
   L’iniziativa si chiama "In cammino nei parchi”. Federparchi ci tiene a coinvolgere il maggior numero possibile di aree protette, montane e non, con particolare riferimento ai 13 parchi nazionali che hanno da tempo sottoscritto intese con il Cai. L’iniziativa prevede l’organizzazione in ogni area protetta di una escursione o un’uscita finalizzata a migliorare la manutenzione di un itinerario, oppure un intervento sulla segnaletica finanche all’inaugurazione di un sentiero ripristinato.
   Ma i temi che potranno essere sviluppati nella giornata sono più di uno tra escursionismo, tutela dell'ambiente, gestione della segnaletica e dei sentieri, educazione ambientale e servizi per abitanti e visitatori. Insomma tre le direttrici: percorrenza, accoglienza e sostenibilità.
   Tutte le iniziative proposte verranno presentate in una conferenza stampa venerdì 24 maggio, a Torino. Per info e contatti su “In cammino nei parchi" rivolgersi a: Club Alpino Italiano - Filippo Di Donato  -  f.didonato@caiabruzzo.it  -  3397459870 oppure a Federparchi - Paolo Pigliacelli  -  paolo.pigliacelli@parks.it - 06.51604940

La locandina dell'evento
La locandina dell'evento
   

Tagli ai trasferimenti dei parchi siciliani, Federparchi chiede incontro a Crocetta

Sammuri sconcertato: "Con questa proposta si corre il rischio di licenziare decine di persone"

    I parchi siciliani lanciano un grido d’allarme sulla proposta, avanzata dalla giunta regionale in sede di discussione del bilancio 2013, di ulteriore riduzione dei trasferimenti a danno di enti parco ed enti gestori delle riserve naturali.  In Sicilia solo per “spese fisse per il personale” la previsione, per il triennio 2013-2015, era inizialmente di 15 milioni e 433 euro; adesso, a seguito della proposta, risulta ridotta a poco più di 5 milioni.  Analogamente si vuole tagliare le cosiddette spese di “impianto, gestione raggiungimento di finalità istituzionali” da 1.050.000 a 350 mila euro.
    Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri è sconcertato: “Con questa proposta si corre il rischio di licenziare decine di persone – il commento di Sammuri - chiediamo insieme ai parchi siciliani un incontro urgente con il governatore Rosario Crocetta. Possiamo facilmente dimostrare che le risorse per i parchi non sono costi, ma investimenti altamente produttivi. Un’adeguata dotazione finanziaria è indispensabile per fare programmazione e continuare a salvaguardare luoghi di una bellezza e di un valore incomparabile, veri gioielli di famiglia. Detto questo  siamo più che disponibili a discutere seriamente con la Regione forme di razionalizzazione e miglioramento dell'efficienza”.

La cartina che indica le aree protette a gestione regionale
La cartina che indica le aree protette a gestione regionale
   

Vividaria, si lavora agli eventi finali

Quest’anno le giornate conclusive del progetto coincideranno con la visita di cinque grandi città

   ROMA. Institut Klorane e Federparchi - Europarc Italia stanno già lavorando all’organizzazione degli eventi conclusivi del progetto di educazione ambientale Vividaria edizione 2012-2013. In questo periodo oltre mille bambini di cinquanta classi di scuole elementari, con l’obiettivo di avvicinarsi all’ambiente, stanno portando a conclusione una serie di lavori di gruppo, esercizi, proposte sulle schede del nuovo manuale didattico, con un denominatore comune: esaltare il valore della biodiversità.
   Il tema scelto da Federparchi - Europarc Italia e Institut Klorane per la sesta edizione del progetto era infatti la scoperta della biodiversità in città.
   Quest’anno le giornate conclusive del progetto si terranno in cinque grandi città, per dimostrare come, anche nei centri più urbanizzati, flora e fauna possono trovare il loro spazio. Gli eventi finali si svolgeranno a Torino, Milano, Bologna, Bari e Formia. In ognuna di queste città verrà allestito un Villaggio sempre verde, si terranno attività di laboratorio e uno spettacolo teatrale. Ecco i luoghi di ritrovo: Ipercoop Torino - via Livorno angolo via Treviso; Ipercoop di Peschiera Borromeo (Milano) - via della Liberazione; a Bologna  il Centrolame di via della Beverara; a Formia il centro commerciale Itaca di via Mamurrano, località Santa Croce; infine a Bari presso  l’Iper Bari Japigia.

Bambini coinvolti in una delle precedenti edizioni di Vividaria
Bambini coinvolti in una delle precedenti edizioni di Vividaria
   

Federparchi ha aderito alle petizione promossa per ‘salvare’ dall’accorpamento i parchi liguri

   ROMA.  Anche Federparchi – Europarc Italia ha aderito alle petizione promossa per ‘salvare’ dall’accorpamento il Parco regionale di Portofino. La Regione Liguria, infatti, ha previsto la soppressione dei 6 Enti Parco liguri a partire dal prossimo settembre, sacrificati sull'altare della spendig review. E così il Parco di Portofino, una delle più belle e antiche aree protette italiane, verrà gestita e governata da una sorta di ente strumentale, un unico ufficio, a Genova, articolato in sezioni territoriali. La soppressione dei consigli direttivi dei parchi e dei relativi presidenti consentirà un risparmio paragonabile a metà dell'indennità annuale percepita da un solo consigliere regionale.
   Ecco il link - http://firmiamo.it/salviamo-il-parco-di-portofino - per firmare un appello a ripensarci a presidente, assessori e consiglieri regionali della Liguria

Petizione promossa dal Parco regionale di Portofino
Petizione promossa dal Parco regionale di Portofino
   

Ecco il nuovo libro dei geoparchi italiani. Anteprima a Parigi, presso la sede dell'Unesco,

Il volume promosso in occasione del 31° meeting della Rete europea dei geoparchi

   PARIGI. E' stato presentato a Parigi, presso la sede dell'Unesco, il nuovo volume dedicato ai geoparchi italiani. Il libro è  stato promosso in occasione del 31° meeting del Comitato di  Coordinamento della Rete Europea dei Geoparchi riunitosi per la consueta  riunione operativa primaverile.
    I testi - curati dal geoparco del  Cilento e Vallo di Diano per conto del Forum nazionale dei geoparchi  italiani - illustrano lo straordinario patrimonio geologico, biologico e storico-culturale degli otti geoparchi riconosciuti nell'ambito delle  reti internazionali europea e globale, istituite sotto l'egida  dell'Unesco.
    I geoparchi delle Madonie e di Rocca di Cerere (in  Sicilia), del Beigua (in Liguria), dell'Adamello Brenta (in Trentino),  delle Alpi Apuane e delle Colline Metallifere (in Toscana), del Cilento e  Vallo di Diano (in Campania) e della Sardegna, sono raccontati  attraverso un'esposizione dei loro territori, con un approfondimento  sui siti di principale interesse e con informazioni sui musei ed i  centri visita presenti in loco.  La pubblicazione, inoltre, è completata  da due articoli a cura del Responsabile della Sezione Global Earth  Observation presso l'Unesco (Patrick Mc Keever) e del coordinatore della Rete europea dei geoparchi (Nickolas Zouros), oltre che da una  descrizione delle funzioni e delle attività condotte dal Forum nazionale  dei geoparchi Italiani.  
   Di grande utilità, infine, tutti i riferimenti  per contattare i geoparchi e i diversi organismi nazionali coinvolti  nelle politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio geologico in Italia. L'iniziativa editoriale - pubblicata contestualmente in  doppia lingua (italiano ed inglese) - è stata patrocinata dalla  Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, dall'Istituto Superiore per  la Protezione e la Ricerca Ambientale - Ispra, da Geoitalia - Federazione Italiana di Scienze della Terra, dal Consiglio nazionale dei  geologi e da Federparchi.

La copertina del libro sui geoparchi italiani
La copertina del libro sui geoparchi italiani
   

Federparchi Lombardia e il progetto 'Marchio del Parco'

La parola al coordinatore Eleonora Frigerio

di Eleonora Frigerio

   Si chiama 'Marchio del Parco' ed è un progetto nato della ricerca e collaborazione congiunta tra Regione Lombardia e Federparchi lombarda. L'obiettivo è tutelare le aree verdi e la biodiversità ma allo stesso tempo  incentivare lo sviluppo economico grazie a prodotti di un’agricoltura rispettosa e sostenibile.

   UN WORKSHOP DI PRESENTAZIONE - Uno studio su questa interessante tematica è stato presentato in Regione Lombardia durante un workshop che ha indagato sulle possibili applicazioni pratiche e la gestione dell’etichetta green nel settore agro-alimentare, turistico e dei servizi. Il «Marchio del Parco» rappresenta una risorsa per le aree protette e la loro fruizione, per i loro prodotti e per le aziende che nei polmoni verdi operano. In particolare, attraverso l’utilizzo del marchio, l’ente parco può concedere, attraverso specifiche convenzioni, l’uso del proprio nome e del proprio emblema a servizi e prodotti locali che presentino determinati prerequisiti di sostenibilità che soddisfino le finalità delle aree protette.

   LO SFRUTTAMENTO DEL MARCHIO - La concessione del logo sarà possibile dopo la valutazione di vari aspetti come la produzione di alimenti, la creazione e manutenzione di ambienti agro-naturali, l'attività socio-culturale, la conservazione-aumento della biodiversità, l'applicazione di azioni volte al risparmio idrico, l'autosufficienza energetica e altre azioni finalizzate alla sostenibilità. L’etichetta green può essere uno strumento utile per favorire non solo lo sviluppo economico e sostenibile del parco, ma anche per aiutare le aree verdi ad incidere in maniera positiva sul proprio territorio di competenza, promuovendo attività compatibili con la tutela dei beni ambientali. «Il Marchio dei Parchi» ha tutte le potenzialità per diventare uno strumento che valorizzerà e farà conoscere maggiormente le aree verdi del territorio e le loro produzioni, generando anche la creazione di circuiti per una maggiore diffusione sul mercato, con positive ricadute sia in termini di fruibilità del polmone verde sia per le aziende del luogo. La scelta di intraprendere questa strada servirà sicuramente per dare, ancora una volta, un’importante opportunità di sviluppo per le aree verdi protette della Regione Lombardia. Parti di territorio che in questi anni saranno sempre più valorizzate e poste al centro dell’interesse internazionale grazie al legame imprescindibile che proprio il territorio della Regione rivestirà nell'importante appuntamento di Expo 2015.

I    PROGETTI GIA’ PARTITI - Esperienze concrete già attivate sul territorio regionale esistono. A raccontare le diverse realtà sono state le parole di Claudio De Paola per il Parco Ticino, Beatrice Zambiasi per il Parco Alto Garda Bresciano e Daniele Cuizzi del Sistema parchi dell'Oltrepò mantovano. Le applicazioni sono molteplici. Un esempio è quello che sta già avvenendo nel Parco Ticino dove la realtà del marchio coinvolge sempre più anche ristoranti. Un altro importante banco di sperimentazione è quello che è stato avviato nell'Alto Garda dove si sta consentendo di sviluppare sinergie tra area protetta e Gal (Gruppo di azione lovale) anche in chiave turistica. Ultimo ma altrettanto interessante è quello che sta coinvolge i territori nell'Oltrepò mantovano. «Il Marchio dei Parchi» ha portato alla realizzazione di progetti di collaborazioni tra aree protette in grado di gettare le basi per un'interessante greenway lungo il Po, con tanto di informazioni per i visitatori sui luoghi attraversati.

   LE PROSPETTIVE FUTURE – Un settore che potenzialmente potrebbe coinvolgere oltre 5.500 le aziende interessate alla concessione del marchio, di cui 600 con spaccio diretto in azienda, un decimo del totale delle aziende agricole presenti in Lombardia. Attraverso lo strumento de «Il Marchio dei Parchi» e la nuova legge sulle aree protette di recente varo da parte di Regione Lombardia si gettano le basi per uno sviluppo sempre più verde, sostenibile anche economicamente attento alla biodiversità, che riesca in un duplice obiettivo quello di tutelare ambientale con le garanzie sulla tracciabilità dei prodotti e contemporaneamente garantire la fruizione delle nostre aree verdi, una delle più importati ricchezze della Lombardia.

Eleonora Frigerio
Eleonora Frigerio
   

Parchi regionali, Federparchi disponibile al confronto con i governatori

Il 28 maggio focus a Milano - "Attenzione a buttare il bambino con l'acqua sporca..."

   Il 28 maggio, a Milano, è in programma un focus sui parchi regionali, un'altra tappa di avvicinamento agli stati generali delle aree protette. I parchi regionali sono i soggetti gestori che in Italia, più di ogni altro in questo momento, vivono una situazione di grande difficoltà, tra accorpamenti, tagli alle risorse, disconoscimento del ruolo dei direttivi e dei presidenti. Nel corso della conferenza sarà data la parola ai coordinatori territoriali di Federparchi per illustrare la situazione e le cifre di ogni regione: numero di parchi, finanziamenti, modalità di gestione. Alla fine cercheremo di fare sintesi con una proposta da sottoporre ai governatori. Federparchi, infatti, non vuole sottrarsi al confronto, ma ragionare su dati reali e non su risparmi presunti, rifiutando manovre e tagli lineari che di fatto producono solo danni. La sensazione è che nel dibattito su accorpamenti, indennità, tagli, non si abbiano chiare le misure in ballo. Spesso si discute più di immagine che di sostanza. E non mi riferisco solo alle economie. A mio avviso c’è differenza tra l’accorpare un parco regionale di 10 mila ettari (più grande di un parco nazionale) con altri, ugualmente estesi e magari distanti anche centinaia di km e accorparne, invece,  tre-quattro, piccoli e praticamente contigui.
   Un ragionamento, questo, per evidenziare che nell’orgia delle ‘revisioni di spesa’ a cui stiamo assistendo è necessario non perdere di vista che i risparmi si fanno con i soldi, non con le chiacchiere. Quelle sono gratis, al pari della demagogia. Chiediamo quindi che se ne discuta in modo chiaro, onesto, pubblico, sviscerando i numeri, che poi sono la cartina tornasole del ‘problema’.
    Uccidere un parco regionale, assommarlo ad altri e farlo, di fatto, scomparire è un po’ come cancellare un piccolo Comune. Non ha senso. Un sindaco che prende 500 euro al mese rappresenta comunque un presidio su quel territorio, ha funzioni e relazioni che fanno risparmiare lo Stato e gli enti di livello superiore. Per i piccoli Comuni si è intrapreso la strada dell’accorpamento dei servizi, non delle municipalità. Per i parchi il ragionamento da fare è lo stesso.  
   Sarà preso in esame caso per caso. Tra il 2011 e il 2012 abbiamo registrato accorpamenti di parchi regionali in Emilia Romagna e in Piemonte, i primi riscontri non sono certo confortanti. Ancora peggiore è la recente decisione della Regione Liguria di sopprimere tutti i sei Enti parco regionali e concentrarne l'amministrazione in un unico ente. Questo, sì, è un clamoroso errore, un passo indietro, un anacronismo che allontana i cittadini e che peraltro fa risparmiare quasi nulla, considerato che i consiglieri dei parchi non prendono nessun rimborso e il totale degli emolumenti per tutti i presidenti dei parchi regionali della Liguria è  pari alla metà dell'indennità annuale di un solo consigliere regionale. Senza contare che stiamo parlando di realtà differenti l’una dall’altra, tutte dotate di proprie regole e peculiarità, funzionanti ormai da molti anni. Cosa pensare allora? Non voglio credere che l’obiettivo sia quello di smantellare in modo scientifico l'attuale sistema delle aree protette regionali. Noi comunque sosteniamo una petizione rivolta ai vertici della Regione Liguria. Si parlerà poi del ‘caso Sicilia’ e dei tagli proposti dalla Regione agli enti gestori delle aree protette.  
   Dicevamo dei numeri. In Toscana, regione-simbolo nel mondo per qualità del paesaggio, natura, mare, ci sono soltanto tre parchi regionali (in Piemonte sono ancora 24, alcuni di 300 ettari; in Emilia Romagna 14).  Mi pare evidente che delle differenze esistono e Federparchi, ripeto, non si sottrae al confronto. Si può migliorare ed economizzare sulla gestione, ma cancellare gli enti è come buttare il bambino con l'acqua sporca...

   
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