24 Giugno 2011
Sono 187 i cinghiali catturati a maggio nel Parco naturale di Porto Conte. L'operazione «Estate sicura», condotta dall'Ente foreste, è finalizzata alla riduzione del numero di ungulati presenti nell'area, che invadono le strade e i terreni agricoli provocando danni e seri pericoli. Un risultato che, sommato alle catture avvenute tra ottobre 2010 e gennaio 2011, ha permesso di raggiungere abbondantemente lo stock di prelievo consentito dal piano di riduzione approvato dagli organi regionali e dall'Ispra. Ma l'attività di contenimento dei cinghiali nell'area parco non si arresterà: la dirigenza di faunistica (Provincia di Sassari, Ente foreste, Corpo forestale, Servizi veterinari, Istituto zooprofilattico, università di Sassari), ha infatti già predisposto un piano di contenimento ancora più mirato e con una durata triennale. Un vero e proprio progetto che, oltre alla riduzione della popolazione di ungulati, prevede indagini scientifiche di natura genetica in stretto contatto con i servizi veterinari Asi 1, l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna e il dipartimento di zoologia dell'università di Sassari. Tra le novità del nuovo piano triennale c'è la formazione dei «coadiutori nel controllo della fauna selvatica nel parco di Porto Conte». L'Ente parco ha infatti chiesto è ottenuto dall'assessorato regionale al Lavoro l'attivazione di tre corsi di specializzazione per i cacciatori, che potranno dunque, dopo il periodo di formazione, operare non solo all'esterno dell'area protetta, ma anche all'interno sotto la rigorosa sorveglianza del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Sardegna e al termine dei censimenti annuali. Il bando pubblico per i corsi di coadiutori è stato appena pubblicato, si svolgerà a Casa Giosa, anche se la gestione è affidata al Crfp di Sassari. Per informazioni si può consultare il portale web della Regione o il sito del parco di Porto Conte. Tra breve l'Ente parco avvierà anche tutte le procedure per la gestione della popolazione dei daini. Persino questa specie, infatti, è cresciuta sensibilmente e sta creando non pochi problemi agli imprenditori agricoli.

