12 Ottobre 2011
II parco del Trebbia, a pochi giorni dal suo debutto ufficiale (vedere box a fianco), già si ritrova a dover pensare alla sua stessa esistenza. La revisione sulla legge regionale dedicata ai parchi, imposta dal maxi-decreto del governo in materia di consorzi, sta costringendo la Provincia e i sette comuni coinvolti nel progetto di area di tutela (Gragnano, Gossolengo, Rivergaro, Piacenza, Gazzola, Calendasco e Rottofreno) a riconsiderare il modello di gestione costruito non senza fatica. «L`ipotesi che si fa avanti - ha chiarito l`assessore provinciale all`Agricoltura Filippo Pozzi - è quella della razionalizzazione. Questo in parole povere potrebbe significare l`accorpamento del Parco del Trebbia ad altri parchi e riserve naturali dell`Emilia Romagna (in particolare di Parma, Reggio Emilia e Modena, ndr): ne deriverebbe un maxi-ente composto da 39 Comuni. La Provincia non vuole dire no a questa ipotesi ma a condizione che Piacenza conservi una propria autonomia. Il nostro territorio non trarrebbe alcun vantaggio da una gestione completamente decentrata: è fondamentale a questo punto mantenere un centro operativo in loco. Non intendiamo perdere nemmeno un euro: questo significa che prima di fare investimenti sul Parco, vogliamo essere sicuri che ricadano a favore dei nostri Comuni». Non si mette in discussione la razionalizzazione, insomma, ma solo la modalità di gestione. A questo proposito è stato convocato per lunedì a Bologna un incontro sulla questione parchi: «In quell`occasione - ha detto il presidente Angela Bianchi - chiederemo alla Regione Emilia Romagna di poter gestire l`area di tutela piacentina sul territorio, senza essere costretti a delegare il tutto ad un Consiglio composto da circa 40 comuni. Verrebbe meno, in questo caso, lo spirito di collaborazione che in questi mesi ha portato alla nascita del Parco». «L`area protetta del Trebbia - è intervenuto il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani - vuole vivere a tutti i costi e gli eventi del fine settimana ne sono la conferma». «Il parco del Trebbia - ha detto l`assessore all`Ambiente di Rivergaro Fabrizio Narboni - è sempre stato considerato un`opportunità di lavoro per le nuove generazioni, perché in grado di creare servizi, e tale deve rimanere». «Non dimentichiamo - hanno concluso il primo cittadino di Gragnano Andrea Barocelli e Paolo Camozzi assessore a Calendasco - che la nascita del parco rappresenta la restituzione di una parte di territorio ai cittadini». Lunedì prossimo, dunque, nuovo aggiornamento a Bologna. «Siamo pronti a presentare i nostri emendamenti - hanno detto gli amministratori in coro - per consentire alla gestione del parco di rimanere vicina ai cittadini».


