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Guardia tagliata dalla Finanziaria Giudice assolve il Parco del Ticino

IL GUP HA PROSCIOLTO LA PRESIDENTE BERTANI E IL CDA

20 Ottobre 2011

MAGENTA - NESSUNA RITORSIONE. Ne, tantomeno, una punizione per l`eccessivo zelo con cui esercitava la professione. Quel guardiaparchi fu tagliato dalla «posizione organizzativa» del Parco del Ticino - una mansione a tempo finalizzata allo svolgimento di un progetto non perché intralciava gli affari dei dirigenti, ma per esigenze economiche e di bilancio. La presidente del Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, Milena Bertani, l`allora direttore, Dario Furlanetto e l`intero Consiglio di amministrazione sono stati assolti dalle accuse di abuso d`ufficio, falso e inottemperanza di un provvedimento giudiziario. Il giudice dell`udienza preliminare (gup) del tribunale di Milano, Elisabetta Meyer, ha emesso l`ordinanza di non luogo a procedere assolvendo tutti gli indagati - tra cui anche Fabrizio Fracassi, assessore della Lega a Pavia perché «il fatto non sussiste». IL GIUDICE ha accolto la tesi difensiva del Parco del Ticino sostenuta dall`avvocato di Busto Arsizio, Giuseppe Candiani. Le motivazioni del non luogo a procedere saranno presentate tra 45 giorni, ma l`assoluzione piena disposta dal giudice lascia spazio a pochi dubbi. Le ipotesi di reato doloso - in particolare abuso d`ufficio e falso - sono state respinte proprio sulla base delle due delibere contestate agli organi amministrativi e direttivi del Consorzio Parco. Il legale ha dimostrato che la ristrutturazione dell`organico e il taglio di alcune posizioni erano state applicate sulla base di indicazioni presenti nelle leggi finanziarie. Ragioni di bilancio dettate dall`esigenza di risparmiare avevano costretto l`ente a non rinnovare i contratti di lavoro di almeno 15 collaboratori. La prima delibera sulla quale si basava l`accusa era basata sul parere di una società di consulenza a cui il Parco del Ticino si era rivolto per elaborare una nuova ristrutturazione del personale in organico (definito nella seconda delibera oggetto di indagine). «IL GUARDIAPARCHI - commenta l`avvocato Candiani - non è stato oggetto di un provvedimento che ha penalizzato la sua carriera. Ha perso come altri quattro colleghi la qualifica di posizione organizzativa, un ruolo a tempo a cui corrisponde un`indennità superiore allo stipendio per il periodo in cui viene assegnata la mansione. Non esiste alcun dolo in questa condotta così come nelle altre ipotesi di reato».


Area protetta: Parco Naturale della Valle del Ticino
Fonte: Il Giorno
IUCN
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