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Parchi, il governo cancella i consorzi

Emilia-Romagna - A rischio le aree del Frignano e dei Sassi: sarà l`anarchia se entro l`anno la Regione non ne trasformerà la natura giuridica

23 Ottobre 2011

Si avvicina a passi da gigante l`estinzione dei consorzi di gestione dei parchi regionali in Emilia Romagna. Se entro il 31 dicembre la Regione non avrà adottato una legge di riordino, come previsto dal decreto milleproroghe approvato dal Governo nella primavera scorsa, la mannaia del ministro Calderoli si abbatterà sia sul Parco del Frignano che sul Parco dei Sassi di Roccamalatina. In un`ipotesi del genere sarebbero cancellati i due consorzi di gestione ma i confini e i regolamenti dei parchi, forse, continuerebbero ad esistere. `interrogativo resta sui dipendenti e sulle guardie parco. Che fine faranno? Come per i Comuni al di sotto dei 1000 residenti, la logica seguirebbe un impostazione di aggregazioni. Il condizionale, mai come in questo caso, è d`obbligo. L`assessore regionale all`ambiente infatti, Sabrina Freda, secondo la Federparchi e Legambiente, si nega ad ogni confronto già da diversi mesi. E pertanto diventa molto complicato, per i consorzi dei parchi e per la Provincia di Modena, comprendere nei dettagli l`impostazione di riordino della govemance.«Dopo che la Federparchi ha tentato in tutti i modi, ma senza risultati, di interloquire con la Regione, ci hanno presentato un disegno di legge da approvare in tutta fretta che non condividiamo per niente - ha detto il presidente del Parco del Frignano Moreno Guerrieri - quindi sarà nostra cura confrontarci con i Comuni consorziati e decidere le controproposte. Di sicuro occorre prevedere anche il commissariamento». Nei giorni scorsi, in ritardo con i tempi, una bozza di proposta è arrivata anche sul tavolo dell`assessore provinciale Stefano Vaccari. «Prevede l`istituzione a livello regionale di quattro enti di diritto pubblico - ha spiegato - che per il nostro territorio significa un unico ente insieme alla Provincia di Bologna e a 25 Comuni. La proposta l`abbiamo già rispediti» al mittente per due motivi fondamentali: prima di tutto non si capisce bene che fine faranno tutti gli investimenti che i nostri parchi hanno fatto negli anni e , in seconda battuta, ri teniamo scarsamente governabili per la loro fragilità istituzionale ed eterogeneità territoriale, i parchi del nostro territorio uniti a quelli di collina in province diverse». A rischiare infatti, dopo essere stati rassicurati negli anni `90 sulle garanzie per la raccolta funghi e mirtilli, sono i residenti e le aziende del territorio. «Un`ipotesi del genere significa allontanale dalle aree protette ogni controllo a garanzia della biodiversità senza garantire i diritti dei residenti - ha aggiunto Vaccari - Per tale ragione, siccome condividiamo l`esigenza di ridurre i costi, chiediamo alla Regione di trasformare subito in enti di diritto pubblico i consorzi e di confrontarsi col territorio per definire una proposta di legge più articolata e innovativa».


Fonte: Gazzetta di Modena
IUCN
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