Rapporto interinale del tavolo settoriale Rete ecologica nazionale
3. Indicazioni sull'assetto e sulle competenze istituzionali per la programmazione e l'attuazione degli interventi
3.1 Amministrazione responsabile per la programmazione: situazione attuale ed eventuali previsioni di mutamento
In relazione al conferimento di funzioni alle regioni e agli enti locali definito dai Titoli II e III del d.lgs. 112/98 in attuazione del capo I della legge 59/97, le competenze (attuali e della nuova normativa di conferimento di funzioni alle regioni e enti locali) relative alla programmazione degli interventi sono articolate secondo i criteri riportati nella seguente tabella:
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Competenze ATTUALI per Stato-regioni-enti locali |
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Funzioni |
Funzioni attribuite allo Stato |
Funzioni attribuite |
Riferimenti normativi |
| Istituzione di parchi nazionali e riserve naturali statali e aree protette marine Classificazione delle aree naturali protette |
Effettuate dallo d'intesa con le regioni |
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| Istituzione di parchi e riserve naturali di interesse regionale | Effettuate dalle regioni |
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| Consulta per le aree naturali protette | Esprime pareri per i profilo tecnico-scentifici in materia di aree naturali protette |
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| Comunità del Parco (Presid. regioni, province, comunità e sindaci) | Esprime parere obbligatorio sul regolamento e piano del parco e sul bilancio e sul piano di sviluppo economico e sociale |
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Competenze PREVISTE per Stato-regioni-enti locali |
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Funzioni Organismi |
Funzioni attribuite allo Stato |
Funzioni attribuite alle regioni-enti locali |
Riferimenti normativi |
| Funzioni di conservazione, tutela e protezione della fauna e della flora | - recepimento e attuazione convenzioni internazionali e direttive comunitarie per la tutela ambient.; - valutazione dei livelli di qualità ambientale; - variazione elenco specie cacciabili; - indicazione specie flora e fauna minacciate di estinzione; - elencazione mammiferi e rettili pericolosi; - adozione Carta della natura. Con le regioni: |
-determinazione delle priorità dell'azione ambientale.
Con lo Stato: |
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| Parchi, riserve naturali e marine | - Istituzione di parchi nazionali e riserve naturali statali e aree protette marine. | istituzione di Parchi e riserve naturali regionali |
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3.2 Amministrazione responsabile per la gestione degli interventi: situazione attuale ed eventuali previsioni di mutamento
Nell'ambito delle azioni di realizzazione e gestione degli interventi definite dai Titoli II e III del d.lgs. 112/98 in attuazione del capo I della legge 59/97, le competenze attuali e della nuova normativa di conferimento di funzioni alle regioni e enti locali, sono articolate secondo i criteri riportati nella seguente tabella:
Competenze ATTUALI per Stato-regioni-enti locali Funzioni Organismi Funzioni attribuite allo Stato Funzioni attribuite alle regioni-enti locali Riferimenti normativi
Piano di sviluppo economico e sociale
Piano del Parco
Predisposto dall'ente parco-approvato dalla regione
Vigilanza
Effettuata dallo Stato per le aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale e marine (Corpo forestale dello Stato e Capitanerie di Porto)
Effettuata dalla regione per le aree naturali protette regionali
Competenze PREVISTE per Stato-regioni-enti locali Funzioni Funzioni attribuite allo Stato Funzioni attribuite alle regioni-enti locali Riferimenti normativi Con le regioni: Con lo Stato:
Organismi
Funzioni di conservazione, tutela e protezione della fauna e della flora
-conservaz. e valorizzaz. aree nat. protette terrestri e marine di importanza nazionale e internaz.;
-supporto tecnico alla progettazione in campo ambientale
-danno ambientale
-acquisto di mezzi per tutela ambientale;
-autorizzazione importazione fauna selvatica;
-attività di vigilanza, sorveglianza e monitoraggio;
-sorveglianza su ANPA e ICRAM
- promozione tecnologie pulite;
- prevenzione del danno ambientale;
- protezione dell'ambiente costiero.- coordinamento degli interventi ambientali;
- ripartizione delle risorse finanziarie;
- attivazione delle Agenzie Regionali Protezione Ambiente;
- controllo e attività ispettiva sulla commercializz. e detenzione di animali selvatici;
- competenze del Corpo forestale dello Stato;
- competenze amministrative per attività industriali ad alto rischio;
- attuazione dei programmi regionali di tutela ambientale.
- promozione tecnologie pulite;
- prevenzione del danno ambientale;
- protezione dell'ambiente costiero.
L'assistenza tecnica alle regioni, enti locali ed altri soggetti pubblici e privati per le attività di progettazione, realizzazione e gestione delle linee di intervento individuate della rete ecologica nazionale sarà gestita direttamente dal Ministero dell'Ambiente.
A tale proposito, come già indicato, sarà costituito uno specifico Nucleo Tecnico di Supporto nell'ambito delle azioni gestite dall'amministrazione centrale.
3.3 Proposta motivata per l'individuazione del livello di amministrazione di attribuzione della titolarità e della responsabilità di gestione dell'asse di intervento proposto.
In relazione al necessario approccio unitario dei Programmi integrati d'area individuati nei vari ambiti nazionali della rete, si ritiene prioritario il percorso dalla programmazione negoziata per attivare le fasi di progettazione e realizzazione degli interventi attraverso degli accordi di programma (Stato-Regioni-Parti sociali) finalizzati anche al superamento degli attuali livelli di eterogeneità nella gestione delle aree naturali protette nazionali e regionali in una logica di integrazione territoriale.
La scelta attuativa del programma ricade sull'ipotesi di asse gestito dalle singole Regioni (o da consorzi di Regioni) con sezione gestita dal Ministero dell'Ambiente con le Amministrazioni centrali competenti.
I motivi di questa scelta operativa risiedono nei seguenti punti:
Gli strumenti operativi: La programmazione dei processi di sviluppo integrati verrà effettuata sulla base della cornice negoziale delle Intese istituzionali di programma rafforzando la necessaria unitarietà di strategia a livello territoriale; questo aspetto dovrà costituire il passaggio essenziale per garantire il coinvolgimento di una pluralità di soggetti (pubblici e privati) con una conseguente molteplicità delle fonti di finanziamento da orientare verso la realizzazione dei programmi. La programmazione negoziata introdotta dall'articolo 2, comma 203 della legge 662/96 prevede, tra gli altri, l'accordo di programma e il patto territoriale come strumenti operativi per l'attuazione dei piani che prevedano più tipologie di intervento destinate ad un obiettivo unitario.
Strumento operativo Attività Caratteristiche specifiche Riferimenti normativi Ambito proposto: Ambito proposto:
Programmi di intervento
Strumenti di concertazione e attuazione:
Accordi di programma
per la realizzazione di interventi o programmi per azioni integrate attivate soggetti pubblici e privati.
i Programmi integrati d'area-definizione e attuazione di opere o programmi di intervento;
-consenso locale
- individuazione del Ministro dell'Ambiente delle risorse finanziarie nazionali e comunitarie per l'attivazione degli accordi di programma
(Il Ministro dell'Ambiente può promuovere accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche nell'ambito dei sistemi territoriali dei parchi dell'arco alpino, dell'appennino, delle isole e di aree marine protette)
Programmazione negoziata
Partenariato:
Patti territoriali come strumenti di accordo tra soggetti pubblici e privati per interventi finalizzati allo sviluppo locale.
i Programmi integrati d'area- accordo tra soggetti pubblici e privati su un territorio specifico;
- processo di concertazione su programmi integrati;
- sviluppo locale.
Le azioni di supporto
Al fine di realizzare delle forme di assistenza concreta alle regioni e enti locali per le attività di programmazione, progettazione, realizzazione e gestione degli interventi il Ministero dell'Ambiente istituirà uno specifico Nucleo Tecnico di Supporto multidisciplinare come azione di sostegno integrata nella programmazione dei fondi strutturali 2000-2006, costituito da esperti individuati con selezione orientata e con specifiche competenze di settore.
3.4 Prime indicazioni sui potenziali beneficiari finali degli interventi.
L'unitarietà richiesta alla programmazione dei processi di sviluppo locale dei vari Programmi integrati d'area rende indispensabile un livello di concertazione preliminare dei programmi che investa le Amministrazioni centrali e regionali, le Parti sociali, le associazioni nazionali degli enti locali (UPI, ANCI e UNCEM), le associazioni di settore (imprese, attività agricole, artigianato, terziario, terzo settore).
Potenziali beneficiari finali degli interventi Ambiti territoriali Beneficiari finali pubblici Beneficiari finali privati Ambiti periurbani e costieri
Azioni di livello centrale
Ministero dell'Ambiente con le altre Amministrazioni centrali competenti negli ambiti previsti
Spazio montano
Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Enti di gestione delle aree naturali protette, Comunità dei Parchi
Consorzi locali, Soggetti associati, Associazioni riconosciute, Imprese, Imprese-cooperative
Regioni, Province, Comuni, Enti di gestione delle aree naturali protette
Soggetti associati, Imprese, Terzo settore, Associazioni riconosciute, Consorzi
Isole minori
Regioni, Province, Comuni, Enti di gestione delle aree naturali protette
Consorzi locali, Soggetti associati, Associazioni riconosciute, Imprese
3.5 Eventuali proposte per la semplificazione e l'accelerazione delle procedure di programmazione, selezione e attuazione degli interventi proposti
Sulla base delle linee attuative già individuate viene formulata la seguente ipotesi-proposta di percorso procedurale cui attenersi per la programmazione, selezione, e attuazione degli interventi, con le necessarie semplificazioni:
3.6 Indicazioni per le modalità di selezione degli interventi proposti
Il processo di selezione delle proposte di interventi nell'ambito della rete ecologica verrà avviato con la valutazione delle idee programma e degli studi di fattibilità esistenti o da avviare e procedendo, sotto il monitoraggio del Nucleo Tecnico di Supporto, sulla base degli elementi riportati di seguito.
Il criterio guida delle modalità di selezione nell'ambito delle linee di intervento individuate è rappresentato dal livello di priorità delle opere-azioni da realizzare; tale priorità verrà quindi definita in funzione di: