Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista Parchi:
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Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 2 - FEBBRAIO 1991



OSSERVATORIO REGIONI
a cura di Roberto Saini
La Regione Sardegna ha approvato,nelgiugno 1989, la propria legge-quadro in materia di parchi, riscrve e monumenli naturali nonchè di aree di particolare rilevanza naturalistica ed ambientale.
Nel panorama complessivo delle normative riguardanti le aree protette, questa legge si colloca nel filone, ormai consolidato, della istituzione e gestione di parchi e riserve attraverso un processo articolato per gradi: una prima fase nella quale si individuano le aree da tutelare (in questo caso già previste in un primo elenco allegato alla legge): una seconda fase costituita dall'istituzione con legge dell'area protetta; una terza fase relativa alla pianificazione puntuale di ogni area ed alla sua regolamentazione.
L'aspetto più significativo del provvedimento pare peraltro dovere essere
individuato nel fatto che, in una Regione di altissimo interesse arnbientale e soggetta a forti pressioni per lo sviluppo turistico soprattutto della costa, si è avviato, almeno sotto il profilo della volontà politica, un processo di pianificazione territoriale che tende a riconoscere ambiti di particolare pregio da gestire in modo più attento nei confronti del contesto ambientale.
Va inoltre ricordato che la stessa legge-quadro nazionale, seppure ancora da approvare, nelle sue differenti stesure ha sempre prestato attenzione alla Sardegna per la costituzione di aree protette di interesse nazionale tra cui spiccano il Golfo di Orosei ed il Gennargcntu che, peraltro, costituiscono un "unicum" territoriale irripetibile.
In questo quadro complessivo l'iniziativa sarda non può che essere giudicata molto positivamente: vi è però da chiedersi se, in questo anno e mezzo trascorso dalla promulgazione delle legge regionale, si sia mosso qualche passo ovvero si sia restati al palo della norma senza caricarla di effetti.
In concreto, anche sotto questo profilo, vi è da credere che l'attività posta in essere dalla Regione Sardegna stia in qualche modo concretizzandosi positivamente, con tutte le difficoltà proprie di questa politica: difficoltà che, peraltro, hanno caratterizzato e caratterizzano in generale ogni approccio in qualsiasi parte del nostro Paese. Nello specifico, comunque, sono stati posti in essere prime opere ed interventi di salvaguardia per tutte le aree già individuate dalla legge come meritevoli di tutela (quelle contenute nel citato allegato A); per sei aree, in particolare, sono già stati predisposti studi pianificatori sufficientemente concreti, tanto da far pensare di essere alle soglie della loro istituzione con specifica legge regionale; infine sono stati avviati studi e finanziate alcune opere su altri territori interessati a questa politica.
Pur essendo indubbiamente ancora presto per poter dare una valutazione sul processo di tutela avviato con la legge regionale sarda, senza dubbio bisogna riconoscere che, per lo meno nelle intenzioni e per i primi adempimenti, si è sulla strada buona per conseguire il risultato e l'obiettivo di costruire un sistema di aree protette anche per la Sardegna. Un'ultima riflessione riguarda le forme gestionali previste per i parchi e le riserve naturali sarde, forme evidentemente non ancora sperimentate, ma che hanno precedenti in altre realtà regionali e che debbono oggi comunque essere rapportate anche alla legge 142.
La normativa prevede infatti l'affidamento della gestione delle aree protette da parte dei Comuni, delle Comunità Montane, delle Province, dell'Azienda Forestale demaniale della Regione per quanto riguarda i terreni di sua proprietà e di Consorzi tra tali Enti.
Sul tema della gestione, come è noto, è in atto un dibattito molto articolato: ma deve essere considerato come un dato di fatto che le realtà gestionali debbono necessariamente essere rapportate alle singole situazioni locali e che pertanto è assai difficile valutare più o meno positivamente o negativamente le forme gestionali previste: soltanto l'effettivo avvio di una politica di conservazione potrà dare, nel caso sardo come in tutti gli altri casi, una risposta certa all'efficenza delle strutture e degli organi preposti alla tutela dei territori protetti.