Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista Parchi:
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Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 2 - FEBBRAIO 1991



Parchi e riserve marine
Giovanni Figli c Stefano Massone
Parchi e riserve marine dal costieuire importanti enunciazioni di legge (979/82; DDL quadro in materia di arce nalurali protene) cominciano a diventare iniziative concrete (istituzione delle riserve marine di Miramare ed Ustica). Attorno al problema dei parchi e dellc riserve marine si è avviato un dibattito che vede pcr principali protagonisti nella fase di studio individuazione e istituzione i Ministeri della Marina Mercantile e dell'Ambiente con ruoli talvolta sovrapposti e concorrenti istituti di ricerca società di consulenza associazioni di protezionc ambicntale.
Sono rimasti finora al margine dcl dibattito quei soggeni istituzionali che dovranno in ogni caso esprimersi sull'istruzione dcl parco ma che potranno anche avere un ruolo attivo nella sua gestione e funzionamento e che comunque costituiscono la rapprescntanza elettiva delle comunità locali.
A vari livelli e con i ruoli che a ciascuno di essi sono propri devono esscre chiamati ad intervenire nel dibattito le Rcgioni inttrcssate le Province i Comuni gli Enti ed organismi che gcstiscono parchi e riservc naturali coslieri o che li rappresentano e coordinano.
I principali punti sui quali coinvolgere i diversi soggetti in relazione alla complessa articolazione del tema dovrebbero esscre i seguenti.
  • a) Riscrve o parchi marini e tutela dagli inquinamenti.
    In relazione agli elementi che costituiscono il parco marino (i fondali c le acque del mare) è evidente la nccessità di un rigoroso controllo degli scarichi pcr garantire i più alti livelli di qualità delle acque e prcvenire inquinamenti. Da qui la necessità che lo Stato nel formulare programmi di finanziamento le Regioni nel predisporre e approvare i piani regionali di risanamento delle acque lc Provine a pari compiti di controllo ad esse attribuiti i Comuni singoli o associati preposti ad attuare gli interventi di trattamento dei refluo tcngano in particolare considerazione le zone di più "spiccato" interesse naturalistico ambientale destinate a parco o riserva marina e attribuiscano criteri prioritari alla depurazione e al controllo delle acque che interferiscono con il parco o la riserva stessa. Da ciò la necessità se si vuol ottenere un risultato complessivamente positivo e duraturo che tali Enti siano coinvolti sin dalle fasi iniziali nello studio nelle elaborazioni di piano e nelle proposte operative e gestionali attinenti il parco marino.
  • b) Riserve o parchi marini e difesa del suolo.
    La tutela del litorale presuppone una corretta gestione del territorio dei versanti retrostanti del bacino idrograrlco che con il proprio apporto solido contribuisce al ripascimento delle spiagge.
    La stessa compromissione dei fondali di poseidonia ed il loro interramento ha spesso origine dall'erosione superficiale delle parti emerse.
    Da qui la necessità di una pianificazione integrata terra e mare e di una presa di coscienza che ancora una volta la tutela dell 'ambiente marino e delle sue parti più pregiate e integre in particolare si può ottenere solo garantendo l'integrità e la buona conservazione del territorio che con esse interagisce.
    Per ottenere ciò è necessaria la coerenza ed il coordinamento tra gli strumenti ed i soggetti che operano nei diversi settori ed ai vari livelli: le Regioni i Comuni e ora le Province per la pianificazione territoriale l'autorità di bacino gli organi di Stato e gli interventi di settore.
  • c) Riserve e parchi marini e pianificazione della costa.
    E' evidente che data la natura dell'ambiente marino la previsione di tutela di brevi tratti di costa può avere significato solo se inserita in un piano più generale dell'asseno costiero che garantisca un corretto uso della parte di contatto terramare in tuno il suo sviluppo e attribuisca a ciascun tratto di costa una sua funzione.
    Da qui l'esigenza che siano definite le linee del
    "Piano generale" della costa prefigurato dal titolo I della L. 979 e chc in sede regionale, e ora anche provinciale, si proce con gli affidamenti alle varie scale.
    In questo senso ad esempio la Regione Liguria ha già operato attraverso lo studio di dettaglio della fascia costiera e intende operare in questa legislatura attraverso la mcssa a regime di una efficace disciplina di piano.
    Le riserve e i parchi marini possono conseguire specifici obiettivi di conservazione, di riqualificazione, di fruizione ambicntale, purchè coordinati, sin dalla fase dclla loro individuazione, con i restanti obiettivi o strumcnti dclla pianificazione.
  • d) Riserve e parchi marini c rcaltà socio-cconomiche
    Nella situazione dclla costa italiana, anche gli ambiti interessati da parchi marini sono di norma antropizzati e sedi di molteplici attività (pesca professionale, pcsca sportiva, trasporti marittimi, nautica da diporto, balneazione, immersioni subacquce, insediamenti costieri, ccc.); occorre pertanto analizzare quali norme di escrcizio di ciascuna attività provocano danni all'ambicnte marino che si intcnde tutelare e, nelle zone e nei casi in cui siano introdotte limitazioni a tali attività, occorre chc siano supportate da analisi scientifiche rigorose e motivate in maniera chiara e convincente.
    Una conoscenza approfondita dcllc rcaltà socio economiche locali c il presupposto imprescindibile pcr poter formulare una proposta che prcveda anche delle possibilità di sviluppo e attorno alla quale sia possibile aggregare non solo dissensi ma anche energie positive.
    Pcr far ciò occorre parlire dal coinvolgimento degli Enti locali, esprcssione dclle singole comunità, non neccssariamcnte per avere dci consensi ad ogni costo su tutto, ma pcr avere un quadro dclla situazionc più aderente possibile alla realtà sociale ed economica, sulla cui base formulare delle proposte praticabili.
  • e) Rapporti tra aree protcttc costiere e riscrve e parchi marini.
    E' frequcnte il caso chc allc zone costiere più integre, dcstinate a parco o riserva naturale, corrisponda un antistante ambicnte marino che prcsenti altrettanti motivi di interesse e richieda una analoga tutela.

In Liguria, ad esempio, in corrispondenza dei parchi regionali costieri del Monte di Portofino e delle Cinque Terre la legge 979/82 prevede l'istituzione di due riserve marine e un'ulteriore analoga previsione è contenuta dal DDL quadro sui parchi riguardo a un'isola Gallinara, già parco naturale regionale (L.R. 11/80).
L'unitarietà di ambiente fisico e la necessità di evitare che interventi non coordinati possano compromettere i fragili equilibri dell'interfaccia terramare, richiedono di affrontare il problema parco terrestre e parco marino in una visione integrata.
Da ciò deriva l'opportunità, peraltro già prevista dalla legge, di una gestione unitaria parco terrestre-parco marino, non solo pcr una efficace tutela dell'ambiente, ma anche per una miglior organizzazione della fruizione turistica, dell'attività didattica e della ricerca scientifica.
Non si può quindi prescindere dal coinvolgimento degli Enti ed organismi preposti alla gestione dei parchi costieri anche nella fase di formulazione di proposte sull'assetto del parco marino e sul suo funzionamento, per verificare congiuntamenle le previsioni di piano, gli indirizzi di gestione, le strutture operative ed evitare scollamenti o duplicazioni di iniziative che potrebbero essere più efficaci ed economiche se congiunte.

  • f) Forme di gestione di riserve e parchi marini. Le proposte sinora emerse dal dibattito sulle riserve e sui parchi marini non hanno ancora messo sufficientemente a fuoco il problema della loro gestione.
    Le espcrienze di riserve marine esistenti in Italia sono ancora troppo limitate e non possono costituire punti di rifacimento o di confronto generalizzabili. Emerge quindi la necessità di un approfondimento di questo aspetto, tutt'altro che secondario ma anzi fondamentale per un positivo esito dell'istituzione di un parco.
    Tra le soluzioni prospettabili c'è quella, nel caso che il parco marino sia antistante un parco terrestre, di affidame la gestione allo stesso ente, dotandolo di personale idoneo e qualificato e di mezzi necessari ai nuovi compiti d'istituto.
    C'è poi da valutare in merito all'assetto gcstionale del parco se le funzioni amministrative relative all'ora, fauna, parchi e riscrve naturali" attribuite dalle legge 142/90 alle Province possono intercssarc anche i parchi marini e comunque quale ruolo possono svolgere le strutture provinciali nella gestione dei parchi marini.
    Qualora la Provincia sia ente gestore di un parco costiero potrebbe, coerentemente con gli assunti di legge, gestire in maniera integrata anche il parco marino.
    Ma anche in altre ipotesi, volendo individuare un soggetto istituzionale rcsponsabile della gestione che sia ad un tempo a carattere sovraccomunale, interprete delle realtà locali e in ogni caso capace di coordinare gli aspetti pianificatori e di intervento che come abbiamo visto è necessario concorrano al buon esito del parco marino, la Provincia, purchè dotata di strutture operative idonee, può rappresentare una soluzione efficace e convincente. In ogni caso, qualunque sia il soggetto gestore del parco, appare neccssario, al fne di un coinvolgimento positivo dclle realtà locali e di un utile riscontro socio-economico, che attività promozionali, di fruizione, di ricerca, siano svolte in collaborazione con operatori locali, cooperative, associazioni sportive e di protezione ambientale, istituti o altri enti, privilegiando quelli esistenti in sede locale, piuttosto che da soggetti estranei.
    In conclusione occorre affrontare il tema complesso dei parchi marini tenendo conto della molteplicità delle componenti socio-ambientali che vi interagiscono e dei soggetti che a vario titolo sono interessati, non per dilazionare la soluzione dei problemi, ma per arrivare a sintesi progettuali efficaci ed operative.
    L'esperienza dei parchi terrestri ha dimostrato che per arrivare a risultati concreti le scorciatoie non servono: la strada da seguire è quella del coinvolgimento e del coordinamento delle iniziative.