Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista Parchi:
tutti i numeri online
Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 4 - OTTOBRE 1991



L'educazione ambientale
Andrea Vellutini e Lando Landi*

Per facilitare l'attuazione del progetto di educazione ambientale (esposto nei nostri precedenti articoli [1]) che ci proponiamo di realizzare durante le "Settimane ecologiche" il Consorzio del Parco Naturale della Maremma ha curato la pubblicazione di una collana che vuol essere uno specifico strumento didattico.
Per spiegare in che cosa consiste questa pubblicazione ci sembra indispensabile ricordare che il progetto muove da questo presupposto: per educazione ambientale deve intendersi un processo che, partendo dallo studio dell'ambiente come ecosistema, cioè visto come l'insieme delle relazioni esistenti tra gli organismi viventi e tra questi e le caratteristiche fisiche e chimiche della località geografica, si propone di fare acquisire la consapevolezza che l'uomo e il suo intervento sono elementi di tali relazioni. In quest'ottica l'educazione naturalistica viene distinta dall'educazione ambientale: la prima attraverso la conoscenza dei metodi e dei contenuti propri delle scienze della natura fornisce gli strumenti per capire i delicati equilibri che condizionano l'esistenza di tutti gli esseri viventi; la seconda, utilizzando questi strumenti, cerca di dare ai giovani non il rimpianto di un mondo perduto ma la consapevolezza delle potenzialità progettuali dell'uomo, riconosciuto come elemento attivo di un ambiente che comunque condiziona la sua sopravvivenza.
E' inoltre opportuno ricordare che il progetto, ispiratore della pubblicazione, per trarre il maggior profitto dalle "Settimane ecologiche", prevede due fasi: quella del soggiorno effettivo nel parco e quella della preparazione, indispensabile per far costruire ai ragazzi gli strumenti necessari per scoprire la realtà che si preparano ad esplorare.
La collana, seguendo la falsariga di alcuni curricoli innovativi diffusi, ormai da anni, nell'area anglosassone, non si limita a proporre possibili itinerari didattici agli insegnanti ma contiene anche materiale di lavoro per gli alunni. Pertanto essa si struttura in:

*) una "GUIDA PER L'INSEGNANTE"dal titolo "Il Parco Naturale della Maremma: una proposta educativa";

*) un "MANUALE PER GLI STUDENTI" dal titolo "Imparare a vedere. Se leggo dimentico, se ascolto ricordo, se faccio capisco";

*) uno "SCHEDARIO OPERATIVO" dal titolo "Una chiave per scoprire il Parco Naturale della Maremma"

[1] Vellutini A., "La funzione educativa: I' esperienza del Parco naturale della Maremma". PARCHI, n. 2.

Landi L., "11 Parco Naturale della Maremma come strumento di educazione ambientale". PARCHI, n. 3.

Il Parco Naturale della Maremma: una proposta educativa

Questo volume, che costituisce appunto "La guida per l'insegnante", cerca di aiutare i docenti a trarre il massimo profitto dalla "Settimana ecologica", con puntualizzazioni scientifiche e riflessioni pedagogiche ma soprattutto con suggerimenti pratici per svolgere, sia nella fase di preparazione, sia durante il soggiorno all'Uccellina, un lavoro educativo non solo di carattere naturalistico ma anche storico-sociale ed ambientale. In effetti la molteplicità dei sistemi naturali e le tracce dell'uomo leggibili nel paesaggio agrario e forestale, fanno di questo Parco un laboratorio ideale per la realizzazione di studi motivati da molteplici interessi.

Imparare a vedere.
Se leggo dimentico, se ascolto ricordo, se faccio capisco
Questo "Manuale per i ragazzi" fornisce direttamente ai giovani molte indicazioni per svolgere autonomamente e con metodo ricerche sul campo.
Il libro si presta ad un uso vario e flessibile. Può essere, ad esempio, utilizzato nella scuola da quelle classi che sono impegnate nel rinnovamento della didattica previsto dai vigenti programmi, ma anche, individualmente, da quei ragazzi "curiosi" che non si appagano di ammirare il mondo in superficie, ma ne vogliono scoprire personalmente i segreti.
Il testo fornisce infatti:

  • informazioni generali indispensabili per condurre, in modo significativo, sia le attività preparatorie al soggiorno, sia l'esplorazione del Parco;
  • Suggerimenti per svolgere, nella fase di preparazione alla "Settimana ecologica", alcune esperienze concernenti argomenti di carattere naturalistico, storico e ambientale;
  • indicazioni per esplorare gli ambienti, naturali e antropizzati, del Parco.
Una chiave per scoprire il Parco Naturale della Maremma
Questo "Schedario operativo" è un agile strumento per facilitare il lavoro sul campo. Esso infatti contiene:
  • "Schede per identificare" rapidamente piante e animali. Queste schede, oltre alle indicazioni essenziali per il riconoscimento delle principali specie faunistiche e vegetali presenti nel Parco, forniscono anche suggerimenti per l'identificazione delle tracce di alcuni animali e notizie, difficilmente ricavabili da una breve osservazione diretta, che possono risultare utili per stimolare il desiderio di conoscere in modo più approfondito la complessa rete di relazioni che intercorre tra gli esseri viventi.
  • "Schede per osservare" piante ed animali. Queste schede contengono utili suggerimenti operativi per condurre sistematiche osservazioni sul campo.
    Esse possono, inoltre, servire a prendere gli appunti necessari per riconoscere, a casa, su un manuale, una pianta o un animale del quale non è stata preparata la "scheda" per l'identificazione.
  • "Schede per fare": contengono suggerimenti per costruire semplici strumenti di osservazione e indicazioni sul loro uso.

Ciò che distingue questo "Schedario" dai molti manuali reperibili sul mercato è il tentativo di rendere attivo l'osservatore anzichè fornire, come altri fanno, un "pacchetto di informazioni già confezionato".
Per quanto sia stato preparato per i ragazzi, questo volume può sicuramente risultare utile anche per quegli adulti che, visitando il Parco Naturale della Maremma, non si accontentano di una superficiale ammirazione per le innegabili bellezze ambientali ma desiderano cominciare a penetrarne i segreti.
A questi tre volumi se ne aggiungerà un quarto dal titolo "Dalla scuola alla scuola" che raccoglierà le relazioni di alcune significative esperienze condotte da classi che hanno sperimentato il progetto e che possono costituire un punto di riferimento per altri insegnanti.
La collana è ricca di proposte didattiche tra le quali gli insegnanti potranno scegliere quelle che meglio rispondono agli interessi della classe e allo svolgimento del programma scolastico. A questo scopo il materiale è stato strutturato in "Unità didattiche" che possono venire assemblate in "Itinerari" diversi.
A titolo di esempio, gli Autori ne suggeriscono tre:

  • uno di educazione naturalistica uno di educazione storico-sociale uno di educazione ambientale che utilizzano in maniera diversa il materiale del progetto.

Per lo svolgimento di tutte le "Unità" (sia per quelle di carattere naturalistico sia per quelle di carattere storico e ambientale) gli Autori propongono una metodologia estremamente operativa. Essi infatti, convinti che una comprensione reale sia sempre il risultato di una scoperta personale, si prefiggono di guidare i ragazzi alla conoscenza attraverso semplici ma corretti procedimenti d'indagine.
Il metodo proposto non è inedito, sono infatti trascorsi più di 80 anni da quando J. Dewey identificò l"'educazione del pensiero" con la sua famosa "teoria dell'indagine" (Dewey J., 1910). E' però un metodo che l'ansia di conseguire un sempre più veloce sviluppo tecnologico (Bruner J., 1961) ha fatto abbandonare a favore di un addestramento disciplinare che, se nel migliore dei casi può portare ad un rapido apprendimento, pone però in secondo piano la formazione completa della personalità (cosa che noi riteniamo invece fondamentale per l'attuazione di una efficace educazione ambientale). Nella scuola italiana, in particolare, l'educazione del pensiero", per diverse ed opposte contingenze storiche, ha trovato sempre scarsi consensi. I vigenti programmi, giustamente, cercano di colmare questo vuoto e di conciliare le due diverse esigenze. Il testo del 1985 per la scuola elementare pone ad esempio tra gli obiettivi fondamentali dell'educazione scientifica:

  • c) La crescente padronanza di tecniche di indagine, da quelle di tipo osservativo, sino all'impiego in situazioni pratiche del procedimento sperimentale.
  • d) Lo sviluppo di un rapporto sempre più stretto e articolato tra il 'fare' e il 'pensare'. Il fare inteso come attività concreta manuale e osservativa, è riferimento insostituibile di conoscenze sia per le scienze della natura, sia per lo sviluppo di competenze tecnologiche. Tutti questi obiettivi, in parte comuni ad altre aree disciplinari, vanno perseguiti attraverso lo svolgimento e l'acquisizione di conoscenze riguardanti aspetti fondamentali sia del mondo fisico sia del mondo biologico, considerati nelle loro reciproche relazioni e nel loro rapporto con l'uomo".

Parimenti i programmi del 1979 per la scuola media affermano: "Si ribadisce comunque I 'efficacia di un contatto diretto con la natura e con l'ambiente umano, compiendo ricerche su ecosistemi facilmente raggiungibili e sugli aspetti delle trasformazioni che l'uomo ha operato sull'ambiente".
Nella scuola italiana, quindi, da qualche tempo si è cominciato a parlare "ufficialmente" di ricerca.
Purtroppo il modo con cui vengono svolte di solito queste ricerche lascia molto perplessi.
Infatti nella maggior parte delle classi, per quanto ci risulta, le indagini sono svolte quasi esclusivamente su materiale libresco ignorando, malgrado l'esplicito dettato dei programmi, ogni forma di attività manipolativa, individuale o di gruppo.
In sostanza queste "ricerche" non sembrano altro se non un modo diverso di fare quelle cose che sono sempre state fatte. La diversità consiste solo nel far leggere un'enciclopedia, o due o tre manuali diversi, invece dell'unico testo adottato dalla classe. Il peggio è che troppo spesso si dimentica che all'origine di un'indagine vi è sempre un problema da risolvere che costituisce la motivazione ad iniziare, trascurando il fatto che è proprio l'esistenza del problema che determina il coinvolgimento del ricercatore e fa sì che l'apprendimento sia sempre attivo e personale. In effetti la mancanza di ogni livello di età, dell'informazione verbale e scritta, l'importanza data alla ripetizione mnemonica, rendono indispensabile, nella scuola, l'uso di incentivi esterni come l'approvazione o il biasimo dell'insegnante e la competitività.
Secondo J. Dewey (1938) si può parlare correttamente di ricerca di due accezioni di diversa estensione:

  • 1. In senso lato è l'atteggiamento psicologico fondamentale dell'uomo che, fino dalle prime esperienze manipolative dell'infante, si pone in rapporto al proprio ambiente acquistando gradi successivi di consapevolezza di sé stesso e della realtà a lui esterna.
  • 2. In senso specifico la ricerca ha carattere scientifico. Essa è cioè un procedimento conoscitivo caratterizzato dalla riflessione sui processi inferenziali messi in atto per esaminarne la correttezza logica, e dalla preoccupazione di sottoporre a verifica intenzionale la validità delle conclusioni raggiunte.

Generalmente, nella vita di tutti i giorni, I'indagine (di cui al punto 1.) non si svolge in modo sistematico, per cui le conclusioni non oltrepassano gli stereotipi del senso comune. Un'azione educativa che si proponga di condurre i ragazzi ad ordinare la propria esperienza con la correttezza logica del pensiero scientifico non può fare a meno di considerare entrambi i momenti ora ricordati (il pensiero comune e il pensiero scientifico), per cui la progettazione di apprendimenti attraverso attività di ricerca se, da un lato, deve riconoscere l'importanza che hanno per gli allievi l'invenzione di strategie ed il raggiungimento di soluzioni personali, dall'altro, non può ignorare la necessità di avviare gli studenti all 'acquisizione di quei procedimenti e di quei concetti ordinatori che sono alla base di una moderna visione del mondo.
In questa prospettiva può essere recuperato il discorso pedagogico di J. Bruner sulle strutture (Buner J., 1961). Infatti un intervento educativo che tenga presente questa esigenza può, mediante esperienze di indagine opportunamente organizzate, favorire negli allievi il raggiungimento di quelle conoscenze che gli permetteranno di comprendere il mondo nel quale vive e di agire in esso.
Questo è ciò che si propone di raggiungere la collana con particolare riferimento (ma non solo!) ai problemi ecologici.
La pratica della ricerca, inoltre, comportando un continuo confronto delle idee personali con quelle degli altri membri del gruppo, e delle ipotesi con i risultati del lavoro, obbliga il ricercatore a rivedere continuamente il proprio punto di vista. In tal modo i ragazzi vengono acquistando la capacità di considerare i fenomeni da prospettive diverse. Dopo aver provato in prima persona il faticoso ed incerto processo della ricerca come strumento di conoscenza, è molto probabile che gli studenti (guidati dall'insegnante) acquisiscano gradualmente un atteggiamento critico nei confronti della conoscenza che li porrà in grado di valutare obiettivamente anche l'informazione proveniente da altri ricercatori; informazione che nella scuola tradizionale è generalmente recepita in modo del tutto passivo dai libri di testo e dalla voce degli insegnanti.
Questo atteggiamento, solitamente definito scientifico, non è però peculiare dello scienziato e non riguarda in maniera esclusiva i fenomeni della natura, ma è caratteristico della persona educata a pensare. Esso perciò costituisce l'obiettivo primario dell'educazione cognitiva intesa come formazione di una mente critica e creativa.
Riassumendo, ci preme sottolineare che, se l'obiettivo principale della collana è quello di fare acquisire ai giovani la consapevolezza che l ' uomo può trarre molti benefici dall'ambiente senza distruggerlo solo a patto che conosca il complesso gioco delle relazioni che condiziona la sua stessa esistenza, essa tiene presente anche altri fondamentali obiettivi educativi di carattere più generale come ad esempio: mantenere viva la curiosità dei ragazzi per il mondo circostante (Grazzini Hoffmann,1989), dare il gusto per la scoperta personale (Cobianchi M.,1990), sviluppare l 'intelligenza come capacità di porre e risolvere problemi (Dewey J.,1910), sviluppare la creatività come pensiero divergente e come produzione di ipotesi (Cropley A. J., 1967) ed infine porre, attraverso la costruzione dei concetti di ecosistema e di adattamento, le basi per comprendere il complicato meccanismo dell'evoluzione.
Anche se la collana è stata preparata per fornire un aiuto e una guida alle classi della scuola media e del secondo ciclo elementare che intendono affrontare l'esperienza delle "Settimane ecologiche" (che ormai da diversi anni si svolgono all'interno del Parco Naturale della Maremma), essa può offrire utili indicazioni anche a quegli insegnanti che vogliono far svolgere ai loro allievi ricerche di carattere naturalistico, storico e ambientale, anche fuori del territorio del Parco, in ottemperanza alle indicazioni dei vigenti programmi.

Bibliografila

Bruner J.,"The process of education". Harvard University Press, Cambridge, 1961

Cobianchi M., "Progetto di educazione ambientale nel Parco Naturale della Maremma". In Scuola e Città n. 9, 1990

CropleyA. J.,"Creativity". London, Longmans, Green & Co., 1967

DeweyJ,"Howwethink".Heath,Boston,1910 Dewey J.,"Logic, the Theory of Inquiry". Hamry Holt and Co., New York, 1938

Grazzini Hoffmann C., "Perchè e come le scienze nella prima scolarizzazione". In Un curricolo per la continuità, a cura di Pontecorvo C. La Nuova Italia, Firenze, 1989.

*Andrea Vellutini, Presidente del Parco Naturale della Maremma.

*Lando Landi, Docente della Facoltà di Magistero di Firenze.

Laboratorio Tecnologie educative.