Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista Parchi:
tutti i numeri online
Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 9 - GIUGNO 1993


Iniziative europee per la realizzazione dei parchi marini trasfrontalieri
Romina Braganza*

Attualmente esistono nel mondo circa 3.000 aree marine protette di vario tipo: parchi, riserve, oasi, santuari, zone di tutela biologica, aree pelagiche e riserve biogenetiche, parte delle quali comprendente anche la fascia costiera terrestre, in modo da realizzare una corretta integrazione delle strutture marine e terrestri.
Il primo Parco marino nel mondo ad essere istituito è stato quello d'Etlat nel Mar Rosso nel 1959. Negli anni successivi, molti altri Paesi seguirono l'esempio israeliano tra cui l'Australia, dove esiste il più esteso parco marino del mondo, circa 200 mila Kmq. La Russia e l'Ucraina hanno grandi parchi lungo le coste del Mar Nero. Famoso è quello di Karadag che comprende una vasta area della Crimea meridionale dalla fascia costiera al mare antistante.
Circa 30 anni fa la Francia istituì, a Port Cross, nelle Isole d'Hyeres, il primo parco marino del Mediterraneo. Esempio che fu seguito successivamente da Grecia, Spagna, Tunisia e Jugoslavia. Anche in Italia in questi ultimi anni sono stati istituiti o sono in fase di avanzata organizzazione numerosi parchi marini in base alla legge 979/82 e della legge 396/91. Tuttavia, essendo il Mar Mediterraneo un mare chiuso, la conservazione degli ambienti marini non può prescindere dalla considerazione che le "specie' oggetto di tutela non conoscono frontiere.
Occorre quindi un coordinamento internazionale nelle strategie di gestione non solo per una più efficace protezione, dato che i confini degli ecosistemi mediterranei non corrispondono a quelli politici, ma anche per l'educazione ambientale, la ricerca scientifica di base e la formazione professionale. Il protocollo di Ginevra, che risale al 1982, stabilisce la necessità che le aree protette siano collegate fra loro secondo norme e criteri comuni definiti da competenti organizzazioni internazionali. La rete di riserve biogenetiche, istituite dal Consiglio d'Europa, si basa sui seguenti principi affinchè un parco marino ne possa far parte deve avere innanzitutto un interesse europeo; esso, inoltre, deve poter contare su una appropriata organizzazione che assicuri un tipo di protezione e gestione.
In base alla convinzione già da tempo espressa dalla Comunità scientifica, che esista una evidente incongruenza fra i confini amministrativi e i confini degli ecosistemi per una sempre più efficace conservazione dei biotopi costieri, il Consiglio d'Europa organizzò a Bastia nel maggio del 1991, un convegno internazionale per stabilire se esistono le premesse per la creazione di parchi marini transfrontalieri nel Mediterraneo, gestiti congiuntamente da due nazioni confinanti e con strutture comuni per le attività culturali e di ricerca. In quella occasione fu messo in evidenza sia dagli studiosi che dalle autorità regionali della Corsica e della Sardegna il comune interesse per realizzare un unico parco sardo-corso alle Bocche di Bonifacio, comprendente il Parco dell'lsola corsa di Lavezzi e il costituendo parco delI'Arcipelago della Maddalena, previsto dalla legge-quadro sui parchi del 1992.
Come primo provvedimento di salvaguardia, il Ministero della Marina Mercantile, con decreto del 29 luglio 1992, istituì la Riserva marina protetta dell'lsola di Budelli (Sardegna). Successivamente i Ministeri francese ed italiano dell'Ambiente decisero il 31 ottobre 1992 ad Aosta di dare avvio alle procedure per la creazione della prima riserva marina internazionale nelle Bocche di Bonifacio .
E infatti in atto da tempo una stretta collaborazione scientifica tra il laboratorio di biologia marina di Lavazzi, I'Università di Sassari e i laboratori del Consorzio ricerche in Sardegna. E disponibile pertanto una ampia documentazione scientifica delle biocenosi marine e delle caratteristiche ecologiche generali di tutta l'area che è tra l'altro un importante centro di riproduzione delle cernie.
Successivamente, con decreto del 25 febbraio 1993, il Ministero della Marina Mercantile ha interdetto la navigazione, nelle Bocche di Bonifacio, alle navi petroliere, gasiere e chimichiere battenti bandiera italiana, divieto fatto anche dal Governo francese per le navi di bandiera francesi.
Sempre a Bastia fu presentato il progetto Pelagos, promosso da Rotary International, che propone forme di tutela comuni fra Italia, Francia e Principato di Monaco relative ad una vasta area del Mar Ligure compresa tra Corsica Settentrionale, Liguria e Provenza, dove si concentrano numerose specie di cetacei. Come risulta da numerose ricerche e dai recenti rilevamenti effettuati dal Centro di Bioacustica marina delI'Università di Pavia, vi è una costante presenza di balenottere, capodogli e delfini, la più alta di tutto il Mediterraneo.
Il Governo italiano ha già istituito, con decreto del 19 giugno 1991, un'ampia area di tutela biologica al largo delle coste liguri, comprendente anche acque non territoriali, per la protezione dei cetacei. A tal fine il 22 marzo 1993, è stata firmata a Bruxelles la dichiarazione congiunta tra i Ministri delI'Ambiente di Francia, Principato di Monaco e Italia, per crearne un Santuario.
In un colloquio tenutosi a Nizza nel novembre 1992, organizzato da quella Università presso il Centre d'Études et de Recherches de Biologie et d'Océanographie Médicale (Cerbon) cui prendevano parte studiosi francesi, italiani e monegaschi nonchè rappresentanti dei Ministeri interessati, del Consiglio d'Europa e dell'Unesco, sono stati ulteriormente sviluppati i temi discussi a Bastia. Inoltre è stata prospettata la possibilità di un grande parco transfrontaliero fra i parchi della Corsica e quello in avanzata fase di realizzazione dell'Arcipelago Toscano, di interesse unico per la sua vastità ed eterogeneità, nonchè l'importanza economica e naturalistica.
A Nizza è stata istituita una Commissione permanente italo-franco-monegasca, con il compito di far conoscere nelle appropriate sedi l'importanza di queste iniziative che ha suscitato interesse anche in altri Paesi del Mediterraneo. Recentemente è stata prospettata la possibilità di una più stretta collaborazione con la Croazia sui problemi della conservazione ambientale, mediante l'istituzione di parchi marini transfrontalieri, comprendenti il Parco del Conero nel Mar Adriatico e quello delle Isole Incoronate (Kornati) sulla costa dalmata. Di ciò si parlerà al prossimo Convegno di S. Teodoro in Sardegna (21-23 maggio), al quale è prevista la partecipazione di studiosi dell'Università di Zagabria.
I parchi marini transfrontalieri rappresentano senza dubbio un salto di qualità nella politica di conservazione ambientale e potranno contribuire in maniera sempre più efficace sia alla salvaguardia del Mediterraneo, sia alla cultura della conservazione in uno spirito di sempre più stretta collaborazione europea.

ICRAM (Istituto centrale per la ricerca scientifica e
tecnologica applicata al mare)