Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 13 - OTTOBRE 1994


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il ruolo del Corpo forestale dello Stato
Esimio Direttore, sono veramente dispiaciuto per l'articolo letto sulla sua rivista Parchi, del mese di febbraio numero 11 a pagina 79.
Non è la prima volta che mi capita di leggere degli articoli veramente poco obiettivi.
Come si può affermare, e far capire a chi legge, che 8.000 dipendenti del Corpo forestale dello Stato servono per gestire solo 300.000 ettari di patrimonio naturalistico (questo sì che è mostruoso), perché, gentilissimo direttore, in Italia gli 8.000 forestali non gestiscono solo quel patrimonio, ma da 160 anni sono impegnati come Comandi stazioni forestali a controllare e sorvegliare tutto il territorio nazionale (tranne le Regioni a statuto autonomo).
E' importante tener presente che i compiti non si esauriscono solo in questo, bensì c'è tutto il problema dell'utilizzazione boschiva (ricordiamoci che tantissimi boschi sono di proprietà privata), il servizio caccia e antibracconaggio, controllo cave e discariche, rifiuti speciali e smaltimento fanghi e relativo inquinamento del suolo e del sottosuolo, Cites, servizio antincendio boschivo, abusivismo edilizio (in modo particolare nelle zone boscate, aree protette e zone costiere), soccorso-emergenza neve e calamità naturali.
A proposito del buon funzionamento delle "cose", come ho letto sempre sulla sua rivista, Lei è proprio convinto che per far funzionare un parco e una riserva naturale basti prendere dei giovani del posto, fargli indossare una divisa, dar loro un distintivo e tutto è risolto? beh! Le dico che questo è solo teoria.
Ricordo bene quando c'era sul suo giornale (e ancora oggi) la polemica che i parchi nazionali dovevano essere vigilati dai guardiaparchi del posto, poiché le guardie forestali non potevano assolvere a questo compito.
Ma le chiedo, secondo Lei questo patrimonio di flora e di fauna è stato preservato dai vigili comunali e campestri oppure dagli enti tipo consorzi, le varie comunità montane o Regioni? credo di no, invece penso che, grazie all'impegno costante dei forestali (anche se chi opera commette degli errori) e di pochissimi ambientalisti (grazie anche alle loro denunce), si è conservato tutto il patrimonio naturalistico che oggi possiede il nostro Paese. Inoltre, il Corpo forestale oltre alle competenze tecniche che svolge quotidianamente è uno dei "cinque corpi" di polizia della Repubblica Italiana.
Infine, se Lei mi permette, non sono i bei discorsi, e nemmeno gli articoli dei giornali (anche se servono ad ampliare i problemi) a far funzionare e a gestire le aree protette e quindi lo stesso vale per il buon funzionamento della vigilanza, ma credo che sia necessario l'impegno e il sacrificio quotidiano, l'amore per la natura e il capire i problemi della gente che vive in quei territori; tutto questo si ottiene, secondo il mio modesto parere, col tempo, con l'esperienza e sicuramente con il patrimonio storico e personale e la dedizione di pochissimi forestali (siamo solo 8.000 su tutto il territorio nazionale).

Antonio Villani Guardia forestale dello Stato
Pubblichiamo volentieri la lettera di Villani che testimonia il disagio di una categoria, quella del Corpo forestale dello Stato, la cui mancata riforma, sempre elusa e rinviata nonostante precise scadenze di legge, alimenta disagi e crisi di identità.
Per quanto ci riguarda intendiamo riconfermare l'esigenza di una riforma che specie dopo il referendum per la soppressione del Ministero dell'agricoltura non è più prorogabile.
E come avviene in tutti i Paesi democratici del mondo noi pensiamo che il personale debba seguire le funzioni e le competenze. Se quelle del l'agricoltura devono passare alle Regioni è giusto che anche il Corpo forestale dello Stato sia regionalizzato.
Così non solo non si disperderanno le competenze e le esperienze acquisite ma saranno immesse in una rinnovata gestione della politica forestale che ha nelle aree protette un suo punto di forza.
In questa nuova visione il momento nazionale e quello regionale e locale potranno trovare un più adeguato equilibrio, senza 'separatismi' di corpo che oggi non hanno più alcuna valida ragione d'essere.