Federparchi
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali


PARCHI
Rivista del Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali
NUMERO 14 - FEBBRAIO 1995


La posizione delle associazioni venatorie
Carlo Fermariello, presidente di Arci-caccia

D. L'Arci-caccia sembra aver assunto posizioni di non attacco frontale alla legge 394, chiedendo invece della stessa una seria applicazione purché ciò non vanifichi la legge 157.
Concretamente che cosa propone l'Arci-caccia? R. L'Arci-caccia sostiene fermamente tanto la 394 che la 157. Le due leggi infatti consentono, per la prima volta, di programmare l'uso del territorio e di gestire responsabilmente le sue risorse faunistiche e ambientali. Esse vanno perciò applicate senza tentennamenti, contrastando con decisione l'ostruzionismo dei controriformatori e l'inerzia delle istituzioni. Certo, non neghiamo che tutte e due le leggi presentino qualche lato oscuro che sarà opportuno chiarire. Le eventuali modifiche però andrebbero apportate solo in itinere, nel corso cioè della realizzazione di ambedue i provvedimenti. Le leggi in questione, essendo complementari tra loro, è ovvio che debbano essere attuate contestualmente.
Una ordinata programmazione del territorio non sopporterebbe infatti che su di esso si localizzassero caoticamente le varie funzioni, pena i continui aggiustamenti e le necessarie riperimetrazioni. Tali funzioni (ambiti protetti, spazi per l'attività venatoria e per l'iniziativa privata), rispettando le indicazioni in percentuale della normativa in atto, è obbligatorio che siano individuate contemporaneamente. Il 1995 dovrà essere l'anno del decollo delle due riforme. Per questo obiettivo, per il quale, da tempo, l'Arcicaccia si è schierata in prima linea, occorre il massimo impegno di tutte le parti interessate (cacciatori, ambientalisti, coltivatori e istituzioni). Bandendo ogni residuo di polemica strumentale e fuorviante, la sfida dovrà essere raccolta e vinta.
Solo così si rinnoverà l'esercizio venatorio e, finalmente, nell'interesse generale, si ricomincerà a tutelare e a produrre non solo la fauna ma soprattutto l'intero ambiente naturale.

Giacomo Rosini, Federcaccia
D. La sua associazione ritiene necessario modificare la legge 394 sui parchi per dare corretta applicazione alla legge 157 sulla caccia e per questo avanza concrete proposte?
Non ritiene che riaprire il discorso sulla 394, in questo momento, non possa andare a rinfocolare quel fronte polemico e non costruttivo che ciclicamente affiora tra "ambientalisti" e cacciatori? R. La Federcaccia chiede che nell'applicazione della legge 394/91si rispetti il dettato della legge 157/92 che a proposito di parchi definisce principi e ambiti attuativi non contemplati nella legislazione generale. Non si può pensare né affermare che il legislatore e il Parlamento abbiano sbagliato allorché hanno ritenuto di affinare una legge venuta alla luce sei mesi prima. Proprio tale intervallo di tempo ha consentito di cogliere la necessità di alcune integrazioni e puntualizzazioni. In uno Stato di diritto le leggi vanno tutte rispettate e da tutti.
La Federcaccia chiede altresì che venga modificata la legge 394/91 per quanto concerne gli aspetti gestionali. Non si tratta quindi di una volontà contraria alla creazione di aree a più intensa tutela ambientale, bensì della convinzione che i criteri oggi in vigore e contemplati nella 394 appartengono alla cultura del "socialismo reale", mentre per parte nostra chiediamo l'avvento di una cultura capitalistica intesa come ricerca del miglior rapporto costi-benefici.
D'altra parte il fatto che in giro per l'Italia si moltiplichino le iniziative delle popolazioni locali contrarie alla politica dei parchi inaugurata con la 394/91 è questione che non dovrebbe dare adito a polemiche astratte o ideologiche bensì dovrebbe indurre tutte le parti in causa a ricercare soluzioni positive. Quanto alle polemiche tra ambientalisti e cacciatori, è bene che continuino a svilupparsi almeno fino a quando il mondo verde si convincerà che il popolo dei cacciatori è portatore di cultura ecologica con la quale conviene confrontarsi. Altro è il discorso del rapporto fra animalisti e cacciatori, ma non mi pare che sia questa la sede per affrontarlo.